Policy focus – 23 gennaio 2026

POLICY FOCUS – ITALIA 
▪️Entro febbraio il ministero dell’Agricoltura procederà con i bandi per l’assegnazione dei fondi della “Facility agrisolare”, (v. Staffetta 15/01), la soluzione pensata dal governo per consentire l’uso dei fondi Pnrr anche dopo la scadenza del 30 giugno 2026. A dirlo è stato ieri Tommaso Foti, ministro per gli Affari europei, il Pnrr e le politiche di coesione, rispondendo a un’interrogazione presentata alla Camera da Alessandro Colucci (Noi Moderati).

▪️Il ministero della Cultura dovrà risarcire quasi 1,9 milioni di euro a una società proponente di due grandi impianti fotovoltaici per averne ostacolato la realizzazione con atti risultati illegittimi. Lo ha stabilito il Consiglio di Stato con una sentenza pubblicata lunedì. Il diritto al risarcimento, a favore della società FV Pozzilli Srl di Isernia, controllata da due imprenditori del posto (Nicola Cesare e Luigi Ricciardi) e partecipata da un politico locale (l’FI Domenico Testa, già sindaco DC di Isernia negli anni ’90) era già stato riconosciuto in precedenza dai giudici amministrativi, ma la sentenza del 19 gennaio quantifica l’importo che il Mic dovrà versare in 1,85 mln, pari – secondo il criterio ritenuto applicabile dal Cds a partire dalla relazione di un verificatore – al 5% dell’utile totale che gli impianti, se realizzati, avrebbero prodotto in 20 anni, ossia in tutto circa 37 mln a fronte di un investimento di circa 10 mln.

▪️“Accendere il futuro. L’Italia e la sfida della transizione energetica” è il titolo dell’evento che il gruppo PD della Camera organizza venerdì 30 gennaio a Milano alla “Social Innovation Academy”.Ad aprire i lavori Vinicio Peluffo, vicepresidente commissione Attività produttive, e Antonio Misiani, senatore, responsabile economia e finanze, imprese e infrastrutture del PD. Chiudono Annalisa Corrado, parlamentare europea, responsabile conversione ecologica, clima, green economy e Agenda 2030 del PD, Andrea Orlando, coordinatore del Forum sulle politiche industriali del PD, e Chiara Braga, capogruppo PD alla Camera.Tra i temi, Sicurezza energetica e geopolitica, Decarbonizzazione e governo della transizione energetica, Innovazione tecnologica e accumulo energetico, Costi e opportunità della transizione energetica.

▪️È pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 16 del 21 gennaio il comunicato del ministero delle Imprese e del made in Italy relativo al decreto ministeriale 24 novembre 2025 “Applicazione allo strumento agevolativo dei Contratti di sviluppo della disciplina di cui alla sezione 6 del Clean Industrial Deal State Aid Framework (Cisaf)”.Il decreto ha disciplinato le modalità di applicazione allo strumento agevolativo dei contratti di sviluppo delle disposizioni contenute nella sezione 6 del nuovo quadro sugli aiuti di Stato (il Cisaf, appunto, adottato il 25 giugno 2025, che costituisce la nuova disciplina per gli aiuti di Stato nell’ambito del Patto per l’industria pulita, con l’obiettivo di accelerare l’adozione delle energie rinnovabili e favorire gli investimenti nella decarbonizzazione industriale e nella produzione di tecnologie pulite”.
POLICY FOCUS – EUROPA E MONDO
▪️Si è concluso a favore dell’Italia il primo contenzioso alla Corte UE sulla cosiddetta tassa sugli extraprofitti delle rinnovabili, ossia la tassazione della rendita inframarginale degli impianti Fer introdotto in via temporanea dal governo Draghi come misura contro l’emergenza prezzi. Pronunciandosi sulle questioni poste nel luglio 2023 dal tar Lombardia nel caso del piccolo produttore idroelettrico Secab Coop. (v. Staffetta 10/07/23) la corte UE ha concluso in primo luogo che la normativa UE non è in contrasto col decreto italiano laddove questo aveva fissato un tetto sui ricavi di mercato dei produttori di energia idroelettrica ad acqua fluente senza garantire che tali produttori conservino il 10% dei loro ricavi eccedenti tale tetto, considerato che il periodo interessato dal prelievo straordinario era antecedente l’emanazione di norme europee che impongono tale salvaguardia.

▪️Dopo l’olio di palma, anche la soia sarà etichettata come “materia prima ad alto rischio Iluc”, e Bruxelles si prepara dunque a restringerne la possibilità di utilizzo per la produzione di biocarburanti.È quanto prevede un regolamento delegato posto in consultazione ieri dalla Commissione europea, adottato sulla base di una nuova relazione sullo stato dell’espansione della produzione delle colture alimentari e per mangimi a livello mondiale. Le colture di soia, si legge nella relazione, sono cresciute di oltre l’1% in media annua a livello globale dal 2008 e di più di 100.000 ettari, e per oltre il 10% tale espansione è avvenuta in terreni ad alto assorbimento di carbonio.Anche la soia dunque ricade nella casistica di “alto rischio Iluc”, secondo i due criteri stabiliti nell’articolo 3 del regolamento delegato Iluc. L’olio di palma, scrive la Commissione, rimane una materia prima da classificare come ad alto rischio Iluc, cui si aggiunge la soia: “l’espansione dell’area di produzione di olio di palma e soia su terreni ad alto contenuto di carbonio è così significativa che le emissioni di gas serra derivanti dal cambiamento di uso del suolo compensano tutti i risparmi sulle emissioni di gas serra provenienti da questa materia prima, rispetto all’uso dei combustibili fossili”.
POLICY FOCUS – MERCATI
▪️Il Gme ha comunicato in un avviso che entra in vigore oggi, con la pubblicazione sul suo sito internet, la versione aggiornata della Disciplina del mercato del gas naturale (Disciplina MGas) resasi necessaria al fine di prevedere che anche Paesi Terzi non UE – sottoscrittori di un accordo intergovernativo concernente la Solidarietà con il Governo della Repubblica Italiana – possano richiedere l’attivazione di misure di solidarietà nell’ambito del mercato per la gestione delle misure volontarie di solidarietà (Mvs), come previsto dalla Convenzione tra Snam Rete Gas e Gme, approvata martedì dall’Arera con deliberazione 4/2026/R/gas (v. testo allegato) disciplinante i flussi informativi necessari per lo svolgimento del Mvs (v. Staffetta 30/12/25).

▪️Eni ha siglato un accordo vincolante con Socar, società petrolifera statale della Repubblica dell’Azerbaijan, per la cessione di una quota del 10% nel Progetto Baleine – il principale sviluppo offshore in Costa d’Avorio, operato da Eni (47,25%), e partecipato da Vitol (30%) e Petroci (22,75%) (v. Staffetta 25/09/25).

▪️Prezzi record da quasi un anno si sono formati negli ultimi giorni sulla borsa elettrica, trainati principalmente dalle fibrillazioni del mercato italiano ed europeo del gas.Negli scambi di ieri per oggi il Pun Index si è fermato a un soffio dai 160 € per MWh (159,29) il valore più alto da metà febbraio 2025, sostanzialmente confermatosi anche negli scambi di oggi per domani (158,24).A spingere il prezzo è stato come detto in primo luogo la corsa delle quotazioni del gas degli ultimi giorni, con il Ttf front month che ieri nel corso della giornata ha superato più volte la soglia dei 40 € per poi chiudere non molto sotto (39,2), contro i 35,4 della chiusura di lunedì e i 30,2 di quella del lunedì precedente. Stamani poco dopo l’apertura il benchmark europeo ha brevemente toccato i 41,8 € per poi ripiegare: nel primo pomeriggio era a 37,8.

▪️Dopo i cali registrati in ottobre e novembre (v. Staffetta 18/12/25), nel mese di dicembre i consumi petroliferi italiani tornano a crescere: secondo i dati diffusi dal Mase, il mese scorso sono state consumate 4 milioni e 670 mila tonnellate, in aumento dell’1,4%, ovvero di 65.000 tonnellate, rispetto allo stesso mese del 2024. Negativo il bilancio annuale. L’anno scorso in Italia sono state consumate 56 milioni e 96 mila tonnellate, ovvero 1 milione e 675.000 tonnellate in meno rispetto al 2024, per un calo in termini percentuali del 2,9%.

▪️Sui circuiti elettronici internazionali, le quotazioni del petrolio hanno leggermente rialzato la testa, mentre a Davos si teneva il consueto incontro annuale del World Economic Forum, dove si è ancora discusso circa il futuro della Groenlandia. Il Brent è tornato sopra quota 65, il Wti sopra quota 50, mentre i dati sulle scorte di greggio e prodotti in Usa si fanno attendere poiché lunedì scorso gli uffici sono rimasti chiusi per il Martin Luther King day. Ieri l’Aie ha diffuso il consueto rapporto mensile sul mercato petrolifero, in cui si stima che la domanda petrolifera mondiale 2026 sfiorerà i 105 milioni di barili giorno, crescendo di oltre 900.000 b/g solo nei paesi dell’area non Ocse. Stime che evidentemente sono state interpretate come rialziste dal mercato dei futures. Mercoledì il Paniere Opec, composto da 12 greggi diversi, è salito a 62,94 dollari al barile (+0,22), il Light crude a 60,62 (+0,28), il Brent a 65,24 (+0,32), il Murban a 66,24 (+0,39). In merito ai prodotti, la media delle quotazioni Cif di mercoledì della benzina 10 ppm è aumentata a 668,5 dollari alla tonnellata (+0,25), quella del gasolio 10 ppm a 695,63 (+18,25), del risca 0,1 a 682,5 (+16,75), del Btz è scesa a 341,75 (-25), dell’Atz è aumentata a 349,38 (+6,13). Nell’ambito di una forchetta indicativa, le quotazioni di mercoledì in dollari tonnellata (in parentesi euro/tonnellata): benzina 10 ppm 654/677 (557/577),gasoli 660/697 (562/594), Btz 341/363 (290/309), Atz 325/356 (277/303). Cambio euro/dollaro di mercoledì a 1,1739.

Per approfondire le informazioni del Policy Focus puoi trovare dettaglio su: StaffettaQuotidiana, QE, AGEEI