| POLICY FOCUS – ITALIA |
| ▪️Il voto degli emendamenti al decreto Bollette procede a salti con insoddisfazione dei leghisti sull’agrivoltaico e festeggiamenti di Coldiretti per le bioenergie. In attesa dei pareri del governo su alcune proposte, e che si chiarisca la posizione con l’Unione Europea riguardo l’articolo 6, oltre ai pochi emendamenti sugli articoli 1, 3 e 4 approvati ieri (v. Staffetta 25/03), questa mattina i parlamentari della commissione Attività produttive hanno approvato la riformulazione dell’emendamento all’articolo 2 di Ilaria Cavo (Noi Moderati), l’emendamento 2.1, che rende meno oneroso il rifacimento degli impianti fotovoltaici per lo spalma-incentivi, e un emendamento all’articolo 4 dei relatori che inserisce il trasporto intermodale tra i settori che possono essere finanziati con i proventi delle aste dei permessi di emissione Ets. Per quanto riguarda l’articolo 5 sui prezzi minimi garantiti per le bioenergie, sono stati riformulati nella veste dell’emendamento 5.12 il 5.4, 5.5, 5.6, 5.7 e 5.36, delegando al Gse la definizione delle disposizioni di dettaglio: l’ordine con cui si applica l’eventuale riduzione del numero di ore a valle del monitoraggio, in primis per gli impianti di produzione non asserviti a un processo produttivo; in subordine, agli impianti asserviti ad un processo produttivo e, in ultima istanza, agli impianti da bioliquidi sostenibili da filiera. Per gli impianti a biogas e biomasse, si sposta il termine ultimo per l’eventuale rinuncia al sistema incentivante (e per la conseguente adesione ai Pmg) dal 31 dicembre 2027 al 31 dicembre 2029. In relazione al biogas, viene espunto l’impegno alla riconversione come requisito di accesso. Per Coldiretti, la modifica “raccoglie il nostro appello a non penalizzare un settore, quello delle bioenergie, che sta diventando sempre più strategico per il Paese, soprattutto alla luce degli shock energetici causati da guerre e tensioni geopolitiche che impattano sulla vita di cittadini e imprese”. La Lega invece non ha ritenuto sufficienti le modifiche all’articolo 5: “Nel corso dell’esame in commissione Attività produttive il gruppo Lega ha ritirato gli emendamenti 5.20 e 5.22 sull’incentivazione degli impianti inferiori a 1 MW collegati alla filiera agricola, su invito del Governo. È una scelta fatta ingoiando un boccone amaro”. La nota è stata firmata dal presidente della commissione Attività produttive della Camera, Alberto Gusmeroli, e dagli altri componenti del gruppo in commissione, Giorgia Andreuzza, Andrea Barabotti, Salvatore Di Mattina e Luca Toccalini. “Per la Lega – prosegue il comunicato – la tutela dei piccoli impianti legati alla filiera agricola è un tema primario. Parliamo di oltre 2.000 realtà produttive che rischiano di essere penalizzate e che rappresentano un pezzo concreto dell’economia dei territori”, per questo, si legge ancora, “abbiamo chiesto con forza al Governo maggiore attenzione e sensibilità su questo punto. Servono risposte rapide e concrete. Il mondo agricolo non può essere lasciato indietro”. Tornando ai lavori in Commissione, approvato poi il nuovo emendamento, riformulazione degli emendamenti 1.29, 2.011, 2.012 firmati rispettivamente da Fratelli d’Italia, Lega e Movimento 5 Stelle, che aggiunge un nuovo comma sulla trasparenza all’articolo 1 e stabilisce che ai clienti finali vengano date obbligatoriamente informazioni sulla fatturazione e, nello specifico, che “i clienti finali ricevano in via elettronica informazioni sulla fatturazione e sulle bollette che comprendono a beneficio dei medesimi clienti finali, l’identità dell’intermediario mediante il quale è stata sottoscritta la fornitura. L’informazione è disponibile solo al venditore che emette la bolletta e all’utente finale stesso”. Approvato poi l’emendamento riformulato 11.28 del dem Vinicio Peluffo che sposta al primo gennaio 2027 invece che dal 30 giugno di quest’anno la certificazione dei punti di ricarica di potenza standard ai sensi dell’allegato X alla norma tecnica Cei 021, ovvero il termine entro cui i punti di ricarica per auto elettriche, di potenza standard, nuovi e sostituiti, non accessibili al pubblico, installati sul territorio nazionale, sono tenuti a garantire funzionalità di ricarica intelligente e di comunicazione diretta con sistemi di misurazione intelligenti. ▪️ “Riaprirà verosimilmente il prossimo 13 aprile, in seguito allo stretto coordinamento tra Gse e Mase, il Portale per l’accesso diretto agli incentivi del Conto Termico 3.0 per privati e pubbliche amministrazioni”. Lo scrive il Gse in una nota. ▪️Il Garante privacy ha irrogato a Enel Energia una sanzione di oltre 500mila euro per trattamento illecito di dati personali a fini di telemarketing e teleselling. Il procedimento, informa il Garante in una nota, trae origine da un reclamo e due segnalazioni in cui si lamentava la ricezione di numerose chiamate indesiderate. ▪️ Sono in corso perquisizioni da parte della Gdf al ministero della Difesa, Rfi, Terna e Polo Strategico Nazionale nell’ambito di una indagine della Procura di Roma, sviluppo di quella su Sogei, in cui si ipotizzano i reati di corruzione, riciclaggio e autoriciclaggio oltre alla turbativa d’asta e al traffico di influenze illecite. Lo riporta l’agenzia Ansa, secondo cui al centro dell’indagine, coordinata dal sostituto Lorenzo Del Giudice, ci sono presunte irregolarità negli appalti informatici. Complessivamente sono 26 gli indagati. |
| POLICY FOCUS – EUROPA E MONDO |
| ▪️Il giacimento libico El Feel, gestito da Mellitah Oil & Gas, joint venture tra Eni e Noc, è stato chiuso giovedì scorso, in seguito all’incidente all’oleodotto di Sharara della scorsa settimana (v. Staffetta 18/03), che ha comportato il dirottamento dei flussi. Le autorità di sicurezza libiche hanno recuperato martedì due proiettili esplosi dall’oleodotto danneggiato nel giacimento petrolifero di Sharara, ha dichiarato in un comunicato il ministero dell’Interno con sede a Tripoli. Il ministero ha dichiarato anche che i due proiettili ▪️ Martedì prossimo 31 marzo alle ore 13 si svolgerà l’audizione, presso le commissioni competenti di Camera e Senato, del commissario europeo per il Clima, Wopke Hoekstra, sulle tematiche di sua competenza. Lo ha comunicato la presidenza della commissione Attività produttive della Camera. ▪️ La Commissione europea lavora al rafforzamento del “freno di emergenza” da attivare nel caso di un picco nei prezzi dei permessi di emissione. La misura verrà annunciata la prossima settimana. Lo riferiscono fonti della Commissione europea al Financial Times e a Reuters. L’intervento, spiega l’agenzia di stampa britannica, eliminerà la cancellazione automatica dei permessi in eccesso dalla riserva stabilizzatrice del mercato. |
| POLICY FOCUS – MERCATI |
| ▪️Eni ha rivisto al ribasso di oltre 2,5 miliardi di metri cubi le proprie riserve di gas nei giacimenti italiani, in particolare nell’offshore Adriatico e nel Canale di Sicilia. Lo fa sapere lo stesso Cane a sei zampe nella relazione finanziaria annuale 2025 pubblicata in queste ore. ▪️ Eni sta gradualmente adeguando i propri prezzi alla pompa a quelli medi del mercato. Oggi ha disposto un rialzo in netta controtendenza rispetto al tonfo delle quotazioni internazionali. Già nei giorni scorsi abbiamo sottolineato che, nelle quasi quattro settimane di crisi, il Cane a sei zampe ha sostanzialmente riproposto gli “scontoni” del 2012: prezzi di dieci centesimi al litro più bassi della concorrenza, in particolare sul gasolio. Il problema però è che questa iniziativa la stanno pagando i grossisti, in termini di margini e volumi. I prezzi alla pompa di Eni sono infatti più bassi di quelli che vengono praticati ai grossisti e alle pompe bianche. I prezzi all’ingrosso, in altre parole, sono più alti di quelli al dettaglio. ▪️Sui circuiti elettronici internazionali la parola d’ordine resta volatilità delle quotazioni di greggi e prodotti. Nelle ultime 24 ore, l’andamento dei prezzi del petrolio è stato fortemente influenzato da una combinazione di fattori geopolitici e fondamentali di mercato, che hanno alimentato un’elevata volatilità. Sul piano geopolitico, gli Stati Uniti hanno intensificato gli sforzi diplomatici per ottenere un cessate il fuoco con l’Iran, proponendo un piano articolato che includeva una tregua temporanea, la riapertura dello Stretto di Hormuz e limiti ai programmi nucleari e missilistici iraniani. Tuttavia, la strategia americana appare ambivalente, poiché alle aperture negoziali si affiancano pressioni militari e richieste rigide. Teheran ha respinto la proposta, avanzando condizioni proprie, tra cui garanzie di sicurezza, compensazioni e il riconoscimento dei propri interessi strategici. Questo stallo mantiene elevato il rischio di escalation in una regione cruciale per l’approvvigionamento globale di greggio. Parallelamente, nuove tensioni sul fronte russo hanno aggravato le preoccupazioni sull’offerta. Gli attacchi con droni ucraini contro i porti di Ust-Luga e Primorsk, due snodi chiave per l’export petrolifero sul Baltico, hanno causato incendi e interruzioni operative. Poiché questi terminal gestiscono una quota significativa delle esportazioni marittime russe, i mercati temono una riduzione concreta dei flussi disponibili, in un contesto già fragile. A questi elementi si aggiungono i dati settimanali statunitensi sulle scorte (v tabella): l’aumento di 6,9 milioni di barili di greggio segnala un’offerta interna abbondante, ma il calo delle scorte di benzina e la crescita della domanda (+2,4% su base annua) indicano un consumo solido. Secondo l’Eia, nella settimana terminata il 20 marzo l’utilizzo degli impianti di raffinazione è salito dal 91,4% al 92,9%, mentre le importazioni di greggio sono scese da 7,2 a 6,5 milioni di barili giorno. Il risultato è un mercato tirato tra forze opposte: da un lato, timori di shock dell’offerta legati ai conflitti; dall’altro, segnali misti dai fondamentali Usa. Questa combinazione amplifica l’incertezza e spiega le brusche oscillazioni dei prezzi del petrolio nel breve periodo. |
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