| POLICY FOCUS – ITALIA |
| ▪️I gruppi parlamentari della Camera hanno iniziato a segnalare alla commissione Bilancio gli emendamenti prioritari alla Manovra. Sono per il momento 313 le proposte di modifica, cui se ne aggiungeranno altre entro la scdenza di domani mattina alle 9. Dovranno essere in tutto non più di 600 i segnalati, da ripartire in una quota di 250 per la maggioranza, 320 per l’opposizione e 30 per il gruppo Misto. Di seguito una sintetica rassegna di quelle riguardanti energia, acqua e rifiuti. La 7.3 (M5S) per la rimodulazione degli sgravi per i fringe benefit per le auto aziendali; le proposte 8.15 (Lega) 8.16 (M5S), 8.17 (PD) 8.18 (FI) e 8.36 (M5S) sul Superbonus; la 8.044 (Lega) per incentivi per l’acquisto di grandi elettrodomesticiad elevata efficienza energetica con contestuale riciclo degli apparecchi obsoleti; la 8.0133 (M5S) per l’efficientamento energetico dell’illuminazione pubblica; la 19.07 (Avs) su assunzioni nella PA da finanziare con la riduzione dei Sussidi dannosi per l’ambiente (Sad) per 1,7 miliardi a decorrere dal 2025; la 47.4 (PD, M5S, Avs, firmata dai segretari) sulla riduzione dei Sad per 5,5 miliardi; la 60.044 (Avs) per il monitoraggio dei Pfas nelle acque destinate al consumo umano; la 71.01 (Lega) per interventi in materia di infrastrutture e trasporti; la 72.3 (PD) per l’efficientamento della spesa mediante la revisione dei sussidi ambientalmente dannosi (3 miliardi per ciascuno degli anni 2025, 2026 e 2027); la 73.013 (Lega) “Disposizioni in materia portuale”; la 74.025 (M5S) per la maggiorazione del credito d’imposta per l’acquisto di beni mobili strumentali 4.0; la 77.083 (M5S) per il Fondo per la transizione ecosostenibile della moda; la 82.0145 (M5S) “Misure per contrastare gli sprechi delle risorse idriche sotterranee”; la 93.01 (PD) per il contrasto al dissesto idrogeologico e per la difesa del suolo; la 93.02 (M5S) “Esigenze connesse alla crisi idrica”; la 93.030 (M5S) “Misure per il completamento della Carta GeologicaUfficiale d’Italia”; la 94.013 (Avs) “Programma nazionale di interventi per l’adattamento ai cambiamenti climatici in ambito urbano”; la 94.024 (FI) “Rideterminazione della durata delle concessioni del servizio idrico integrato ai fini della realizzazione di opere pubbliche di particolare complessità o di rilevante impatto”; la 94.032 (M5S) “Fondo interventi di rimessa in efficienza delle opere idrauliche e di recupero e miglioramento della funzionalità idraulica dei reticoli idrografici”; la 94.033 (Lega) per la messa in sicurezza e l’ammodernamento del sistema idrico del Peschiera (20 milioni nel 2026 e 30 nel 2027); la 97.1 e la 97.2 (Lega) “Finanziamento del trasporto pubblico locale”; la 104.5 (PD) “Efficientamento della spesa mediante la revisione dei sussidi ambientalmente dannosi” (570 milioni per il 2025, 1.570 per ciascuno degli anni dal 2026 al 2028 e 2.500 per l’anno 2029); la 104.47 (PD) “Efficientamento della spesa mediante la revisione dei sussidi ambientalmente dannosi” (370,4 milioni per ciascuno degli anni 2025 e 2026, 776 milioni per l’anno 2027, 998,2 milioni per l’anno 2028, 1.193,3 milioni per l’anno 2029 e 1.470,1 milioni a decorrere dall’anno 2030); la 110.96 (Lega) “Misure in materia di personale delle Autorità di bacino distrettuali”; la 120.035 (M5S) “Disposizioni sui costi del servizio idrico e incentivi per il risparmio idrico in agricoltura attraverso l’istituzione di certificati blu”; la 120.038 (M5S) “Fondo per la riduzione dell’inquinamento da sostanze poli e perfluoroalchiliche”; la 123.05 (PD) “Rifinanziamento del fondo a copertura dell’indennizzo per i danni agli immobili derivanti dall’esposizione prolungata all’inquinamento provocato dagli stabilimenti siderurgici di Taranto del gruppo Ilva”. ▪️Il Gse ha pubblicato i bandi della sedicesima procedura di Aste e Registri a supporto dello sviluppo degli impianti a fonti rinnovabili. In palio ci sono circa 384 MW di potenza non assegnati nelle precedenti procedure. Nel dettaglio, sono disponibili circa 278 NW per il registro fotovoltaico in sostituzione di amianto; 61 MW per il registro rifacimenti; 45 MW per l’asta idroelettrico/gas di depurazione (con tariffa base di 92,164 €/MWh). I contingenti possono comunque essere riallocati in caso di presentazione di richieste in altre categorie. Per eolico e fotovoltaico la tariffa a base d’asta è di 78,175 €/MWh. Per i rifacimenti di 82,289 €/MWh per l’eolico e di 94,045 €/MWh idroelettrico e a gas residuati dei processi di depurazione. ▪️Il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica ha firmato lo scorso 23 ottobre il decreto che istituisce lo sportello unico per le energie rinnovabili (Suer, “Istituzione della piattaforma unica digitale per impianti a fonti rinnovabili di cui all’articolo 19 del decreto legislativo 8 novembre 2021, n. 199”). ▪️“Il ruolo del solare nella transizione energetica: temi e questioni nella valutazione di impatto ambientale” è il titolo del convegno organizzato dalla Commissione Pnrr Pniec, che si terrà lunedì prossimo 25 novembre al Gse. Interverranno tra gli altri l’amministratore delegato del Gse Vinicio Vigilante e il presidente della Commissione Massimiliano Atelli. ▪️Il centrosinistra si conferma alla presidenza dell’Emilia Romagna e torna a governare l’Umbria. Lo scrutinio dei voti si è concluso nella notte. In Emilia Romagna, dove l’affluenza è stata del 46,42% degli aventi diritto (-21 punti rispetto alle precedenti regionali), Michele de Pascale ha prevalso su Elena Ugolini con il 56,77% dei voti; in Umbria, dove ha votato il 52,3 per cento degli elettori (meno del 64,69% delle precedenti consultazioni), si è affermata Stefania Proietti con il 52,30% dei voti.De Pascale è sostenuto da Partito democratico, Alleanza verdi e sinistra, Civici, Movimento 5 stelle e Riformisti Emilia-Romagna futura; Proietti da PD, M5S, Umbria Domani, Alleanza verdi e sinistra, Umbria per la sanità pubblica, Umbria Futura – Riformisti e Civici, Civici Umbri. Il PD ha quasi doppiato Fratelli d’Italia in Emilia Romagna (42,90% contro 23,80%) ed è molto avanti anche in Umbria (31,08 contro 19,49%).Diversi gli spunti “energetici” nei programmi dei due candidati eletti . De Pascale, in particolare, da sindaco di Ravenna è da diverso tempo in “prima linea” sul fronte dell’energia: dalle polemiche sul blocca trivelle (v. Staffetta 01/04/19) al sostegno al Gnl e all’eolico offshore. Nel capitolo “Energie rinnovabili” del programma elettorale, de Pascale sottolinea l’importanza di “una politica europea forte e coesa mentre il Governo italiano, all’opposto, prospetta venti diverse politiche regionali con l’autonomia differenziata”. La Regione approverà “un nuovo Piano energetico regionale di respiro decennale” e “nei primi 100 giorni” anche “la nuova legge regionale sulle superfici e aree idonee per l’installazione di impianti a fonti rinnovabili, nel rispetto dei target fissati, per mettere fine all’attuale giungla e conflittualità sul territorio, salvaguardando il paesaggio e le produzioni agricole, sostenendo e semplificando gli investimenti dove più coerenti (coperture dei capannoni e degli edifici in generale, parcheggi, aree dismesse e residuali, ecc.) e pianificando con gli enti locali e in accordo con le parti sociali le aree maggiormente vocate”. L’Emilia-Romagna, si legge ancora, “vuole puntare ad essere la regione con il più significativo investimento per l’eolico offshore”, mentre per il fotovoltaico “intendiamo promuovere uno sviluppo diffuso e su larga scala sia su tetti, coperture e parcheggi che sui terreni individuati come aree idonee, favorendo al di fuori dei terreni marginali non utilizzati dall’agricoltura, soluzioni di agri-voltaico anche come misura di adattamento delle colture alla crisi climatica”. Per gli impianti a terra dovrà essere “garantita la mitigazione paesaggistica, la reversibilità degli interventi, la non impermeabilizzazione del suolo e il completo ripristino dei terreni a fine vita dell’impianto”. Il nuovo Piano “dovrà inoltre identificare i fabbisogni di adeguamento e potenziamento della rete elettrica regionale, compresi gli stoccaggiutility scale”. Sul fronte delle comunità energetiche rinnovabili e solidali (Cers), “rinnoveremo il nostro sostegno con adeguati stanziamenti e strumenti di accompagnamento della legge regionale esistente nell’ottica di una maggior giustizia ambientale e sociale”. Nel settore agricolo “bisogna puntare all’autonomia energetica del settore” agricolo attraverso “l’agro-voltaico certificato, il biometano e l’adeguamento dei mezzi agricoli”.Quanto alla qualità dell’aria, “intendiamo dare attuazione alle misure del Pair 2030 intervenendo in modo trasversale e integrato sui principali settori di emissione: il riscaldamento domestico, promuovendo l’efficienza energetica e accelerando l’uscita dal gas; i trasporti, con investimenti coerenti sulle infrastrutture per la riduzione del traffico su gomma e l’elettrificazione del parco circolante; l’agricoltura, sostenendo la copertura degli stoccaggi e l’adozione di idonee pratiche di spandimento; le attività produttive, spingendo sulle migliori tecniche disponibili e sull’abbandono dei combustibili fossili come fonte di energia. Intendiamo inoltre potenziare il sistema di monitoraggio della qualità dell’aria sfruttando anche i dati raccolti dai cittadini (citizen science). La legge regionale sul clima rappresenterà una cornice normativa per la definizione di una strategia di azioni trasversali per la neutralità carbonica – comprese quelle che intervengono sulle diverse fonti emissive inquinanti – e per la mitigazione e l’adattamento ai cambiamenti climatici, con un approccio unitario nell’impiego di strumenti, fondi ed incentivi”.Infine, il trasporto pubblico locale “sarà oggetto di una costante innovazione delle flotte e dei servizi” con “un mix ragionato di sistemi di trazione”.Venendo all’Umbria, la proposta più significativa di Proietti riguarda le Acciaierie speciali Terni (Ast): “allentare il peso del caro energia attraverso la costituzione di una società mista pubblico-privato tra Regione, comuni e azienda, dando all’Ast la possibilità di acquisire quote di partecipazione che andranno a regime sul polo idroelettrico della città”, mentre nell’immediato, sempre rispetto al caro energia, “va sostenuta l’azienda nella partita delle risorse del pacchetto di misure italiane per la siderurgia sostenibile” e fatto “un bando rivolto alle industrie energivore per la messa disposizione della quota di energia ceduta gratuitamente dal concessionario ai sensi dell’articolo 21 della legge regionale 1/2023 che costituirebbe circa il 5 per cento della quantità di energia elettrica consumata annualmente da Ast”.Tra le altre proposte, l’incentivazione attraverso il finanziamento della nuova legge regionale 6/2024 e la conseguente pubblicazione di bandi, della nascita di comunità energetiche rinnovabili; lo stimolo alla “realizzazione di coperture fotovoltaiche su ogni tetto disponibile a partire dalle attività industriali, dei centri logistici e delle aree commerciali”; il sostegno all’attività di ricerca e sviluppo per interventi nei settori “hard to abate”; il sostegno alla realizzazione di sistemi e tecnologie di accumulo, a partire dalla produzione di idrogeno verde e dalla realizzazione di invasi per il pompaggio idroelettrico. Quanto alle concessioni idroelettriche, la cui produzione rappresenta circa un quinto dell’intero fabbisogno regionale, “le attuali concessioni, ad esclusione di due già scadute, sono in scadenza nell’anno 2029” e, si legge nel programma, “dai bilanci economici dei concessionari consultabili pubblicamente si evince, relativamente al comparto idroelettrico, un margine operativo lordo di centinaia di milioni di euro a fronte di canoni concessori che nel migliore dei casi non superano i dieci milioni di euro. Attraverso la legge regionale 1/2023, adottata nel recepimento del primo DL Semplificazioni, la regione può entrare direttamente nella gestione di tale asset strategico, ottenendo un immediato riscontro energetico-finanziario, in favore della popolazione umbra. È per questo fondamentale – si legge – l’aggiornamento dell’ultimo piano energetico regionale partendo dall’analisi attuale dei fabbisogni e degli scenari futuri anche in vista del progressivo aumento della domanda di energia elettrica”.Sostegno al fotovoltaico e, “con le massime prudenze e cautele, in qualche misura” anche all’eolico, anche perché “è dimostrato” che l’eolico “è integrabile anche nella natura e nelle attività agricole” e “gli impatti sull’avifauna sono limitati e vi sono tecnologie mature che consentono di gestire le interazioni”. Per questo l’Umbria “dovrà favorire gli investimenti per la realizzazione di impianti in energie rinnovabili superando incertezze normative e riducendo drasticamente le tempistiche lungaggini autorizzative di un’attenta pianificazione territoriale e tutela del paesaggio”. Nel programma non si parla della definizione delle aree idonee, attualmente oggetto di una legislazione particolarmente restrittiva. Il nuovo piano energetico dovrà colmare “i ritardi accumulati in Umbria nelle rinnovabili. Sempre più impianti solari ed eolici – integrati nel paesaggio, con limitato consumo di suolo e possibilmente attraverso comunità energetiche”. L’Umbria “diventi modello d’avanguardia nella neutralità climatica in particolare nei settori energivori e hard to abate con innovazioni nella filiera dell’idrogeno e delle biomasse legnose”. ▪️Il Consiglio regionale della Sardegna ha avviato oggi l’esame del Ddl 45 sulle aree idonee (v. Staffetta 15/11). Il Consiglio ha respinto una questione pregiudiziale presentata dal consigliere di Sardegna 20Venti Stefano Tunis, con cui si chiedeva una valutazione del pronunciamento del Consiglio di Stato che ha sospeso in parte il decreto ministeriale in materia (v. Staffetta 14/11). ▪️Mercoledì la commissione Esteri esamina la Relazione sullo stato di attuazione del Piano Mattei, aggiornata al 10 ottobre 2024 (esame Doc. CCXXXIII, n. 1 – relatore Calovini). Mercoledì la commissione Bilancio esamina lo schema di decreto legislativo “Disciplina in materia di regimi amministrativi per la produzione di energia da fonti rinnovabili” (atto n. 187), con votazioni.Votazioni sul Testo unico Fer sono previste da oggi anche nelle commissioni Ambiente e Attività produttive. Al voto in settimana anche sulla Legge annuale per il mercato e la concorrenza 2023 (C. 2022).Passando al Senato, oggi in commissione Politiche UE prosegue l’esame del Ddl 1258 “Legge di delegazione europea 2024”.In commissione Bilancio prosegue l’esame del Ddl 1274 di conversione del Decreto Fiscale 155/2024.In commissione Ambiente prosegue l’esame del Testo unico Fer e del Correttivo codice dei contratti pubblici, oltre che del DL Ambiente (Ddl 1272 di conversione del DL 153/2024). |
| POLICY FOCUS – EUROPA E MONDO |
| ▪️Il governo sta ragionando a una possibile proroga delle concessioni per la distribuzione elettrica, che scadrebbero nel 2030, ma a fronte di un piano di investimenti da parte dei concessionari uscenti. Lo ha spiegato il ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto, rispondendo a una domanda della Staffetta a margine di un evento al padiglione italiano alla Cop29 di Baku, in Azerbaigian. ▪️I ministri di tutto il mondo sono arrivati a Baku, in Azerbaigian, per chiudere le trattative sul comunicato finale della Cop29, la conferenza delle Nazioni unite sul clima, che da programma finisce venerdì 22 novembre. Le distanze tra i negoziatori restano molte, soprattutto dopo che il vertice dei Paesi G20 a Rio de Janeiro, in Brasile, si è concluso con un accordo vago sul tema principale in discussione Cop, e cioè i nuovi obiettivi di finanza climatica. Le grandi economie del mondo hanno chiesto un impegno nell’ordine “dei mille miliardi”, in linea con quanto chiesto dai Paesi in via di sviluppo, ma senza definire le modalità in cui i Paesi più ricchi dovrebbero finanziare la transizione nei Paesi più poveri. ▪️Il governo ha inviato la scorsa settimana al Parlamento la relazione sullo stato di attuazione del “Piano Mattei per l’Africa” approvata lo scorso 10 ottobre dalla cabina di regia. La relazione, si legge, recepisce i commenti e le integrazioni avanzate dai partecipanti nella riunione di approvazione. Oltre a riferire sullo stato di attuazione generale, la relazione presenta una serie di “schede esemplificative” relative “ad alcune delle numerose progettualità”. ▪️Le emissioni di gas setta nei settori coperti dall’Ets sono scese del 16,5% nel 2023, con una particolare accelerazione nel settore energetico, grazie alla crescita delle rinnovabili e alla sostituzione del carbone con il gas. Rispetto al 2005 la riduzione è del 47,6%, in linea con l’obiettivo del -62% al 2030. I numeri sono nel rapporto sul mercato del carbonio pubblicato oggi dalla Commissione europea. Ad aumentare sono state solo le emissioni dell’aviazione intraeuropea (+10% circa rispetto al 2022). Il calo delle emissioni è stato agevolato, scrive Bruxelles, “da un segnale di prezzo del carbonio sostenuto e robusto”, mentre “la Market Stability Reserve ha continuato a rimuovere le quote in eccesso”. |
| POLICY FOCUS – MERCATI |
| ▪️Corsa delle quotazioni dei greggi sui circuiti elettronici internazionali, che hanno sfiorato rialzi del 3%, per il rischio aumento delle tensioni geopolitiche innescate dall’ultima mossa del presidente Usa uscente, Joe Biden, di rimuovere le restrizioni all’uso di sistemi d’arma a lungo raggio da parte dell’Ucraina in territorio russo. Il Brent con consegna a gennaio ha incamerato in un colpo solo 2,26 $ portandosi a 73,30 $/b e su New York il Wti di dicembre è passato di mano a 69,16 $/b con un rialzo di 2,14 $. Stabile il paniere Opec sul mercato fisico a 71,20 $/b (+0,09). Sul mercato del Mediterraneo la media delle quotazioni Cif della benzina senza piombo ieri si è attestata a 710,38 dollari a tonnellata (+10,00), quella del diesel 10ppm a 698,88 (+17,13), del gasolio 0,1 a 687,00 (+19,13), dell’o.c. Btz a 477,00 (+5,75) e dell’o.c. Atz a 423,13 (-5,88). Quotazioni indicative in dollari/tonnellata (in parentesi euro/tonnellata): benzina senza piombo 696/705 (660/668), gasoli 670/703 (635/666), Btz 461/474 (437/449), Atz 400/432 (379/409). Quotazione del cambio euro/dollaro di martedì ancora valido: 1,0552. ▪️Nel 2023 hanno lasciato l’Unione europea 1,4 milioni di tonnellate di rottami di alluminio, il 13% in più rispetto all’anno precedente: una vera e propria “fuga”, soprattutto verso i paesi dell’Estremo Oriente, dove vengono lavorati con bassi standard ambientali e sfruttando sussidi che danneggiano il Vecchio Continente e l’Italia. Servono interventi a tutela del settore, politiche europee in grado di garantire che il rottame venga inviato solo a paesi terzi in grado di certificare gli stessi standard ambientali richiesti agli Stati membri. Per tutelare l’industria nazionale occorrerà anche garantire pari condizioni operative nel mercato interno, soprattutto con riferimento ai prezzi dell’energia. |
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