| ▪️Fotovoltaico e rinnovabili in Italia sono a uno snodo importante: le aste FerX, il FerX soprannominato “anti-Cina”, ovvero la seconda procedura con i “non price criteria” per favorire le produzioni più o meno autoctone; poi l’energy release, il Macse e l’open season per le connessioni alla rete, che agita i sonni di chi rischia di vedersi defalcare progetti. ▪️Qualche giorno fa abbiamo pubblicato i dati della piattaforma Econnextion di Terna sui progetti eolici e fotovoltaici che il Tso sta per connettere alla rete. Un confronto tra questi dati, aggiornati al 30 giugno (v. Staffetta 15/07), e i dati della piattaforma aggiornati al 31 dicembre 2023 (v. Staffetta 12/01/24) permette di cogliere l’evoluzione dei progetti pronti a partire nell’ultimo anno e mezzo. Le “zone calde” d’Italia per le rinnovabili sono leggermente cambiate, come si vede dalle mappe: i progetti fotovoltaici nella Tuscia laziale sono diminuiti, mentre sono esplosi i progetti fotovoltaici in Sicilia; i progetti in Sardegna sono rimasti pressappoco costanti; si sono moltiplicati i progetti eolici e anche fotovoltaici in Irpinia, tra Puglia, Basilicata e Campania; sono aumentati i progetti nel Salento, in Romagna e in Friuli. ▪️Il Mase ha pubblicato oggi il decreto direttoriale 11 giugno 2025, recante l’elenco dei soggetti ammessi al finanziamento nell’ambito della Missione 2, Componente 2, Investimento 1.2 “Promozione rinnovabili per le comunità energetiche e l’autoconsumo” del Pnrr, che definisce i beneficiari del contributo pubblico sulla base delle risultanze dell’istruttoria. ▪️Le voci sul rinnovo dei vertici di Arera si rincorrono, così anche i nomi, sui quali evidentemente non c’è ancora completo accordo. Del resto mancano tre settimane alla scadenza dell’attuale collegio e, per quanto ci è dato di sapere, solo due riunioni del Consiglio dei ministri utili, scommettendo su un rapido passaggio parlamentare nelle quattro Commissioni competenti. ▪️Il caldo, tornato a farsi sentire questa settimana, ha spinto nuovamente al rialzo la domanda elettrica e con essa la produzione delle centrali termoelettriche, chiamate a coprire le punte (con effetti al rialzo sui prezzi); nel contempo in alcuni casi sta creando per queste ultime qualche problema legato al raffreddamento, limitandone l’operatività. E’ quanto emerge dalle informazioni comunicate dagli operatori e dai gestori di rete e del mercato. ▪️Il direttore dell’ufficio Adm di Mantova ha firmato l’autorizzazione che introduce il sistema Infoil presso la Ies – Italiana Energia e Servizi di Mantova, facente parte del gruppo Mol. Il deposito fiscale Ies, si legge in una nota delle Dogane, ha dotato ciascun serbatoio di un tele-livello e di un sensore di temperatura, strumenti certificati dal punto di vista metrologico. Una volta effettuata la misurazione, un laboratorio terzo procede alla determinazione della densità a 15°C e si procede allo sviluppo del serbatoio e all’accertamento quantitativo del prodotto detenuto. I dati vengono poi inseriti e storicizzati su una piattaforma che ne garantisce l’inalterabilità e la conservazione. Il personale Adm autorizzato può accedere da remoto a tale piattaforma al fine di monitorare in tempo reale le movimentazioni di accertamento quantitativo e di estrazione dei prodotti energetici. L’obiettivo principale del nuovo sistema Infoil è quello di semplificare i controlli fiscali garantendo al contempo correttezza, completezza e puntualità delle informazioni di rilevanza fiscale. Il deposito fiscale Ies di Mantova è tra i più importanti in Lombardia e in Italia per parco serbatoi. |
| POLICY FOCUS – EUROPA E MONDO |
| ▪️Oggi il Consiglio UE ha adottato le modifiche al regolamento sullo stoccaggio del gas proposte dalla Commissione il mese scorso (v. Staffetta 25/06). Il provvedimento estende di due anni l’attuale obbligo di riempimento per gli Stati membri introducendo però una serie di misure di flessibilità. ▪️“Amiamo il mercato italiano perché ci sentiamo a casa, non ci sembra di essere in un paese straniero. E vogliamo espandere i nostri investimenti”. Così Israfil Mammadov, ceo del fondo petrolifero dell’Azerbaigian Sofaz, descrive l’attitudine verso il nostro Paese, parlando con la Staffetta a margine della presentazione dell’accordo con Enfinity Global per lo sviluppo di impianti fotovoltaici in Italia (v. Staffetta 18/07). ▪️Il Consiglio UE ha approvato questa mattina il diciottesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia. Ad annunciarlo su X Kaja Kallas, Alto rappresentante dell’UE per gli affari esteri e la politica di sicurezza.Con il nuovo pacchetto, il tetto massimo al prezzo del greggio russo scende a da 60 a 47,6 dollari al barile, riporta Reuters, un livello più alto dei 45 dollari inizialmente ipotizzati (v. Staffetta 10/06).“Si tratta di uno dei pacchetti di sanzioni più severi fino a oggi”, ha detto Kallas.Vengono individuate altre 105 navi della flotta ombra e limitato l’accesso delle banche russe ai finanziamenti. “I gasdotti Nord Stream saranno messi al bando”, ha scritto Kallas. “Stiamo esercitando una maggiore pressione sull’industria militare russa, sulle banche cinesi che consentono di aggirare le sanzioni e stiamo bloccando le esportazioni di tecnologie utilizzate nei droni. Per la prima volta, inseriamo il registro di bandiera e la più grande raffineria Rosneft in India”. L’abbassamento del tetto massimo del prezzo del petrolio da 60 a 47,6 dollari al barile serve per “allinearlo agli attuali prezzi globali”, scrive il Consiglio in una nota. Con la decisione, viene inoltre introdotto un “meccanismo automatico e dinamico per modificare il tetto massimo del prezzo del petrolio e garantirne l’efficacia”.Altre 105 navi saranno soggette a un divieto di accesso ai porti e al divieto di fornire un’ampia gamma di servizi relativi al trasporto marittimo, portando il numero totale di navi a 444. La misura, scrive Bruxelles, colpisce le petroliere extra-UE che fanno parte della flotta ombra di Vladimir Putin che consente di eludere il meccanismo del tetto massimo del prezzo.Le sanzioni colpiscono le società russe e internazionali che gestiscono le navi della flotta ombra, i commercianti di greggio russo e un importante cliente della flotta ombra: una raffineria in India che ha Rosneft come azionista di maggioranza. Per la prima volta, l’UE ha inserito nell’elenco anche il capitano di una nave della flotta ombra, nonché un operatore privato con bandiera internazionale. Infine, Nell’elenco rientra anche “un’entità del settore russo del Gnl”.L’UE, si legge ancora, “sta introducendo un divieto di importazione di prodotti petroliferi raffinati ricavati dal petrolio greggio russo e provenienti da qualsiasi paese terzo, ad eccezione di Canada, Norvegia, Svizzera, Regno Unito e Stati Uniti, impedendo così al petrolio greggio russo di raggiungere il mercato dell’UE attraverso la porta secondaria”.Viene inoltre introdotto “un divieto assoluto di operare sui gasdotti Nord Stream 1 e 2, anche per quanto riguarda la fornitura di beni o servizi, impedendo così il completamento, la manutenzione, il funzionamento e qualsiasi futuro utilizzo dei gasdotti Nord Stream 1 e 2”.Infine, il Consiglio ha deciso di porre fine all’esenzione per le importazioni di petrolio dalla Russia alla Repubblica Ceca. |
| POLICY FOCUS – MERCATI |
| ▪️Nel secondo trimestre i prezzi medi del gas in Europa sono finalmente diminuiti, ma si sono ampliati i differenziali nazionali, con gli spread rispetto al Ttf aumentati soprattutto in Europa Centro Orientale e in Italia. Lo rileva Acer nel suo rapporto trimestrale sul gas uscito oggi, spiegando la maggiore varietà regionale dei prezzi riflette il bisogno in questi Paesi di attrarre volumi di Gnl per sostenere il riempimento dei propri stoccaggi e quelli dell’Ucraina.Dopo quattro aumenti trimestrali consecutivi, scrive Acer nel rapporto, il prezzo medio ai punti di scambio UE nel 2t è diminuito passando da 48 a 37 €/MWh. Nel contempo però la distanza massima di prezzo tra il punto meno caro e quello più caro è salita a 6,2 € da 4,2 del 1t (4,5 nel 2t 2024). In rialzo anche quella tra i punti di scambio dell’Europa occidentale, salita a 2,2 € da 1,8 nel 1t (0,7 nel 2t 2024). ▪️Mercato internazionale. Le quotazioni internazionali di greggi e prodotti si sono mosse con prudenza negli ultimi sette giorni monitorati, complici le incertezze generate dalla politica commerciale del presidente Usa Donald Trump. Nella settimana monitorata, il Paniere Opec, composto da 12 greggi diversi, è sceso a 69,94 dollari al barile (-1,29), il Light crude è salito a 67,54 (+0,97), il Brent a 69,52 (+0,88), il Murban è sceso a 70,71 (-2,73). In merito ai prodotti, la media delle quotazioni Cif della benzina 10 ppm è salita a 733,75 $/t (+1,63), del gasolio 10 ppm è scesa a 748,63 (-4), del risca 0,1% è salita a 736,58 (+15,25) del Btz è scivolata a 461,5 (-0,5), dell’Atz a 427,75 (-1,63). In particolare sul mercato Cif di Rotterdam la quotazione del diesel 10 ppm presenta oscillazioni che vanno da un minimo di 748 ad un massimo di 748,5 dollari tonnellata, quelle della benzina da 743,5 a 744. ▪️Mercato interno. Settimana di tregua per i rivenditori, anche se l’avvio della prossima non promette niente di buono per i gasoli. Rispetto a venerdì scorso, in base alle indicazioni giornaliere del Mediterraneo, la benzina è arretrata di 12 euro per mille litri, come il gasolio autotrazione (agricolo e motopesca), il gasolio risca 0,1 di 1 e il denso Btz di 11 euro per mille chili. Questa mattina la benzina ha perso 4euro, i gasoli autotrazione e agricolo 8, il risca 9 e il denso Btz 3. Per lunedì la benzina e il denso Btz dovrebbero prendere rispettivamente 6 e 2 euro, mentre i gasoli autotrazione e agricolo impennarsi di 16 e il risca di 15. ▪️La Gran Bretagna ha deciso di reintrodurre gli incentivi per le auto elettriche. Al programma sono stati assegnati 650 milioni di sterline (poco meno di 750 milioni di euro) da utilizzare entro il 2029. Il governo ha sottolineato che il sussidio andrà alle auto elettriche “idonee”: oltre a un prezzo di listino inferiore a 37mila sterline, ai costruttori si richiedono determinati standard ambientali di produzione, un limite che sembra puntare a favorire le case britanniche e a limitare l’accesso al sussidio a quelle cinesi.Secondo Tom Riley, autore della newsletter The Fast Charge, lo schema è sufficiente per incentivare l’acquisto di 173mila veicoli elettrici e quindi con ogni probabilità i fondi si esauriranno prima del 2029. Nel primo semestre del 2025 le vendite di auto elettriche nel Regno Unito sono cresciute del 34,6% e hanno raggiunto le 224.838 unità (con una quota di mercato superiore al 21%). Riley riconosce che si tratta di un provvedimento utile per il mercato dell’elettrico (in modo particolare per i costruttori), ma sottolinea che le risorse sarebbero forse state più efficaci se indirizzate verso il mercato dell’usato, più vicino al tipo di consumatore a cui il governo laburista intende offrire supporto.Dall’altra parte dell’Atlantico invece si iniziano a fare i conti su quanto inciderà lo stop anticipato agli incentivi per l’acquisto di auto elettriche voluto da Trump. Secondo la società di consulenza Cox Automotive ci sarà una corsa all’acquisto in vista della scadenza degli incentivi federali, che garantirà una spinta nel breve periodo ma che si esaurirà presto. Ci si attende infatti un crollo nel quarto trimestre con il mercato dei veicoli elettrici chiamato ad adattarsi alla nuova realtà. |
Per approfondire le informazioni del Policy Focus puoi trovare dettaglio su: StaffettaQuotidiana, QE, AGEEI
