| POLICY FOCUS – ITALIA |
| ▪️La proposta, avanzata dal governo, di spostare nel Pnrr 640 milioni di euro dalla misura per l’idrogeno nei settori industriali “hard-to-abate” a quella di sviluppo degli impianti di biometano da rifiuti agricoli e residui, con la dura legge dei numeri mette in luce le differenti prospettive di crescita dei due settori. Per l’idrogeno era stato stanziato un miliardo, mentre la domanda di finanziamenti si è fermata a 360 milioni di euro, collocandolo tra quelli caratterizzati da “un esame troppo ottimista delle condizioni del mercato che avrebbero dovuto sviluppare una domanda rivelatasi poi utopistica”, secondo un commento del “Sole 24 Ore” di ieri. ▪️Terna ha pubblicato oggi un documento con le risposte a una serie di domande poste dagli stakeholder sul meccanismo di incentivazione ad asta della capacità di accumulo Macse. Il documento di Faq, di quattro pagine, contiene le risposte a sei quesiti, che riguardano in particolare la circostanza (confermata da Terna) che la stipula di un contratto di fornitura di componenti non equivale ad un avvio del lavori, se la sua validità è condizionata al successo nell’asta Macse; sulla possibilità (invece esclusa da Terna) di partecipare all’asta tramite mandato rilasciato a un soggetto terzo dall’effettivo titolare dell’impianto e dell’autorizzazione; sulla possibilità (ammessa a certe condizioni) di partecipare all’asta del 30 settembre per Bess che siano stati originariamente autorizzati come impianti integrati con impianti di generazione (es FV); sulle conseguenze di modifiche all’assetto societario intervenute dopo il termine per le richieste di ammissione; sulla qualificabilità come forza maggiore di un provvedimento della giustizia amministrativa che sospenda o annulli l’autorizzazione (è forza maggiore solo se giunge dopo l’aggiudicazione e non per colpa dell’aggiudicatario); e infine sulla restituzione delle garanzie in caso di mancata autorizzazione e mancata partecipazione all’asta. ▪️Terna ha pubblicato l’aggiornamento del Codice di Rete in materia di regole tecniche di connessione approvato da Arera posto in consultazione lo scorso ottobre (v. Staffetta 07/10/24) e infine approvato da Arera con delibera 209/2025/R/eel pubblicata ieri. ▪️Con il via libera al Provvedimento autorizzatorio unico regionale, la giunta della Sardegna, dopo il giudizio positivo sulla compatibilità ambientale da parte dell’assessorato della Difesa dell’ambiente, ha approvato il collegamento ferroviario Alghero Centro – Aeroporto, alimentato da treni a idrogeno verde. Il progetto, proposto dall’Azienda regionale sarda trasporti, prevede: 6,7 chilometri di nuova infrastruttura ferroviaria, impianto per la produzione elettrolitica di idrogeno (1.500 chilogrammi al giorno), impianto fotovoltaico da 3,95 MWp, nuova stazione Mamuntanas e stazione terminale sopraelevata nelle vicinanze dell’aeroporto. Lo comunica la giunta con una nota. ▪️Il Gse fa sapere di aver prorogato al 30 giugno 2025 i termini per l’invio delle dichiarazioni di esenzione relative alla “Norma Extraprofitti” e al meccanismo del Price Cap (v. Staffetta 02/04). La proroga – scrive il Gse – accoglie le esigenze espresse da alcune associazioni di categoria, agevolando le attività per la predisposizione della documentazione necessaria. Per eventuali richieste di informazioni è possibile consultare le Faq o inviare una segnalazione selezionando il servizio dedicato sul sito del Gestore dei servizi energetici. |
| POLICY FOCUS – EUROPA E MONDO |
| ▪️La trattativa tra il ministero dell’Ambiente e la Commissione europea sull’energy release “l’abbiamo chiusa”. Lo ha detto oggi il ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto, interpellato dalla Staffetta a margine della conferenza stampa con la vicepresidente della Commissione europea e commissaria per la Transizione ecologica, Teresa Ribera. Pichetto ha confermato che la trattativa si è chiusa con l’aggiudicazione dei 24 TWh previsti dalla misura (v. Staffetta 14/05). Per quanto riguarda la possibile inclusione dei biocarburanti nella revisione del regolamento sui limiti di emissioni per le auto, durante la conferenza stampa nella sala polifunzionale della Presidenza del Consiglio dei ministri, Ribera ha risposto alla Staffetta che, “per il momento, non è previsto alcun cambiamento” (“no change”), ma che è aperto “un dialogo con il settore dell’auto, che include case auto, industrie della componentistica, sindacati e operatori finanziari, sul piano europeo sull’automotive”. Ribera ha poi aggiunto: “potrebbe esserci bisogno di riportare alcune di queste preoccupazioni (del tavolo automotive, ndr) negli atti delegati. Ma, per ora, non c’è alcun cambiamento nel regolamento” sulle emissioni auto. ▪️La Commissione europea ha pubblicato ieri il regolamento delegato che specifica le regole per l’individuazione e il calcolo degli obiettivi di cattura della CO2che riguardano 44 grandi produttori di gas e petrolio nell’Unione europea. L’obiettivo, fissato dal regolamento sull’industria verde (v. Staffetta 01/07/24), corrisponde a una capacità di cattura di 50 milioni di tonnellate l’anno totali entro il 2030. Ogni produttore oil&gas ha un obiettivo specifico misurato sulla propria produzione. Sono esclusi i produttori più piccoli. Le società dovranno inviare alla Commissione i piani per raggiungere i singoli obiettivi di cattura entro il 30 giugno del 2025. Il regolamento delegato è soggetto a un periodo di scrutinio di due mesi da parte del Parlamento e del Consiglio UE, trascorso il quale, se non ci sono obiezioni, entro la fine di luglio 2025 il regolamento entrerà in funzione. ▪️Nonostante l’ottimismo dell’Agenzia internazionale dell’energia, diverse case automobilistiche tradizionali sembrano aver innestato la retromarcia sull’auto elettrica. O almeno aver dato un colpo di freno. Questa settimana i principali “ripensamenti elettrici” sono arrivati dal Giappone: prima Mitsubishi ha fatto sapere che non finanzierà il progetto Ampere di Renault – a cui aveva promesso 200 milioni di euro –, poi Honda ha deciso di tagliare del 30% le risorse destinate alla mobilità elettrica e i software, abbassando soprattutto le aspettative sulle vendite “elettriche” al 2030 e puntando sulle quelle ibride.Passi indietro sull’elettrico si registrano però anche negli Usa. Secondo il Wall Street Journal, Ford potrebbe decidere di condividere con Nissan una delle due fabbriche di batterie in Kentucky – l’unica operativa, l’altra al momento risulta inattiva – per aumentarne la produzione visto che al momento lavora a ranghi ridotti data l’insufficiente domanda di veicoli elettrici nel Paese.Un contesto, quello americano, in cui General Motors ha già venduto la sua partecipazione nell’impianto di batterie che stava costruendo in Michigan con la sudcoreana LG Energy Solution, mentre le sue fabbriche di batterie in Tennessee e Ohio lavorano, rispettivamente, al 40% e all’80% della capacità prevista.Sempre negli Stati Uniti, infine, il Senato ha deciso di affossare i piani della California sullo stop ai motori endotermici nel 2035. È stata cancellata infatti la deroga che permetteva allo Stato di applicare misure sulle emissioni più restrittive di quelle nazionali. |
| POLICY FOCUS – MERCATI |
| ▪️Viva le auto elettriche. Questa la sintesi estrema (lo slogan) di molti report prodotti negli anni scorsi. Oggi che il sentire comune, a colpi di dati deludenti, è molto cambiato, i toni sono più accorti, le mire corrette e gli scenari meno pindarici.Ciò non toglie che i veicoli elettrici (terrestri), oggi forse anche più di ieri, abbiano bisogno di buone spinte, e tra queste crediamo rientri il sottolinearne la continua crescita. In questo filone crediamo possa rientrare anche il recente e ormai consueto report dell’Aie, Global EV Outlook (v. Staffetta 14/05) che, per l’appunto, almeno negli aspetti comunicativi, sottolinea il continuo sbriciolamento di record. “Le vendite globali di auto elettriche hanno continuato a battere i record man mano che i modelli elettrici diventano sempre più accessibili. Le vendite hanno superato i 17 milioni a livello globale nel 2024, raggiungendo per la prima volta la quota nel mercato automobilistico globale al di sopra del 20%, come previsto dall’Aie in precedenza”, e così via.Tutto molto robusto, se non fosse che il grosso di queste vendite di “auto elettriche” avviene in Cina, dove anche più rapidamente delle elettriche vere e proprie (come nel 2023 e nel 2022) crescono le ibride plug-in, che passano da 2,7 a 4,9 milioni, mentre le elettriche, guadagnato l’ormai consueto milione, passando da 5,4 a 6,4 milioni. Forse il “tutto elettrico” ipotizzato dall’Aie include anche le ibride ricaricabili, ma certo comunicando i dati in aggregato, pur differenziandoli nel rapporto, francamente non crediamo si faccia un gran servizio a chi legge. ▪️L’Antitrust ha avviato, anche grazie all’attività investigativa della Gdf, sette procedimenti istruttori nei confronti di società di call center che promuovono la conclusione di contratti nel settore dell’energia – Action Srl, Fire Srl, J.Wolf Consulting Srl e Noma Trade Srl – e nel settore delle telecomunicazioni – Entiende Srl, Nova Group Srl e My Phone Srl. ▪️Mercato internazionale. Greggi in altalena sui circuiti elettronici internazionali. Le quotazioni in un primo momento sono salite, dopo il declassamento venerdì del debito Usa da parte di Moody’s con svalutazione del dollaro che ha supportato gli acquisti. Inoltre ha contribuito anche la decisione di Goldman Sachs di aumentare le previsioni sulla domanda petrolifera nel 2025 e nel 2026. Dopodiché l’aumento inatteso delle scorte di greggio Usa, l’incertezza sugli sviluppi geopolitici in Medio Oriente, la prospettiva della fine della guerra in Ucraina e i colloqui sul nucleare tra Washington e Teheran hanno esercitato una pressione al ribasso sui prezzi del petrolio. Nella settimana monitorata il Brent di luglio è stabile a 64,44 $/b (-0,09 rispetto a giovedì scorso). Il Wti di luglio (subentrato al contratto di giugno mercoledì) ha perso 0,42 $, portandosi a 61,20 $/b. Il Paniere Opec sul mercato fisico è salito di poco a 63,81 $/b, incamerando solo 0,19 $. Rispetto alla settimana scorsa in Mediterraneo la media delle quotazioni Cif della benzina 10ppm si è attestata a 708,50 dollari a tonnellata (+5,38), quella del diesel 10ppm a 618,00 (-16,75), del gasolio 0,1 a 609,88 (-19,13), dell’o.c. Btz a 419,38 (+10,38) e dell’o.c. Atz a 414,38 (+3,13). Mercato interno. Dopo il delirio della scorsa settimana per la storia della variazione notturna delle accise di benzina e gasolio autotrazione, l’andamento dei prezzi d’acquisto è tornato alla normalità. Il gasolio autotrazione ha beneficiato di 5 ribassi consecutivi in Mediterraneo e il risca di 6. Lunedì le quotazioni proseguiranno nella discesa. Rispetto a venerdì scorso, in base alle indicazioni giornaliere del Mediterraneo, la benzina è arretrata di 3 euro per mille litri, il gasolio autotrazione (agricolo e motopesca) di 20, il gasolio risca 0,1 di 23 e il denso Btz di 10 euro per mille chili. Questa mattina la benzina è salita di 1 euro e il denso Btz di 3. I gasoli autotrazione e agricolo sono scesi di 3 e il risca di 5. Lunedì la benzina perderà 2 euro, i gasoli 3 e il denso Btz 2. Nuovo leggero ritocco all’ingiù della media settimanale del Gpl miscela (uso comb). |
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