| POLICY FOCUS – ITALIA |
| ▪️Ieri il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin ne ha parlato all’Energy summit del Sole 24 Ore: “è una questione di poco tempo, credo di poter chiudere nei prossimi due mesi”, ha detto con riferimento alla strategia nazionale sull’idrogeno. Lo scorso aprile il ministro ne aveva annunciato l’adozione entro l’estate (v. Staffetta 17/04). ▪️Pubblichiamo la lettera inviata alla Staffetta dai presidenti delle associazioni di gestori carburanti Faib (Giuseppe Sperduto), Fegica (Roberto Di Vincenzo) e Figisc (Bruno Bearzi) alla Staffetta, dopo la notizia del prossimo avvio della sperimentazione dei “prezzi dinamici” sulla rete a marchio Eni.Nel leggere l’articolo apparso il 25 settembre scorso sulla Staffetta, dal titolo Carburanti: Eni sperimenta i “prezzi dinamici”, viene riportata una nota della stessa Azienda in risposta ad una sollecitazione della Staffetta in cui emerge che alla fine di questa sperimentazione “Enilive adotterà tale sistema sulla intera rete, previa condivisione con le organizzazioni sindacali dei gestori”. Grande, ovviamente, è lo stupore delle nostre Organizzazioni nell’apprendere, sia pure in forma indiretta, che Eni intenda confrontarsi prima di assumere strategie o decisioni che riguarderebbero l’intera categoria dei Gestori. Senza entrare nel merito di tale “sperimentazione”, il che richiederebbe una attenta valutazione anche in ordine ai listini di Eni che appaiono e sono, come testimoniato autorevolmente dalla stessa Staffetta, ormai da mesi costantemente superiori nelle medie nazionali e regionali al pricing degli altri competitor di altri Marchi petroliferi, con costanti perdite di volumi registrate dalle Gestioni rappresentate che come noto percepiscono uno sconto pro litro fisso e non in percentuale rispetto al prezzo, ci corre l’obbligo di motivare il nostro sbigottimento ed anche la nostra irritazione scaturiti dalle dichiarazioni di Enilive. È appena il caso di ricordare che già ad aprile 2024 chiedemmo ad Enilive una apertura di un confronto su temi di grande rilevanza per la nostra Categoria (contratti anomali che negli ultimi mesi si sono moltiplicati come un protozoo ermafrodita con la strumentale adozione di un “Gestore” di diretta emanazione e totale controllo, rinnovo degli Accordi scaduti, apertura della contrattazione sul “non oil” etc.) e a valle di tale legittima richiesta, nell’unico incontro che ne seguì ci sentimmo dire che sui temi sollevati nessuna contrattazione era possibile, disconoscendo il ruolo delle nostre Organizzazioni, nella mal celata strategia di avere “le mani libere”. Insomma, Enilive intendeva ed intende tuttora considerarsi, come dicono i giuristi “legibus solutus”, cioè libera da qualsiasi norma, finanche quelle elementari del rispetto delle controparti o come si dice oggi, dei “corpi intermedi”, almeno nel nostro caso. Tale atteggiamento aziendale ci ha costretti ad aprire una “Vertenza collettiva” presso il Mase, secondo le norme vigenti, nonché ad inviare a luglio scorso una nuova comunicazione ad Enilive su pressioni esercitate nei confronti dei Gestori, accompagnate dalla riserva aziendale di recessi unilaterali dei contratti in corso, qualora i Gestori stessi non dovessero con entusiasmo e cieca abnegazione diffondere le relative campagne promozionali in atto. E tutto ciò, senza nascondere i fatti, in un contesto in cui, come è noto, un approccio condiviso da tutta la filiera sulle riforme del nostro settore è stato apertamente osteggiato proprio da Enilive: il risultato finale, come testimoniato da Staffetta più volte, è sotto gli occhi di tutti. Nell’attesa, non trepidante, di questa eventuale convocazione da parte di Enilive sul “prezzo dinamico”, di sicuro interesse aziendale, di cui i Gestori non sentono minimamente la necessità, ci sia consentito di concludere precisando che noi non siamo come un Jukebox che Enilive possa pretendere di usare come vuole per sentire solo le canzoni gradite. Per di più, non mettendo la monetina a favore dei Gestori. ▪️Rallenta questa settimana il ritmo di via libera a progetti fotovoltaici dalle Regioni, con “soli” 51 MW tra Pas (31,5 MW) e autorizzazioni (20 MW). Da aggiungere tuttavia un parere positivo in Toscana per altri 60 MW in una Via statale, mentre le nuove istanze ammontano a 35 MW. ▪️Durata decennale dell’incentivo decennale, applicazione in prevalenza a prime case, unità immobiliari a classe energetica bassa e casi di povertà energetica, benefici crescenti in rapporto al miglioramento della performance, tetti di spesa e costi massimi e strumenti finanziari di supporto, ad esempio finanziamenti a tasso agevolato, con condizioni favorevoli sempre per i casi di povertà energetica.Questi i criteri dell’attesa riforma delle detrazioni fiscali per l’efficienza energetica degli edifici messi a punto dal Mase. A inizio settembre la Staffetta aveva anticipato che il ministero stava terminando i lavori sulla proposta di revisione della disciplina, che potrebbe entrare nella prossima legge di Bilancio (v. Staffetta 5/9). In seguito il dg competente Andrea Felici aveva detto che sul tema è in corso un dialogo col Mef (v. Staffetta 12/09). ▪️Scade mercoledì 2 ottobre alle 19 il termine per la presentazione in consiglio regionale della Sardegna degli emendamenti al disegno di legge n. 45 sulle aree idonee per gli impianti Fer (“Misure urgenti per l’individuazione di aree e superfici idonee e non idonee all’installazione e promozione di impianti a fonti di energia rinnovabile, e per la semplificazione dei procedimenti autorizzativi”). Le commissioni consiliari quarta e quinta, riunite questa mattina in seduta congiunta, hanno concluso la discussione generale sul testo presentato dalla giunta. |
| POLICY FOCUS – EUROPA E MONDO |
| ▪️La Commissione europea ha avviato procedure di infrazione nei confronti di 27 Stati membri per non aver recepito integralmente nel diritto nazionale le disposizioni della direttiva Red III relative alla semplificazione e all’accelerazione delle procedure di autorizzazione. ▪️I colloqui tra le contrastanti amministrazioni libiche orientale e occidentale sono ripresi mercoledì ieri nel tentativo di superare l’impasse politica che ha bloccato la produzione e le esportazioni di petrolio libico, ha riferito un parlamentare libico a Bloomberg. Il blocco della produzione e delle esportazioni di petrolio nel paese produttore nordafricano dell’Opec sta per entrare nel secondo mese. La produzione di petrolio in diversi giacimenti petroliferi libici è stata interrotta il 27 agosto dopo che il governo rivale nella parte orientale del Paese ha annunciato lo stop a tutta la produzione e alle esportazioni di petrolio dalla Libia. La Libia, che prima della sospensione estraeva circa 1,2 milioni di barili di petrolio al giorno, è sprofondata in una crisi politica più profonda a causa della disputa sulla leadership della Banca centrale libica, l’unico depositario riconosciuto a livello internazionale dei proventi petroliferi libici. Il governo riconosciuto a livello internazionale nella capitale a ovest, Tripoli, stava cercando di sostituire Sadiq Al-Kabir, il governatore della Banca centrale della Libia. Ciò ha portato all’ultima controversia tra i governi orientali e occidentali e le fazioni politiche, minacciando nuovamente di ridurre la produzione e le esportazioni di petrolio della Libia. All’inizio di questo mese, le fazioni politiche in lotta in Libia hanno raggiunto un accordo sul meccanismo e sulle tempistiche per la nomina del governatore della Banca centrale e del consiglio di amministrazione, durante le consultazioni organizzate dalla Missione di sostegno delle Nazioni Unite in Libia.Tuttavia, la situazione resta incerta, poiché i progressi nei colloqui sono in stallo. Dopo un incontro che si è tenuto il 12 settembre, non si sono più svolti colloqui. Le discussioni sono ora riprese, ha detto a Bloomberg El-Hadi Elsaghir, un membro del Parlamento libico che sta partecipando ai colloqui. ▪️Il 23 settembre la Commissione europea ha adottato una modifica al regolamento sul monitoraggio e la comunicazione del sistema Ets (regolamento di esecuzione UE 2018/2066). Le revisioni, si legge in una nota, riguardano tra l’altro l’azzeramento nel sistema Ets delle emissioni di determinati combustibili a basse emissioni di carbonio, come i combustibili rinnovabili di origine non biologica (Rfnbo) e i combustibili sintetici a basse emissioni di carbonio. |
Per approfondire le informazioni del Policy Focus puoi trovare dettaglio su: StaffettaQuotidiana, QE, AGEEI
