| POLICY FOCUS – ITALIA |
| ▪️Il governo ha presentato l’emendamento per unificare il decreto fiscale e il decreto carburanti bis, quello che ha prorogato il taglio delle accise. I testi sono attualmente in discussione in commissione Finanze del Senato: “Lo devo ancora leggere”, ha detto uscendo la relatrice Antonella Zedda. “Abbiamo fissato il termine per gli emendamenti ai due decreti lunedì alle 12”. In attesa della confluenza dei due provvedimenti, il relatore del decreto carburanti uno, Giorgio Salvitti, conferma che con il nuovo testo verranno affrontate tutte le questioni rimaste in sospeso: “Al primo testo tutti gli emendamenti sono stati ritirati o bocciati (a parte quello sulle coperture, ndr). Adesso si lavora sul decreto carburanti bis, e molti degli emendamenti che sono stati presentati saranno valutati per quello, ci sembra corretto farlo”. Interpellato dalla Staffetta sulla possibilità che il ddl di riforma della rete del tavolo del ministro Adolfo Urso diventi un emendamento, eventualità discussa durante le audizioni, dice: “è un provvedimento amministrativo diverso dove posso dire di porre la mia attenzione diretta come senatore”. ▪️ I problemi sulle coperture del primo decreto carburanti con il taglio delle accise di marzo fermano i lavori della commissione Finanze del Senato, in attesa di un emendamento in merito, prima che il testo approdi in aula questo pomeriggio. Lo ha spiegato il presidente della commissione, Massimo Garavaglia, a margine della seduta di questo pomeriggio, in attesa delle decisioni della commissione Bilancio e del ministero dell’Economia. ▪️misure del DL Bollette rischiano di produrre effetti distorsivi sul mercato e penalizzare gli operatori corretti. Lo afferma Arte – Associazione Reseller e Trader dell’Energia dopo la pubblicazione decreto in Gazzetta Ufficiale. ▪️ È pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 91 del 20 aprile la legge 20 aprile 2026, n. 50 “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 19 febbraio 2026, n. 19, recante ulteriori disposizioni urgenti per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) e in materia di politiche di coesione”. Si tratta del Decreto Pnrr approvato definitivamente dal Senato la scorsa settimana |
| POLICY FOCUS – EUROPA E MONDO |
| ▪️L’attacco di Stati Uniti e Israele contro l’Iran, come la guerra in Ucraina, non ha un impatto solo sui mercati energetici. La guerra rischia di produrre uno shock di più difficile soluzione, scatenando una crisi alimentare nei Paesi più poveri del mondo. Dallo stretto di Hormuz passa infatti il 30% dei fertilizzanti venduti a livello mondiale, oltre che – come si sa – il 20% del gas, usato sempre per produrre fertilizzanti e per cucinare, e il 15% del petrolio, usato come carburante in agricoltura. ▪️Contrattualizzare a lungo termine e prezzo fisso i vecchi impianti da fonte rinnovabile che ora sono a mercato e godono del prezzo marginale fissato dal gas, non in modo obbligatorio ma facendo leva su un aumento della tassa sui generatori elettrici dal 45% al 55%. È la ricetta contro il caro energia individuata dal governo laburista del Regno Unito guidato da Keir Starmer. ▪️ La Francia reagisce al blocco di Hormuz scommettendo su auto elettriche e pompe di calore. Il 10 aprile il primo ministro francese, Sebastien Lecornu, ha annunciato di voler raddoppiare, da 5,5 a 10 miliardi di euro l’anno, il sostegno pubblico per l’elettrificazione da qui al 2030. L’obiettivo è passare dal consumo di gas e petrolio importato al consumo di elettricità prodotta in Francia. Le risorse per l’elettrificazione, ha spiegato Lecornu, saranno aumentate senza fare ricorso all’indebitamento. |
| POLICY FOCUS – MERCATI |
| ▪️Il gas naturale liquefatto è al centro dell’attenzione in queste settimane di crisi iraniana, che ha tagliato fuori dal mercato un quinto della produzione globale spingendo i prezzi al rialzo e creando una forte incertezza nel settore. Ma da chi compra il suo Gnl l’Italia? Il gas liquefatto, come spesso ricordato, è andato progressivamente accrescendo la propria importanza nei mix di approvvigionamento europeo e italiano dopo l’aggressione russa all’Ucraina nel 2022. Lo scorso anno il nostro Paese ha importato Gnl nei suoi cinque terminali (Panigaglia, Rovigo, Livorno, Piombino e Ravenna) da 11 diversi fornitori, uno in più che nel 2024, anche se i nove decimi dei volumi totali sono venuti dai tre principali. Dei 20,6 miliardi di metri cubi immessi in rete dai nostri rigassificatori – pari al 34% delle importazioni totali di gas dell’Italia (nel 2024 la quota era del 25%) – quasi la metà, il 48% per la precisione, è stato di provenienza Usa contro il 35% dell’anno precedente. Con quasi 10 mld mc (+47%) gli Stati Uniti hanno così scalzato il Qatar come primo fornitore di Gnl, che con 6,8 mld mc (-1,4%) ha coperto un terzo di tutti i volumi di gas liquefatto che abbiamo importato, contro il 47% dell’anno precedente. Da segnalare che i volumi statunitensi hanno continuato ad aumentare anche nel 2026, con un record mensile a gennaio di oltre 1,1 mld mc (sensibilmente più dell’Azerbaigian) e raggiungendo una quota del 60% di tutto l’import di Gnl nel 1° bimestre dell’anno. Tornando al 2025, dopo il Qatar segue staccata l’Algeria – di gran lunga il primo fornitore singolo di gas dell’Italia in termini assoluti, se si includono anche i volumi molto maggiori che fornisce via gasdotto – con circa 2,1 mld mc (+9,1%) pari al 10% del Gnl importato (13% nel 2024). Come si vede, i primi tre Paesi fornitori coprono quindi oltre il 90% dei volumi di gas liquefatto a acquistati dall’Italia, con gli altri otto che seguono molto a distanza nella classifica, tutti con quote non superiori al 2% circa. Si tratta di Trinindad e Tobago (+60% a 0,5 mld mc) dove l’impianto Atlantic Lng liquefa anche gas estratto nell’area da Eni, che è operativa anche in Nigeria come azionista del liquefattore Nlng, da cui l’Italia ha importato altri 0,33 mld mc. Dalla Guinea Equatoriale sono arrivati 0,35 mld mc (+70%), dall’impianto condiviso tra Senegal e Mauritania partito nel 2025 ulteriori 0,25 mld mc e dalla Russia 0,2 mld mc (+57%). Chiudono la classifica l’Egitto con 0,1 mld mc (+68%), i ricarichi dalla Spagna (0,07 mld mc) e il singolo carico fornito dalla Repubblica Democratica del Congo con 0,06 mld mc (+82%), dove Eni sta sviluppando nuova capacità di liquefazione. Nel 2025 l’Italia ha ricevuto volumi da due fornitori che non avevano inviato Gnl nel 2024 (Nigeria e Senegal/Mauritania) ma, diversamente dall’anno prima, non ha ricevuto carichi dall’Angola. Complessivamente nel 2025 il trasporto via nave ha fornito la quota maggiore delle importazioni nazionali di gas (che anche nel primo trimestre 2026 è pari al 34%). Segue di poco l’Algeria via Transmed con poco più di 20 mld mc nel 2025, quindi l’Azerbaigian via Tap con 9,9 mld mc e il Nord Europa via Transitgas con 8,5. Chiudono la lista la Libia con meno di 1 mld mc e la Russia con 0,65 mld mc. Dalla produzione nazionale sono venuti 3,2 mld mc. ▪️ Sui circuiti elettronici internazionali, le quotazioni del petrolio continuano a essere molto instabili, in scia alle tensioni crescenti sul futuro dello stretto di Hormuz. Un’incertezza che ha un impatto diretto sul mercato del petrolio, come dimostrano e ultime notizie dal Kuwait e dagli Usa, rispettivamente sulle esportazioni di greggio e prodotti e sulle deroghe alle sanzioni contro la Russia. Il Kuwait ha dichiarato la forza maggiore sulle spedizioni di petrolio greggio e prodotti raffinati dopo che il blocco dello Stretto di Hormuz ha impedito ad alcune navi di entrare nel Golfo Persico, ostacolando la sua capacità di rispettare alcuni impegni con i clienti, ha riferito lunedì Bloomberg News, citando un documento. |
Per approfondire le informazioni del Policy Focus puoi trovare dettaglio su: StaffettaQuotidiana, QE, AGEEI
