| POLICY FOCUS – ITALIA |
| ▪️Sono circa 550 gli emendamenti al DL Fiscale 38/2026 depositati in commissione Finanze del Senato alla scadenza di ieri, compreso l’emendamento 8.1000 del governo che vi fa confluire il DL Carburanti bis 42/2026, quello che ha prorogato fino al primo maggio il taglio dell’accisa sui carburanti introdotto il 18 marzo. Come negli emendamenti sul primo DL Carburanti (v. Staffetta 17/04), trovano spazio proposte sull’accisa mobile sui carburanti (01.1 Tajani, Boccia, Losacco, Manca, Lorenzin, Misiani, Nicita) ma anche sui combustibili usati per la produzione elettrica, con riferimento al prezzo delle quote Ets e del Ttf (01.2 Tajani, Boccia, Losacco, Misiani, Irto); un contributo straordinario di solidarietà dalle imprese del settore energetico per finanziare misure contro il drenaggio fiscale (01.3 Tajani, Boccia, Losacco, Manca, Lorenzin, Misiani, Nicita); l’azzeramento dell’Iva sul metano auto (1.0.5 e 1.0.6 Tajani); la riduzione dell’Iva sul pellet (1.0.9 Sabrina Licheri, Bevilacqua, Croatti, Turco); norme sulle garanzie di origine per il biometano (8.21 Orsomarso, Maffoni); misure per le imprese energivore (8.22 Damiani, Lotito, Trevisi e 8.0.30 Bergesio, Potenti); sul trattamento fiscale degli incentivi alle comunità energetiche (8.0.36 Musolino, Fregolent); per un’ulteriore riduzione delle accise sui carburanti (8.0.37 Paita, Musolino); per semplificazioni fiscali e amministrative in materia di fonti rinnovabili (8.0.38 Bergesio, Potenti e 8.0.39 Turco, Nave, Croatti); per gli impianti a biomasse nelle isole (8.0.44 Centinaio, Bergesio, Garavaglia); per le auto aziendali (11.0.1 Gelmetti, Tubetti e 11.0.2 Damiani, Lotito, Trevisi); per la modifica dei bonus sociali per l’energia elettrica e il gas (13.0.11 Magni, De Cristofaro, Cucchi); per la compensazione dei maggiori costi derivanti dall’applicazione dell’Ets al trasporto marittimo da e per le regioni insulari (17.0.22 Meloni, Nicita); per la trasparenza e verifica delle componenti tariffarie Ets nel trasporto marittimo (17.0.26 Meloni, Nicita). ▪️Favorire la capacità di raffinazione petrolifera italiana, quale industria strategica necessaria a fornire i prodotti di base all’industria e ai trasporti. È quanto chiede Luca Squeri, responsabile energia di Forza Italia, in un’interrogazione al ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto, in programma domani in commissione Attività produttive della Camera. Suqeri ricorda che l’Italia “è sempre stato un Paese esportatore netto di prodotti raffinati, tuttavia negli ultimi anni sta progressivamente cedendo ad operatori esteri o dismettendo la sua capacità di raffinazione: ormai l’80% della sua capacità di raffinazione è sotto controllo estero”. ▪️ Le votazioni sugli emendamenti al decreto Carburanti bis, a partire dall’emendamento del governo che prevede la confluenza del testo nel decreto Fiscale, partiranno la settimana prossima. Nessuna notizia ancora invece sul nuovo decreto a cui sta lavorando l’esecutivo in vista della scadenza del taglio delle accise, il 1° maggio. Il presidente della commissione Finanze, Massimo Gravaglia, riguardo il Carburanti bis, al termine della seduta di oggi ha anticipato: “Senatrici e senatori sono stati molto ragionevoli: il numero di emendamenti è assolutamente contenuto e gestibile, quindi avremo modo di fare un buon lavoro. Iniziamo a votare la settimana prossima, poi il tempo che ci vuole, penso che andremo anche all’altra. Non serve andare ai segnalati, andiamo già alla sostanza”. Riguardo alle ipotesi su un terzo decreto, Garavaglia vede i due dossier distintamente: “Abbiamo abbastanza lavoro da fare, facciamo il lavoro che dobbiamo fare su questi. Per il futuro il governo farà del suo meglio come sempre fa”. ▪️In attesa della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, il ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica ha pubblicato sul proprio sito internet il decreto del ministro n. 121 del 15 aprile 2026 “Determinazione dei quantitativi complessivi delle scorte di sicurezza e specifiche di petrolio greggio e/o di prodotti petroliferi per l’anno scorta 2026-2027”. Sulla base del fatto che le importazioni nette dell’Italia dell’anno 2025 sono pari a 40.533.546 tonnellate equivalenti di petrolio (42.145.649 nel 2024, v. Staffetta 21/05/25), di cui 9.994.573 tep (10.363.684 nel 2024) corrispondono a novanta giorni di importazioni nette giornaliere medie, il decreto stabilisce così gli obblighi per l’anno di scorta 2026 che inizia il 1° luglio: l’ammontare delle scorte d’obbligo è di 9.994.573 tep (10.363.684 nel 2025), equivalenti a novanta giorni di importazioni nette giornaliere medie dell’Italia nell’anno 2025. L’ammontare, come previsto dal decreto legislativo 31 dicembre 2012 n. 249, è stabilito scegliendo il valore più alto tra 90 giorni di importazioni nette giornaliere medie e 61 giorni di consumo interno giornaliero medio pari a 8.259.969 tep (8.436.500 tep nel 2024). Secondo i dati comunicati all’Aie, i consumi finali in Italia nel 2025 sono stati pari a 49.424.404 tep (50.619.000 tep nel 2024). ▪️ Battuta d’arresto per i 260 milioni di euro di incentivi alla riconversione delle raffinerie italiane in bioraffinerie previsti da un decreto Mase-Mef del 2024, attuativo a sua volta di una norma del DL Aiuti quater del 2022 (v. Staffetta 20/06/24). Lo scorso 17 marzo il Mase aveva trasmesso all’Ufficio centrale di Bilancio un decreto della dg Domanda ed Efficienza Energetica di approvazione della Convenzione tra Mase e Gse e delle relative Regole applicative del meccanismo. Lo schema, si ricorda, prevede l’erogazione di un contributo in conto capitale fino a 30 milioni per singolo progetto di riconversione totale o parziale di raffinerie tradizionali esistenti (v. Staffetta 15/01). L’UcB tuttavia ha fatto sapere nei giorni scorsi al Mase che il provvedimento non ha superato il controllo preventivo di regolarità contabile in quanto, si legge nella comunicazione, “la spesa eccede lo stanziamento del capitolo di bilancio, ovvero dell’articolo, qualora il capitolo sia suddiviso in articoli”. |
| POLICY FOCUS – EUROPA E MONDO |
| ▪️Gli Emirati Arabi Uniti hanno annunciato l’uscita dall’Opec a partire da maggio 2026, segnando una discontinuità rilevante nella storia recente del Cartello. Già nel 2020 erano circolate voci su una possibile uscita del paese dal cartello, ma si erano in seguito rivelate infondate (v. Staffetta 19/11/20). La decisione, spiegano da Abu Dhabi, è il risultato di una revisione complessiva della politica produttiva e della capacità attuale e futura, ed è motivata dall’esigenza di allineare le scelte energetiche all’interesse nazionale e a un profilo energetico in evoluzione. ▪️ Gli Stati Uniti sono tornati ad attaccare il regolamento europeo sulle emissioni di metano, rimarcando come l’approvazione del regolamento – anche con gli strumenti di flessibilità annunciati – potrebbe scatenare una crisi energetica nell’Unione europea. Lo fanno con un articolo sul Financial Times firmato da Andrew Puzder, l’ambasciatore statunitense nell’UE, che ricorda da vicino i toni della propaganda russa dopo l’attacco in Ucraina. ▪️ La Commissione europea sta preparando una semplificazione delle regole per la rendicontazione sull’attuazione dei Piani nazionali energia e clima. Bruxelles ha messo in consultazione una proposta di regolamento attuativo di revisione del regolamento di esecuzione UE 2022/2299, che aggiornerà i modelli e le procedure per gli obblighi di rendicontazione degli Stati membri. Gli obiettivi principali, scrive Bruxelles, sono garantire l’allineamento con la legislazione aggiornata in materia di energia e clima introdotta nell’ambito del pacchetto del Green Deal europeo, nonché semplificare gli obblighi di rendicontazione. Tra le misure oggetto di modifica, l’articolo 12 su politiche e misure per eliminare i sussidi, in particolare ai combustibili fossili, e l’articolo 14 sugli obblighi di rendicontazione sull’efficienza energetica. |
| POLICY FOCUS – MERCATI |
| ▪️Il conto alla rovescia è partito: fra tre giorni, alla mezzanotte tra primo e 2 maggio, scade lo “sconto” sull’accisa, e l’agitazione è palpabile. Anche perché, dopo un paio di settimane di calo, i prezzi dei carburanti sembrano aver imboccato di nuovo una strada in salita. Se oggi tornassero le accise piene, il prezzo della benzina salirebbe quasi a due euro al litro (1,984), quello del gasolio oltre 2,3 euro/litro. ▪️ L’impatto della crisi energetica non è uguale per tutti: colpisce più forte le famiglie più povere e, perciò, il governo dovrebbe concentrarsi sugli aiuti a questa fascia di popolazione. Lo scrive l’Ufficio parlamentare di bilancio nella memoria presentata alle commissioni Bilancio di Camera e Senato, oggi in occasione dell’audizione della presidente Lilia Cavallari sul Documento di finanza pubblica. Le previsioni macroeconomiche del governo, scrive l’Upb, sono state formulate a metà marzo, e scontano perciò l’ipotesi di una breve durata del conflitto tra Stati Uniti e Iran. Tuttavia, la guerra potrebbe prolungarsi, con un peggioramento del quadro economico, che impatta diversamente sui diversi quintili di reddito. Nello scenario di base dell’Upb, con i prezzi energetici che aumentano del 10,4%, l’inflazione aumenta del 3,1% nel 2026. Le famiglie più povere sperimenterebbero un’inflazione specifica del 3,5%, cioè 0,4 punti percentuali in più della media. Nello scenario più critico, con i prezzi dell’energia che aumentano del 13,4% e l’inflazione al 3,5%, lo scarto sarebbe di 0,5 punti percentuali, con un’inflazione specifica del 4% per il primo quintile di spesa. Le famiglie dell’ultimo quintile, invece, avrebbero un tasso d’inflazione specifica sotto la media, nel primo scenario al 2,9 e nel secondo al 3,1%. |
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