| POLICY FOCUS – ITALIA |
| ▪️A poco più di una settimana dall’approvazione della Commissione europea (v. Staffetta 08/06), ieri il ministro Gilberto Pichetto ha firmato il decreto ministeriale FerX, che incentiverà poco più di 37 GW di nuova capacità rinnovabile da qui a giugno del 2028 (v. Staffetta 18/06). La prima asta, che avrà tariffe in linea con quelle della procedura transitoria (v. Staffetta 15/06), dovrebbe tenersi nell’autunno di quest’anno (v. Staffetta 11/06), o comunque entro l’anno (v. Staffetta 10/06). Una delle novità di maggior rilievo del FerX definitivo rispetto alle procedure transitorie, oltre l’albo per la prequalifica (v. Staffetta 09/06), è che potranno partecipare alle aste solo i fotovoltaici già in possesso dell’autorizzazione, mentre per i progetti eolici continua a bastare la valutazione d’impatto ambientale positiva. ▪️ La proroga delle concessioni per la distribuzione elettrica disposta dal parlamento con la legge di bilancio 2025 è compatibile con la direttiva sul mercato elettrico? A che punto è il decreto attuativo? Come intende il governo limitare l’impatto in bolletta dell’onere di rimodulazione? Torna a far discutere il parlamento la proroga delle concessioni approvata nottetempo alla fine del 2024, e l’occasione è un’interrogazione di Antonio Misiani, responsabile economia del Pd oltre che membro della commissione Bilancio del Senato, ai ministri dell’Ambiente Gilberto Pichetto e dell’Economia Giancarlo Giorgetti. ▪️ Mentre si avvicina il nuovo appuntamento elettorale del 2027, il gruppo al parlamento europeo guidato dall’ex segretario Nicola Zingaretti ha preso l’iniziativa e organizzato per lunedì a Roma 13 workshop aperti alle imprese e moderati dagli europarlamentari, con conclusioni della segretaria Elly Schlein. I temi vanno dalla competitività – tavolo guidato da Giorgia Gori – al bilancio europeo (moderazione di Lello Topo), all’economia circolare e alla mobilità (protagonisti rispettivamente Pierfrancesco Maran con Alessandra Moretti, e Matteo Ricci con Giorgia Tremacare), passando per l’energia “pulita sicura e accessibile”, appannaggio della responsabile di area, Annalisa Corrado. ▪️Ieri Gian Luca Artizzu, amministratore delegato di Sogin, la società pubblica incaricata del decommissioning degli impianti nucleari italiani, ha ricevuto Todd Smith, vicepresidente marketing & business development di Candu Energy, società canadese del Gruppo AtkinsRéalis, specializzata nella costruzione di reattori nucleari. |
| POLICY FOCUS – EUROPA E MONDO |
| ▪️ Oltre dieci anni dopo la visita alla raffineria tradizionale Saras di Sarroch in Sardegna (v. Staffetta 30/10/15) e sette anni dall’inaugurazione della riconversione degli impianti Eni a Gela (v. Staffetta 04/10/19), la bioraffineria Neste di Rotterdam, la più grande d’Europa, apre le porte alla stampa per un dettagliato tour degli impianti, assolutamente inodore. Il groviglio di tubi e torri che si staglia nel cielo mutevole d’Olanda è in tutto e per tutto simile a quello di una raffineria di idrocarburi, c’è anche la torcia che svetta sull’impianto, ma manca il consueto odore acre di zolfo. L’occasione dell’apertura è data dalla presentazione della nuova strategia di DHL per decarbonizzare le attività del gruppo, il cui obiettivo è portare i ricavi della divisione New Energy Logistics da circa 600 milioni di euro nel 2025 a 3 miliardi entro il 2030 (v. Staffetta 11/06). ▪️ Almeno il 40% di tutta la capacità idroelettrica installata in Francia dovrà essere “accessibile” a società diverse da Edf; per garantirlo, Edf metterà a disposizione di terzi una capacità idroelettrica virtuale per un periodo di vent’anni, partendo da subito con 6 GW. Con questa formulazione, approvata ieri dall’Assemblea nazionale, la Francia si avvia a chiudere il contenzioso decennale in corso con la Commissione europea sull’apertura del mercato idroelettrico e la posizione dominante di Edf nel settore. ▪️ In vista della possibile riapertura dello stretto di Hormuz, l’Aie dedica il proprio editoriale dell’Oil Market Report di giugno al “nuovo patto”, “New deal”. Sebbene i dettagli dell’accordo, che dovrebbe essere firmato oggi venerdì 19 giugno a Lucerna in Svizzera, debbano ancora essere chiariti e diverse questioni rimangano irrisolte, l’Aie considera questo accordo un passo avanti incoraggiante. I prezzi erano già scesi dai massimi recenti, a seguito dell’allentamento delle tensioni di mercato dovuto all’aumento delle esportazioni del Golfo all’inizio di giugno, all’accelerazione delle emissioni di stock governativi dell’Aie e al calo della domanda. ▪️ “Il Consiglio europeo prende atto dell’intenzione della Commissione di presentare entro metà luglio 2026, in linea con la lettera della sua presidente del marzo 2026, una proposta concreta sulla revisione del sistema Ets, anche per quanto riguarda le quote gratuite, e di avanzare allo stesso tempo una proposta distinta per rispondere alle preoccupazioni espresse da alcuni settori industriali in merito ai parametri di riferimento dell’Ets, preservando nel contempo il ruolo essenziale dell’Ets nella transizione climatica ed energetica”. Così i governi dei 27 Paesi UE incalzano la Commissione in vista della presentazione, programmata per il 15 luglio, della proposta di revisione dell’Emissions Trading System, nelle conclusioni del Consiglio svoltosi ieri e oggi. |
| POLICY FOCUS – MERCATI |
| ▪️Fatta l’offerta, bisogna creare la domanda. C’era molto entusiasmo questa mattina a Trecate, nella tensostruttura che normalmente ospita i campi da tennis nelle pertinenze della raffineria Sarpom, già Esso, oggi IP, cioè Socar. Entusiasmo più che giustificato: l’occasione era l’inaugurazione, alla presenza di oltre duecento persone, del primo impianto di produzione di idrogeno in una raffineria in Italia e di una delle prime hydrogen valley finanziate con fondi Pnrr. Un progetto ambizioso che evidenzia insieme le potenzialità, i vincoli e i limiti strutturali della transizione sia della raffinazione, che della mobilità, che dell’industria energivora. In breve: l’epopea dell’idrogeno verde. ▪️ Una settimana dopo la lettera di Volkswagen, Stellantis e Renault al Parlamento europeo per chiedere regole “Made in Europe” più stringenti, il Financial Times rivela che gli hedge fund stanno scommettendo pesantemente contro il debito e le azioni degli stessi costruttori che quella lettera l’hanno firmata (più BMW e Mercedes-Benz). Il quotidiano finanziario ha calcolato che quest’anno sono già stati bruciati decine di miliardi di euro di capitalizzazione, con il settore che ha perso quasi un quarto del proprio valore di mercato nel 2026. Alla base dei timori degli investitori c’è la concorrenza cinese, sia nel mercato interno che in Cina, e la possibilità che il declino dell’industria automobilistica europea degli ultimi anni possa essere strutturale e non ciclico. Nel frattempo, nei primi quattro mesi del 2026 i marchi cinesi hanno conquistato l’8,5% del mercato UE, dal 6% di un anno prima. A dare ulteriore concretezza ai timori dei mercati è arrivato il terzo profit warning di BMW in tre anni: margine EBIT automotive tagliato a un intervallo dell’1-3% dal precedente 4-6%, con il titolo crollato ai minimi degli ultimi sei anni. Il nuovo CEO Milan Nedeljkovic ha annunciato tagli fino al 5% della forza lavoro globale entro fine anno, circa 7.700 posti, e ha aperto il confronto con i rappresentanti dei lavoratori. Proprio mentre i mercati esprimevano questi dubbi, in audizione parlamentare il CEO di Stellantis Antonio Filosa ha provato a descrivere tale pressione da un punto di vista più industriale: “Noi costruttori europei ci troviamo da tempo stretti tra le pressioni della domanda e i vincoli dell’offerta”. Parlando del contesto italiano, Filosa ha fatto riferimento soprattutto a un elemento strutturale, il costo dell’energia: 205 euro/MWh pagati da Stellantis in Italia nel primo trimestre, contro 90 in Spagna e 100 in Francia. “Un divario non sostenibile”, ha detto, chiedendo “risposte davvero straordinarie e urgenti”. Lontanissimi i livelli cinesi: nel 2025 il prezzo dell’elettricità in Cina per le industrie è stato stimato fra i 60 e gli 80 euro per megawattora. Sul fronte delle politiche, il tema del deficit commerciale con Pechino è stato oggetto di confronto tra i leader europei al Consiglio Ue di questa settimana e qualcosa sembra essersi mosso: secondo Handelsblatt, la Commissione europea starebbe infatti preparando nuovi dazi compensativi sulle plug-in hybrid cinesi, da imporre su produttori come BYD, Chery e SAIC non appena la maggioranza degli Stati membri darà il via libera, un’estensione dei dazi sulle Bev cinesi già in vigore dal 2024. L’industria ha chiesto protezione politica, e l’Unione europea sembra ora disposta a fornirla. Ma i mercati finanziari, scommettendo contro il debito a lungo termine degli stessi gruppi che quella protezione l’hanno richiesta, segnalano un dubbio più profondo: che la protezione arrivi in tempo, o che basti. ▪️ Il mese di maggio 2026 ha visto il consumo di lubrificanti in discesa del 1,6% rispetto al medesimo mese del 2025, con gli oli motore che hanno mostrato un +0,6% e il comparto industria che è diminuito del 3,9%. |
Per approfondire le informazioni del Policy Focus puoi trovare dettaglio su: StaffettaQuotidiana, QE, AGEEI
