Policy focus – 26 febbraio 2025

POLICY FOCUS – ITALIA 
▪️L’Antitrust è orientata a concludere positivamente nei prossimi giorni, con un via libera con prescrizioni, l’esame dell’acquisizione di 2i Rete Gas, secondo operatore nazionale della distribuzione locale di metano, da parte del primo, Italgas (v. Staffetta 23/12/24). A quanto risulta alla Staffetta, la scorsa settimana il Garante per la concorrenza ha inviato alle parti le risultanze istruttorie, nelle quali nota che le criticità per la concorrenza possono essere superate con una serie di rimedi proposti da Italgas. 

▪️L’accordo tra le parti ancora non c’è ma il disegno di legge di riforma della distribuzione carburanti “dovrebbe andare in Consiglio dei ministri entro un mese”, perché “ci sono convergenze, quindi in un modo o in un altro arriveremo a un accordo”. Lo ha detto il sottosegretario alle Imprese, Massimo Bitonci, aprendo l’incontro al ministero per la firma dell’accordo tra Unem e Motus-E per la diffusione delle colonnine di ricarica delle auto elettriche nei punti vendita carburanti. Rispondendo a una domanda della Staffetta sullo stato delle trattative tra le parti, Bitonci ha detto: “c’è una sensibile convergenza, quindi in un modo o in un altro arriveremo a un accordo. Non c’è ancora l’ok definitivo, ma rispetto ai niet iniziali siamo molto possibilisti. Entro un paio di settimane dovremmo arrivare a una proposta che soddisfi tutti ma soprattutto che mantenga la possibilità di operare con una determinata contrattualistica ma con una serie di tutele rafforzate e con un ruolo del sindacato all’interno di un range di proposte, quindi mantenendo un ruolo del sindacato”. Alla richiesta di Staffetta di chiarire se l’accordo ci fosse o meno, Bitonci ha replicato: “è un momento di discussione su alcuni punti”. Quindi l’accordo ancora non c’è: “No, se no le avrei portato l’accordo. Voi di Staffetta Quotidiana siete sempre un po’…”, ha concluso Bitonci, riferendosi alla richiesta di chiarimento sull’esistenza o meno di un accordo. “Il ministro ci ha chiesto di accelerare, in modo che tra fine 2025 e inizio 2026 i provvedimenti siano chiusi”.Il presidente Unem Gianni Murano ha detto: “l’accordo ancora non c’è ma c’è un impegno importante del ministero e di tutte le componenti a trovare delle soluzioni. Noi su questo non possiamo che condividere l’approccio assolutamente di lavorare insieme al ministero per cercare soluzioni che possano proteggere un mercato che ha bisogno di razionalizzazione e non di lacci e laccioli”. Bitonci ha ripercorso “un anno e mezzo” di lavori sul disegno di legge, ricordando che lo scoglio principale si è rivelato quello della contrattualistica, “su cui le posizioni erano estremamente distanti, tanto che ci avevano fatto pensare di tralasciare il disegno di legge di riforma. Poi, a forza di incontri, le posizioni si sono fatte non più così distanti”. Il punto, ha proseguito, “è la tutela dei distributori, dei lavoratori e della loro dignità, la nuova tipologia contrattuale, il tema degli appalti, su cui è nato anche un contenzioso. Il punto è stato il ruolo fondamentale che deve avere del distributore, il lavoratore, la sua dignità, con il riconoscimento del ruolo dei sindacati”. Ora, ha proseguito Bitonci, “siamo arrivati penso al momento clou, entro un mese il Ddl dovrebbe andare in Consiglio dei ministri. Poi ci sarà l’iter parlamentare, vedremo le audizioni e i lavori del parlamento, magari per trovare altre soluzioni per implementare il testo”.La scorsa settimana il Mimit ha sottoposto alle associazioni di settore un’ipotesi di compromesso sul tema dei contratti, su cui ha chiesto osservazioni entro una settimana (v. Staffetta 19/02).

▪️È pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 45 del 24 febbraio la legge 21 febbraio 2025, n. 15 “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 27 dicembre 2024, n. 202, recante disposizioni urgenti in materia di termini normativi”. Si tratta della conversione in legge del DL Milleproroghe (v. Staffetta 20/02).Quanto all’energia, il provvedimento dispone tra l’altro: lo slittamento di un anno, al 1° gennaio 2026, dell’entrata in vigore dell’obbligo Oiert di incremento di energia rinnovabile termica per le società che effettuano vendita di energia sotto forma di calore per il riscaldamento e il raffreddamento a soggetti terzi per quantità superiori a 500 Tep annui (articolo 11 comma 1); lo slittamento al 2026 dell’obbligo di biometano per distributori metano e Gnl (articolo 11 comma 2 quater); un anno in più per la possibilità di contabilizzare biocarburanti prodotti con fasci di frutti di olio di palma vuoti e acidi grassi derivanti dal trattamento dei frutti di palma da olio (Pfad) (articolo 11 comma 2 ter); la proroga fino a fine anno del regime transitorio per i criteri sostenibilità da parte dei produttori di energia elettrica e calore da combustibili da biomassa (articolo 11 comma 2 sexies); le modifiche alla gas release (a partire dal 1° gennaio 2025, il punto di cessione del gas prodotto è individuato nel Mgas gestito dal Gme) (articolo 11 comma 2 octies); la proroga a tutto il 2025 della possibilità per gli enti locali di rinegoziare o sospendere mutui e finanziamenti per via delle maggiori spese energetiche (articolo 3 comma 14-quinquies); la conferma a regime la possibilità di impiego della procedura operativa basata sulla tecnica delle emissioni acustiche per i serbatoi di Gpl di capacità superiore a 13 mc, introdotta dal DL 76/2020 (articolo 11 comma 2 quinquies); la proroga a tutto il 2025 della deroga quantitativa per i cementifici autorizzati a bruciare rifiuti (articolo 11 comma 2 septies) e quella di due mesi sul registro dei rifiuti Rentri (articolo 11 comma 2 bis); la proroga al 31 marzo 2025 del termine entro il quale le imprese con sede legale in Italia o aventi sede legale all’estero, ma stabile organizzazione in Italia, sono tenute a stipulare contratti assicurativi a copertura dei danni di terreni e fabbricati, impianti e macchinari, attrezzature industriali e commerciali, direttamente cagionati da calamità naturali ed eventi catastrofali verificatisi sul territorio nazionale (articolo 13 comma 1); la proroga al 31 dicembre 2025 la durata della misura di semplificazione per la realizzazione, previa dichiarazione di inizio lavoro asseverata (Dila), di taluni impianti fotovoltaici ubicati in aree nella disponibilità di strutture turistiche o termali (articolo 14 comma 2).

▪️Il presidente della Commissione Attività Produttive, Alberto Gusmeroli, è pronto a convocare l’Autorità per l’energia per affrontare il tema dei clienti vulnerabili che decideranno di passare alle tutele graduali e al momento non potrebbero tornare ad alcuna forma di tutela una volta scaduto il regime transitorio, a inizio 2027. Il deputato lo ha detto alla Staffetta a margine della conferenza stampa alla

▪️E’ nel mirino degli investigatori la provenienza del carico di petrolio della petroliera Seajewel (v. Staffetta 20/02), la nave su cui erano state piazzate due bombe, esplose nella notte fra venerdì 14 e sabato 15 febbraio mentre era in rada a Savona.

▪️Venerdì il decreto taglia bollette dovrebbe arrivare in Consiglio dei ministri (v. Staffetta 24/02). In attesa di conoscerne il contenuto, proseguono le prese di posizione di produttori e consumatori sui prezzi dell’energia. Dopo Elettricità Futura (v. Staffetta 24/02)e il Tavolo della domanda (v. Staffetta 24/02), è ora il turno dell’Anev, l’associazione dell’energia eolica in Italia. In una nota diffusa oggi, Anev sottolinea che, per abbassare le bollette, servono più rinnovabili e non gli “interventi scomposti taglia bollette” chiesti a più riprese dai grandi consumatori industriali.
POLICY FOCUS – EUROPA E MONDO
▪️BP ha raggiunto oggi un accordo su tutti i termini contrattuali con il governo della Repubblica dell’Iraq per investire in diversi giacimenti petroliferi giganti a Kirkuk (v. Staffetta 08/05/18), nella zona a nord del paese, regione del Kurdistan, prevedendo la riabilitazione e la riqualificazione dei giacimenti, che spaziano tra petrolio, gas, energia e acqua con potenziale di investimento nell’upstream. E’ quanto annuncia una nota della major inglese. Da Kirkuk parte un oleodotto che arriva fino al porto turco di Ceyan.

▪️Sui circuiti elettronici internazionali, le quotazioni di greggi e prodotti continuano a muoversi con prudenza, con il Brent che è sceso sotto quota 75. Sono tante le incertezze che disorientano il mercato, derivanti dalla nuova amministrazione del presidente Usa Donald Trump, che sembra voler ridisegnare ancora una volta la mappa della geopolitica del petrolio. Il riavvicinamento degli Usa con la Russia potrebbe far cadere l’embargo di secondo livello nei confronti del greggio russo. Mentre invece si inasprisce l’embargo petrolifero nei confronti dell’Iran. Gli Stati Uniti hanno imposto sanzioni a più di 30 soggetti, tra persone e imbarcazioni, considerate parte della “flotta ombra” del paese. Le ultime sanzioni colpiscono gli operatori e i gestori di petroliere in India e Cina; i broker petroliferi negli Emirati Arabi Uniti e a Hong Kong e il capo della National Iranian Oil Company iraniana. Due settimane fa, le prime sanzioni del presidente Donald Trump contro l’Iran hanno preso di mira 3 navi che trasportavano greggio iraniano in Cina. Le sanzioni hanno interessato una petroliera di grandi dimensioni (Vlcc) e due Aframax che, secondo il Dipartimento del Tesoro, hanno contribuito a trasportare il petrolio iraniano in Cina.

▪️Secondo quanto riportato oggi dall’agenzia Reuters, le società di trading Vitol e Glencore riceveranno 380 milioni di dollari di risarcimento dopo che il loro fornitore di gas, la società commerciale Taleveras, ha vinto una battaglia legale in un tribunale di Londra contro Nlng, la jv tra stato Nigeriano e tre major petrolifere tra cui Eni cui fa capo l’impianto di liquefazione del paese, per mancata consegna di alcuni carichi di Gnl

▪️Nel 2023 è aumentata leggermente la generazione elettrica da nucleare nell’Unione Europea. Nei 13 Paesi che producono elettricità da nucleare sono stati generati 619,6 TWh di elettricità, con un aumento dell’1,7% rispetto al 2022, grazie soprattutto al completamento della manutenzione dei reattori nucleari in Francia. Tale produzione ha rappresentato il 22,8% della produzione totale di elettricità nell’UE, confermando il nucleare come prima fonte di generazione elettrica. La Francia ha generato il 54,6% dell’energia nucleare totale (338,2 TWh), seguita dalla Spagna con 58,9 TWh (9,2%), dalla Svezia (48,5 TWh e 7,8%) e dalla Finlandia (34,3 TWh e 5,5%). La Germania ha generato un totale di 7,2 TWh all’inizio del 2023 prima di chiudere completamente le centrali ad aprile. I paesi dell’UE che nel 2023 facevano più affidamento sull’elettricità da nucleare erano la Francia (65% di tutta l’elettricità generata) e la Slovacchia (62%). Al contrario, solo l’1,4% dell’elettricità prodotta in Germania e il 3,3% nei Paesi Bassi proveniva da centrali nucleari.
POLICY FOCUS – MERCATI
▪️Anche questa nuova settimana sembra aprirsi nel segno dei ribassi per i prezzi del gas all’ingrosso: il Ttf front month (contratto di marzo), che venerdì aveva chiuso a 47,2 €/MWh e ieri poco mosso a 47,1 dopo una giornata in saliscendi, oggi a ridosso della chiusura delle contrattazioni si scambiava per poco meno di 44 €(MWh, contro un’apertura di 47. Il delta prezzo tra estate 2025 e inverno 2025-26 resta positivo ma è sceso ancora, a poco meno di 1,7 €/MWh. Analogamente per l’Italia l’IG Index Gme oggi per domani ha chiuso a 46,29 €/MWh, contro i 50,18 dell’assessment di ieri per oggi. Si tratta della terza settimana in cui l’andamento dei prezzi del gas sui mercati mostra un andamento discendente, dopo aver raggiunto un picco da due anni nella prima settimana di febbraio. 

▪️E’ in programma per domani l’asta di Terna per il mercato elettrico della capacità con consegna nel 2027 (v. Staffetta 20/12/24). In vista della procedura, Terna ha pubblicato ieri il documento in cui, come previsto dall’ultimo decreto Mase sul meccanismo (v. Staffetta 17/10/24), indica la quantità di capacità disponibile in probabilità (Cdp) da fonti rinnovabili e sistemi di accumulo incentivati che si prevede in funzione per il medesimo anno di consegna. Il quantitativo, di cui Terna dovrà tenere conto per scontarlo opportunamente dalla quantità di Cdp da approvvigionare nell’asta, è pari a 758 MW, concentrato per tre quarti nelle zone Nord (224 MW), Sud (220) e Centro Sud (114), seguite dalle Isole (77 Sicilia e 70 Sardegna). Nella precedente asta 2026, la Cdp da Fer e storage attesa era stata di 431 MW (v. Staffetta 19/12/24).

▪️Come vengono utilizzati i proventi delle aste dei permessi di emissione Ets in Italia? La domanda se l’è posta il centro studi Ecco, arrivando alla conclusione che le rendicontazioni pubbliche presentate dall’Italia alla Commissione Europea tra il 2014 e il 2024 presentano “criticità nell’utilizzo dei proventi generati dalle aste”. Il tema è di particolare attualità, visto che si parla di attingere di nuovo a questi fondi per contrastare il caro energia, dopo le crisi del 2021-22. Dall’analisi Ecco “emergono significative carenze nella pianificazione della spesa a breve e medio termine e nella tracciabilità dei fondi utilizzati”. In particolare, si legge in una nota, tra il 2012 e il 2024 le aste dell’EU Ets hanno generato proventi per 15,6 miliardi di euro. Dall’analisi delle rendicontazioni, l’Italia appare aver speso solo il 9% di questi 15,6 miliardi di euro per spese legate alla lotta ai cambiamenti climatici, ben al di sotto delle previsioni di spesa attualmente previste ex legem del 50% dei proventi. In più, solo il 42% dei proventi delle aste del biennio 2012-2013 è stato speso a distanza di oltre un decennio, mentre “rimangono dubbi sull’efficacia della destinazione dei 3,6 miliardi di euro utilizzati tra il 2021 e il 2022 per ridurre i costi delle bollette”. Matteo Leonardi, direttore e co-fondatore di Ecco, ha detto: “l’Ets garantisce entrante importanti per le casse dello Stato. Nei prossimi cinque anni si stima che l’Ets1 possa generare proventi tra i 27 e i 33 miliardi di euro. Questi fondi non possono andare dispersi in misure emergenziali, come accaduto durante la crisi gas del 2021-22. Tali ricavi possono offrire un contributo significativo nel finanziamento delle politiche della transizione. Permetterebbero a famiglie e imprese di investire in tecnologie alternative a quelle alimentate dalle fonti fossili, con conseguenti vantaggi in termini di competitività e sicurezza nei mercati, al riparo dalla volatilità di un mercato del gas che si è dimostrato profondamente instabile e volatile”.

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