Policy focus – 20 gennaio 2025

POLICY FOCUS – ITALIA 
▪️La commissione Bilancio della Camera ha espresso ieri il parere sullo schema di decreto legislativo recante revisione delle disposizioni in materia di accise. Nel parere, la commissione ripercorre i chiarimenti comunicati dal governo su sollecitazione del servizio studi. La quantificazione degli effetti finanziari derivanti dalla distinzione tra usi domestici e usi non domestici del gas naturale, introdotta, in luogo di quella vigente tra usi civili e usi industriali del medesimo gas, dall’articolo 26 del testo unico di cui al decreto legislativo n. 504 del 1995, come sostituito dall’articolo 1, comma 1, lettera e), dello schema di decreto in esame, è stata effettuata sulla base di una ripartizione in quattro scaglioni del volume dei consumi riclassificati da civili a non domestici, distintamente per le regioni del Nord e del Centro, da un lato, e per quelle del Sud, dall’altro, al fine di stimare, per ciascuno scaglione, la variazione del gettito dell’accisa sul gas naturale derivante dalla modifica delle aliquote per l’anno 2025, tenendo conto dell’applicazione delle nuove disposizioni a decorrere dal 1° luglio 2025. In particolare, si legge ancora nel parere, sulla base della ripartizione in scaglioni, la riduzione del gettito dell’accisa sarebbe imputabile solo al terzo e al quarto scaglione e sarebbe pari, per le regioni del Nord e del Centro, a 0,1 milioni di euro per il terzo scaglione e a 4,3 milioni di euro per il quarto scaglione, mentre per le regioni del Sud la riduzione sarebbe pari a 0,1 milioni di euro per il terzo scaglione e a 3,4 milioni di euro per il quarto scaglione. Per quanto riguarda gli effetti sul gettito Iva, per le regioni del Nord e del Centro, la riduzione sarebbe imputabile per 0,0001 milioni di euro al primo scaglione, per 0,0019 milioni di euro al secondo scaglione, per 0,0132 milioni di euro al terzo scaglione e per 0,669 milioni di euro al quarto scaglione, mentre per le regioni del Sud tale riduzione sarebbe imputabile per 0,0014 milioni di euro al secondo scaglione, per 0,090 milioni di euro al terzo scaglione e per 0,5285 milioni di euro al quarto scaglione.Entro il 20 gennaio sono attesi anche i pareri della commissione Finanze della Camera e delle commissioni Bilancio e Finanze del Senato.
▪️Al 31 dicembre del 2024, i progetti rinnovabili autorizzati che Terna sta per connettere alla rete aumentano ancora a 196 per 7,79 GW di nuova potenza (ad agosto 2024 erano 7,4 GW v. Staffetta 30/09/24). Si tratta di 137 progetti fotovoltaici per 5,85 GW e 59 progetti eolici onshore per 1,94 MW. Sono alcuni dei dati che si possono trovare sulla piattaforma Econnextion di Terna.

▪️I prezzi dei carburanti salgono più o meno ininterrottamente da un mese. Da una settimana se ne stanno occupando anche i mezzi di comunicazione di massa e, di conseguenza, il parlamento. Agli elementi rialzisti che riguardano tutto il mondo, in Italia si è aggiunto l’aumento della quota d’obbligo di miscelazione dei biocarburanti. E nella prima settimana dell’anno si era tornato a parlare di “allineamento” delle accise sul gasolio e sulla benzina (v. Staffetta 07/01). Un impegno che l’Italia ha assunto con l’Unione Europea perché l’aliquota inferiore sul diesel sarebbe un “sussidio ambientalmente dannoso” (uno dei più rilevanti, visto che varrebbe circa tre miliardi di euro). Un “sussidio”, vale la pena notare, che esite praticamente in tutta Europa ma che in Italia dovremmo affrettarci a eliminare, non si capisce bene perché.

▪️A politiche correnti, l’Italia non raggiungerà i suoi obiettivi al 2030 per la riduzione delle emissioni e l’efficienza. Gli scenari indicano invece che l’Italia raggiungerà il target del Piano energia e clima per quanto riguarda la penetrazione delle rinnovabili. Rispetto alla bozza del Pniec del 2023, nell’aggiornamento definitivo, inviato a Bruxelles nei tempi previsti a giugno del 2024 (v. Staffetta 01/07/24), il governo ha rivisto al ribasso gli obiettivi di rinnovabili termiche ed elettriche, mentre ha modificato al rialzo quelli nei trasporti e sull’idrogeno. Nel Pniec 2024, inoltre, si accorciano gli obiettivi di riduzione dei consumi di energia e aumentano i tagli delle emissioni di CO2 nei settori Ets ed Effort Sharing, mentre diminuiscono gli assorbimenti Lulucf. È quanto illustrato ieri dal gruppo di lavoro “monitor Pniec” di Agici nel corso dell’evento “Obiettivi Pniec al 2030: una sfida di tutti per il bene del Paese” che si è tenuto a Roma presso la sede del Gse.

▪️Generare profitti dalla vendita di veicoli elettrici e difendere i profitti provenienti dal mercato cinese. Sono le due principali sfide per i costruttori europei nel 2025, secondo un rapporto della banca d’affari americana Goldman Sachs dedicato al settore automobilistico europeo. Secondo Goldman Sachs, nel 2025 le vendite di auto 100% elettriche raggiungeranno una quota di mercato in Europa di circa il 19%, ma il vero punto interrogativo sarà rappresentato dalla capacità delle case automobilistiche di trarne profitto. “Fino a oggi i migliori produttori di auto elettriche hanno avuto margini lordi inferiori a quelli ottenuti dai produttori europei sui modelli endotermici. Da qui la domanda: gli Oem europei potranno essere più redditizi in futuro rispetto al passato?”.
POLICY FOCUS – EUROPA E MONDO
▪️Mercoledì l’agenzia di stampa statunitense Bloomberg ha pubblicato una notizia su Saipem, secondo cui l’azienda starebbe incontrando gravi problemi nell’attuazione dei lavori per le fondamenta del parco eolico offshore Courseulles-sur-Mer, in Normandia. Citando “fonti a conoscenza della questione”, Bloomberg ha scritto che Saipem “si troverà a dover sostenere sforamenti di spesa per centinaia di milioni di euro”, a causa di “attrezzature di perforazione difettose”, che determineranno lo slittamento di un anno, al 2026, dell’entrata in funzione dell’impianto. Né Edf, titolare del progetto, né Saipem hanno risposto alle domande in merito di Bloomberg. Nel frattempo, il titolo Saipem ha perso oltre il 6% tra mercoledì e questa mattina alle 13.

▪️Secondo Goldman Sachs, i gruppi tedeschi hanno perso il 36% degli utili in Cina nel 2024, calo che sale al 46% se si confronta con il picco raggiunto nel 2022. “Sia Ford che GM hanno visto la redditività delle loro filiali cinesi ridotta a zero. Il mercato fa bene a chiedersi se lo stesso potrebbe accadere agli Oem europei”.

▪️L’amministrazione Biden ha formalizzato il regolamento che impone il divieto alla vendita e all’importazione negli Stati Uniti di veicoli con tecnologie di origine cinese. Il dispositivo riguarda anche componenti o ricambi commercializzati separatamente dalle auto. La norma si applica non solo alla Cina, ma anche alla Russia. Il dispositivo è stato definito dal Bureau of Industry and Security del Dipartimento del Commercio, arriva dopo un lungo processo normativo ed è stato elaborato per timore che queste tecnologie possano rappresentare “un rischio indebito e inaccettabile per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti. Le auto oggi non sono solo acciaio su ruote, sono computer”, ha spiegato il segretario al Commercio degli Stati Uniti, Gina Raimondo.

▪️In una lettera firmata dal presidente dell’associazione europea dei costruttori, Ola Källenius, l’associazione è tornata a indicare alle istituzioni europee le priorità del settore automobilistico “per garantire la competitività futura e guidare la decarbonizzazione”. In particolare, Acea ha chiesto “un percorso realistico per decarbonizzare l’industria automobilistica, guidato dal mercato e non dalle sanzioni”, di attuare le raccomandazioni del rapporto Draghi e di “creare un quadro normativo che migliori la competitività delle industrie europee”, promuovendo “nuovi approcci per creare relazioni commerciali globali e reciprocamente vantaggiose per l’Ue per continuare a beneficiare di scambi commerciali liberi ed equi. Il Green Deal europeo deve essere sottoposto a un controllo di realtà e a un riallineamento per renderlo meno rigido, più flessibile e per trasformare la decarbonizzazione dell’industria automobilistica in un modello di business redditizio. Ma sia chiaro: l’industria automobilistica dell’UE resta impegnata nell’obiettivo di neutralità climatica al 2050, nonché nel passaggio al trasporto e alla mobilità a emissioni zero”, ha dichiarato Källenius, che oltre ad essere presidente di Acea è anche ceo di Mercedes-Benz. Secondo l’associazione, l’azione più urgente di cui l’industria ha bisogno ora è una soluzione “per alleviare i costi di conformità per auto e furgoni all’obiettivo di emissioni di CO2 al 2025”.
POLICY FOCUS – MERCATI
▪️Nonostante il calo di dicembre, l’anno per i mezzi pesanti a metano si chiude in sostanziale pareggio, con un calo del Gnc e un aumento del Gnl; e nonostante la rincorsa degli ultimi mesi, nel comparto autobus l’elettrico non riesce a sorpassare il metano. Sono i principali spunti che emergono dai dati relativi alle immatricolazioni di mezzi pesanti in dicembre e nell’intero 2024, elaborati da Anfia (v. Staffetta 10/12/24).

▪️È previsto a giorni l’arrivo nel porto di Genova di “Green Pearl”, la nave per il bunkeraggio di Gnl noleggiata da Axpo ad agosto 2023 (v. Staffetta 28/08/23). Una volta terminati i lavori di allestimento nel capoluogo ligure, la nave, si legge in una nota congiunta con Gas and Heat e il cantiere navale San Giorgio del Porto, diventerà il primo esempio galleggiante di applicazione della tecnologia per operazioni ship-to-truck continuative.

▪️Mercato internazionale. Corsa dei greggi sui circuiti elettronici internazionali con il Brent che ha toccato quota 82 $, prima di scendere. Anche il Wti è salito sopra quota 80 $ per poi ripiegare. Le tensioni tuttavia tra i trader sono alte, perché si teme un calo di offerta a causa delle ultime sanzioni Usa che mettono fuori gioco la flotta ombra russa. Anche il dato delle scorte di greggio in forte calo ha fornito uno spunto per un rialzo dei benchmark che ha spinto anche i prodotti petroliferi. Nella settimana monitorata il Brent di marzo è salito a 81,29 $/b (+4,37 rispetto a giovedì scorso). Il Wti di febbraio ha guadagnato 4,76 $, portandosi a 78,68 $/b. -1,50). Il Paniere Opec sul mercato fisico ha toccato quota 83,15 $/b, incamerando 7,02 $. Rispetto alla settimana scorsa in Mediterraneo la media delle quotazioni Cif della benzina 10ppm si è attestata a 763,63 dollari a tonnellata (+28,38), quella del diesel 10ppm a 763,00 (+48,50), del gasolio 0,1 a 742,75 (+43,50), dell’o.c. Btz a 490,88 (+13,38) dell’o.c. Atz a 458,63 (+6,13).

▪️Mercato interno. Rivenditori penalizzati dalla corsa del Cif Med e dal contemporaneo indebolimento del cambio euro/dollaro nelle indicative della Bce. Rispetto a venerdì scorso, in base alle indicazioni giornaliere del Mediterraneo, la benzina è schizzata di 33 euro per mille litri, il gasolio autotrazione (agricolo e motopesca) di 53, il gasolio risca 0,1 di 51, e il denso Btz di 27 euro per mille chili. Questa mattina la benzina è rincarata di 6 euro, i gasoli di 11 e il denso Btz di 9. Lunedì la benzina ritraccerà di 7 euro, il gasolio autotrazione e l’agricolo di 1 scarso, il risca di 3 e il denso Btz di 8. Stabile la media settimanale del Gpl miscela (uso comb).

Per approfondire le informazioni del Policy Focus puoi trovare dettaglio su: StaffettaQuotidiana, QE, AGEEI