| POLICY FOCUS – ITALIA |
| ▪︎ Dal premio Nobel Giorgio Parisi, a Federalberghi, passando dalla Ragioneria generale dello Stato: è la lunghissima lista delle audizioni sul disegno di legge delega sull’energia nucleare in discussione alla Camera, in tutto 96 soggetti. L’elenco ufficiale arriva a 95, ma fino all’ultimo i parlamentari si sono adoprati per aggiungere nomi, e a quanto appreso dalla Staffetta, Forza Italia ha fatto inserire anche Amici della Terra. Nel documento, presentato oggi presso le commissioni riunite Ambiente e Attività produttive della Camera, ogni gruppo parlamentare ha portato avanti le sue richieste, dalle più prevedibili a quelle meno consuete. Tra le partecipate c’è Eni, convocata da tutta la maggioranza più Pd; Enel, Leonardo, Sogin, Terna, Ansaldo Energia, Ansaldo Nucleare e Nuclitalia, la nuova società di Enel, Ansaldo e Leonardo, segnalati da più partiti. Sul fronte istituzionale sono previste poi l’Autorità per l’energia, il Gse, Rse e Ispra. Per il comparto economico-finanziario non mancano la Banca d’Italia e Cdp. Per la parte delle imprese energetiche figurano anche Arte, Edison, Edf, Ge-Hitachi e Newcleo. Molti gli esperti e i professori, oltre all’International energy agency (Iea) – voluta dalla Lega -, Parisi (chiesto da M5s e Avs), Jacopo Buongiorno, professore di impianti nucleari al Mit di Boston, voluto da Forza Italia; Maria Agostina Cabiddu, docente di diritto costituzionale, richiesta da M5s e Avs; Giuseppe Zollino, professore a Padova, ma anche responsabile energia del partito di Carlo Calenda e convocato, appunto, da Azione. Sul fronte sociale figurano le associazioni ambientaliste che da sempre seguono il tema, quindi Greenpeace, Legambiente e Ecco Think Tank, ma anche sindacati e Confindustria. A queste realtà si associano le new entry sul tema: Federalberghi, proposto dalla Lega, e Federmanager, su indicazione del partito di Giorgia Meloni e Forza Italia.Non manca infine la compagine governativa. I parlamentari convocheranno oltre al ministero dell’Ambiente, delle Imprese e dell’Università – voluti tutti dal Pd -, e alla già citata ragioneria (richiesta quest’ultima dal Movimento 5 stelle), anche il ministero della Difesa, idea dei dem. La lunga lista arriva dopo che le medesime commissioni hanno svolto un’ampia indagine conoscitiva sull’energia nucleare con relativa relazione approvata a dicembre: “Questa è specifica per il ddl”, dice il relatore di Forza Italia, Luca Squeri. Per il presidente della Commissione Attività produttive, Alberto Gusmeroli, non è strano aprire un nuovo dibattito: “Ci è stato chiesto da tutti i partiti e ci sembra una buona cosa fare un’opera di ascolto, qualsiasi approfondimento è sicuramente utile”. Alla domanda se sia utile allo stesso modo ascoltare tutti, dal premio Nobel Parisi a Federalberghi, Gusmeroli risponde: “Saranno i commissari a fare le opportune valutazioni”. Per i tempi prevede “3-4 settimane”, una media di 24 adizioni a settimana. Emma Pavanelli del Movimento 5 stelle, ha proposto, oltre che alle audizioni, che l’esecutivo sia presente nelle prossime sedute: “è opportuno che ci sia il governo presente, per non dirci solo le cose tra di noi”. Una cosa, ha puntualizzato, “che accade al Senato e purtroppo non fa parte del nostro regolamento”. ▪︎Nella Gazzetta Ufficiale n. 15 del 20 gennaio è pubblicato il decreto legislativo 9 gennaio 2026, n. 5 “Attuazione della direttiva (UE) 2023/2413 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 ottobre 2023, che modifica la direttiva (UE) 2018/2001, il regolamento (UE) 2018/1999 e la direttiva n. 98/70/CE per quanto riguarda la promozione dell’energia da fonti rinnovabili e che abroga la direttiva (UE) 2015/652 del Consiglio”.Si tratta dell’atteso Dlgs Red III sulle rinnovabili.Rispetto al testo approvato in prima lettura dal Consiglio dei ministri (v. Staffetta 16/10/25) viene inserita all’articolo 8 “Modifiche all’articolo 11 del decreto legislativo 8 novembre 2021, n. 199” la destinazione, a decorrere dal 2026, di una quota annua dei proventi derivanti dalla messa all’asta delle quote di emissione di CO2 di competenza del ministero dell’Ambiente “in via prioritaria a misure di incentivazione funzionali al raggiungimento degli obiettivi di utilizzo dei combustibili rinnovabili di origine non biologica, incluso l’idrogeno rinnovabile nell’industria e nel settore dei trasporti”.All’articolo 9 troviamo il “contributo dei combustibili rinnovabili di origine non biologica nell’industria”: viene introdotto un sotto obiettivo per gli Rfnbo pari al 42% dell’idrogeno nel 2030.All’articolo 12 le prescrizioni per la posa in opera degli impianti di produzione di calore da risorsa geotermica.All’articolo 14 ((ex articolo 10 nel testo approvato in prima lettura) l’introduzione di un criterio di gradualità per gli obblighi sulle rinnovabili termiche (Oiert).All’articolo 16 le norme sulle rinnovabili nei trasporti, presenti in una prima bozza e poi espunte (v. Staffetta 07/10/25). ▪︎Nei prossimi mesi, Consiglio e Parlamento europeo saranno impegnati nell’esame della proposta di modifica della Commissione UE del regolamento sulle emissioni di CO2 dei veicoli leggeri, revisione con cui, il 16 dicembre scorso, l’esecutivo comunitario ha aperto all’utilizzo di acciaio verde e carburanti a basse emissioni nel percorso verso gli obiettivi al 2035 (v. Staffetta 17/12). In questa fase, l’industria dei carburanti, con il sostegno di buona parte della politica italiana, si prepara a dare battaglia per allargare ulteriormente le maglie del regolamento. Aprendo il convegno che si teneva oggi all’Aci a Roma, la presidente di Ngv Italy, Mariarosa Baroni, ha annunciato di voler organizzare una manifestazione davanti al Parlamento europeo, sul modello delle recenti proteste degli agricoltori francesi.Al convegno, dal titolo “Il futuro dei trasporti: per una vera neutralità tecnologica in Europa”, organizzato da Ngv Italy e dall’Osservatorio per la neutralità tecnologica nei trasporti, col supporto tecnico-scientifico del Wec Italia, hanno partecipato durante la mattina il ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, il commissario straordinario e il presidente eletto di Aci, Tullio del Sette e Gerolamo La Russa, il segretario generale di Wec Italia, Michele Vitiello. Hanno preso parte al dibattito anche gli europarlamentari Carlo Fidanza (gruppo dei conservatori), Dario Nardella (socialisti), Massimiliano Salini (popolari), Silvia Sardone (patrioti), il deputato di Forza Italia, Luca Squeri, i rappresentanti dell’industria: Massimo Artusi (presidente di Federauto), Mariarosa Baroni (presidente di Ngv Italy), Sergio Lo Monte (segretario nazionale Confartigianato Trasporti), Margherita Palladino (responsabile Relazioni istituzionali di Anita), Marco Petracchini (presidente di Enilive), Sebastiano Gallitelli (segretario generale di Assopetroli), Alessio Torelli (Chairman & Managing Director di Greenture, gruppo Snam) e Michele Ziosi (Chief Global Affairs & Sustainability Officer di Iveco). Salvini ha ricordato come nel 2022 la questione della neutralità tecnologica fosse molto minoritaria in Europa. Oggi, ha spiegato, ha guadagnato consensi, e una buona parte dei Paesi non sostiene più l’opzione tutto elettrico per l’auto. La battaglia, però, non è vinta: secondo Salvini, la revisione del regolamento europeo sull’auto non è sufficiente, perché non basta posticipare gli obiettivi, ma bisogna cambiare l’impianto delle norme.Vitiello ha sottolineato l’importanza della pluralità strategica, più che della neutralità tecnologica: bisogna utilizzare una serie di tecnologie e fonti per decarbonizzare, che però devono essere scelte dalla politica sulla base di valutazioni strategiche.Squeri ha attaccato l’“ubriacatura” dell’Europa sull’elettrico, definito una “sciagura industriale”. Per avere auto elettriche, ha detto, ci vuole più energia elettrica: e allora bisogna installare le nuove centrali nucleari. Ha poi sottolineato come i combustibili fossili ci accompagneranno ancora per molti anni a venire. Fidanza ha ribadito che serve introdurre un vero principio di neutralità tecnologica nei regolamenti europei, dando più spazio alle auto ibride e a quelle alimentate a biocarburanti.Murano ha detto di aver apprezzato lo “spiraglio” che la Commissione europea ha aperto nel regolamento auto. Tuttavia, dai calcoli di Unem, sui 10 milioni di auto vendute nel 2035 col nuovo regolamento tra 7 e 8 saranno comunque auto elettriche, 2 o 3 saranno ibride, mentre le auto endotermiche rappresenteranno meno di un milione di nuove auto vendute. Con una quota di mercato così piccola, ha spiegato, è difficile pensare di poter investire nel motore endotermico e nei biocarburanti.Nardella ha condiviso l’impostazione della revisione del regolamento UE, che ha lasciato immutati gli obiettivi pur aprendo alla neutralità tecnologica. Ha detto poi che sta facendo pressione sui suoi colleghi, gli europarlamentari socialisti e centristi, per riconsiderare il ruolo che possono avere i biofuel, in particolare per quanto riguarda i trasporti pesanti. I biocarburanti, a differenza di quanto si pensa, hanno anche un impatto positivo sulle coltivazioni agricole.Salini ha detto che l’Eurocamera proverà ad approvare le nuove regole entro l’estate o l’inizio dell’autunno, perché poi da novembre 2026 entra in vigore il nuovo standard Euro 7. Ha detto anche che spera di essere relatore del provvedimento, per poter negoziare un maggiore ruolo per i biofuel.Palladino ha evidenziato come le aperture sui biocarburanti siano state troppo timide. Meglio si potrebbe fare con la revisione del regolamento sui camion, includendo un conteggio delle emissioni sul ciclo di vita e non allo scarico.Sardone ha preso le distanze dal collega Salini (popolari, il gruppo di Forza Italia), ricordando che i Patrioti (il gruppo della Lega) non hanno sostenuto la revisione proposta dalla Commissione europea. Gli obiettivi sull’auto elettrica, infatti, rimangono immutati, perciò non si può dire che la proposta costituisca una grande svolta. L’auto elettrica, ha detto, viene ancora fatta “ingoiare” ai consumatori attraverso gli incentivi.Petracchini ha spiegato che oggi Eni produce 1,7 milioni di tonnellate di biocarburanti, e che punta a produrne 5 milioni, da raffinerie italiane ed estere, entro il 2030.Gallitelli ha definito “debole” il tentativo della Commissione di cambiare la rotta sull’elettrico. I biocarburanti, infatti, restano sostanzialmente marginali. Gallitelli ha sottolineato come negli ultimi anni si sia diffusa la consapevolezza che la transizione energetica è lunga e costosa, e va gestita con attenzione, e di come la domanda di energia sia costantemente in crescita, con le rinnovabili che saranno fonti di energia addizionale laddove resteranno elevati i consumi di fossili.Torelli ha detto che, per quanto riguarda le auto nuove, il metano scomparirà del tutto in pochi anni, dato che non esistono più nuovi modelli a gas. Il gas, tuttavia, ha ancora molta domanda per l’usato, e per il trasporto pubblico locale, dove rappresenta una valida alternativa all’elettrico. La sfida da vincere è però quella della revisione del regolamento camion nel 2027, con l’introduzione del biometano tra le fonti di alimentazione pulite.Artusi, infine, ha sottolineato che nelle concessionarie le aziende cinesi conquistano sempre più mercato. L’industria europea, infatti, produce auto di fascia medio-alta, mentre il potere d’acquisto langue e le politiche non sono chiare: perciò i consumatori si orientano sempre più sulle piccole auto endotermiche di marchi cinesi, che hanno un forte vantaggio competitivo sulle case auto europee. ▪︎Il governatore della Toscana Eugenio Giani oggi ha detto che “prima di parlare” della proposta di proroga di Snam per la nave rigassificatore Golar Tundra a Piombino, che dovrebbe essere spostata dal porto toscano quest’anno, “sarebbe opportuno fissare un incontro con governo e Snam per parlare degli impegni disattesi”. ▪︎Gilberto Dialuce prenderà il posto di Mauro Mallone alla presidenza del Comitato Ets2 del ministero dell’Ambiente. Lo ha annunciato lo stesso Mallone intervenendo al convegno sul Gpl organizzato da Assogasliquidi alla Sala Zuccari del Senato. Dialuce, presente in sala, è stato direttore generale del ministero e presidente Enea.Mallone resterà presidente del comitato Ets. ▪︎Accogliendo una sollecitazione venuta dal mondo delle imprese grandi consumatrici di energia (v. Staffetta 05/01), il Mase ha chiesto ieri a Snam di organizzare una seconda procedura di assegnazione del servizio di interrompibilità gas per l’inverno 2025-26 e Snam ha pubblicato oggi le relative indicazioni. In aggiunta ai 15 milioni di mc/giorno attivabili tra il 7 gennaio e il 31 marzo 2026 già assegnati nella procedura di dicembre (v. Staffetta 03/12/25) Snam assegnerà quini altri 2,2 milioni di mc/g per il periodo 2 febbraio-31 marzo attivabili su un massimo di 12 giorni e per non più di 4 volte. Le adesioni possono essere presentate da oggi fino alle ore 18 del 26 gennaio. ▪︎Aumenti fino a 600 euro l’anno per famiglie e imprese per il riscaldamento e fino a 280 euro l’anno per la quota carburante per la mobilità leggera. I numeri vendono dallo studio Bip Consulting sugli effetti dell’Ets2, commissionato da Assogasliquidi-Federchimica. La norma europea, scrive l’associazione in una nota, è stata rinviata di un anno, al 2027 con effetti a partire dal 2028, ma comporterà comunque costi tra 2 e 15 miliardi di euro per il trasporto stradale e tra 0,7 e 5 mld per il residenziale al 2030, con una variabilità associata all’andamento del prezzo delle quote CO₂.Lo studio fa seguito a quello presentato in novembre sull’impatto di Ets ed Ets2 su trasporto pesante e industria (v. Staffetta 19/11/25). |
| POLICY FOCUS – EUROPA E MONDO |
| ▪︎Eurogas e altre cinque associazioni di imprese del gas – Cedec, Gd4S, Geode, Gie e Eba – hanno inviato una lettera congiunta alla d.g. Energia della Commissione UE Ditte Juul Jørgensen chiedendo che una sessione dedicata alle infrastrutture per il biometano venga inclusa nel Forum di Copenaghen 2026.Il Forum di Copenaghen, altrimenti noto come Forum sulle infrastrutture energetiche, è stato istituito nel 2015 nell’ambito della strategia dell’Unione energetica, che mira a rimuovere gli ostacoli tecnici e normativi al libero flusso dell’energia nell’UE e a discutere le principali questioni relative alle infrastrutture e alla politica energetica dell’UE. ▪︎Nell’ultimo Oil Market Report, appena pubblicato, l’Agenzia internazionale per l’energia prevede che la crescita della domanda globale di petrolio raggiungerà una media di 930.000 b/g nel 2026, in aumento rispetto agli 850.000 b/g del 2025, “riflettendo una normalizzazione delle condizioni economiche dopo le turbolenze tariffarie dello scorso anno e prezzi del petrolio più bassi rispetto all’anno precedente”. La ripresa della domanda di materie prime petrolchimiche sarà parzialmente compensata da un continuo rallentamento dei prezzi della benzina. I paesi non Ocse saranno ancora una volta responsabili dell’intera crescita nel 2026. La domanda salirà dunque da 104,05 milioni di barili giorno dello scorso anno a 104,98 mln b/g del 2026. |
| POLICY FOCUS – MERCATI |
| ▪︎Sono circa 300 le imprese di vendita gas che non hanno inviato entro la scadenza del 30 dicembre 2025 la dichiarazione sostitutiva necessaria per l’inclusione nell’elenco dei soggetti abilitati alla vendita di gas al mercato finale, nel suo nuovo assetto disciplinato dal decreto Mase del maggio 2025. ▪︎Terna ha pubblicato oggi il rapporto mensile di dicembre con i dati dell’intero 2025, che confermano il quadro già tratteggiato sulla base dei numeri preliminari (v. Staffetta 08/01): i consumi elettrici sono stati pari a 311,3 TWh, in calo dello 0,2% sul 2024. Le fonti rinnovabili hanno coperto il 41,1% della domanda, rispetto al 42% del 2024. Tale risultato è la conseguenza di due effetti contrastanti: da un lato, il record annuale di produzione fotovoltaica, dall’altro, una produzione idroelettrica tornata a valori degli anni recenti rispetto all’elevata idraulicità registrata nel 2024. Il fabbisogno elettrico del 2025, rimarca più in particolare Terna, è stato caratterizzato da un andamento a due velocità: una prima parte dell’anno con variazioni tendenziali negative seguita da una seconda parte in ripresa anche grazie alla crescita dei consumi industriali. ▪︎Volatilità dei prezzi in extra-rete a causa delle oscillazioni delle quotazioni dei prodotti petroliferi in Mediterraneo. Dopo il rialzo di ieri, oggi i listini hanno segnato una tregua, che durerà poco perché già da domani si registreranno nuovi aumenti. Anche se limati dal balzo del cambio euro/dollaro nelle indicative della Bce. Inoltre le quotazioni in tempo reale del Gasoil su Londra indicano da questa mattina un ulteriore rialzo a doppia cifra per venerdì. Questa mattina la benzina ha lasciato sul terreno 1 euro per mille litri e i gasoli 3. Il denso Btz ha perso quasi 3 euro per mille chili. Dalle forchette medie rilevate dalla Staffetta nelle tre macroaree di riferimento si può ricavare, in base alle variazioni indicate, il prezzo medio Siva della benzina, che si aggira intorno ai 1201 euro per mille litri al Nord, ai 1219 al Centro e ai 1224 al Sud e Isole. Il divario di prezzo tra le aree Nord e Centro è di 18 euro e tra Centro e Sud e Isole di 5. Il prezzo medio Siva del gasolio autotrazione è di 1254 euro al Nord, di 1255 al Centro e di 1278 al Sud e Isole. Il divario di prezzo tra le aree Nord e Centro è di 1 euro e tra Centro e Sud e Isole di 23. Il prezzo medio Siva del risca è di 920 euro al Nord, di 927 al Centro e di 947 al Sud e Isole. Il divario di prezzo tra le aree Nord e Centro è di 7 euro e tra Centro e Sud e Isole di 20. Sul Cif Med del 20 gennaio, convertito in euro al cambio di 1,1728 dollari, la benzina si è attestata a 432,44 euro per mille litri, il diesel 10ppm a 489,76, il gasolio 0,1 a 478,23, il denso Btz a 310,58 euro per mille chili. Domani la benzina rimbalzerà di 8 euro, i gasoli autotrazione e agricolo di 6, il risca di 5 e il denso Btz di 2. Nella tabella pubblichiamo la consueta panoramica delle quotazioni Siva all’acquisto praticate ai rivenditori per pagamento a trenta giorni. |
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