Policy focus – 21 maggio 2025

POLICY FOCUS – ITALIA 
▪️Sono state la saturazione virtuale delle reti e la necessità di una riforma delle procedure di connessione i temi al centro dell’audizione della scorsa settimana di Terna in ufficio di presidenza della commissione Ambiente Senato (v. Staffetta 12/05).

▪️Il dg Alessandro Noce lo aveva annunciato la scorsa settimana al convegno Italia Solare sulle aree idonee (v. Staffetta 12/05): il ministero dell’Ambiente ha pubblicato oggi le regole operative per la partecipazione alle procedure competitive del decreto FerX Transitorio (v. Staffetta 01/04).

▪️Da idrogeno e colonnine elettriche a biometano e incentivi all’acquisto di auto elettriche. Sono le due principali modifiche al Piano di ripresa e resilienza proposte dal governo, approvate ieri dalla cabina di regia e inviate al parlamento (v. Staffetta 19/05). Il documento “Proposta di revisione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza” di 301 pagine elenca nel dettaglio le misure eliminate e quelle aggiunte.Una prima modifica prevede la riallocazione di 640 milioni di euro dalla misura originariamente dedicata all’idrogeno nei settori industriali “hard-to-abate” (“chiaro fallimento di mercato”) verso il biometano. Nel documento si legge infatti che la Commissione europea ha chiesto lo stralcio degli incentivi agli elettrolizzatori nelle raffinerie, costringendo così il governo a un taglio degli obiettivi sull’idrogeno nei settori hard-to-abate. Una “scelta pragmatica”, scrive il ministro Foti nella relazione, grazie alle quale “l’Italia potrà raggiungere entro giugno 2026 una capacità produttiva di biometano di 2,3 miliardi di metri cubi all’anno, centrando pienamente il target previsto”. Nei primi 5 bandi del Gse, si legge, l’obiettivo è stato quasi centrato. A causa della peste suina africana, viene spostato in avanti a dicembre 2025 il target per l’entrata in esercizio dei primi impianti incentivati.Un’ulteriore modifica riguarda la misura sulle infrastrutture di ricarica elettrica: circa 597 milioni di euro vengono reimpiegati in un nuovo programma di rottamazione e rinnovo del parco veicolare che promuove la sostituzione di veicoli a combustione interna con veicoli a zero emissioni, con incentivi più vantaggiosi per le fasce di reddito più basse. Dopo i primi bandi sulle colonnine, altro “fallimento di mercato”, rimarca il documento, il Mase ha cercato un accordo con Rfi e Anas per l’installazione dei punti di ricarica. Sono però emerse criticità e le due aziende hanno rinunciato. La nuova misura a favore delle auto elettriche prevede la sostituzione di oltre 39.000 veicoli. Gli incentivi arriveranno fino a 11mila euro per i privati e fino a 20mila euro per le aziende.Il documento recepisce le modifiche alle norme sulle Cer adottate dal Mase la scorsa settimana (v. Staffetta 16/05), con l’inclusione di tutti i Comuni con meno di 50.000 abitanti “in quanto sede di numerose aziende che consumano energia nelle ore centrali della giornata (mentre le utenze domestiche tendono a consumare al mattino e alla sera)”. Allo stato attuale, la proposta di modifica non comporterebbe nessun impatto sul costo della misura, che rimarrebbe quindi invariato alla luce delle risorse ancora potenzialmente disponibili.Modifiche minori riguardano i tempi per l’agrivoltaico, per gli autobus a zero emissioni, l’accorpamento delle misure M1C2 – Investimento 7 (Net Zero) e M2C2I5.1 (Rinnovabili e Batterie) “per eliminare duplicazioni e sovrapposizioni e tenere conto dell’andamento della domanda”, il cold ironing, nonché per le misure di RepowerEU. Degna di nota è la modifica degli obiettivi sulle semplificazioni per le rinnovabili. Da una parte, la revisione proposta dal governo fa slittare al quarto trimestre del 2025 il termine per le modifiche al Testo unico Fer, dall’altro, anticipa a giugno del 2025 la messa in funzione dello sportello unico digitale Suer (che il Gse vorrebbe pubblicare a settembre v. Staffetta 07/05).

▪️Mentre il mercato attende la prima asta degli incentivi Macse per i sistemi di accumulo, in programma a fine settembre, il Mase ha rilasciato pubblicato oggi quattro nuovi decreti autorizzativi per altrettanti progetti di accumulo elettrochimico di grande taglia per complessivi 362 MW in Puglia, Lazio ed Emilia Romagna.

▪️L’idroelettrico è al centro, ancora una volta, dello scontro tra produttori e consumatori di energia all’interno di Confindustria. Dopo l’apertura della presidente del Consiglio Giorgia Meloni alla richiesta degli energivori di ottenere, nell’ambito della proroga delle concessioni idroelettriche, una parte di produzione a prezzo concordato (v. Staffetta 15/05), seguito il giorno dopo dall’intervento dell’amministratore delegato di Enel, Flavio Cattaneo, che aveva attaccato gli energivori che “pagano già 35 euro in meno dei prezzi spot” (v. Staffetta 19/05), ieri è tornato sull’argomento il presidente di Confindustria Emanuele Orsini, che ha segnato la propria distanza da Enel e la vicinanza alle istanze degli energivori.

▪️Le Regioni dovranno individuare le aree di accelerazione per gli impianti da fonte rinnovabile con Piano da sottoporre a Vas entro il 31 agosto 2025, nelle more dell’identificazione delle aree idonee. In più, sono considerate aree di accelerazione nelle more del Piano, le aree industriali, come definite dagli strumenti urbanistici regionali, sovracomunali o comunali comunque denominati, ricadenti nelle aree individuate da Gse con la mappatura da pubblicare entro il 21 maggio 2025, data di scadenza stabilita dal Testo unico Fer 190/2024 per l’individuazione delle aree di accelerazione.

▪️Forte preoccupazione per i disagi operativi causati dalla pubblicazione del decreto 14 maggio 2025, recante “Revisione delle disposizioni in materia di accise” viene espressa da Assocostieri in un comunicato.
POLICY FOCUS – EUROPA E MONDO
▪️La Commissione europea ha annunciato di aver aggiudicato la seconda asta della Banca europea dell’idrogeno, finanziata mediante l’Innovation Fund con i proventi del meccanismo Ets. Sono stati selezionati 15 progetti per la produzione di 2,2 milioni di tonnellate di idrogeno da rinnovabili in 10 anni. I progetti riceveranno, complessivamente, 992 milioni di euro. I progetti si trovano in cinque Paesi dell’area economica europea (8 su 15 in Spagna). 12 progetti aggiudicatari del bando produrranno idrogeno con un premio tariffario tra i 20 e i 60 centesimi di euro al chilo. L’asta prevede poi, per la prima volta, una parte dedicata ai progetti per l’utilizzo dell’idrogeno nel settore marittimo, che hanno richiesto un premio tra i 45 centesimi e 1,88 euro per ogni chilo di idrogeno prodotto. I contratti dovranno essere firmati tra settembre e ottobre del 2025. Gli Stati possono allocare ulteriori risorse per i progetti che hanno partecipato all’asta ma non sono stati selezionati, come hanno deciso di fare Spagna, Lituania e Austria con 836 milioni di euro (v. Staffetta 19/11/24). La terza asta della Banca europea dell’idrogeno è prevista per la fine del 2025 e avrà una disponibilità finanziaria di un miliardo di euro.

▪️Il Consiglio dell’Unione europea ha adottato il oggi il diciassettesimo pacchetto di sanzioni economiche e individuali alla Russia. Per colpire Mosca impegnata nella guerra in Ucraina, il Consiglio ha raddoppiato il numero di navi incluse nella lista della “flotta fantasma” che trasporta petrolio russo aggirando le sanzioni europee. Alle navi incluse nella lista è vietato l’accesso ai porti e a un ampio numero di servizi. Il Consiglio ha poi adottato sanzioni individuali nei confronti di chi trasporta greggio e prodotti petroliferi russi aggirando le sanzioni. La lista – si legge in una nota del Consiglio – include anche un importante assicuratore dell’industria di trasporto del petrolio di Mosca. L’UE ha imposto inoltre misure restrittive nei confronti della società petrolifera russa Surgutneftegaz. Non sono entrate invece nel pacchetto le sanzioni annunciate dalla presidente della Commissione UE, Ursula von der Leyen, per l’abbassamento del price cap sul petrolio e sul Nord Stream 1 e 2 (v. Staffetta 16/05). 

▪️Sono ancora gli Usa a dominare l’attuale fase ascendente del Gnl come fonte di approvvigionamento di gas dell’Italia, che prosegue anche nel 2025. Dopo l’arrivo nei giorni scorsi (v. Staffetta 14/05) della prima consegna a Edison in base al contratto di lungo termine con Venture Capital per l’impianto di Calcasieu Pass a Cameron Parish, in Louisiana – la cui esecuzione era stata a lungo ritardata – nel week end altri due carichi a stelle e strisce sono arrivati in due terminali italiani.
POLICY FOCUS – MERCATI
▪️Terna ha pubblicato oggi il rendiconto dell’asta del capacity market elettrico per l’anno di consegna 2027, in cui sono stati allocati 38.047 MW di capacità esistente, 594 MW di capacità nuova, entrambi a un premio di 47.000 €/MW/a, oltre a quasi 4,4 GW di capacità estera.

▪️A poco meno di tre anni dall’ingresso sul mercato italiano, la britannica Octopus Energy ha raggiunto mezzo milione di clienti in Italia. Lo fa sapere la stessa società che ancora a novembre 2023 l’azienda comunicava di averne 60mila (v. Staffetta 06/11/23) e a fine 2024 300mila (v. Staffetta 04/12/24). Anche i dipendenti, spiega la società, sono cresciuti a oltre 170 unità e continuano ad aumentare. Giorgio Tomassetti, a.d. di Octopus Energy in Italia, ha dichiarato: “Raggiungere mezzo milione di clienti in così poco tempo è incredibile, ma quello che mi rende particolarmente fiero è sapere che dietro ogni numero c’è una persona che ci ha dato fiducia. In un settore spesso confuso e poco chiaro, sempre più persone in Italia stanno scegliendo Octopus, a una velocità sorprendente, perché offriamo convenienza, un’assistenza clienti superlativa e una tecnologia che semplifica davvero la vita. Nonostante la crescita rapidissima, non abbiamo mai perso il nostro tocco umano: restiamo vicini, presenti, concreti. In questo modo stiamo cambiando, giorno dopo giorno, il mondo dell’energia in Italia. E guardiamo avanti: vogliamo costruire un futuro più giusto, sostenibile e davvero a misura di persona”.

▪️Sui circuiti elettronici internazionali le quotazioni del petrolio sono tornate a salire, dopo il declassamento del debito statunitense da parte di Moody’s annunciato venerdì sera, che ha innescato una svendita massiccia dei titoli del Tesoro Usa e il conseguente innalzamento del tasso di rendimento. Il declassamento del debito ha anche comportato la svalutazione del dollaro nei confronti dell’euro, dando sostegno al timido aumento dei prezzi del petrolio registrato lunedì, ma già in parte rientrato questa mattina. Al piccolo aumento di lunedì potrebbe aver contribuito anche la decisione di Goldman Sachs di aumentare le previsioni sulla domanda petrolifera nel 2025 e nel 2026, lasciando però invariate le stime sui prezzi di Brent e Wti. Intanto, in Libia gli scontri a Tripoli stanno impedendo le caricazioni dal porto. Lunedì il Paniere Opec, composto da 12 greggi diversi, è salito a 64,65 dollari al barile (+0,57), il Light crude a 62,69 (+0,20), il Brent a 65,54 (+0,13). In merito ai prodotti, la media delle quotazioni Cif di lunedì della benzina 10 ppm è scivolata a 700,88 dollari alla tonnellata (-4), quella del gasolio 10 ppm a 628,63 (-2,9), del risca 0,1 a 622,13 (-2,63), del Btz è salita a 418,5 (+5,13), l’Atz a 417,63 (+3,5). Nell’ambito di una forchetta indicativa, le quotazioni di lunedì in dollari tonnellata (in parentesi euro/tonnellata): benzina 10 ppm 676/714 (600/634),gasoli 605/628 (537/558), Btz 388/424 (345/376), Atz 393/424 (349/376). Cambio euro/dollaro di lunedì a 1,1262.

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