| POLICY FOCUS – ITALIA |
| ▪️Pubblicate nei giorni scorsi le attesissime regole operative, l’Energy Release 2.0 entra finalmente nella fase attuativa, in cui si misureranno gli effetti dei paletti imposti dalla UE e faticosamente implementati da Mase e Gse, che tra oggi e domani finirà di comunicare gli esiti. ▪️I costi del sistema sono già al limite di sostenibilità. Ne è convinto il direttore divisione energia dell’Arera, Massimo Ricci, che ha presenziato a Frosinone all’inaugurazione della nuova sede di Società Gasdotti Italia e ha speso parole critiche sulla scarsa solidarietà europea e, in ambito nazionale, sulla proposta di cartolarizzazione degli oneri di sistema, sostenuta di recente da Confindustria. ▪️Dopo gli elettrolizzatori (v. Staffetta 18/11), il ministero dell’Ambiente ha pubblicato oggi la graduatoria dei progetti di ricerca e innovazione finanziati nell’ambito del bando Mission Innovation 2.0 anche nei settori “Fonti Rinnovabili Non Programmabili”, “Bioidrogeno e biocarburanti” e “Dati e digitalizzazione di rete” (v. Staffetta 26/08). ▪️Venerdì il governo ha presentato al Senato il disegno di conversione in legge del DL 175/2025 con le norme su Transizione 5.0 e sulle aree idonee (v. Staffetta 21/11). Si tratta dell’atto Senato 1718. Lunedì il Ddl è stato assegnato alla commissione Ambiente in sede referente, con i pareri della commissione Affari costituzionali, Esteri, Unione europea, Bilancio, Finanze, Cultura, Industria, Questioni regionali e del Comitato per la legislazione. La commissione Ambiente del Senato ha in programma di iniziare l’esame oggi alle 15:30. Il testo presentato include la relazione e la relazione tecnica, che sottolineano come la norma sulle aree idonee rappresenti un obiettivo del Piano di ripresa (riforma 1 della missione 7 RepowerEU). La sentenza del Tar Lazio che ha annullato il decreto ministeriale sulle aree idonee – sottolineano le relazioni – ha creato un rischio “reversal”, cioè di sospensione del pagamento della prossima rata Pnrr da parte della Commissione europea, poiché l’adozione di norme sulle aree idonee era già stata rendicontata come obiettivo raggiunto ▪️Il governo deve chiedere garanzie su livelli occupazionali e sicurezza energetica nell’ambito dell’esercizio del golden power sull’acquisizione di IP da parte di Socar. Lo ha chiesto il responsabile energia di Forza Italia, Luca Squeri, replicando questa mattina alla risposta all’interrogazione in merito data dal vice ministro delle Imprese e del made in Italy, Valentino Valentini.Nella riposta, Valentini ha ripetuto quanto detto un paio di settimane fa dal ministro per i Rapporti con il parlamento Luca Ciriani in risposta a un’interrogazione di Avs, concentrandosi esclusivamente sui temi ambientali (v. Staffetta 12/11).L’acquisizione da parte di Socar, ha detto Squeri, “è una notizia positiva, rispetto agli ultimi anni in cui abbiamo visto compagnie petrolifere straniere, come Esso, Shell e Total, uscire dall’Italia; poi, adesso la Shell, evviva, è rientrata, però non certo collocata nelle dimensioni di prima. Dunque, questa, devo dire, è una bella notizia, rispetto a una compagnia petrolifera strutturata, di proprietà di uno Stato con cui, tra l’altro, abbiamo ottimi rapporti diplomatici, per cui anche questo deve essere visto come un elemento di garanzia”.Detto questo, ha aggiunto Squeri, “è chiaro però che lo Stato, quando avviene un tipo di cambio così importante per il sistema Paese, per la struttura sistemica del Paese, deve accendere i riflettori, cioè far sì che l’operazione sia fatta avendo garanzia che tutti gli aspetti siano presi in considerazione e abbiano garanzie di continuità, in positivo, rispetto a quello che è stato fino adesso. La risposta – ha aggiunto – si limita a quanto riguarda la raffineria di Falconara, ma ci sono altri aspetti, come i livelli occupazionali non solo dell’azienda IP-Api, ma anche ai gestori, a questi 4.000 e oltre gestori che vedono una proprietà cambiare, una proprietà straniera. Per cui, la massima attenzione affinché tutte le garanzie, che già la legge prevede, siano però mantenute e siano salvaguardate. Per non parlare poi dei discorsi di sicurezza energetica e di approvvigionamento. Noi – ha detto ancora Squeri – ormai abbiamo già un sistema di raffinerie che è stato ceduto all’estero, pensiamo alla raffineria Saras in Sardegna. Per cui chiedo al Governo, cosa che vedo già sta facendo, di far sì che questo golden power nello svolgimento di questo percorso, certo non breve, che porterà poi alla conclusione della vendita, possa tenere conto di tutti gli aspetti. I più importanti sono i livelli occupazionali e la sicurezza energetica nell’ottica della filiera. E l’IP-Api è una compagnia petrolifera che ha una filiera completa, raffineria, depositi, logistica, distribuzione. Il Governo deve far sì che abbia garanzie affinché questo aspetto strutturale possa garantire al sistema Paese di poter dare risposte ai milioni di automobilisti che giornalmente utilizzano quello che è il prodotto di questa filiera”. ▪️Il ministero delle Imprese e del made in Italy ha pubblicato l’edizione 2025 della Guida annuale sul risparmio di carburante e sulle emissioni di anidride carbonica (v. Staffetta 20/01).La Guida è stata approvata il 13 novembre 2025 con decreto Mimit di concerto con il Mase e il Mit.La Guida, scrive il ministero, indica tra l’altro i dati di contesto del trasporto stradale in Italia, con le autovetture circolanti al 31 dicembre 2024 suddivise per classe e alimentazione e alcune indicazioni utili per ridurre i consumi di carburante e le emissioni di CO2. ▪️Un sistema di leggi efficiente si misura per la sua chiarezza e per la sua capacità di sfidare il tempo. Per questo, nel 2023, era stato salutato con favore l’articolo 10 del DM 224 del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, il cui testo non poteva essere più esplicito nell’affermare la possibilità di utilizzare le GO gas nell’ambito del sistema Ets (v. Staffetta 18/07/23). Ciò non solo per il gas distribuito attraverso la rete, ma anche per il Gnl (articolo 15). L’unica condizione era il rispetto delle linee guida europee Mmr, vale a dire evitare il fenomeno del c.d. doppio conteggio. |
| POLICY FOCUS – EUROPA E MONDO |
| ▪️“Non è lo stesso campo da gioco, non è lo stesso campionato, e non è nemmeno lo stesso sport” si recitava in Pulp Fiction. Potrebbe essere tradotto così l’annuncio del cancelliere tedesco sull’introduzione di un tetto a 50€/MWh sui prezzi all’ingrosso dell’elettricità fatturati ai clienti energivori (v. Staffetta 14/11). La nuova misura sembrerebbe l’ulteriore dimostrazione di quanto sostenuto in un recente contributo ospitato da Staffetta (v. Staffetta 12/11): la partita sui prezzi dell’energia non è infatti nel campo da gioco del mercato. E le squadre avversarie non sono quella dei produttori elettrici e quella degli energivori. Diversamente, la partita sui prezzi si gioca nel campo della politica. Di quella fiscale, a livello nazionale, e di quella sulla concorrenza, a livello europeo. ▪️La Conferenza delle Nazioni unite sul cambiamento climatico, che quest’anno si è tenuta a Belem in Brasile, si è aperta con grandi aspettative nonostante l’assenza degli Stati Uniti di Donald Trump, aspettative in gran parte deluse dall’accordo finale. ▪️Il presidente della repubblica araba d’Egitto, Abdel Fattah Al-Sisi ha incontrato oggi a Il Cairo l’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, per discutere della solida partnership tra Eni ed Egitto e delle prossime nuove iniziative. Lo annuncia Eni in una nota. All’incontro hanno partecipato anche il primo ministro dell’Egitto Mostafa Madbouly e il ministro del petrolio e delle risorse minerarie dell’Egitto, Karim Badawi. |
| POLICY FOCUS – MERCATI |
| ▪️JP Morgan è molto ribassista sul prezzo del petrolio. In una nota agli investitori diffusa oggi, la nota banca di investimenti prevede che il prezzo del petrolio scenderà a quota 30 a causa di un’offerta che cresce più velocemente della domanda. “Contrariamente al diffuso sentimento ribassista, la domanda mondiale di petrolio è destinata a crescere in modo robusto di 0,9 milioni b/g nel 2025, raggiungendo 105,5 mln b/g – scrivono gli esperti – Sono previsti guadagni simili nel 2026, con una crescita che accelererà a 1,2 mbg nel 2027”. ▪️La società consortile Gas Intensive – che riunisce 138 tra le maggiori aziende gasivore italiane dei settori carta, ceramica, fonderie, calce, gesso, malta, metalli e vetro – ha organizzato oggi a Roma un workshop riservato a rappresentanti istituzionali “per fare il punto sull’emergenza dei costi del gas e sull’elevato spread tra PSV e TTF, che grava per oltre 1,3 miliardi di euro l’anno su famiglie e imprese italiane”. Lo fa sapere la stessa GI in una nota. ▪️TotalEnergies ha deciso di smobilitare il rigassificatore galleggiante di Le Havre e lo annuncia oggi in una nota. “Nel 2022, quando l’Europa si trovò ad affrontare una grave crisi energetica dovuta al forte calo delle importazioni di gas dalla Russia, la Francia dovette aumentare le importazioni di gas naturale liquefatto (Gnl) per garantire la propria sicurezza energetica e contribuire a quella dell’Europa. A tal fine, e su richiesta delle autorità, TotalEnergies mise a disposizione della Francia, a proprie spese e senza alcun sussidio pubblico, un’unità galleggiante di stoccaggio e rigassificazione di Gnl (Fsru) nel porto di Le Havre”. ▪️Sui circuiti elettronici internazionali le quotazioni del petrolio hanno avvito la settimana in tensione, mentre gli occhi di tutti sono puntati sui possibili progressi di pace nei colloqui tra Russia e Ucraina. Allo stesso tempo, il rafforzamento del dollaro statunitense sta esercitando una pressione al ribasso sulle quotazioni. I cali della scorsa settimana hanno visto i prezzi del petrolio attestarsi ai livelli più bassi dal 21 ottobre, mentre i mercati valutavano la possibilità che un accordo di pace potesse sbloccare le forniture russe sanzionate. Gli operatori commerciali stanno interpretando i progressi nei colloqui, in particolare una dichiarazione congiunta tra Stati Uniti e Ucraina che annuncia progressi in un “quadro di pace aggiornato e perfezionato” che potrebbe richiedere all’Ucraina di cedere territorio e di fare un passo indietro dalle sue ambizioni nella Nato, come un segnale che il greggio russo congelato potrebbe rientrare nei mercati globali. Per quanto riguarda l’accordo in sé, il Segretario di Stato americano Marco Rubio ha elogiato gli “enormi progressi” di Ginevra, esprimendo ottimismo per un accordo “molto presto”, anche se i dettagli restano poco chiari. Nel frattempo, l’indice del dollaro si è avvicinato al livello più alto da fine maggio, rendendo il petrolio quotato in dollari più costoso per molti acquirenti e aumentando la pressione sul mercato. Ciò alimenta un più ampio sentiment ribassista sui mercati, dovuto all’aumento della produzione OpecPlus e alle preoccupazioni sulla domanda. Continuano a non essere disponibili i dati sulle posizioni nette lunghe e corte di investitori commerciali e non, sempre a causa degli effetti dello shutdown. Sul sito della Cftc però è comparsa una nota che annuncia la ripresa delle pubblicazioni e un cronoprogramma per recuperare i dati che sono andati perduti. “L’elaborazione e la pubblicazione dei dati relativi agli impegni dei trader sono state interrotte dal 1° ottobre al 12 novembre a causa di un esaurimento degli stanziamenti federali – spiega la nota – Dopo il ritorno alla normalità, la Cftc riprenderà la pubblicazione dei report sugli impegni dei trader in ordine cronologico”. Lunedì il Paniere Opec, composto da 12 greggi diversi, è leggermente salito a 63,14 dollari al barile (+0,14), il Light crude a 58,84 (+0,78), il Brent a 63,37 (+0,81), il Murban a 65,02 (+0,93). In merito ai prodotti, la media delle quotazioni Cif di lunedì della benzina 10 ppm è scesa a 711,13 dollari alla tonnellata (-0,88), quella del gasolio 10 ppm a 738,38 (-13), del risca 0,1 a 676,5 (-11,88), del Btz è salita a 380,75 (+1,19), l’Atz a 344,88 (+4,13). Nell’ambito di una forchetta indicativa, le quotazioni di lunedì in dollari tonnellata (in parentesi euro/tonnellata): benzina 10 ppm 695/717 (602/621),gasoli 647/734 (560/621), Btz 351/368 (304/319), Atz 328/346 (284/300). Cambio euro/dollaro di lunedì a 1,1544. |
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