| POLICY FOCUS – ITALIA |
| ▪️Nella Gazzetta Ufficiale n. 15 del 20 gennaio è pubblicato il decreto legislativo 9 gennaio 2026, n. 5 “Attuazione della direttiva (UE) 2023/2413 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 ottobre 2023, che modifica la direttiva (UE) 2018/2001, il regolamento (UE) 2018/1999 e la direttiva n. 98/70/CE per quanto riguarda la promozione dell’energia da fonti rinnovabili e che abroga la direttiva (UE) 2015/652 del Consiglio”.Si tratta dell’atteso Dlgs Red III sulle rinnovabili.Rispetto al testo approvato in prima lettura dal Consiglio dei ministri (v. Staffetta 16/10/25) viene inserita all’articolo 8 “Modifiche all’articolo 11 del decreto legislativo 8 novembre 2021, n. 199” la destinazione, a decorrere dal 2026, di una quota annua dei proventi derivanti dalla messa all’asta delle quote di emissione di CO2 di competenza del ministero dell’Ambiente “in via prioritaria a misure di incentivazione funzionali al raggiungimento degli obiettivi di utilizzo dei combustibili rinnovabili di origine non biologica, incluso l’idrogeno rinnovabile nell’industria e nel settore dei trasporti”.All’articolo 9 il “contributo dei combustibili rinnovabili di origine non biologica nell’industria”.All’articolo 12 le prescrizioni per la posa in opera degli impianti di produzione di calore da risorsa geotermica.All’articolo 16 le norme sulle rinnovabili nei trasporti, presenti in una prima bozza e poi espunte (v. Staffetta 07/10/25). ▪️Il consiglio dei ministri ha approvato in esame preliminare lo schema di decreto legislativo di attuazione della direttiva UE 2024/1203 dell’11 aprile 2024 sulla tutela penale dell’ambiente che sostituisce le direttive 2008/99/CE e 2009/123/CE.Si tratta della direttiva Ecoreati. Lka delega per il recepimento è stata approvata lo scorso anno ▪️Nella Gazzetta Ufficiale n. 15 del 20 gennaio è pubblicata la legge 15 gennaio 2026, n. 4 “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 21 novembre 2025, n. 175, recante misure urgenti in materia di Piano Transizione 5.0 e di produzione di energia da fonti rinnovabili”.Si tratta della conversione in legge del DL Transizione, che introduce tra l’altro nuove disposizioni sulle aree idonee per gli impianti di produzione energetica da fonti rinnovabili (v. Staffetta 15/01). ▪️In Italia ci sono quattro impianti produttivi di bioetanolo a uso carburante. La capacità produttiva di bioetanolo avanzato è di 150mila tonnellate l’anno. La produzione viene tuttavia destinata quasi interamente a Francia e Svizzera. Giusto Sonatrach ha iniziato di recente a miscelare nella raffineria di Augusta – tre autobotti di benzina E5, con massimo il 5% di bioetanolo prodotto dall’azienda Ima Biofuels di Partinico (Palermo), con stabilimento produttivo a Trapani. Perché dunque la filiera italiana non riesce a decollare? A che punto è lo sviluppo industriale?Le domande sono state al centro oggi del seminario organizzato a Roma dall’associazione di settore Assodistil.Il bioetanolo, si legge nella nota diffusa al termine dell’evento, “rappresenta uno degli strumenti più efficaci e immediatamente disponibili per ridurre le emissioni del settore dei trasporti, eppure l’Italia continua a non sfruttarne il potenziale”. L’associazione punta il dito sui “presunti vincoli logistici” che frenano il settore, insieme alla normativa incompleta, ricordando i “forti interessi in gioco” e “le recenti richieste al Governo di sospendere l’aumento di quote delle biobenzine per il 2026”, richieste avanzate da Unem in Parlamento (v. Staffetta 07/11/25). Una situazione paradossale, secondo l’associazione, visto che i consumi di benzina in Italia sono in crescita costante e le previsioni indicano un ulteriore aumento nei prossimi anni. ▪️In una settimana di relativa calma, la commissione Ambiente del Senato ha deciso di rispolverare una vecchia indagine conoscitiva sul presente e sul futuro dell’autoproduzione da fonti rinnovabili e dei sistemi di accumulo. L’indagine era stata deliberata a settembre del 2024, ma poi la commissione non aveva tenuto nessuna audizione. Stamattina, per quasi tre ore, sono stati quindi ascoltati i rappresentati delle associazioni ambientaliste e delle associazioni delle rinnovabili, e quindi Kyoto Club, Asvis, Ecco think tank, Elettricità Futura, Italia Solare, Fiper, Aiget, Assoesco, Coordimento Free e Anie Rinnovabili. Letizia Magaldi, presidente di Kyoto Club, ha chiesto in particolare ai legislatori una programmazione stabile delle aste per gli accumuli del capacity market e del Macse, il rafforzamento della capacità autorizzativa del ministero dell’Ambiente e delle Regioni, a partire dalla norma sull’assistenza del Gse inserita nel DL Bollette, e la pubblicazione in tempi rapidi del decreto per le rinnovabili elettriche, che incentiverà l’elettrificazione del calore industriale.Enrico Giovannini, direttore scientifico di Asvis ed ex ministro dei Trasporti, ha proposto di puntare sulla “pluralità” più che sulla “neutralità tecnologica”. Giovannini ha fatto subito un esempio: nel Piano di ripresa, da ministro del governo Draghi, aveva introdotto i finanziamenti per il trasporto a idrogeno; oggi, però, le batterie si sono rivelate una scelta migliore per decarbonizzare il trasporto pesante e ferroviario.Michele Governatori, esperto senior Energia di Ecco think tank, ha chiesto un maggiore impegno sullo sviluppo dei servizi di flessibilità, che possono aiutare a ridurre i prezzi delle bollette e ad aumentare la penetrazione delle energie rinnovabili.Il direttore generale di Elettricità Futura, Giorgio Boneschi, ha sottolineato la necessità di avviare le aste del FerX definitivo e del nuovo meccanismo FerZ, di inserire nel DL Energia misure di incentivi alle bioenergie, e di chiarire definitivamente la normativa sulle piccole e sulle grandi concessioni idroelettriche.Il responsabile legislativo di Italia Solare, Luciano Barra, ha avanzato una serie di proposte per promuovere l’autoproduzione e i sistemi di accumulo: rendere strutturale al 50% la detrazione fiscale per il fotovoltaico residenziale; creare un fondo di garanzia pubblico per le aziende che installano fotovoltaico; rivedere alcune norme del Testo unico rinnovabili che rendono più complesse le autorizzazioni; promuovere i piccoli accumuli associati agli impianti fotovoltaici, obbligandoli però, allo stesso tempo, a essere sempre visibili e a disposizione dei gestori di rete.Vanessa Gallo, segretaria generale di Fiper, ha fatto alcune proposte per promuovere le biomasse: dal rafforzamento della filiera forestale, al recepimento della direttiva Red III, a un quadro normativo chiaro sul nuovo Ets, fino ai prezzi minimi garantiti da rendere strutturali.Il vicepresidente di Aiget, Piergiacomo Sibiano, ha chiesto di allungare i tempi per la realizzazione delle comunità energetiche, appena passate dal Pnrr a una “facility” con scadenza alla fine del 2027, e di rafforzare lo sconto in fattura per i domestici, in particolare i vulnerabili, che scelgono l’autoproduzione. Il presidente di Assoesco, Giacomo Cantarella, ha evidenziato l’esigenza di una maggiore stabilità normativa sui piccoli impianti; di un atto d’indirizzo che ricordi ai comuni che, nel caso di impianti in autoconsumo, le compensazioni non sono dovute; di una priorità di connessione per l’autoconsumo; di interventi per favorire l’aggregazione delle comunità energetiche, che altrimenti avranno difficoltà a sopravvivere in futuro.Attilio Piattelli, presidente del coordinamento Free, ha sottolineato tre punti che possono ridurre il costo delle rinnovabili e della loro integrazione nella rete: l’abbinamento di eolico e fotovoltaico, che riduce il bisogno di accumuli stagionali; gli impianti utility scale affiancati all’autoproduzione, che permettono di ridurre i costi; l’aumento delle interconnessioni, che permettono di esportare gli eccessi di produzione rinnovabile.Il segretario di Anie Rinnovabili, Michelangelo Lafronza, ha sottolineato come, da qualche anno, l’installazione di impianti in autoproduzione risulti in calo. Pesa in particolare l’instabilità normativa. Lafronza ha proposto una stabilizzazione delle detrazioni fiscali al 50% e un rafforzamento delle comunità energetiche, abbinate a nuove semplificazioni autorizzative. Il presidente del gruppo Sistemi di accumulo di Anie, Raffaello Teani, ha proposto infine che i piccoli accumuli siano sempre visibili ai gestori di rete, di ripensare le aste Macse, perché la prima ha favorito solo pochi operatori, e di puntare sulle filiere europee e sulle nuove tecnologie di accumulo. ▪️Il Tar Lombardia prolunga le fornitura di gas delle acciaierie di Piombino fino a gennaio 2027, salvo provvedimenti diversi del Consiglio di Stato. E’ quanto prevede un’ordinanza pubblicata ieri, che conferma la sospensione – già disposta dal Tar a fine 2025 con provvedimento monocratico urgente – di un provvedimento con cui l’Arera aveva respinto la richiesta del proprietario (da 2018 il gruppo siderurgico anglo indiano Liberty House Group) di prorogare la fornitura in regime cd di “servizio di default trasporto”. Quest’ultimo, si ricorda, è un regime di fornitura di ultima istanza erogato direttamente da Snam nei casi in cui un grande consumatore resti sprovvisto di un fornitore commerciale, ma che può prolungarsi solo per un periodo di tempo determinato e naturalmente a condizione che il cliente sia in regola con i pagamenti. Come già segnalato anche l’ex ILva si trova in questa condizione. |
| POLICY FOCUS – EUROPA E MONDO |
| ▪️Milano unisce l’Italia agli Emirati Arabi: una delegazione di Abu Dhabi è in visita nel capoluogo lombardo da ieri, e il prossimo 22 gennaio, presso Borsa Italiana, la confindustriale Assolombarda si prepara a firmare un memorandum of understanding con l’Abu Dhabi Investment Office al termine dell’Abu Dhabi Investment Forum, evento organizzato dal governo emiratino per la prima volta in Italia. All’appuntamento, come si legge dal programma che la Staffetta ha potuto visionare in anteprima, prenderà parte anche Cassa Depositi e Prestiti.Mentre avvengono questi scambi, Palazzo Chigi approverà oggi in Consiglio dei ministri la “Ratifica ed esecuzione dell’Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo degli Emirati Arabi Uniti di cooperazione nel settore della difesa, fatto a Roma il 24 febbraio 2025”, documento alla base dei motivi della visita, visto che, come ha tenuto a sottolineare l’Abu Dhabi Media Office, il viaggio “si inserisce nell’ambito della storica partnership strategica tra Emirati Arabi Uniti e Italia annunciata nel febbraio 2025, supportata da impegni di investimento fino a 40 miliardi di dollari (147 miliardi di AED) in settori ad alta tecnologia, intelligenza artificiale e data center, transizione energetica, spazio, connettività, tecnologie idriche, tecnologie dell’informazione e della comunicazione, piccole e medie imprese e start-up, agricoltura, aviazione civile, istruzione, cultura e assistenza sanitaria”.La delegazione economica guidata dal Dipartimento per lo Sviluppo Economico di Abu Dhabi (ADDED) conta oltre 100 alti funzionari e dirigenti del settore pubblico e privato, tra cui rappresentanti della Camera di Commercio e Industria di Abu Dhabi (ADCCI), dell’ADGM, dell’Abu Dhabi Investment Office (ADIO), della Dogana di Abu Dhabi e di Hub71, che fa da collettore per lo sviluppo tecnologico. Il gruppo ha deciso di venire in Italia per quattro giorni “nell’ambito degli sforzi in corso di Abu Dhabi per approfondire le partnership strategiche e ampliare l’impegno economico internazionale, al fine di rafforzare ulteriormente la posizione dell’emirato come polo di attrazione globale per talenti, imprese e investimenti”. La visita si aggiunge ad altre già svolte nelle principali capitali e centri finanziari nel 2025, e Milano è la prima in ambito europeo.La delegazione incontrerà “funzionari del governo italiano”, leader aziendali e investitori “per esplorare nuove opportunità di cooperazione e partnership strategiche a lungo termine”. Non vengono dettagliati gli incontri, a quanto appreso dalla Staffetta, Eni, che opera nel paese arabo nell’esplorazione, nello sviluppo e nella produzione di idrocarburi e gas naturale, nella raffinazione e nella chimica, parteciperà ma non con dirigenti di primo livello, attualmente impegnati a Davos, mentre ancora non è stato resto noto nel programma chi ci sarà per Cdp.L’evento del 22 punta a riunire aziende e investitori italiani con i decisori di Abu Dhabi “per esplorare opportunità in settori ad alta crescita” e rafforzare ulteriormente la posizione degli Emirati “come partner affidabile e a lungo termine per le aziende e gli investitori italiani che desiderano investire ad Abu Dhabi ed espandersi a livello globale”. Oltre a Cdp, e al presidente di Assolombarda, Alvise Biffi, ai panel parteciperanno anche l’ambasciatore degli Emirati Arabi in Italia, Abdulla Ali AlSubousi, First Abu Dhabi Bank, Borsa Italiana e Intesa San Paolo.Secondo i dati emiratini, oltre 680 aziende italiane operano ad Abu Dhabi nei settori dell’energia, dell’edilizia, della produzione avanzata, dei servizi finanziari, della tecnologia, dell’istruzione e dei servizi professionali. Nel 2025, il numero di nuove imprese italiane stabilite nell’emirato è aumentato del 29%.Ahmed Jasim Al Zaabi, Presidente di ADDED, ha dichiarato: “L’Italia è un partner chiave” e l’incontro “aprirà nuove opportunità, stimolando lo sviluppo economico”. ▪️Su proposta della ministra francese dei Territori d’Oltremare Naïma Moutchou, Victor Alonso è stato nominato con decreto del Presidente della Repubblica membro del consiglio di amministrazione della Commissione di regolamentazione dell’energia (Cre) con decorrenza da oggi 20 gennaio 2026. All’interno del Cda della Cre, Alonso si concentrerà in particolare sulle sfide delle zone non interconnesse (Zni), che ha avuto modo di conoscere in diverse occasioni nel corso della sua carriera. Il Consiglio torna così a contare cinque membri dopo che a ottobre era sceso a quattro per l’uscita di Lova Rinel Rajaoarinelina, andata a fare da consigliera del presidente uscente del Madagascar Andry Rajoelina, poi costretto alle dimissioni dalla presa del potere dei militari nel Paese africano. |
| POLICY FOCUS – MERCATI |
| ▪️Il 2025 è stato un anno da record per i volumi di future su petrolio e gas e anche per quelli di elettricità a breve termine scambiati sulle borse di due big del settore, l’americana Ice e la tedesca Epex. ▪️Sui circuiti elettronici internazionali, i prezzi del petrolio sono diminuiti dopo che si sono attenuate le preoccupazioni relative a possibili attacchi statunitensi in Iran e alla conseguente interruzione di greggio iraniano, nel giorno in cui in Usa si è festeggiato il Martin Luther King day. Il presidente Trump ha minacciato di imporre dazi agli alleati europei, tra cui la Danimarca, per il loro sostegno allo status della Groenlandia come territorio danese autonomo. Il ritorno della disputa sui dazi tra Stati Uniti e Unione Europea, ora dovuta alla decisione di Trump di impossessarsi della Groenlandia, minaccia di far riemergere la controversia commerciale transatlantica, poiché i leader europei hanno suggerito che l’Ue potrebbe ritirarsi dall’accordo commerciale con gli Stati Uniti. La rinnovata minaccia tariffaria ha generato un sentimento di avversione al rischio nei mercati, provocando un’impennata dei prezzi dell’oro e dell’argento e un calo delle Borse europee. Lunedì il Paniere Opec, composto da 12 greggi diversi, è sceso a 62,61 dollari al barile (-0,33), il Light crude stabile a 59,44, il Brent scivolato a 63,94 (-0,19), il Murban a 64,83 (-0,27). In merito ai prodotti, la media delle quotazioni Cif di lunedì della benzina 10 ppm è salita a 645,5 dollari alla tonnellata (+2,63), quella del gasolio 10 ppm è scesa a 663 (-6,25), del risca 0,1 a 652,75 (-2), del Btz a 361,63 (-5,38), l’Atz è salita a 342,75 (+3,25). Nell’ambito di una forchetta indicativa, le quotazioni di lunedì in dollari tonnellata (in parentesi euro/tonnellata): benzina 10 ppm 637/654 (548/562), gasoli 634/666 (545/573), Btz 338/359 (291/309), Atz318/350 (273/301). Cambio euro/dollaro di lunedì a 1,631. |
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