| POLICY FOCUS – ITALIA |
| ▪️La Corte d’Appello di Potenza ha assolto ieri la società Eni, nell’ambito di un processo sullo smaltimento dei reflui derivanti dalle estrazioni petrolifere in Basilicata. ▪️ è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 42 del 20 febbraio il decreto-legge 20 febbraio 2026, n. 21 “Misure urgenti per la riduzione del costo dell’energia elettrica e del gas in favore delle famiglie e delle imprese, per la competitività delle imprese e per la decarbonizzazione delle industrie, nonché disposizioni urgenti in materia di risoluzione della saturazione virtuale delle reti elettriche e di integrazione dei centri di elaborazione dati nel sistema elettrico”. ▪️Dalla sterilizzazione dell’Ets prevista dal DL Bollette – se ricevesse l’ok di Bruxelles – il Mase prevede un beneficio nettto di -9,3 euro per MWh sul prezzo all’ingrosso dell’elettricità, cui vanno sommati altri -3 euro per l’analoga sterilizzazione degli oneri di trasporto e di sistema gas (che invece non necessita di via libera UE). E’ una delle cifre che emergono dalla relazione tecnica del DL Bollette approvato mercoledì dal Consiglio dei ministri. Il testo illustra numeri e ipotesi dietro le norme del discusso provvedimento. Di seguito i principali spunti. Art. 1 Il bonus di 115 euro per il 2026 per le famiglie in stato di disagio economico andrà a 2,64 milioni di utenze. Art. 2 Gli impianti FV in Conto energia che potrebbero aderire allo spalmaincentivi volontario sono oltre 52mila per circa 13,3 GW. In caso di adesione al 30% con una preferenza (70% di questo 30%) per la riduzione più blanda dell’incentivo (-15%) il Mase stima un impatto di riduzione dell’Asos per le imprese di 146 mln nel 2026 e 292 mln nel 2027, con un corrispondente maggior onere Asos dovuto all’estensione del contratto pari a 438 mln nel periodo dal 2029 al 2038. Quanto all’estinzione anticipata volontaria delle convenzioni con liquidazione a sconto (90%) e obbligo di rifacimenti, il Mase stima un minor fabbisogno Asos di 2 miliardi nel 2028, 1,9 nel 2029, 1,7 nel 2030 e 1,1 nel 2031, che si volgerà invece in un aumento del fabbisogno in seguito (+0,8 mld nel 2032, +1,3 mld nel 2033 e +1,4 all’anno dal 2034 al 2037). Quanto alla manovra contabile dell’anticipo strutturale di 1 mese dei tempi di versamento alla Csea dell’Asos da parte dei distributori, il Mase stima che per l’anno 2026 consentirà una disponibilità straordinaria come già visto di 850 mln, che saranno destinati sempre a tagliare gli oneri di sistema delle imprese. Art. 3 Il maggiore gettito legato all’addizionale Irap per le imprese energetiche (431 mln nel 2026, 501,1 nel 2027 e 68,4 nel 2028) dovrebbe poi beneficiare una base di consumi delle imprese di 125 TWh per un beneficio di -3,5 euro per MWh nel 2026, -4 nel 2027 e -0,54 nel 2028. Art. 4 Riguardo al meccanismo di adesione volontaria degli impianti Fer non più incentivati a Ppa con garanzia pubblica, il Mase, in uno scenario di adesione al 50% e prezzo del Ppa a 40 euro per MWh a fronte di un prezzo di mercato di 100, valuta un risparmio per le imprese consumatrici controparti dei Ppa pari a 1 miliardo al 2034, anno in cui secondo il ministero quando la producibilità totale degli impianti in questa condizione sarebbe di 34 TWh (nel 2028 sarebbe di 10 TWh). Art. 5 Il taglio degli incentivi alle bioenergie secondo il Mase produrrà risparmi per 5,2 mld da qui al 2030 e per 21,9 mld complessivamente al 2037, per un corrispondente minor fabbisogno Asos. Il risparmio netto nel 2026 sarà secondo il Mase di quasi 400 mln, 670 nel 2027, 1,1 mld nel 2028, 1,3 mld nel 2029, 1,8 nel 2030 e oltre 2,3 mld per ciascuno degli anni successivi. Art. 6 Il taglio degli oneri di trasporto e di sistema gas dal prezzo del gas pagato dai termoelettrici dovrebbe secondo il Mase produrre un risparmio di 5 euro per MWh in inverno e 3 euro in estate sul costo del gas delle centrali con un impatto sul prezzo dell’energia elettrica di -8 euro per MWh e un beneficio di 2 miliardi al lordo di 700 euro di oneri trasferiti a valle sugli oneri di sistema dell’energia elettrica, ma anche di maggiori oneri Asos per i Cfd a due vie e CV pere 200 mln, 40 mln di maggiori costi per unità essenziali e 150 mln di minor gettito da rendita di congestione. In conclusione l’impatto positivo netto sarebbe di 900 mln all’anno per un beneficio netto per i consumatori di 3 euro per MWh. Assai più rilevante, a condizione che riceva il via libera della UE, l’effetto della sterilizzazione dell’Ets: 7,5 miliardi lordi l’anno assumendo un rimborso di 30 euro per MWh ai termoelettrici pari a 3,3 mld da trasferire sui prezzi a valle. Decurtando anche 750 mln di maggiore Asos (v. sopra), 160 di Uplift, 400 mln di rendite di congestione in meno, il beneficio netto è stimato in 3 mld per -9,3 euro per MWh. Art. 7 Secondo il governo le norma contro la saturazione virtuale delle reti comporteranno un riduzione complessiva dei costi in capo alle tariffe elettriche per l’accelerazione della realizzazione di nuovi impianti a fonte rinnovabile e per la riduzione dei costi di sviluppo di rete complessivi in ragione della maggiore efficienza delle soluzioni di connessione che il nuovo processo andrà a determinare. Art. 8 Maggiore efficienza attesa anche con l’iter unico di autorizzazione dei data center. Il Mase presenta anche i dati aggiornati sulle richieste di connessione attuali: 339 pratiche per 55,9 GW, di cui 29,8 GW in Lombardia e 10,1 GW in Piemonte. Art. 9 Dalla vendita del gas dello stoccaggio di ultima istanza del Gse (circa 1 mld mc) il Mase prevede un incasso di 290 mln più altri 319 mln attesi dalla vendita degli 1,1 mld mc di Snam. Dei ricavi almeno 409 mln saranno usati per ridurre le bollette gas delle imprese. Art. 10 Le risorse massime disponibili per il taglio del delta prezzo gas tra Psv e Ttf sono i 200 mln che dovranno venire dalla vendita del gas stoccato di cui all’art. 9. Secondo il Mase tali risorse basteranno ad assicurare l’efficacia della misura assumendo premi richiesti commisurati al prodotto tra i costi di trasporto adeguatamente maggiorati e quantità soggette a obbligo di offerta e che Arera individui quantità soggette ad obbligo di offerta pari a circa 10 milioni di mc l’anno per tutto l’anno (a un costo unitario di ca 2,5 €/smc) più circa ulteriori 20 milioni di smc annui per 150 giorni del periodo invernale (a un costo unitario di ca 4 €/smc). Con tali costi, in caso di azzeramento del delta il beneficio lordo sarebbe di 2 euro per MWh sul prezzo del gas all’ingrosso per un beneficio di 800 mln di euro su consumi annui non termoelettrici pari a 40 mld mc più altri 800 mln per i consumatori elettrici. Se invece il delta non si azzerasse per sottoscrizione di quantità inferiori al necessario, i maggiori proventi derivanti dal gas ceduto a prezzi superiori al Ttf andranno a sgravio degli oneri di trasporto. ▪️ Dopo lo sconcerto dei produttori elettrici, la soddisfazione di Confindustria e – con qualche latenza – quella di Federacciai, arriva il plauso unanime al DL Bollette da parte delle associazioni che rappresentano le piccole e medie imprese. |
| POLICY FOCUS – EUROPA E MONDO |
| ▪️La Corte Suprema degli Stati Uniti ha annullato dazi miliardari imposti da Donald Trump in base a una legge pensata per le emergenze nazionali. Con una sentenza di 6 favorevoli contro 3 contrari, redatta dal presidente della Corte Suprema conservatore John Roberts, i giudici hanno confermato la decisione di un tribunale di grado inferiore secondo cui l’uso da parte di Trump di questa legge del 1977 (l’International Emergency Economic Powers Act) eccedeva i limiti dell’autorità del presidente. ” ▪️ La Commissione europea ha dato il via libera oggi all’acquisizione di IP da parte di Socar. La notifica era arrivata a fine gennaio (v. Staffetta 28/01). ▪️ L’Unione europea si prepara alla svolta protezionistica per il proprio settore automobilistico. Le recenti indiscrezioni sull’Industrial Accelerator Act, anticipate dal Financial Times, delineano infatti un cambio di paradigma radicale: per accedere a incentivi e appalti pubblici, i veicoli elettrici dovranno garantire che almeno il 70% dei componenti (esclusa la batteria) sia “made in Eu”. L’obiettivo è proteggere la base produttiva soprattutto dall’offensiva cinese, anche se lo “scudo” immaginato da Bruxelles non è privo di rischi. Il primo limite è di natura economica: obbligare i costruttori a rifornirsi da partner locali farà inevitabilmente lievitare i costi di produzione. Se l’auto elettrica europea dovesse trasformarsi in un bene di lusso non per la sua superiorità tecnologica ma per una sorta di “purezza burocratica”, il rischio concreto sarebbe quello di frenare la diffusione dei veicoli a batteria. Tutto questo senza contare uno dei principali ostacoli alla competitività già denunciati dal settore: l’insostenibile costo dell’energia. C’è poi un tema di realismo industriale. Come hanno sottolineato gli analisti di Bruegel, l’80% della capacità produttiva di celle per batterie in Ue oggi appartiene a imprese sudcoreane. Imporre requisiti di origine rigidi significa quindi escludere non solo la Cina ma anche altri partner strategici. Inoltre, il think thank ha ricordato che requisiti rigidi di contenuto locale sono proibiti dal Wto e minerebbero i trattati di libero scambio (Fta) già in vigore, esponendo l’UE a ritorsioni legali da Paesi alleati, come Regno Unito, Turchia e Giappone. Per questo Bruegel sostiene che isolare l’Europa dai flussi tecnologici globali non ci renderà più forti, ma più lenti: la sfida non è produrre “in” Europa, ma produrre “con” l’Europa, integrando le eccellenze globali in un ecosistema aperto. La misura al momento non trova un consenso unanime nemmeno all’interno dello stesso settore automobilistico. Se la componentistica ha accolto con entusiasmo la svolta europea, a livello di costruttori il quadro è più articolato. Stellantis e Volkswagen hanno già chiarito la loro posizione a favore di forme di protezione per i loro stabilimenti storici, mentre Bmw ha messo in luce un altro limite di queste misure protezionistiche: troppa burocrazia soffocherà l’innovazione. Calcolare il valore di ogni singolo chip o sensore per dimostrare il “prezzo del 70%” potrebbe trasformarsi in un incubo amministrativo che sottrae risorse alla ricerca e sviluppo. |
| POLICY FOCUS – MERCATI |
| ▪️“Nelle more delle determinazioni del Tribunale di Siracusa riguardo alle modalità attuative e operative per le caricazioni presso la Raffineria Isab, Ludoil Energia Srl si rende disponibile, a partire dal 20 febbraio 2026, a soddisfare i vostri ordinativi di prodotti petroliferi alle condizioni ed ai termini già in essere”. ▪️ Mercato internazionale. Le quotazioni di greggi e prodotti sono salite nell’ultima settimana monitorata mentre la situazione geopolitica nel Golfo Persico diventa sempre più incandescente, nonostante gli sforzi diplomatici per una riconciliazione tra Iran e Usa. Nella settimana monitorata, il Paniere Opec, composto da 12 greggi diversi, è salito a 69,79 dollari al barile (+1,73), il Light crude a 66,43 (+3,59), il Brent a 71,66 (+4,14), il Murban a 72,08 (+4,01). In merito ai prodotti, la media delle quotazioni Cif della benzina 10 ppm è salita a 717,38 $/t (+29,38), del gasolio 10 ppm a 740,63 (+48,5), del risca 0,1% a 721,75 (+47), del Btz a 414,25 (+26,88), dell’Atz a 393,63 (+23,63). In particolare sul mercato Cif di Rotterdam la quotazione del diesel 10 ppm presenta oscillazioni che vanno da un minimo di 739,5 ad un massimo di 740 dollari tonnellata, quelle della benzina da 711,75 a 712,25. ▪️ Mercato interno. Settimana iniziata bene e finita male: con un ribasso in avvio e un rialzo in chiusura. Alla fine i prezzi si sono assestati su livelli registrati venerdì’ scorso. La prossima settimana invece si presenterà in avvio molto male per i rivenditori con una batosta a doppia cifra. Soprattutto per i gasoli. Vengono segnalate criticità in Sicilia per la chiusura della raffineria di Priolo che ha messo sotto pressione Augusta e Milazzo (che fino al 27 febbraio caricherà solo fino alle ore 13.00). Su Taranto non è disponibile il bitume. Rispetto a venerdì scorso, in base alle indicazioni giornaliere del Mediterraneo, la benzina è rincarata di 1 euro per mille litri, il gasolio autotrazione (agricolo e motopesca) e il gasolio risca 0,1 di 1 e il denso Btz di 5 euro per mille chili. Questa mattinala benzina ha preso 13 euro, i gasoli 17 e il denso Btz 14. Lunedì la benzina dovrebbe rincarare di altri 13 euro, i gasoli autotrazione e agricolo di 22, il risca di 23 e il denso Btz di 12. |
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