Policy focus – 25 luglio 2025

POLICY FOCUS – ITALIA 
▪️Pasquale De Vita? Un “vecchio volpone”. Vittorio Mincato? Un “osso duro”. I dipendenti di Eni? Dotati di un “grande spirito di corpo aziendale e senso di appartenenza”. È un affresco dettagliato e vivace quello tracciato da Alessandro Noce nel memoir Il mestiere dell’antitrust. Già dirigente e funzionario dell’Agcm, e oggi Direttore generale per Mercati e Infrastrutture Energetiche al Mase, Noce offre un racconto diretto e appassionato delle principali istruttorie antitrust seguite nel corso della sua carriera, con un’attenzione particolare al settore dell’energia.

▪️Il DL è composto di cinque articoli: l’articolo 1 contiene le disposizioni per risolvere il problema della saturazione virtuale della rete, l’articolo 2 quelle per sterilizzare il differenziale Ttf-Psv sui prezzi del gas, l’articolo 3 contiene norme sui data center, mentre il 4 norme sulla Ccs, l’articolo 5 modifica la procedura di gas release per l’industria. L’articolo 1 sulla saturazione virtuale non mostra molte differenze rispetto alla prima versione, presentata dal governo come emendamento al DL Bollette e subito ritirata per l’opposizione dei distributori elettrici (v. Staffetta 04/04). A una prima lettura, l’unica differenza rilevante sembra essere che vengono fatte salve non solo le richieste di connessione che hanno già avuto l’autorizzazione o il nulla osta da Terna, ma anche le richieste di connessione per i progetti che hanno già ricevuto un provvedimento di esenzione dalla valutazione d’impatto ambientale o un parere positivo di Via.Per azzerare il differenziale Ttf-Psv, l’articolo 2 consente ad Arera di applicare corrispettivi negativi al punto di entrata di Passo Gries e di introdurre uno specifico servizio “di liquidità”. Gli oneri generati verranno coperti con una rimodulazione delle tariffe di trasporto. Entro 90 giorni, l’Autorità presenta al Mase una proposta per l’integrazione dei mercati gas italiano e tedesco. A febbraio, il Mase aveva annunciato di stare lavorando a una serie di proposte per eliminare il differenziale sul gas (v. Staffetta 11/02).Anche l’articolo 3 sulle autorizzazioni dei data center ricalca un emendamento al DL Infrastrutture, presentato durante l’esame parlamentare e poi dichiarato inammissibile. Rispetto a quell’emendamento (v. Staffetta 13/06), l’articolo 3 del DL Energia introduce due commi sulla verifica di assoggettabilità (comma 6) e sulle opere di connessione (comma 8).L’articolo 4 delega l’Autorità per l’energia ad adottare, entro 90 giorni, regole per l’accesso alla rete di trasporto e ai siti di cattura e stoccaggio della CO2, con tariffe adeguate. Arera disciplina inoltre la contabilizzazione della CO2 catturata e stoccata. Arera adotta le norme nelle more di una definizione organica dell’attività di cattura e stoccaggio della CO2. Ricordiamo che il governo ha adottato un Ddl delega sulla Ccus (v. Staffetta 30/06).L’articolo 5 modifica alcune norme sulla gas release, per “snellire le procedure e garantire l’efficacia delle misure incentivanti”. Le modifiche riguardano: i parametri di determinazione del gas da offrire; la possibilità di cedere il gas anche al di fuori del sistema Gme; la possibilità, in caso di concessioni con più titolari, che ciascun operatore possa partecipare, anche singolarmente, al meccanismo; la semplificazione delle procedure autorizzative, che si applica anche alle proroghe per concessioni a servizio della gas release, ed è vincolata alla stipula dei contratti col Gse; l’inclusione delle royalty nel prezzo di offerta; misure per ridurre i costi del servizio di trasporto e distribuzione a favore dei clienti finali.

▪️Leggendo il disegno di legge di assestamento del bilancio dello Stato per l’anno 2025, attualmente all’esame del Senato, colpisce l’aumento di quasi sei miliardi di euro rispetto alle previsioni delle entrate extratributarie. Un aumento che dipende (oltre che dagli 1,5 miliardi dalla sesta rata del Pnrr), per 1,3 miliardi dai maggiori introiti relativi ai dividendi delle società partecipate e per oltre 690 milioni dalle entrate connesse ai versamenti da parte del Gse dei proventi dei produttori di energie rinnovabili, la “tassa sugli extraprofitti Fer” – peraltro ancora all’esame della Corte di giustizia UE (v. Staffetta 27/02). Sono infatti 692 i milioni di euro versati da gennaio a oggi dai produttori elettrici al Gse in quanto “extraprofitti da impianti a fonti rinnovabili”, una tassazione temporanea della rendita inframarginale delle fonti rinnovabili introdotta nel 2022 dal governo Draghi come misura per contenere i prezzi dell’energia (articolo 15 bis del DL 4/2022).

▪️Il Gse ha pubblicato le Regole Tecniche per la definizione dell’energia elettrica producibile da impianti alimentati da fonti rinnovabili non programmabili, ai sensi della delibera Arera 128/2025/R/efr (v. Staffetta 27/03). 

▪️Eni ha firmato con la Banca europea per gli investimenti (Bei) un contratto di finanziamento da 500 milioni di euro a 15 anni per sostenere la conversione della raffineria Eni di Livorno in bioraffineria. L’accordo, si legge in una nota congiunta, è stato sottoscritto oggi presso la sede Eni a San Donato Milanese dalla vicepresidente della Bei, Gelsomina Vigliotti, e dall’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi.

▪️Perché l’indagine è stata avviata solo a fine 2024 e non nel pieno della crisi dei prezzi? Le regole sono sufficienti? Ci saranno risarcimenti se verranno accertate responsabilità? Ci sono profili antitrust da approfondire? Perché non si è aspettata la fase di ascolto degli operatori per rendere pubblici i risultati? Perché non si è considerato l’idroelettrico? Perché non si è fatta un’indagine sugli altri mercati “all’ingrosso” o sul retail?Sono in sintesi le questioni poste dai deputati al presidente Arera Stefano Besseghini in occasione dell’audizione di ieri sull’indagine sul mercato elettrico. Otto i parlamentari intervenuti, chi leggendo delle brevi “relazioni”, chi limitandosi a domande più o meno pertinenti, chi – Luca Squeri – ingaggiando un botta e risposta non privo di ruvidezze.Christian Diego Di Sanzo (PD) ha definito l’intervento Arera “un po’ tardivo” (“non si poteva fare nel 2023?”), chiedendo perché si sia limitato al Mercato del giorno prima e non sia stato allargato al dispacciamento, Enrico Cappelletti del Movimento 5 stelle ha parlato di “analisi chiara”, chiedendo tuttavia quali saranno i tempi per la verifica delle responsabilità. “Le regole – ha aggiunto – sono sufficienti o ne servono di più efficaci? E ci saranno risarcimenti per i consumatori?”.Quanto ai tempi, Besseghini ha sottolineato la necessità di un “trade off tra la trasparenza nell’avanzamento di un processo e la conclusività del processo: ci sembra che questo tipo di evoluzione fosse migliore, per dare evidenza e sottrarre riflessioni a qualche altra suggestione più generale che poteva derivare dal fatto che non si sapesse nulla per un lungo periodo di tempo di cosa si stava uscendo da queste valutazioni. Così adesso abbiamo un quadro generale”.Quanto ai “risarcimenti”, il “recupero” dopo l’indagine sugli sbilanciamenti è stato “accidentato”, con “oltre cento provvedimenti quasi tutti arrivati a conclusione”. Ma “la capacità di recuperare il danno è solo sanzionatoria e solo sul maggiore guadagno dell’operatore. È più importante – ha detto il presidente – proteggerci con strumenti ex ante per rendere il mercato competitivo, in modo che esprima e restituisca il prezzo più giusto”.Fabio Pietrella di Fratelli d’Italia ha letto un breve documento redatto con il collega Riccardo Zucconi, responsabile energia del partito, in cui si contestava l’interpretazione del Remit data da Arera nell’indagine e si sottolineava il rapporto con profili antitrust delle condotte esaminate. I primi risultati dell’indagine sono stati definiti “estremamente labili in quanto incompleti e dunque controvertibili”.Besseghini in questo caso ha replicato così: nel documento “ci sono incisi e sottintesi che andrebbero esplicitati”. Quanto ai tempi, l’autorità ha osservato “l’uscita da una delle più grandi crisi energetiche che abbiamo visto, nel 2022” e ha agito con “tempi di reazione di una struttura sana che guarda il mercato”. Con l’Antitrust, ha aggiunto, “l’interazione è positiva. Non ci sembra ci siano elementi significativi dal punto di vista antitrust”.Fabrizio Benzoni di Azione ha chiesto chiarimenti sulla remunerazione “troppo elevata” delle reti e del trasporto. Besseghini ha replicato che il regolatore mantiene “un’attenzione particolarmente elevata da anni” e che i costi medi delle infrastrutture in Italia sono “tra i più bassi in Europa, con uno dei servizi più efficienti”. Poi, ha chiosato, “gli allacci possono essere certo più veloci”.Andrea Barabotti della Lega, definendo le ipotesi dell’indagine “molto semplificatrici”, ha chiesto come mai Arera non abbia riscontrato anomalie in tempo reale: “Mancano strumenti? Dati? Cosa può fare la politica per consentire ad Arera di essere tempestiva?”. E la continuità dell’indagine è assicurata con il passaggio al nuovo Collegio?“Sul ‘molto semplificatrici’ non mi riconosco”, ha replicato Besseghini. “Abbiamo preso i dati medi. Ma non siamo nella dimensione dell’irragionevolezza. I dati non mancano”.Luca Squeri ha puntato il dito sulla mancanza di chiarezza nel rapporto: “l’indagine deve ancora percorrere passaggi molto importanti prima di dare utilità all’opinione pubblica e ai decisori. Ma intanto la suggestione è stata alimentata. Perché non aspettare la fase di ascolto degli operatori? Le analisi – ha rincarato il responsabile energia di Forza Italia – sono incomplete e male argomentate, per cui l’indagine è inutile allo stato”, senza contare che “se l’idroelettrico, è incompleta”.Su quest’ultimo punto, Besseghini ha replicato: “per l’idroelettrico, la componente di asta in cui l’operatore può arbitrare rispetto alla disponibilità di un bacino a monte è un correlato di cui non abbiamo le informazioni. Le strategie di offerta idro sono illeggibili. Nella delibera indicato alcuni elementi informativi che chiederemo a Terna e Gme dal sistema Gaudi su queste caratteristiche. Ma l’analisi del maccanismo di offerta è un processo alle intenzioni: o ho un set di informazioni analogo a quello di chi fa le offerte o è complicato ricostruirlo. È una valutazione costo opportunità con un’asimmetria informativa oggettiva”.Quanto alla dilatazione dei tempi, Besseghini ne ha attribuito la responsabilità all’analisi controfattuale (o what if). Quanto invece alla tempistica della pubblicazione e alle “suggestioni” alimentate nell’opinione pubblica, il presidente ha così argomentato: “potremmo discuterne a lungo. La posizione dell’Autorità indipendente è di è portare all’attenzione del decisore elementi nel momento in cui si manifestano. Questo rapporto non lo definirei incompleto ma nello stadio evolutivo proprio di un’indagine di questo tipo. Avrebbe potuto fissare che non si osservavano scostamenti in un numero rilevante o significativo di ore dallo zonale, e non avremmo dovuto fare l’analisi caso per caso”. Invece gli scostamenti sono stati rilevati “o perché il meccanismo di analisi va meglio tarato, o perché bisogna fare in modo che gli operatori rappresentino meglio i loro costi, visto che le strutture di costo stanno cambiando”.Ad Alberto Pandolfo del PD che chiedeva perché il monitoraggio sia stato “postumo” e non “preventivo o contestuale”, Besseghini ha replicato che “queste analisi non possono essere ex ante ma possono essere tempestive. Il giorno o la settimana non necessariamente sono rappresentativi di una situazione”.Il presidente della commissione, il leghista Alberto Gusmeroli, ha infine chiesto perché non si sia condotta un’indagine anche sul retail. “Con il prossimo anno potremmo entrare in una sorta di fisiologia”, ha detto Besseghini. “Nel 2023, con il superamento della tutela, non era il momento per fare un’indagine prospettica”.Non è mancata, incidentalmente, una difesa del vituperato meccanismo del prezzo marginale. “In termini di monitoraggio – ha detto Besseghini – il marginale ha un grande vantaggio: rende espliciti i comportamenti di offerta degli operatori, in una maniera molto più leggibile che non se tutte le offerte si addensassero intorno a un prezzo medio atteso come quello del pay as bid. Con la caratteristica poi di dover ricostruire con un processo di reverse engineering il costo opportunità che il singolo operatore ha deciso di attribuire al valore della sua commodity. E quindi avremmo una capacità di lettura della dinamica di offerta completamente mancante”.
POLICY FOCUS – EUROPA E MONDO
▪️Sui circuiti elettronici internazionali, le quotazioni del petrolio sono tutte poco mosse, con il Murban di Abu Dhabi che è l’unico benchmark a viaggiare al rialzo, sopra quota 70. Le scorte di greggio negli Stati Uniti sono diminuite di 3,169 milioni di barili nella settimana conclusasi il 18 luglio, secondo quanto riportato mercoledì dalla Energy Information Administration (v. tabella). Il calo ha confermato, seppur in misura maggiore, le stime preliminari dell’American Petroleum Institute (Api). Gli analisti si attendevano una riduzione più contenuta, a conferma di una robusta attività di raffinazione (tasso di utilizzo salito al 95,5%) e di una domanda sostenuta, in linea con i volumi tipici dell’alta stagione estiva. Le scorte presso il centro di consegna di Cushing, in Oklahoma, sono aumentate di 455.000 barili, indicando un lieve incremento degli stoccaggi nel punto di riferimento per il regolamento del contratto Wti del Nymex. Le importazioni di greggio sono calate, passando a 6,37 a 5,97 milioni di barili giorno. Anche le scorte di benzina sono calate, con una diminuzione di 1,738 milioni di barili, evidenziando un calo in alcune regioni, ma non in tutte. Sulla East Coast si è registrato un forte calo di 3,3 milioni di barili, mentre sulla West Coast si è osservato un aumento di 1,1 milioni di barili. Nonostante le scorte a livello nazionale restino in linea con la media quinquennale, le differenze regionali mettono in luce un quadro di domanda non uniforme.
POLICY FOCUS – MERCATI
▪️L’evoluzione futura del sistema elettrico italiano è molto chiara se si osservano i piani, ma diventa molto difficile da immaginare se si parte dall’attuale quadro reale. La fotografia del futuro energetico nazionale è, infatti, mossa: un’immagine resa instabile dalla profonda incertezza che caratterizza i mercati e dalle scelte ancora aperte e a volte contradditorie dei policy maker. È questo lo sfondo dell’analisi (1) svolta con Net, il modello di mercato elettrico di Althesys. Mercato in cui l’imprevedibilità del prezzo del gas – pur incanalabile in uno scenario plausibile – continua a giocare un ruolo centrale. Il risultato? Anche tra dieci anni, senza un’accelerazione sul fronte delle rinnovabili, il prezzo elettrico resterà ancorato a quello del gas. Una transizione sub-ottimale, quindi, che rischia di compromettere gli obiettivi climatici, economici e industriali dell’Italia.

▪️Nonostante l’andamento sfavorevole delle quotazioni del Brent (in media il 20% in meno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno), Eni ha chiuso il 2° trimestre del 2025 con un risultato operativo proforma adjusted positivo per 2,68 miliardi di euro, rispetto ai 4,11 miliardi del corrispondente periodo dell’anno precedente (-35%). L’utile operativo adjusted si è ridotto a 1,89 miliardi di euro. Il risultato netto adjusted è sceso a 1,13 miliardi, rispetto agli 1,52 miliardi contabilizzati nel 2° trimestre del 2024. Nel periodo in esame la produzione di idrocarburi è scesa del 3% a 1,67 milioni di barili equivalenti di petrolio al giorno.

▪️Quarto calo consecutivo della quotazione del gasolio, benzina sostanzialmente ferma. In calo anche i prezzi medi dei carburanti alla pompa, mentre proseguono i ribassi sui listini dei prezzi consigliati dei maggiori marchi.Stando alla consueta rilevazione di Staffetta Quotidiana, Tamoil ha ridotto di un centesimo al litro i prezzi consigliati di benzina e gasolio.

▪️In base alla chiusura Cif Med 24 luglio e all’andamento dell’euro i listini extra-rete dei prodotti petroliferi lunedì dovrebbero registrare in linea generale, rispetto ad oggi, le seguenti variazioni: 1. benzina 10ppm +1 euro per mille litri2. gasolio autotrazione 10ppm -83. gasolio agricolo -84. gasolio motopesca -85. gasolio risca 0,1 -76. o.c. denso Btz +3 euro per mille chiliEuro (chiusura Bce 24 luglio): 1,1756 dollari rispetto al precedente 1,1726

▪️Nei primi sei mesi del 2025, i consumi di gasolio per autotrazione nel canale extrarete sono letteralmente precipitati. Secondo i dati diffusi dal Mase, sono state vendute 282.000 tonnellate in meno, con un calo percentuale del 5,1%. Complessivamente, sono state vendute 5 milioni e 273 mila tonnellate, rispetto alle 5 milioni e 555 mila tonnellate dello stesso periodo dello scorso anno.

Per approfondire le informazioni del Policy Focus puoi trovare dettaglio su: StaffettaQuotidiana, QE, AGEEI