È previsto per lunedì 20 l’attracco a Piombino della Fsru Golar Tundra, il rigassificatore galleggiante acquistato da Snam. Lunedì alle 11 la società terrà un punto stampa in piazzale radice di ormeggio, primo prolungamento molo “Batteria” Porto di Piombino (LI). Il ministro delle Imprese e made in Italy, Adolfo Urso, e il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto, hanno firmato il decreto ministeriale relativo agli stabilimenti di proprietà della società Isab (Impianto Igcc e raffinerie), che definisce le misure volte a consentire il bilanciamento tra le esigenze di continuità dell’attività produttiva e di salvaguardia dell’occupazione, e la tutela della sicurezza sul luogo di lavoro, della salute e dell’ambiente. Il decreto ministeriale dà seguito al Dpcm firmato il 4 febbraio scorso, che dichiarava il complesso degli stabilimenti di proprietà della società Isab di interesse strategico nazionale, ai sensi del decreto-legge 207, tenuto conto del settore in cui opera, del numero degli occupati e del rilievo che la produzione assume per l’autonomia energetica della nazione Il Consiglio dei ministri, riunitosi ieri pomeriggio, ha approvato, con procedure d’urgenza, il disegno di legge di delega al Governo per la riforma fiscale. Via libera anche al Dpcm di riorganizzazione del ministero dell’Economia, al decreto-legge sul ponte sullo Stretto di Messina e al Ddl sull’autonomia differenziata. La riforma del sistema fiscale, si legge nella nota di Palazzo Chigi, costituisce un elemento chiave del programma di Governo, volto al rilancio strutturale dell’Italia sul piano economico e sociale. Il disegno di legge individua, tra i principali obiettivi di carattere generale, l’impulso alla crescita economica e alla natalità, mediante la riduzione del carico fiscale, l’aumento dell’efficienza della struttura dei tributi e l’individuazione di meccanismi fiscali di sostegno a famiglie, lavoratori e imprese. Entro ventiquattro mesi dalla data di entrata in vigore della legge, il Governo è delegato ad emanare uno o più decreti legislativi di organica e complessiva revisione del sistema fiscale. Inoltre, sarà effettuato il riassetto delle disposizioni di diritto tributario in modo da raccogliere le norme in Testi unici per tipologia di imposta e da redigere uno specifico Codice. Una combinazione di centrali nucleari alimentate con torio e fonti rinnovabili “potrà dare il colpo definitivo alla nostra dipendenza dalle fonti fossili in Europa”. Lo ha detto l’a.d. di Enel Francesco Starace in un’intervista alla Cnn. Una piattaforma cloud che fornisce gli strumenti tecnologici necessari alla gestione e all’ottimizzazione dei flussi all’interno delle comunità energetiche e di autoconsumo collettivo, per massimizzare i benefici a favore della collettività: questo l’obiettivo dell’azione congiunta di Sopra Steria e Henshin Group. La soluzione realizzata da Sopra Steria, operatore europeo attivo nella consulenza, nei servizi digitali e nello sviluppo di software, supportata dall’infrastruttura tecnologica Movens di Henshin, è in grado di raccogliere qualsiasi dato standardizzato proveniente da dispositivi IoT (Internet of Things) e sviluppare specifici verticali di mercato. Attraverso il monitoraggio in tempo reale dei flussi energetici e l’utilizzo di algoritmi di machine learning e intelligenza artificiale, la soluzione proposta, si legge in una nota, fornisce una risposta efficace e integrata per la gestione di comunità energetiche rinnovabili, energy management ed electric vehicle ottimizzando l’utilizzo energetico e abilitando al tempo stesso gli elementi di flessibilità propri delle smart grid.
POLICY FOCUS – EUROPA
Il minimo sindacale. Questo il titolo più appropriato per la proposta di riforma del mercato elettrico, avanzata dalla Commissione europea, resa nota il 14 marzo, che, alla luce dei risultati della consultazione sulla precedente bozza, ne ha rielaborato il contenuto. Rispetto alla bozza, la prima parte del documento è praticamente inalterata. Viene replicata la difesa d’ufficio del Mercato del giorno prima (Mgp), anche se la Commissione deve riconoscere che nel 2022 il gas è stato il più importante “price setter” sul mercato elettrico, con un numero di ore in cui il prezzo del kWh è stato determinato dai combustibili fossili in misura eccedente la loro quota nella produzione elettrica. Dopo di che iniziano i passi indietro, a partire da una affermazione sorprendente: secondo il modello utilizzato dalla Commissione, nel 2030 la generazione elettrica rinnovabile dovrà soddisfare il 69% della relativa domanda per centrare gli obiettivi del piano REPowerEU. Una percentuale che fa a pugni con l’odierno consenso generale: per realizzare il target di REPowerEU – coprire con le rinnovabili il 45% della domanda totale di energia al 2030 – la componente elettrica dovrà raggiungere l’80-85% della corrispondente domanda. Non è differenza di poco conto. A un anno dall’invasione dell’Ucraina, la Russia sta esportando grossomodo la stessa quantità di greggio e prodotti petroliferi verso il mercato mondiale: nel mese di febbraio scorso, da Mosca sono stati spediti 7,5 milioni di barili al giorno, in calo rispetto agli 8 milioni di barili al giorno del mese di gennaio. Nel dettaglio, sono stati esportati 4,9 milioni di barili giorno di greggio e 2,6 milioni di barili al girono di prodotti petroliferi. I ricavi di febbraio però sono diminuiti a 11,6 miliardi di dollari, dai 14,3 milioni di dollari del mese di gennaio. I consumi mancanti europei sono stati completamente assorbiti da Cina e India. Nel mese di febbraio le consegne di greggio russo verso l’Europa sono diminuite di 2,1 milioni b/g, mentre le esportazioni verso l’India sono aumentate di 1,6 mln b/g, quelle verso al Cina di 500.000 b/g. Facilitare la produzione di idrogeno rinnovabile all’interno dell’UE e le importazioni, colmando il fabbisogno di investimenti e mettendo in collegamento la futura offerta di idrogeno con la domanda 20 milioni di tonnellate posta come obiettivo europeo. È lo scopo della Banca europea dell’idrogeno, su cu la Commissione europea ieri ha pubblicato una comunicazione, nell’ambito del piano per l’industria verde. Lo stop alla vendita di auto benzina e diesel dal 2035 continua ad animare il dibattito europeo, dopo il cambio di rotta di Germania e Italia. Alle accuse del ministro francese Le Maire di voler minare gli interessi dell’industria auto francese, il ministro tedesco Lindner ha risposto definendo “deplorevole” il tentativo della Francia di voler arrivare a “una resa dei conti” sull’argomento. Berlino intanto consolida l’alleanza con Roma e Varsavia e trova l’appoggio di altri 5 Paesi membri nel contrastare tutti i principali dossier sull’auto aperti dalla Commissione europea: a Strasburgo, una riunione dei ministri dei Trasporti di Germania, Italia, Polonia, Repubblica Ceca, Ungheria, Romania, Slovacchia e Portogallo è servita a chiarire che anche le proposte della Commissione sul nuovo regolamento Euro 7 e sulla riduzione delle emissioni di CO2 per i mezzi pesanti rischiano di naufragare.In settimana la Commissione ha presentato altre due proposte nel quadro del Green Deal e della risposta all’Ira Usa: nel Net Zero Industry Act e nel Critical Raw Materials Act Bruxelles ha fissato gli obiettivi per il 2030 in termini di produzione interna di tecnologie green – tra cui le batterie – e approvvigionamento e raffinazione dei minerali essenziali per la transizione.
POLICY FOCUS – MERCATI
Mercato internazionale. Negli ultimi sette giorni monitorati le quotazioni di greggi e prodotti sono scese parecchio, in preda al panico generato dal fallimento di Svb e dalla crisi di Credit Suisse. Nella settimana monitorata, il Paniere Opec, composto da 13 greggi diversi, è sceso a 73,75 dollari al barile (-10,65), il Light crude a 68,35 (-7,37), il Brent a 74,70 (-6,89). In merito ai prodotti, la media delle quotazioni Cif della benzina 10 ppm è scivolata a 840,13 $/t (-50,13), del gasolio 10 ppm a 766,5 (-47,88), del risca 0,1% a 743,13 (-49,88) del Btz a 416,25 (-61,13), dell’Atz a 372,38 (-27,63). In particolare sul mercato Cif di Rotterdam la quotazione del diesel 10 ppm presenta oscillazioni che vanno da un minimo di 770,5 ad un massimo di 771 dollari tonnellata, quelle della benzina da 855,5 a 856. Mercato interno. Trend ribassista grazie al tonfo delle quotazioni dei prodotti petroliferi in Mediterraneo, in scia a quanto accaduto sui circuiti elettronici internazionali dei greggi per le tensioni innescate dalle crisi bancarie. Rispetto a venerdì scorso, in base alle indicazioni giornaliere del Mediterraneo, la benzina è scivolata di 42 euro per mille litri, il gasolio autotrazione (agricolo e motopesca) di 57, come il gasolio risca 0,1, e il denso Btz di 61 euro per mille chili. Questa mattina la benzina, in base al Cif Med, doveva crollare di 26 euro, i gasoli autotrazione e agricolo di 42, il risca di 44 e il denso Btz di 28. Tuttavia il ribasso non è stato totalmente recepito dalle compagnie. Lunedì la benzina dovrebbe rimbalzare di 14 euro, i gasoli di 9 e il denso Btz di 5. Stabilità per la media settimanale del Gpl miscela (uso comb.). Continua il miglioramento delle aspettative di crescita per l’economia mondiale rispetto alla fine dello scorso anno, ma le recenti turbolenze finanziarie, unite all’incognita del conflitto russo-ucraino, mantengono l’incertezza sui mercati. Gli ultimi aggiornamenti macroeconomici, in attesa dei dati sul primo trimestre dell’anno, mostrano un miglioramento dell’inflazione per il 2023 sia negli Stati Uniti che in Europa. L’inflazione annua americana è stata stimata al 6% a febbraio contro il 6,4% di gennaio, il dato più basso da settembre 2021. Anche il dato mensile è in calo, +0,4% contro +0,5% del mese precedente (fonte: US Bureau of Labor Statistics).Più alta, ma sempre in calo, l’inflazione europea, con un indice stimato su base annua all’8,5% (-0,1 punti percentuali rispetto a gennaio). L’indice, tuttavia, beneficia della forte riduzione della componente energia, ora stimata ad un rialzo del 13,7% contro il +18,9% del mese precedente (fonte: Eurostat), mentre tutte le altre componenti risultano aumentate. L’inflazione core (depurata da energia e prodotti alimentari non lavorati), infatti, cresce ancora al 5,6%, erodendo ulteriormente il potere d’acquisto.