Policy focus – 24 novembre 2025

POLICY FOCUS – ITALIA 
▪️È pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 271 del 21 novembre il decreto-legge 21 novembre 2025, n. 175 “Misure urgenti in materia di Piano Transizione 5.0 e di produzione di energia da fonti rinnovabili”, approvato ieri dal consiglio dei ministri (v. Staffetta 21/11).

▪️Il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha approvato le regole operative del meccanismo Energy Release e gli schemi di contratto relativi all’anticipazione triennale dell’energia rinnovabile da parte del Gestore dei Servizi Energetici, nonché alla successiva restituzione ventennale. Lo fa sapere il Mase in una nota

▪️Nella riunione di ieri il Consiglio dei ministri, su proposta dei ministri per gli Affari europei, Tommaso Foti, dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, dell’Ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto e delle Imprese, Adolfo Urso, ha approvato un decreto-legge che introduce misure urgenti in materia di investimenti e di produzione di energia da fonti rinnovabili.

▪️Semplificare e agganciare all’Ets le garanzie di origine da biometano, anche per il bio-Gnl; incentivi triennali “sostanziosi” per il consumo bio-Gnl nel trasporto pesante. Sono le due principali novità emerse mercoledì dal convegno “L’applicazione del sistema Ets nel comparto del Gnl e del bio-Gnl”, organizzato da Assogasliquidi alla Luiss (v. Staffetta 19/11).

▪️Tre Regioni al voto domenica 23 e lunedì 24: Puglia, Campania e Calabria. I candidati delle maggiori coalizioni nei programmi parlano di energia, anche se con pochi dettagli pratici e più orientamenti generici, e soprattutto molti punti in comune: comunità energetiche, informazione, attenzione al mutamento climatico. La differenza spesso, nell’unità di intenti per rinnovabili ed efficienza, la fanno i rifiuti: c’è chi pensa agli inceneritori e chi non li menziona. Nessuno cita i rigassificatori o le centrali a carbone e gli impianti chimici dove presenti, e solo in un caso viene affrontata la questione delle estrazioni di petrolio e gas.PUGLIAAntonio Decaro, europarlamentare del Pd candidato del centrosinistra, che vorrebbe succedere al collega Michele Emiliano, punta sullo sviluppo delle rinnovabili. Nel testo dal titolo “Un programma per tutta la Puglia”, per quanto riguarda l’ex Ilva pensa al controllo pubblico: nelle slide si fa riferimento alla nazionalizzazione con riconversione green, forni elettrici e idrogeno verde. Decaro vuole creare un Data Center regionale e una cabina di regia per l’innovazione, con funzioni di indirizzo e monitoraggio. “Il progetto prevede il pieno utilizzo dei fondi nazionali ed europei e la promozione di partenariati pubblico–privati per creare un ambiente favorevole alla nascita di nuove imprese tecnologiche, alla crescita dell’occupazione qualificata e alla diffusione di competenze digitali e green”. Oltre alla promozione delle comunità energetiche e alla riconversione dell’Ilva, il testo di Decaro segnala che nella regione “la povertà energetica coinvolge circa il 15% delle famiglie”.Anche il candidato di centrodestra, Luigi Lobuono, area Forza Italia, già candidato sindaco di Bari, punta su Cer e rinnovabili. A differenza di Decaro aggiunge però l’inceneritore: nel programma scrive che vuole “realizzare impianti di trattamento e valorizzazione che consentano di chiudere il ciclo, trasformando i rifiuti in energia e materia prima seconda”. Anche Lobuono vuole varare un programma di sostegno contro la povertà energetica, con contributi per l’efficientamento domestico, l’acquisto di elettrodomestici a basso consumo e l’installazione di impianti fotovoltaici domestici.Nessuno dei due fa riferimento alla centrale a carbone di Brindisi, che dovrebbe essere riconvertita ma che il ministro Gilberto Pichetto Fratin ha detto di volere mantenere spenta in “esercizio freddo”.CAMPANIAIl candidato per la Campania del centrodestra è il viceministro degli Esteri Edmondo Cirielli, di Fratelli d’Italia. Nel suo programma “Modello Campania” prevede l’incremento di energie rinnovabili con una predilezione per il fotovoltaico: “la Campania deve raggiungere, nel breve e medio periodo, uno sviluppo incentrato principalmente sull’energia solare (sia fotovoltaica che termica), sul biogas e biometano (compreso quello prodotto a partire dalla frazione organica dei rifiuti urbani) e sulla diffusione delle pompe di calore”. Il programma prevede anche l’aumento di produzione energetica dalle fonti energetiche da infrastrutture idriche, con un mix di microturbine su acquedotti e ancora una volta fotovoltaico sugli impianti. Per il candidato infine “occorre realizzare uno Sportello Regionale dell’Energia che aiuti i cittadini e le imprese a scegliere i contratti più convenienti e ad accedere a possibili bonus energetici”. Sul fronte “aria e atmosfera” prevede accordi di programma vincolanti con le città capoluogo; autobus e scuolabus solo elettrici entro 5 anni e “regole chiare e incentivi per sostituire stufe e caldaie inquinanti”. Per i rifiuti, il candidato presidente promette l’innalzamento della raccolta differenziata con riduzione del conferimento al termovalorizzatore di Acerra.Il candidato del centrosinistra, Roberto Fico, ex presidente della Camera in quota Cinque stelle, torna in campo con il “Programma di coalizione”. Nella sintesi viene affrontato per punti il tema energetico e ambientale, ricalcando tutte le battaglie storiche del suo partito, dal “no a nuovi termovalorizzatori” al “No a nuove autorizzazioni per impianti di stoccaggio Gnl e per la coltivazione di idrocarburi”. Negli obiettivi, c’è anche quello di creare una hydrogen valley, Comunità energetiche, rinnovabili ed efficienza. Tra le particolarità rispetto allo sfidante, la valutazione della sostenibilità ambientale dei generatori a biomasse e degli impianti domestici e industriali. Anche in questo caso, Fico vuole mettere in campo un Piano regionale di adattamento ai cambiamenti climatici.VENETOAlberto Stefani, deputato leghista candidato a succedere al presidente Luca Zaia, si presenta con il programma più esteso: 202 pagine, intitolato “Veneto una comunità”. Oltre a fare un riassunto delle azioni della Regione, promette una legge regionale sul clima e un “Piano integrato energia e clima”, con una strategia integrata di mitigazione e adattamento. Nei piani, osservatori climatici locali, progetti di sequestro del carbonio, incentivi per le Cer e servizi di consulenza energetica gratuita per cittadini e imprese. La Regione intende attrarre investimenti green attraverso un “Green Hub Veneto”. Se al governo la Lega è molto critica, in Regione promette azioni “in linea con il Green Deal Europeo” e anzi “il Veneto è tra le prime Regioni italiane ad aver integrato la pianificazione energetica con quella climatica”. Stefani vuole rafforzare l’azione della Cabina di regia permanente sul clima.Giovanni Manildo, già sindaco Pd di Treviso e appoggiato da tutta la coalizione di centrosinistra, prevede di creare “1 kilowatt per abitante, con l’obiettivo di 5 gigawatt da rinnovabili entro il 2030”. Anche qui tornano gli incentivi per le comunità energetiche rinnovabili (“100 entro il 2027”). Oltre alla mappatura e alla pianificazione strategica di aree per l’accumulo energetico a servizio di Pmi e centri urbani vuole investire “1 miliardo di euro per l’implementazione delle energie rinnovabili” e “favorire la ricerca nelle tecnologie di produzione di energia non fossile”. Alla piattaforma climatica messa in campo da Zaia, vuole aggiungere una “banca dati regionale delle vulnerabilità climatiche” e formare e attrezzare le comunità locali per la gestione delle emergenze climatiche, mettere in campo nuovi piani di emergenza e creare programmi ambientali nelle scuole. Per la qualità dell’aria più alberi e mobilità elettrica con nuove colonnine. 

▪️Aumenta dallo 0,19 allo 0,24 per mille del fatturato 2024 il contributo annuale dovuto dalle imprese dell’energia elettrica e del gas per il funzionamento dell’autorità di settore Arera per l’anno 2025. Invariate rispetto allo scorso anno le altre aliquote, ovvero quella aggiuntiva dello 0,02 per mille per le imprese energetiche che operano infrastrutture soggette a tariffa, quella dello 0,27 per mille per gli operatori del servizio idrico e quella dello 0,30 per mille per quelle dei rifiuti. Lo si legge nella relativa delibera di ottobre, pubblicata oggi dal regolatore che, non avendo ricevuto osservazioni sui valori dalla presidenza del Consiglio entro il termine previsto di 20 giorni, ha quindi confermato le aliquote proposte e disposto che i versamenti sia effettuati entro il 15 dicembre.

▪️“Le piattaforme digitali come Google, Amazon, Apple, Netflix, esercitano un vero e proprio strapotere, sono di fatto uno stato parallelo. Vedere le Authority unite per riflettere e collaborare nel vigilare e regolare questo strapotere, ci incoraggia e ci porta a pensare che, ognuno facendo la propria parte, consumatori, imprese, istituzioni e Authority, questo ‘impero del male’ si possa arginare e sconfiggere”. Così il presidente del Consumers’ Forum, Furio Truzzi, ha presentato l’evento svoltosi mercoledì al Cnel, che ha raccolto quasi tutti i presidenti delle Autorità indipendenti, dal garante della privacy, Pasquale Stanzione, fino all’Autorità per l’energia, Stefano Besseghini, passando per il presidente della Consob Paolo Savona e dell’Autorità dei Trasporti, Nicola Zaccheo. Anche se l’accoglienza non è stata per tutti così calorosa, visto che non ha presenziato né il presidente del Cnel, Renato Brunetta, né il sottosegretario Massimo Bitonci, previsti nel programma ma, hanno spiegato i relatori, altrimenti impegnati. Entrambi hanno mandato invece un messaggio scritto. Il tema scelto quest’anno è stato il “Potere delle piattaforme: il ruolo di consumatori, imprese e Authority”.
POLICY FOCUS – EUROPA E MONDO
▪️La Commissione europea ha deciso di aprire una procedura d’infrazione, inviando una lettera di messa in mora, nei confronti di Italia, Estonia e Ungheria per il mancato recepimento di una norma della direttiva (UE) 2024/1275 Case green. Il termine per il recepimento completo della direttiva Case Green scade il 29 maggio 2026. La direttiva, tuttavia, prevedeva anche l’obbligo di eliminare entro il 1° gennaio 2025 gli incentivi per le caldaie stand alone alimentate a combustibili fossili (articolo 17(15)). Avendo esaminato le misure notificate dai tre Stati e le spiegazioni fornite – scrive l’UE – la Commissione ha concluso che Italia, Estonia e Ungheria non hanno attuato completamente né spiegato in modo esaustivo come avrebbero recepito il divieto di incentivare le caldaie a combustibili fossili. Gli Stati hanno due mesi per rispondere ai rilievi della Commissione. Se le risposte non saranno ritenute sufficienti, la Commissione invierà un parere motivato ai tre Paesi. Lo stop alle detrazioni per le caldaie a gas, ricordiamo, era stato approvato con la legge di Bilancio per il 2025 (v. Staffetta 18/12/24).

▪️L’ultimo costruttore cinese a fare l’ingresso nel mercato europeo dell’auto è stato Gac, azienda controllata direttamente dal governo provinciale del Guangdong, che ha avviato questa settimana la produzione di veicoli elettrici nella fabbrica di Graz del fornitore austriaco Magna (che ha già un accordo anche con un’altra cinese, Xpeng).“L’Europa è un mercato fondamentale per lo sviluppo globale di Gac. La partnership con Magna ci consente di offrire ai clienti europei veicoli elettrici assemblati localmente, che riflettono i valori di Gac in termini di tecnologia intelligente, sostenibilità e artigianalità”, ha dichiarato Wei Haigang, presidente di Gac International.Byd ha invece fatto sapere che punta a un’importante espansione in tutta Europa già da quest’anno, a partire dalla Germania dove potrebbe superare le 20mila unità immatricolate (nel 2024 erano state meno di 2mila).Un’analisi di Schmidt Automotive Research ha evidenziato come le case cinesi siano diventate un catalizzatore per l’ingresso di nuovi operatori nello stagnante mercato automobilistico europeo. Lo studio stima che sui circa 11,6 milioni di auto che verranno vendute in Europa nel 2025, poco meno di un milione sarà di marchi non “tradizionali”, Tesla inclusa. La ricerca ha inoltre evidenziato che i costruttori cinesi hanno dimostrato di saper aggirare i dazi imposti dall’Ue sui veicoli elettrici semplicemente ampliando la loro offerta di motorizzazioni. Ora, mentre le case europee faticano a tenere aperte le loro fabbriche nel continente – vedi calo dell’occupazione nell’industria automobilistica tedesca – quelle cinesi ora puntano a localizzare parte della produzione proprio in Europa, sia per evitare dazi che per soddisfare i requisiti di contenuto locale su cui stanno puntando anche le autorità e le stesse case europee.

▪️La presidenza brasiliana sembra aver abbandonato la proposta, sostenuta da oltre 80 Paesi (v. Staffetta 19/11) compresa l’Unione europea (v. Staffetta 20/11), di inserire nella decisione finale della Cop30 la previsione che i Paesi definiscano percorsi di abbandono dei combustibili fossili. Nella nuova bozza negoziale di “Mutirao Decision”, pubblicata stanotte alle 3 ora di Belem (alle 7 in Italia), scompare infatti ogni riferimento a carbone, gas e petrolio. La proposta di una roadmap era stata avanzata inizialmente dal presidente brasiliano Lula (v. Staffetta 18/11). Una trentina di Paesi, tra cui Germania, Regno Unito, Francia e Colombia, hanno scritto alla presidenza dicendo che non sosterranno un testo che non includa una roadmap per l’uscita dai fossili. Un negoziatore ha riferito ad Askanews che Cina, India, Arabia Saudita, Nigeria e Russia hanno opposto un netto rifiuto alla proposta di un percorso di abbandono di carbone, gas e petrolio.

▪️Nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea di oggi è pubblicato il regolamento delegato (UE) 2025/2359 della Commissione dell’8 luglio 2025 che integra la direttiva (UE) 2024/1788 del Parlamento europeo e del Consiglio precisando la metodologia di valutazione delle riduzioni di emissioni di gas a effetto serra da combustibili a basse emissioni di carbonio. Si tratta del regolamento attuativo della direttiva Gas verdi che introduce un metodo di calcolo per i combustibili a basse emissioni, esclusi i carburanti da carbonio riciclato. Sulla Gazzetta sono pubblicati anche i regolamenti di esecuzione (UE) 2025/2335, che aggiorna i valori emissivi di riferimento per le case auto, e (UE) 2025/2289, sulla comunicazione dei dati, la valutazione e le condizioni operative per la raccolta e il trattamento dei rifiuti di batterie
POLICY FOCUS – MERCATI
▪️Mercato internazionale. Forte volatilità sui circuiti elettronici internazionali per Brent e Wti, che hanno risentito di fattori geopolitici (il piano Trump per la pace in Ucraina) e del rischio bolla dell’Intelligenza Artificiale in Borsa. Il calo inatteso delle scorte Usa non ha dato supporto al recupero delle quotazioni. Nella settimana monitorata il Brent di gennaio è salito di 0,37 $ a 63,38 $/b (rispetto a giovedì scorso), il Wti di dicembre di 0,45 $, portandosi a 59,14 $/b e il Murban di Abu Dhabi di 0,20 $ a 64,83 $/b. Il Paniere Opec sul mercato fisico è salito di 1,01 $ a 69,43 $/b. Rispetto alla settimana scorsa in Mediterraneo la media delle quotazioni Cif della benzina 10ppm si è attestata a 724,50 dollari a tonnellata (-37,25), quella del diesel 10ppm a 786,50 (+33,50), del gasolio 0,1 a 723,00 (+21,00), dell’o.c. Btz a 395,88 (-4,13) e dell’o.c. Atz a 353,75 (-14,50). Mercato interno. Altra settimana di forti aumenti dei gasoli in Mediterraneo e di conseguenza sui listini, concentrati nelle giornate di ieri e martedì. Il prezzo d’acquisto del gasolio autotrazione ha navigato stabilmente al di sopra di quello della verde. Rispetto a venerdì scorso, in base alle indicazioni giornaliere del Mediterraneo, la benzina è arretrata di 3 euro per mille litri e il denso Btz di 11 euro per mille chili. Il gasolio autotrazione (agricolo e motopesca) è schizzato di 30, il gasolio risca 0,1 di 23. Questa mattina la benzina è scesa di 6 euro, insieme ai gasoli autotrazione e agricolo, il risca di 7 e il denso Btz di 5. Lunedì la benzina perderà altri 5 euro, i gasoli autotrazione e agricolo 12, il risca 11. Il denso Btz recupererà 4 euro.

▪️Il mese di ottobre 2025 ha visto il consumo di lubrificanti in crescita del 7,2% rispetto al medesimo mese del 2024, con gli oli motore che hanno mostrato un +5,7% ed il comparto industria che è aumentato del 8,7%. Analizzando i primi dieci mesi del 2025, scrive nella consueta nota il Gail di Federchimica, si rileva un complessivo consumo di lubrificanti in aumento dell’1,1% rispetto al medesimo intervallo temporale del 2024, con un aumento del 4,8% nel consumo di oli motore ed un -2,4% per quanto riguarda quello di oli industria.Analizzando i dati del mese di ottobre 2025, emergono le seguenti considerazioni: il volume complessivo di lubrificanti immessi in consumo è risultato pari a 41.185 tonnellate, in aumento del 6,1% rispetto allo stesso mese del 2024; escludendo dal computo dei prodotti per l’industria gli “oli bianchi” e i “trasformatori isolanti” per rendere i dati omogenei con quelli della raccolta statistica degli anni passati, il totale risulta pari a 37.400 tonnellate, con una variazione del +7,2% rispetto a ottobre 2024; nello specifico il settore autotrazione – che rappresenta 18.600 tonnellate – è risultato in ascesa del 5,7%, principalmente grazie alle voci “Altri motore” (+26,3%) e “Primo riempimento” (+21%); gli oli per l’industria tornano in territorio positivo (37.400 tonnellate, +8,7%), con le voci “Idraulici” (+11,7%) e “Per lavorazione metalli” (+14,5%) a trainare il settore.Unem sottolinea che i volumi di ottobre consolidano il trend positivo in atto per questi prodotti già da diversi mesi consecutivi del 2025, trainati sia dal significativo aumento dei volumi per gli usi motore (+5,7%, pari a +1.000 t), sia dall’ancor più consistente incremento degli usi industria (+6,5%). In particolare, la maggiore mobilità di passeggeri e merci rilevata in ottobre ha sostenuto il risultato positivo degli oli motori ed è conseguente a valori in incremento per tutte le tipologie (ad eccezione unicamente degli ausiliari autotrazione in contrazione del 3,5% e -111 t). Da segnalare in particolare l’andamento degli oli per il first fill, in nuovo consistente aumento (+21% e +217 t), quarto mese per questi prodotti dopo 15 mesi consecutivi di calo, che riflettono così un crollo della produzione automotive del precedente periodo che ora risulta in attenuazione; degli altri motore (+26,3% e +154 t); dell’autotrazione pesante (+13,6% e +425 t) e dall’autotrazione leggera (+1,8% e +155 t).Quanto al settore industria, restano in territorio negativo soltanto i grassi (-1,5%) e i bianchi (-4,5%), mentre tutte le rimanenti tipologie di prodotti segnano invece incrementi anche significativi tra cui spiccano in particolare gli oli per la lavorazione metalli (+14,5%) e gli idraulici (+11,7%).Nei primi dieci mesi del 2025, Gail evidenzia che il volume complessivo di lubrificanti immessi in consumo è risultato pari a circa 366.100 tonnellate, in salita del 2% rispetto allo stesso periodo del 2024; escludendo dal computo dei prodotti per l’industria gli “oli bianchi” e i “trasformatori isolanti” per rendere i dati omogenei con quelli della raccolta statistica degli anni passati, il totale risulta pari a 328.300 tonnellate, in salita del 1,1% rispetto allo stesso periodo del 2024; nello specifico il settore autotrazione – che rappresenta 166.500 tonnellate – è risultato in aumento del 4,8% rispetto all’analogo periodo del 2024, principalmente grazie all’incremento nei consumi di lubrificanti per Marina (+15%) e alla voce “Altri motore” (+25,8%); continua, seppur attenuato in valore assoluto, il periodo negativo degli oli industria che, con 161.800 tonnellate, mostrano un -2,4% rispetto ai primi dieci mesi del 2024, con la voce “Denaturati e oli da processo” (-21,8%) a trainare al ribasso il settore.Unem sottolinea, nel gruppo autotrazione, un andamento particolarmente positivo degli oli per autotrazione leggera (+7,4% e +5.448 t) degli altri motori e degli ausiliari autotrazione, mentre, nonostante i risultati in controtendenza degli ultimi quattro mesi, continua a penalizzare questo gruppo di prodotti il comparto degli oli per il primo riempimento (-5,8% e -638 t).

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