| POLICY FOCUS – ITALIA |
| ▪️Oltre 300 pareri di Via espressi nel 2024, di cui 153 per progetti agrivoltaici, 76 fotovoltaici, 46 eolici, 2 eolici offshore uno di Gnl, tre metanodotti, una raffineria, uno stoccaggio gas; 733 nuove istanze ricevute nell’anno (in linea con il 2023) e 1.600 in giacenza; pareri su 19 GW nel 2024 contro i 7,44 del 2023; avviati 15 procedimenti di Via su progetti eolici offshore, di cui due conclusi (Barium Bay da 1.110 MW e 3,3 mld e Agnes Romagna da 1,7mld). Sono alcuni dei numeri del bilancio di (quasi) metà mandato della Commissione Tecnica Pnrr-Pniec illustrati dal presidente Massimiliano Atelli in una comunicazione inviata ieri al ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin. ▪️Il ministero dell’Ambiente ha avviato la consultazione pubblica per la Valutazione ambientale strategica del Piano nazionale integrato energia e clima, inviato lo scorso luglio a Bruxelles (v. Staffetta 01/07). ▪️È all’ordine del giorno del Consiglio dei ministri in programma oggi alle 15:00 a Palazzo Chigi lo schema di decreto-legge “Misure organizzative urgenti per fronteggiare situazioni di particolare emergenza, nonché per l’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza”. ▪️La legge sulle aree idonee della Regione Sardegna presenta “forti profili di illegittimità”. Per questo Elettricità Futura e Federazione Anie, associazioni della filiera elettrica aderenti a Confindustria, chiedono al governo di intervenire “affinché anche le nuove disposizioni normative, confliggenti con le norme e i principi fondamentali dell’ordinamento nazionale ed eurounitario, vengano dichiarate illegittime”. ▪️“Nonostante alcuni miglioramenti rispetto alla bozza approvata in prima lettura dal Consiglio dei ministri, riteniamo che il risultato finale sia complessivamente deludente”. Così il presidente di Italia Solare, Paolo Rocco Viscontini, scrive in una lettera a Giovanni Di Scipio e a Federico Boschi, capo ufficio legislativo e capo dipartimento energia del ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica, per esprimere “profonda insoddisfazione in merito al Testo Unico in materia di procedimenti autorizzativi degli impianti alimentati da fonti rinnovabili (decreto legislativo 190/2024)” (v. Staffetta 13/12). |
| POLICY FOCUS – EUROPA E MONDO |
| ▪️Nell’editoriale di fine anno, The Economist parla di democrazie e autocrazie, mettendole a confronto. Se, infatti, a una prima occhiata il 2024 ha amplificato la sensazione che l’ordine multilaterale scaturito dopo la seconda guerra mondiale stia venendo giù, con le autocrazie che si fanno beffe delle regole occidentali, accusandoli di adottare due pesi e due misure, comunque in una visione più allargata il 2024 porta messaggi di speranza.“Una misura della resilienza delle democrazie capitalistiche è stata come quest’anno le elezioni hanno condotto pacificamente a cambiamenti politici”, si legge. Ci sono stati 76 paesi che sono andati alle urne, massimo storico. “Non tutte le elezioni sono state reali – sottolinea il quotidiano inglese – alcune, come quelle in Russia e Venezuela, sono state farsesche”. Ma ad esempio in gran Bretagna, dove i conservatori sono stati scalzati dopo 14 anni e cinque primi ministri, le elezioni si sono rivelate uno schiaffo alle forze politiche uscenti.In America invece la vittoria di Donald Trump significa che il paese è riuscito a superare “segnali di violenza elettorale”. E’ un’asticella bassa, ma l’America per molti anni adesso avrà tranquillità, mentre la politica evolverà. Il fatto che molti ispanici e afroamericani abbiano votato per i Repubblicani dimostra che i Democratici sono troppo divisivi e la loro perdita di identità ha raggiunto il picco. Dal punto di vista economico, il potere americano non è in discussione. Dal 2020 l’economia Usa è cresciuta al ritmo tre volte superiore rispetto a tutti gli altri paesi del G7. Invece la Cina ha un Pil nominale che dal picco del 2021 di tre quarti rispetto a quello americano, oggi è sceso a due terzi. “Nessun’altra economia è un luogo migliore (degli Stati Uniti) per creare profitto dalle tecnologie rivoluzionarie come le biotecnologie, i materiali avanzati e, specialmente, l’intelligenza artificiale, settore in cui la sua guida è sorprendente”. Se non crescerà il protezionismo, il futuro dell’America sarà perfino più brillante. Ma le democrazie sono anche vulnerabili, e questo è chiaro in Europa, dove c’è debolezza per le industrie del futuro. E molte domande pendono su Donald Trump. “Assumendo che Mr Trump adotti strategie contro il self sabotaggio – nel 2025 e oltre, i cambiamenti politici e tecnologici continueranno a creare opportunità rilevanti per il progresso umano”. “Nel 2024 – conclude l’Economist – le democrazie hanno mostrato che sono state costruite per avvantaggiarsi di queste opportunità – spodestando cattivi leader, disfacendosi di idee obsolete, scegliendo nuove priorità. Questo processo è spesso disordinato, ma è fonte di una forza che dura”. Poi il settimanale inglese dedica anche un altro editoriale dedicato al cambiamento climatico, intitolato “Of Clouds and Crutzen”, che richiama alcune teorie del meteorologo e ingegnere olandese, scomparso da poco, Paul Crutzen, che ha inventato la parola “antropocene” per indicare un’età in cui l’attività dell’uomo è in grado di influenzare direttamente il clima. La riflessione è concentrata sul fatto che “ripulire l’inquinamento aumenta il riscaldamento globale: un’altra ragione per ripensare la geoingegneria”. |
| POLICY FOCUS – MERCATI |
| ▪️Sui circuiti elettronici internazionali, le quotazioni di greggi e prodotti si sono mosse poco durante questa vigilia di Natale. Ma al Nymex le posizioni nette lunghe degli investitori non commerciali continuano a crescere (v. tabella). Sul fronte dei prodotti, qualche aumento potrebbe registrarsi in Europa con il nuovo anno, poiché il Druzhba ha smesso di pompare dal 19 dicembre scorso, per un problema tecnico, che adesso ha colpito persino il sito web di Transneft, la compagnia russa che gestisce l’infrastruttura. L’oleodotto solitamente rifornisce Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca. Secondo alcune fonti, il “problema tecnico” si trova presso una stazione di pompaggio russa nella regione di Bryansk. La Bielorussia ha confermato l’interruzione, affermando che le sue raffinerie stanno attingendo alle scorte per continuare a funzionare. Questo oleodotto è in grado di trasportare 2 milioni di barili al giorno ma ultimamente ha trasportato solo 300.000 b/g per via delle sanzioni dell’Europa dall’energia russa. Tuttavia, per nazioni come Ungheria e Slovacchia, che hanno ottenuto esenzioni dall’Ue a causa della loro forte dipendenza, questa interruzione è un problema. Non è la prima volta che il flusso del Druzhba si interrompe. All’inizio di questo mese, i flussi verso la Repubblica Ceca sono stati interrotti, ma sono stati rapidamente ripristinati. Data l’infrastruttura obsoleta dell’oleodotto e il suo ruolo in calo nell’energia europea, potremmo assistere all’inizio del suo lento declino verso l’irrilevanza, in particolare considerando che la Repubblica Ceca eliminerà gradualmente tutte le importazioni di petrolio russo entro luglio 2025. Lunedì il Paniere Opec, composto da 12 greggi diversi, è rimasto stabile a 72,88 dollari al barile, il Light crude è sceso a 69,24 (-0,22), il Brent a 72,63 (-0,31). In merito ai prodotti, la media delle quotazioni Cif di lunedì della benzina 10 ppm è scivolata a 708 dollari alla tonnellata (-5,75), quella del gasolio 10 ppm a 680 (-6,24), del risca 0,1 a 664,75 (-6,25), del Btz a 473,25 (-4,13), l’Atz a 427,63 (-6,63). Nell’ambito di una forchetta indicativa, le quotazioni di lunedì in dollari tonnellata (in parentesi euro/tonnellata): benzina 10 ppm 684/721 (658/694), gasoli 645/679 (621/653), Btz 447/485 (430/467), Atz 414/429 (398/413). Cambio euro/dollaro di lunedì a 1,0393. ▪️Tornano a salire nella rilevazione del 23 dicembre i prezzi Italia di carburanti e combustibili rilevati dal Mase (medie settimanali al netto delle imposte), con la sola eccezione del Gnl.La benzina è aumentata di 3,46 euro (+0,49%) a 709,80, il diesel di 4,49 (+0,61%) a 737,75, il Gpl di 0,38 (+0,08%) a 458,12 (nuovo massimo dell’anno).Quanto ai combustibili, salgono sull’extra-rete il gasolio riscaldamento di 8,33 € per mille litri (+1,08%) a 777,54 €, il fluido Btz di 0,81 € (+0,10%) a 794,68 € e il denso Btz di 1,82 € per mille chili (+0,30%) a 607,79 €.In aumento il metano (+4,86 euro per mille chili e +0,42% a 1.151,95 €), mentre scende il Gnl (-3,42 euro per mille chili a 1.120,61 €, -0,30%).Al consumo e al lordo delle imposte, questo lunedì il “prezzo Italia” self della benzina, praticato mediamente sulla rete, è salito di 4,22 euro per mille litri a 1.754,60 e il gasolio auto di 5,48 a 1.642,28. |
Per approfondire le informazioni del Policy Focus puoi trovare dettaglio su: StaffettaQuotidiana, QE, AGEEI
