| POLICY FOCUS – ITALIA |
| ▪️Il ministero si prepara a incontrare gli operatori nei prossimi giorni in vista del riempimento degli stoccaggi, andando verso una riserva più alta di quella indicata dall’Unione europea per non fare alzare i prezzi. Lo ha detto il ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, intervenendo all’assemblea di Arte all’Hotel Parco dei Principi: ▪️ I parlamentari di centrodestra all’indomani della sconfitta al referendum sulla giustizia si preparano a tornare in parlamento in vista delle discussioni sul decreto bollette e il decreto carburanti; all’orizzonte c’è il disegno di legge delega sul nucleare, su cui adesso i toni, nel caso di un nuovo referendum, sono meno positivi di qualche settimana fa. Per il decreto bollette, ha spiegato alla Staffetta il responsabile energia Luca Squeri a margine dell’assemblea di Arte, “non passiamo dalla ghigliottina dei segnalati, discuteremo tutto, ma come al solito toccare gli emendamenti che prevedono coperture sarà molto difficile. Noi puntiamo a modifiche sul décalage sul biogas, domattina ci sarà una riunione di maggioranza con il ministero dell’Economia”. Per il decreto carburanti varato dal Consiglio dei ministri la settimana scorsa, Squeri separa il taglio delle accise dalla sconfitta referendaria: “Per il referendum sono dispiaciuto per il paese e disgustato dalle scene che ho visto a Napoli, di magistrati che non meritano di essere magistrati”, e aggiunge che a suo giudizio le misure economiche più recenti del governo non hanno nuociuto alla causa del sì: “Se usiamo questa logica avrebbe dovuto portare beneficio”. All’obiezione che di fatto già metà dello sconto è stato mangiato dai rincari, Squeri ribatte: “Uno fa quello che può fare, non è colpa di Meloni se la benzina aumenta. A mio giudizio 25 centesimi non sono una cosa da nulla, riuscire ad andare avanti è il vero tema. Se la situazione peggiora e i prezzi sono insostenibili, cominciamo a pensare anche alle domeniche a piedi e alle targhe alternate”. Passata l’ondata politica anti speculazione che ha toccato il suo picco prima delle urne, la maggioranza adesso non esclude di ammorbidire l’aumento dell’Irap del 2 per cento prevista dal decreto bollette, con un’inedita convergenza Lega-Pd. Durante la tavola rotonda politica dell’assemblea, a cui hanno preso parte, oltre a Squeri, anche Riccardo Zucconi (Fratelli d’Italia), Silvia Fregolent (Italia Viva), Giuseppe Zollino (Azione), Alberto Gusmeroli (Lega, presidente della commissione Attività produttive) e Alberto Pandolfo (Pd), Gusmeroli ha detto alla platea: “Aiutare questo settore è importante” e “i margini così bassi, a fronte dei rischi della morosità, dovrebbero farci riflettere”. Per questo, ha detto più avanti, rifletterà per “il discorso della maggiorazione del 2 per cento di Irap (prevista dal decreto bollette, ndr). Non so se nell’ambito del decreto bollette ci saranno degli emendamenti che lo possano dividere, però effettivamente pesare su un sistema distributivo che ha margini così bassi rischia di creare dei danni al sistema”. Dello stesso avviso Pandolfo: “Dalla maggiorazione dell’Irap andrebbero esclusi come avete proposto nel vostro documento, coloro che agiscono sulla vendita, perché non hanno effettivamente esercitato quegli extraprofitti”. L’incertezza resta tanta. Il responsabile energia di Fratelli d’Italia, Riccardo Zucconi, prima ha risposto alla Staffetta “ho un incontro a Palazzo Chigi, mi hanno convocato”, per poi rettificare: “ci saranno riunioni tecniche alla Camera”. Superati i decreti, toccherà al disegno di legge sull’energia nucleare. E Gusmeroli è cauto: “Noi vareremo nella nostra commissione credo per maggio la delega per il ritorno al nucleare. Dal Senato così verrà approvata molto prima della fine della legislatura (in teoria a settembre 2027, ndr). Ma se non facciamo tanta informazione, tra due anni ci sarà il solito referendum che finirà come sappiamo che finirà”. ▪️Mercoledì 8 aprile, nell’ambito della Giornata nazionale del made in Italy, il Gruppo Biodiesel di Assitol organizza l’incontro “Il biodiesel riaccende i motori”, presso il ministero delle Imprese e del made in Italy. A partire dalle ore 11, l’associazione coinvolgerà esperti, rappresentanti del settore e della politica in un dibattito sulla “via italiana” alla sostenibilità nei trasporti, che passa per il biodiesel e per la tecnologia italiana più innovativa, oggi in grado di adattare il motore endotermico all’impiego di questo biocarburante sostenibile. |
| POLICY FOCUS – EUROPA E MONDO |
| ▪️La ministra dell’Economia e dell’Energia tedesca, Katherina Reiche, parlando ieri a CeraWeek, ha messo in dubbio che l’Europa debba raggiungere una riduzione del 100% delle emissioni nette al 2050. L’obiettivo del net zero al 2050, stabilito nel 2019, è stato approvato da tutti gli Stati membri eccetto la Polonia, con la Germania che addirittura punta allo zero netto entro il 2045. L’anno scorso la UE si è impegnata a tagliare le emissioni del 90% entro il 2040. ▪️ Il tentativo di utilizzare come arma la chiusura dello Stretto di Hormuz rappresenta “terrorismo economico contro ogni nazione” e non un semplice atto di ostilità regionale. È il messaggio lanciato da Sultan Ahmed Al Jaber, ministro dell’Industria degli Emirati Arabi Uniti e amministratore delegato di Adnoc, intervenendo al Cera Week di Houston, nel pieno dell’escalation tra Iran e coalizione guidata da Stati Uniti e Israele. ▪️ L’Unione europea deve approvare, senza emendamenti, l’accordo commerciale sui dazi con gli Stati Uniti, concluso a luglio scorso (v. Staffetta 28/07/25), altrimenti sono a rischio le esportazioni di gas liquefatto dagli Usa verso l’Europa. Lo ha detto al Financial Times Andrew Puzder, ambasciatore statunitense nell’UE, qualche giorno prima del voto del Parlamento europeo sull’accordo, previsto per giovedì (v. Staffetta 23/03). “Non so cosa succederà in merito all’energia se non vanno avanti con l’accordo”, ha detto Puzder. |
| POLICY FOCUS – MERCATI |
| ▪️QatarEnergy ha dichiarato oggi ufficialmente la forza maggiore su alcuni dei suoi contratti di fornitura di Gnl a lungo termine, con controparti tra cui l’Italia, Belgio, Corea del Sud e Cina. La scorsa settimana l’a.d. di QatarEnergfy Saad al-Kaabi ha detto che il recente attacco iraniano sugli impianti di Ras Laffan ha danneggiato e reso inutilizzabile il 17% della capacità di liquefazione del Paese, per un danno economico stimato in 20 miliardi di dollari l’anno e possibili impatti sulle forniture dell’Europa e all’Asia. ▪️ Eni si è ritirata dal consorzio Ratio Energies che nel 2023 si era aggiudicato sei licenze di esplorazione nell’offshore di Israele a ovest del maxi giacimento Leviathan, che fornisce gas a Israele e viene utilizzato anche per l’esportazione (v. Staffetta 30/10/23). ▪️ circuiti elettronici internazionali, le quotazioni di greggi e prodotti hanno avviato la settimana in forte ribasso, nonostante le incertezze continuino a circondare il futuro dello stretto di Hormuz e della sicurezza in generale del petrolio e del gas naturale proveniente dal Golfo Persico. Proprio in queste ore, una petroliera battente bandiera panamense ha attraversato lo Stretto di Hormuz trasportando 2 milioni di barili di greggio iracheno, secondo quanto riportato da Bloomberg, che cita dati di tracciamento navale. Questo rende la Omega Trader la prima petroliera ad esportare greggio iracheno da quando l’Iran ha praticamente chiuso lo stretto. Secondo i dati, la Omega Trader, gestita dalla giapponese Mitsui Osk, è arrivata in India, dove è stata consegnata la maggior parte del petrolio che è stato autorizzato a transitare attraverso lo Stretto di Hormuz nelle ultime tre settimane. Gli ultimi dati sul traffico navale di Windward suggeriscono che la navigazione attraverso lo stretto rimane fortemente limitata, con la società di monitoraggio che ha segnalato solo 16 transiti di navi con il sistema Ais attivo nell’ultima settimana. “L’Iran continua a consolidare il controllo sullo Stretto di Hormuz attraverso un modello di transito selettivo, che consente il passaggio di specifiche navi e tipologie di merci tramite corridoi all’interno delle sue acque territoriali”, ha osservato Windward nel suo ultimo aggiornamento quotidiano su Hormuz. “Ciò include spedizioni di energia destinate alla Cina, flussi di merci agricole e determinati movimenti di Gpl, rafforzando un quadro di accesso basato su autorizzazioni piuttosto che una chiusura totale”. Diverse segnalazioni degli ultimi giorni mostrano carichi di Gpl indiano in transito attraverso lo stretto, così come le cosiddette petroliere zombie, che assumono l’identità di navi dismesse e messe fuori servizio. Ieri, due navi gasiere, la Jag Vasant e la Pine Gas, hanno navigato dalla costa degli Emirati Arabi Uniti verso le isole iraniane di Qeshm e Larak, situate nella parte settentrionale dello Stretto di Hormuz, segno che erano di proprietà indiana. Nel frattempo, una petroliera che avrebbe dovuto essere demolita cinque anni fa è apparsa nel Golfo Persico durante il fine settimana e si è poi spostata nel Golfo dell’Oman, il che significa che ha attraversato lo Stretto di Hormuz. |
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