Policy focus – 27 febbraio 2026

POLICY FOCUS – ITALIA 
▪️Dal momento dall’aggiudicazione dell’asta del FerX transitorio, i costi di realizzazione degli impianti fotovoltaici sono aumentati tra i 60 e gli 80mila euro al MW. Per questo, molti operatori non realizzeranno i progetti che hanno vinto le tariffe. Lo ha detto oggi il presidente di Italia Solare, Paolo Rocco Viscontini, intervenendo a un convegno organizzato da Dla Piper. 


▪️Un orizzonte lungo, lunghissimo, dalla fine del millennio scorso fino al 2050: lo hanno descritto ieri i relatori protagonisti del dibattito di ieri all’ottavo congresso della Fegica: la mattina con i contributi (e gli amarcord) dei parlamentari e dei rappresentanti della filiera petrolifera, prima della lunga relazione del presidente Di Vincenzo; il pomeriggio con il confronto tra Pier Luigi Bersani, Carlo Andrea Bollino e Salvatore Carollo. 


▪️ Con 98 voti favorevoli, 54 contrari e un astenuto, ieri l’assemblea del Senato ha approvato definitivamente il disegno di conversione in legge del DL 200/2025 Milleproroghe. Il governo aveva posto la questione di fiducia sull’approvazione. Il DL conteneva, ricordiamo, il rinvio dell’obbligo per le rinnovabili termiche, semplificazioni per le rinnovabili nelle strutture turistiche o termali e una proroga per la stabilizzazione del personale del ministero dell’Ambiente. Durante l’esame alla Cmaera, sono entrati nel decreto gli emendamenti sul rifinanziamento dell’inviato per il clima e per il Css nei cementifici.
POLICY FOCUS – EUROPA E MONDO
▪️Un’idea “ingegnosa”, “interessante”, con un impatto sull’agenda climatica “non così drastico come potrebbe sembrare”. Una norma che probabilmente non passerà nella sua forma attuale, anche per lo scrutinio di Bruxelles, ma che ha il merito di aprire un dibattito utile: quello sui compromessi necessari tra decarbonizzazione e sostenibilità economica. 
È una promozione a pieni voti quella del Financial Times sull’articolo 6 del decreto Bollette, la norma cioè che sterilizza l’Ets per i produttori termoelettrici, andando a incidere sul prezzo all’ingrosso dell’energia elettrica.


▪️ Dopo l’intervento sul termoelettrico inserito nel DL Bollette, il governo italiano chiede ora la sospensione dell’Ets in attesa della revisione del meccanismo di tassazione della CO2, revisione che dovrebbe arrivare a luglio.
Intervenendo ieri sera a Bruxelles alla riunione dei Paesi “Friends of Industry”, il format informale che riunisce i ministri dell’Industria di alcuni Stati membri europei – tra cui Italia, Francia, Germania, Spagna, Polonia e Repubblica Ceca – per coordinare le posizioni in vista del Consiglio Competitività, il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, ha detto: “il sistema Ets, così come concepito, rappresenta un’ulteriore tassa a carico delle imprese europee, incidendo sui costi e limitandone la competitività. Ne chiederemo la sospensione alla Commissione europea, fino a una sua profonda revisione che intervenga sia sui parametri di riferimento delle emissioni, sia sui meccanismi di assegnazione delle quote, incluso il rinvio della graduale eliminazione delle quote gratuite, e che introduca finalmente un meccanismo stabile di sostegno per le imprese esportatrici, non ancora compiutamente definito nella riforma del Cbam”. 


▪️ Le misure restrittive dell’Unione europea contro la Russia non sono solo un vincolo amministrativo o politico, ma fanno parte dell’ordine pubblico dell’Unione. È il principio affermato dall’Avvocato generale Andrea Biondi nelle conclusioni presentate oggi nella causa C-802/24 (Reibel), con implicazioni potenzialmente rilevanti per il contenzioso commerciale e per i contratti nel settore energetico. Secondo il comunicato della Corte, il divieto di concedere diritti a un’entità russa in relazione a un contratto la cui esecuzione sia stata incisa dalle sanzioni – previsto dall’articolo 11 del Regolamento (UE) n. 833/2014 – fa parte dell’ordine pubblico dell’Unione. Ne consegue che un giudice nazionale è tenuto a verificare, anche d’ufficio, che un lodo arbitrale rispetti tale divieto e, in caso contrario, ad annullarlo.
POLICY FOCUS – MERCATI
▪️Eni archivia il 2025 con risultati definiti “strutturalmente solidi” dall’amministratore delegato Claudio Descalzi, in un contesto segnato dal calo del Brent (-15% nel quarto trimestre) e dall’apprezzamento dell’euro sul dollaro (+9%). Nel quarto trimestre l’utile netto adjusted di competenza degli azionisti si è attestato a 1,196 miliardi di euro, in aumento del 35% rispetto allo stesso periodo del 2024. Su base annua l’utile netto adjusted è stato pari a 4,989 miliardi, in flessione del 5%.
L’utile operativo proforma adjusted di gruppo nel quarto trimestre è salito a 2,87 miliardi di euro (+6%), mentre nell’intero esercizio si è attestato a 12,22 miliardi (-15%). Il flusso di cassa operativo adjusted prima del capitale circolante è stato di 3,01 miliardi nel trimestre (+4%) e di 12,5 miliardi nell’anno.


▪️ La decisione del governo britannico lo scorso autunno di spostare sulla fiscalità generale alcuni oneri di sistema legati all’incentivazione delle rinnovabili è il principale fattore alla base della decisa riduzione disposta da Ofgem del cosiddetto “price cap”, il tetto alle bollette elettriche e gas per i circa 29 milioni di consumatori UK. L’effetto dell’adeguamento del cap è un risparmio di 117 sterline annue (circa 134 euro) per il cliente tipo, su cui hanno influito per -38 sterline anche il riflesso del calo dei prezzi all’ingrosso e per -13 sterline la revisione di alcuni incentivi all’isolamento termico delle case (Warm Home). 


▪️ Sui circuiti elettronici internazionali, le quotazioni del barile si sono mosse poco, nel giorno in cui sono stati diffusi gli ultimi dati settimanali dell’Eia Usa sulle scorte di greggio e prodotti petroliferi. Le scorte di petrolio greggio negli Stati Uniti sono aumentate di 16 milioni di barili nella settimana conclusasi il 20 febbraio (v. tabella). Il calo porta le scorte commerciali a 435,8 milioni di barili, secondo i dati governativi, un valore comunque inferiore del 3% rispetto alla media quinquennale per questo periodo dell’anno.
Per quanto riguarda la benzina per autotrazione totale, l’Eia ha segnalato che le scorte sono diminuite di 1 milione di barili, dopo un calo di 3,2 milioni di barili nella settimana precedente. I dati più recenti hanno mostrato che la produzione media giornaliera di benzina è scesa a 9,2 milioni di barili. Per i distillati medi, le scorte sono aumentate di 300.000 barili, con una produzione in calo di 136.000 barili al giorno, raggiungendo una media di 4,8 milioni di barili al giorno. Il totale dei prodotti forniti, un indicatore della domanda di petrolio statunitense, è salito a 21,4 milioni di barili al giorno nelle ultime quattro settimane, con un aumento del 5,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. La domanda di benzina è stata in media di 8,5 milioni di barili al giorno nelle ultime quattro settimane, mentre la media dei distillati forniti nelle ultime quattro settimane è stata di 4,4 milioni di barili, con un aumento del 4% su base annua. È probabile che l›OpecPlus prenda in considerazione l’aumento della produzione di petrolio di 137.000 barili al giorno per aprile 2026, ponendo fine a una pausa di tre mesi negli aumenti mentre si prepara al picco della domanda estiva e affronta le strategie di quota di mercato, ha riferito Bloomberg mercoledì in vista di una riunione del cartello programmata per il 1° marzo. In precedenza, il gruppo aveva implementato aumenti di 137.000 barili al giorno alla fine del 2025, prima di sospendere gli aumenti per il primo trimestre del 2026 nel tentativo di evitare di creare un surplus di offerta. L’annullamento dei precedenti tagli alla produzione consentirà a membri chiave come l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti di riconquistare una quota di mercato in un momento in cui i prezzi del petrolio sono sostenuti dalle tensioni in corso tra Stati Uniti e Iran.

Per approfondire le informazioni del Policy Focus puoi trovare dettaglio su: StaffettaQuotidiana, QE, AGEEI