Policy focus – 22 ottobre 2025

POLICY FOCUS – ITALIA 
▪️Le istanze di valutazione d’impatto ambientale di competenza statale sono, al 31 agosto 2025, quasi 2mila per circa 113 GW di potenza. Si tratta soprattutto di progetti agrivoltaici (46 GW) ed eolici onshore (42 GW), ma anche di eolici offshore (17 GW) e fotovoltaici a terra (8 GW). Le istanze si concentrano in Puglia, in Sicilia e in Sardegna. Le istanze concluse con esito positivo sono circa 300 per 19 GW di potenza, di cui il 60% è agrivoltaico. Il ministero ha dato Via positive per 390 MW nel 2022, per quasi 2 GW nel 2023, per oltre 7 GW nel 2024 e per oltre 9 GW nel 2025. Tutti i dati sono al link .Le istanze di autorizzazioni uniche per il fotovoltaico, al 30 settembre, si concentrano in Puglia (più di 11 GW) e in Sicilia (quasi 11 GW), seguite dal Lazio (4,6 GW), dall’Emilia-Romagna (2,2 GW), dalla Basilicata (1,9 GW) e dal Friuli-Venezia Giulia (1,3 GW). Per l’eolico, domina la classifica la Puglia (quasi 5 GW), seguita da Basilicata (1,7 GW), Sicilia (1,3 GW) e Campania (1,2 GW). Le Regioni hanno rilasciato autorizzazioni uniche per oltre 25 GW, di cui circa 11 GW agrivoltaico, 8 GW fotovoltaico a terra e 6 GW eolico. Da gennaio 2024, il flusso di autorizzazioni ha oscillato tra circa 500 MW e quasi 2 GW mensili. Tutti i dati sono al link .Le istanze di procedure semplificate, o Pas, ammontano a 8,4 GW al 30 settembre 2025. Si tratta, per tre quarti, di progetti fotovoltaici a terra. A partire dall’inizio del 2024, il flusso di Pas ai comuni è stato compreso tra circa 250 e circa 500 MW al mese. Tutti i dati sono al link .La piattaforma contiene anche una sezione sui costi degli impianti eolici e fotovoltaici, comunicati dai partecipanti ai bandi Fer1. Un impianto eolico utility scale, oltre i 5 MW, ha un costo d’investimento pari a 1,5 milioni di euro al MW nel 2025, cui vanno aggiunti 14mila euro al MW di O&M. Oltre il 60% dei costi è dato dagli aerogeneratori, mentre la successiva voce di costo, che pesa per oltre il 17%, sono le opere civili. Il costo di un impianto fotovoltaico oltre il MW è di 884mila euro al MW nel 2025, più 11mila euro al MW per l’O&M. La struttura di costo è più diversificata: i moduli pesano per quasi il 30%, seguiti dalle opere civili (18%), l’installazione (17%) e lo sviluppo (14%). I dati sono al link .Le comunità energetiche in esercizio, finanziate coi bandi Pnrr, sono 2.150 per quasi 200 MW di potenza installata e quasi 20mila clienti associati. Le Cer hanno cominciato a crescere nel 2024, con circa 100 nuove configurazioni al mese, e poi nei primi mesi del 2025, quando hanno raggiunto quasi 150 nuove configurazioni al mese. I dati al link .Sulle batterie, i dati fermi al 30 settembre 2025 mostrano come le istanze di autorizzazione unica si concentrino in Puglia (oltre 27 GW), seguita a grande distanza da Basilicata, Emilia-Romagna, Campania, Lazio, Sardegna e Lombardia con istanze per circa 5 GW ciascuna. Gli impianti autorizzati sono 36 per 2,8 GW in Puglia, 20 per 1,6 GW in Campania, 8 per quasi un gigawatt in Basilicata, seguite dalla Sardegna con circa 800 MW e dal Lazio con circa 700 MW. Le autorizzazioni complessive valgono 9,9 GW. I dati sono al link .Per quanto riguarda il biometano, la piattaforma Pniec conta, al 30 settembre, 94 procedure di autorizzazione o di Pas in Lombardia, 71 in Emilia-Romagna, 45 in Veneto, e poi 28 in Puglia, 24 in Piemonte e 23 in Campania. Le procedure concluse sono 356. Tutti i dati sono al link . Gli impianti incentivati col DM 2018 e in esercizio sono 115 con una capacità di circa 90mila metri cubi ora. Gli impianti incentivati col DM 2022 sono 552 per circa 237mila metri cubi ora, di cui 15 per quasi 7mila metri cubi ora già entrati in esercizio. Tutti i dati al link .

▪️In attesa della decisione del governo sulle aree idonee (v. Staffetta 16/10), e dopo Toscana, Sardegna, Puglia e Lombardia (v. Staffetta 16/09), ieri anche la giunta della Basilicata ha approvato la proposta di individuazione delle zone di accelerazione terrestri. Nella seduta di ieri, la giunta ha approvato anche lo schema di avviso pubblico per i progetti bandiera sull’idrogeno in aree industriali dismesse. 

▪️Con delibera 452/2025/S/eel, in corso di pubblicazione, l’Arera ha infine approvato la proposta di impegni presentata da Enel Produzione nell’ambito di tre procedimenti avviati dal regolatore nel 2023, 2024 e 2025 per presunte violazioni del regolamento europeo Remit sull’integrità e la trasparenza dei mercati energetici (v. Staffetta 14/07). I procedimenti sanzionatori, ora chiusi senza multa per l’accoglimento degli impegni, erano stati avviati con le determinazioni Dsai/10/2023/eel, Dsai/25/2024/eel e Dsai/1/2025/eel e poi riuniti. Riguardavano casi di tardiva o inadeguata comunicazione delle indisponibilità di alcuni impianti di pompaggio e, da ultimo, un caso analogo riguardante un impianto termoelettrico di Enel di cui la società aveva comunicato l’indisponibilità solo dopo che si era verificata.

▪️Il Gse ha annunciato oggi di aver pubblicato gli importi della tariffa premio eccedentaria delle Configurazioni di autoconsumo diffuso per l’anno 2024. L’importo economico è calcolato in riferimento all’incentivo riconosciuto dal Gse alla singola configurazione ed è proporzionale alla quota percentuale di energia elettrica eccedentaria annuale, calcolata aggregando gli impianti di produzione incentivati in due insiemi: tutti gli impianti di produzione che accedono alla sola tariffa premio (soglia al 55%) e tutti gli impianti di produzione che cumulano la tariffa premio con un contributo in conto capitale (soglia al 45%).

▪️Il ministero dell’Ambiente ha avviato formalmente il procedimento autorizzativo del Central Link, il progetto di Terna che prevede la ricostruzione dell’attuale dorsale elettrica a 220 kV tra Umbria e Toscana. Lo fa sapere la stessa società proprietaria della rete di trasmissione nazionale.

▪️Durante la seduta di ieri della Camera, come anticipato (v. Staffetta 24/09), è stata annunciata la presentazione da parte della presidente del Consiglio e del ministro dell’Ambiente, il 17 ottobre, del disegno di legge “Delega al governo in materia di energia nucleare sostenibile”. Il Ddl è l’atto Camera 2669. Il testo non è ancora disponibile.

▪️Eni ha pubblicato la ventiquattresima edizione del World Energy Review (Wer) , la rassegna statistica di Eni che fornisce una lettura dettagliata e fattuale dei principali trend del settore energetico mondiale (petrolio, gas, rinnovabili e minerali critici). Nel rapporto trovano spazio indicatori chiave (popolazione, Pil, generazione elettrica ed emissioni di CO2) che consentono di comprendere in modo integrato le dinamiche di mercato. Il Wer, scrive Eni, evidenzia come nel 2024 il consumo di energia abbia riconfermato il trend di crescita quasi ininterrotto delle ultime decadi (+2% rispetto al 2023), con un mix sostanzialmente stabile, in cui le fonti tradizionali continuano a rivestire il ruolo principale. Di seguito i principali trend emersi, in un contesto di tensioni geopolitiche e moderata crescita dell’economia a livello globale, seppur non uniforme. Per il settore Oil, nel 2024, il prezzo del Brent ha registrato una media di 80,8 $/b, con una flessione di circa il 2% rispetto al 2023. I prezzi sono diminuiti progressivamente nell’anno, spinti dalle aspettative di maggiore offerta da parte dell’Opec+ e dal timore di un rallentamento economico. La domanda ha continuato ad aumentare (+0,8 Mb/g vs 2023), attestandosi a 102,8 Mb/g, trainata principalmente dalle economie non-Ocse. Tra queste, emergono Cina, India, America Latina e Medio Oriente che rappresentano insieme oltre il 60% dell’aumento della domanda. La produzione ha registrato una crescita di 0,5 Mb/g rispetto al 2023, raggiungendo il livello di 97,3 Mb/g, sostenuto dai paesi non-Opec e dagli Stati Uniti. La capacità di raffinazione primaria è cresciuta nel 2024 attestandosi a 104,6 Mb/g con un incremento netto di 1,1 Mb/g rispetto al 2023. Per quanto riguarda il gas, nel 2024, i prezzi nei principali hub internazionali hanno registrato un calo di circa il 14% in media rispetto al 2023. Nonostante l’inizio dell’anno abbia visto una discesa dei prezzi del gas dovuta al clima mite e agli alti stoccaggi, questa è stata controbilanciata da un parziale recupero dei prezzi nella seconda metà del 2024, sostenuto dalla domanda asiatica e da preoccupazioni sull’offerta. La domanda globale di gas è aumentata (+3% vs 2023) con dinamiche divergenti su scala globale. A trainare questo incremento è stata soprattutto la Cina, mentre in Europa la domanda è rimasta pressoché stabile. La produzione mondiale ha mostrato un lieve incremento (+1% vs 2023), con la crescita più significativa nei paesi non Ocse in particolare nell’area asiatica, nel Middle East e in Russia. Per quanto riguarda il Gnl nel 2024 si è registrato un aumento sia delle capacità di liquefazione (+1,4%), che di rigassificazione (+4%) a livello globale. L’espansione più rilevante nella liquefazione si è verificata in Indonesia e gli aumenti più significativi nella rigassificazione si sono registrati in Asia, soprattutto in Cina, e in Europa. Le installazioni di rinnovabili, solare ed eolico hanno continuato a crescere nel 2024, raggiungendo un nuovo massimo a livello globale, che porta la capacità installata a sfiorare i 3.000 GW a livello mondiale. Nel mix di generazione elettrica, la quota di solare ed eolico si attesta al 15% a fronte di circa il 60% generato da fonti tradizionali. Nel mercato dei biocarburanti, la produzione globale nel 2024 è aumentata del 7% rispetto al 2023 con il biodiesel che conferma l’incremento più marcato. Gli Stati Uniti si confermano il principale produttore mondiale di biocarburanti, mentre in Asia si distingue l’Indonesia. Anche i minerali critici, elementi cruciali per le tecnologie della transizione, hanno registrato un incremento in termini di produzione del 5,5% rispetto al 2023, con il cobalto che ha avuto la crescita più marcata (+21%). Infine, per quanto riguarda le emissioni globali di CO2 (energy related), si osserva che nel 2024 sono aumentate dello 0,8%. La crescita è stata trainata dai paesi emergenti e in via di sviluppo, mentre le economie avanzate hanno segnato un ulteriore calo. Il Wer è disponibile anche in una versione interattiva . La pubblicazione avviene in due tranche, la prima a luglio – con l’anticipazione delle variabili chiave per i settori oil and gas e le statistiche sulle moderne rinnovabili e minerali critici – la seconda in ottobre – con la declinazione completa di tutte le variabili.
POLICY FOCUS – EUROPA E MONDO
▪️Eurogas, insieme a Fuels Europe e IOGP Europe (International Association of Oil&Gas Producers), hanno inviato ieri una lettera al Parlamento europeo chiedendo di riconsiderare la relazione della Commissione Juri 13 ottobre sul Primo Pacchetto Omnibus di Semplificazione (v. Staffetta 13/10), segnalando tra le altre cose il rischio che le norme possano limitare la capacità degli operatori europei di attrarre flussi di gas dall’estero.

▪️Il gruppo francese Edf ha scelto Intesa Sanpaolo Imi e Lazard come adviser finanziari per esaminare le opzioni strategiche per la controllata italiana Edison. Lo ha scritto oggi da Milano l’agenzia Reuters, citando due fonti a conoscenza della questione. Sotto la guida del nuovo a.d. Bernard Fontana, Edf ha iniziato a rivedere i propri asset nel tentativo di raccogliere fondi per soddisfare le richieste del governo sul fronte degli investimenti in nuovi reattori nucleari (v. Staffetta 26/06). In precedenza alcune fonti avevano detto sempre a Reuters che Edf starebbe valutando una quotazione o la vendita di una quota di minoranza, con Edf che manterrebbe comunque una partecipazione di maggioranza. Nessuna delle parti interessate ha commentato.

▪️La Commissione europea ha pubblicato oggi il programma di lavoro del 2026, intitolato “Il momento dell’indipendenza dell’Europa”. Al centro dell’agenda restano le priorità della Commissione von der Leyen 2, dalla competitività, alla difesa, fino alla lotta al cambiamento climatico, con un’attenzione particolare al percorso di semplificazione avviato coi pacchetti Omnibus. Il programma è concordato con il Parlamento europeo, gli Stati membri e gli organi consultivi dell’UE.Tra le nuove iniziative per il 2026, la Commissione cita la creazione di un centro per i materiali critici (secondo trimestre), l’atto per l’economia circolare (terzo trimestre), il piano per l’elettrificazione (primo trimestre), il rafforzamento della sicurezza energetica (primo trimestre), l’aggiornamento della governance sull’unione dell’energia, con l’eliminazione dei sussidi ai fossili (quarto trimestre), il pacchetto sull’unione dell’energia per il prossimo decennio, che include norme sul mercato della CO2, sull’efficienza e sulle rinnovabili (terzo trimestre), una semplificazione della legislazione sui prodotti energetici (secondo trimestre), il pacchetto per il clima nel prossimo decennio, con la revisione degli obiettivi climatici (quarto trimestre) e dell’Ets (terzo trimestre), il quadro integrato per la resilienza climatica (quarto trimestre) e un pacchetto Omnibus sulla tassazione (secondo trimestre).Un capitolo è dedicato, ancora, alle proposte pendenti e ancora da approvare, tra cui spiccano la proposta Com(2025)524 sugli obiettivi climatici al 2040, la proposta Com(2025)828 sul divieto di importare gas russo e la proposta Com(2021)563 sulla tassazione dei prodotti energetici.

▪️La presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha scritto in una lettera al Consiglio UE sulla competitività che nella revisione del regolamento sulle emissioni di CO2 l’esecutivo sta anche “valutando il ruolo dei bio carburanti avanzati”. Finora la Commissione aveva sempre indicato che la revisione avrebbe considerato il ruolo degli e-fuel ma non aveva mai menzionato i biocarburanti, nonostante le sollecitazioni in questo senso in particolare dell’Italia. Von der Leyen, riporta l’agenzia Radiocor, ha specificato nella lettera che la revisione della normativa dovrebbe arrivare per fine anno e ha detto che “il dialogo specifico che abbiamo avviato con i produttori di veicoli pesanti si tradurrà anche in misure concrete per aiutarli a raggiungere i loro obiettivi”. I capi di stato e di governo si riuniranno a Bruxelles giovedì.
POLICY FOCUS – MERCATI
▪️Nel 2024, le 5.325 imprese italiane a forte consumo di energia elettrica hanno percepito agevolazioni per 1.933.280.172 euro. Lo si legge nella relazione della Cassa per i servizi energetici e ambientali inviata in Parlamento. L’agevolazione per gli energivori, ricordiamo, è sulla componente Asos della bolletta che finanzia le energie rinnovabili: le imprese possono decidere di pagarla con aliquote ridotte o di pagare, in sostituzione, un contributo in percentuale sul valore aggiunto lordo. Il consumo totale degli energivori ammonta a 81.846,23 GWh, di cui più dell’80% consumato da grandi imprese. Si tratta, per l’85% dei consumi, di imprese a significativo rischio di delocalizzazione. Tra i settori che usufruiscono di più delle agevolazioni per gli energivori c’è la metallurgia, con un consumo di 22,3 TWh, la chimica, con 10,6 TWh, l’industria alimentare e quella della lavorazione di minerali non metallici, con 8,2 TWh ciascuna, e poi quella plastica (7,8 TWh), la raffinazione (4,1 TWh), la fabbricazione di prodotti in metallo (3,5 TWh), il tessile (2,1 TWh), l’industria del legno (1,3 TWh), quella per la fabbricazione di prodotti farmaceutici (1,1 TWh), la fabbricazione di computer e prodotti elettronici (un terawattora). 

▪️Il Gse ha aggiornato la graduatoria stimata degli impianti di produzione di biometano per l’accesso agli incentivi per il settore dei trasporti previsti dal DM 2 marzo 2018 e dal DM 15 settembre 2022. Al 1° ottobre 2025 il Gse rileva il raggiungimento di una producibilità annua pari a circa 791 milioni di Smc rispetto a un limite massimo incentivabile di 1,1 miliardi di Smc.

▪️Sui circuiti elettronici internazionali le quotazioni del petrolio hanno avviato la settimana all’insegna della stabilità, stazionando su quelli che sono i valori minimi da maggio 2025, col Brent sceso a quota 61. Il mercato sospetta un possibile eccesso di offerta, unito a segnali di domanda debole e presenta una struttura di contango (i contratti futuri più lontani costano di più rispetto a quelli più vicini), dunque ribassista. I rapporti della Cftc Usa sulle posizioni nette e lunghe di futures e opzioni non sono ancora disponibili a causa dello shutdown. I trader sono dunque senza bussola e questo rende il mercato petrolifero ancora più opaco. Lunedì il Paniere Opec, composto da 12 greggi diversi, è sceso a 61,74 dollari al barile (-0,05), il Light crude a 57,52 (-0,02), il Brent a 61,01 (-0,28), il Murban a 62,98 (-0,49). In merito ai prodotti, la media delle quotazioni Cif di lunedì della benzina 10 ppm è scivolata a 675,5 dollari alla tonnellata (-12,75), quella del gasolio 10 ppm è salita a 653,13 (+6,75), del risca 0,1 a 639,75 (+3,38), del Btz scesa a 380,5 (-13,63), l’Atz a 381,38 (-8,88). Nell’ambito di una forchetta indicativa, le quotazioni di lunedì in dollari tonnellata (in parentesi euro/tonnellata): benzina 10 ppm 656/685 (563/588), gasoli 629/654 (540/561), Btz375/391 (322/335), Atz 361/385 (310/330). Cambio euro/dollaro di lunedì a 1,1655.

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