Policy focus – 29 gennaio 2026

POLICY FOCUS – ITALIA 
▪️Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica convocherà a breve un tavolo di lavoro con tutte le associazioni della filiera energetica per discutere l’attuazione dell’obbligo sui biocarburanti previsto dalla Direttiva Red III e recepito dal Dlgs 5/26, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 20 gennaio scorso. Lo ha annunciato Giovanni Perrella, presidente del Comitato tecnico consultivo sui biocarburanti del Mase, intervenendo al convegno di Assocostieri che si è svolto ieri a Montecitorio.L’obiettivo del confronto sarà individuare la modalità più efficace e sostenibile per applicare l’obbligo europeo, evitando impatti negativi sulla competitività del sistema nazionale, in particolare nei settori della logistica, del bunkeraggio e della distribuzione dei prodotti petroliferi.L’obbligo resta, ma può essere declinatoPerrella ha chiarito che l’obbligo introdotto dalla Commissione europea non viene meno. “È un obbligo che sta nella direttiva e che rimane: il target del 29% dei consumi complessivi deve essere comunque raggiunto”, ha spiegato. “Quello che cambia è il modo in cui lo si declina”.Alcuni Paesi membri hanno scelto una ripartizione esplicita dell’obbligo tra i diversi comparti, altri no. L’Italia, ha sottolineato Perrella, è ora chiamata a valutare dove collocare l’onere, tenendo conto delle specificità del proprio sistema energetico.Bunkeraggio e settore stradale: le opzioni sul tavoloUno dei punti centrali del dibattito riguarda il bunkeraggio marittimo internazionale. «Il bunkeraggio rientra nel computo del 29%, non scompare», ha precisato Perrella. “L’unica operazione possibile è valutare uno spostamento dell’obbligo dai venditori di bunker navali internazionali ai venditori di prodotti petroliferi nel settore stradale”.Si tratta però di una scelta politica e regolatoria, non automatica. “Potremmo anche decidere di mantenere a zero l’obbligo sul bunkeraggio internazionale ancora per alcuni anni, o anche più a lungo. È una delle ipotesi che vanno analizzate”.Il tavolo con tutta la filieraIl tavolo, che sarà convocato dai direttori competenti del ministero, coinvolgerà tutti gli attori interessati: produttori di biocarburanti, armatori, associazioni dei petrolieri, operatori del bunkeraggio, depositi e logistica. “Dobbiamo discuterne insieme e verificare qual è il modo migliore per recepire questa opzione”, ha detto Perrella.L’esito del confronto confluirà in una proposta che sarà sottoposta agli organi politici. “La decisione finale spetta al ministro, in raccordo con il Parlamento e con il resto del governo”.Il nodo dell’asimmetria commercialePerrella ha richiamato l’attenzione su una forte asimmetria commerciale e industriale tra i comparti coinvolti. Gli operatori che coprono la gran parte del bunkeraggio marittimo internazionale, ha spiegato, non coincidono quasi mai con i soggetti attivi nell’immissione in consumo dei carburanti nel settore stradale.“Il rischio è che una parte della filiera si trovi a farsi carico degli obblighi di un’altra, senza una reale simmetria tra soggetti obbligati”, ha osservato. Un elemento che, secondo il Mase, va analizzato con attenzione per evitare distorsioni di mercato.Tra Red III, Ets e pressione regolatoriaIl tema dei biocarburanti si inserisce inoltre in un contesto già complesso, segnato dall’entrata in vigore dell’Ets marittimo e da altre discipline europee che incidono sullo stesso comparto. “Sono tutte norme che arrivano insieme e che impongono risposte”, ha ricordato Perrella, avvertendo però del rischio di un eccesso di burocrazia.“L’Europa dovrebbe fissare i target e lasciare agli Stati membri la flessibilità per raggiungerli in base alle circostanze nazionali. Una proliferazione di sub-target settoriali rischia di danneggiare l’economia e la competitività”.Il messaggio finale agli operatori è di rassicurazione. “L’attenzione è massima”, ha concluso Perrella. “Non vogliamo che il recepimento della Red III diventi un fattore di competitività all’incontrario. Vogliamo decidere insieme il modo migliore per raggiungere l’obiettivo, tutelando il sistema energetico nazionale”.

▪️Arera ha approvato ieri e pubblicato oggi la delibera con cui, in esito alla ricerca di professionalità all’esterno della struttura dell’authority avviata nei giorni scorsi (v. Staffetta 16/01), conferisce l’incarico di segretario generale a Ilario Sorrentino e di vice segretario generale a Federico Meneghesso. La decorrenza degli incarichi è il 1° febbraio, si legge nella delibera 11/2026 (v. allegato). Sorrentino, che assume ad interim anche la guida della direzione Relazioni Esterne, è attualmente direttore dell’Ufficio Gare dell’Anac. Romano, classe 1978, laurea in Economia all’Università Roma Tre e dottorato in Diritto Pubblico presso quella di Teramo, ufficiale dei Carabinieri, è stato in passato tra le altre cose direttore centrale per l’Amministrazione e il patrimonio dell’Istat, dirigente dell’Ufficio Razionalizzazione acquisti nella PA presso il Mef e prima ancora capo della sezione gare e contratti di Difesa Servizi Spa, società in house del ministero della Difesa. Nel settembre 2024 è stato nominato da Giorgia Meloni esperto giuridico presso la struttura di missione “Unità per la razionalizzazione ed il miglioramento della regolazione” del Dipartimento affari giuridici della Presidenza del Consiglio.Meneghesso, che assume ad interim anche la guida della direzione Comunicazione e Media, da dicembre è direttore Innovazione dell’Arpa Veneto. Classe 1975, laurea in Scienze Politiche all’Università di Padova, in passato ha ricoperto ruoli da direttore della Direzione del presidente della Regione Veneto guidata da Luca Zaia.

▪️Si va verso una modifica del decreto Fer2 per quanto riguarda le aste per gli incentivi all’eolico offshore, con un nuovo passaggio in Europa. A dirlo è stato oggi il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin, rispondendo a una domanda nel corso dell’audizione sugli accumuli in commissione Ambiente Energia del Senato. Il punto, ha detto il ministro, è che con 185 euro al MWh e senza distinzione tra flottante e fisso “non sta in piedi”.

▪️Diversi gli spunti emersi dal confronto svoltosi oggi in commissione Ambiente Energia del Senato tra il ministro Gilberto Pichetto e i parlamentari. Dopo l’esposizione del ministro sul tema degli accumuli (v. allegato), sono arrivate le domande dei senatori.Sulla geotermia, Pichetto ha detto che “il Fer2 è rimasto bloccato sulla geotermia innovativa e sull’eolico offshore. Ora – ha aggiunto – partirà un tavolo sulla geotermia a giorni, per vedere se riusciamo a dargli il via senza modifiche del Fer2”.Sull’idrogeno, “forse ha tempi un po’ più lenti rispetto a come pensavamo 4-5 anni fa”, ha detto Pichetto. “Non tanto per la capacità di produrre, quanto perché bisogna strutturare il paese e le imprese, servono investimenti che il sistema delle imprese deve fare, e deve esserci la convenienza a farlo rispetto ad altro”. A una domanda sulla carenza di personale del ministero, Pichetto ha risposto tra l’altro: “cari colleghi, ho già 400 persone in prestito. Il sistema è esploso negli ultimi 4-5 anni. La pubblica amministrazione ha una tempistica di adattamento che è quella che è. Quanto alle procedure, siamo passati da 100 pareri all’anno della Commissione Pnrr-Pniec di due anni fa a 400 del 2025. Vi rendete conto che fino a giugno del 2023 o 2024 era tutto cartaceo? C’erano i pacchi di carta su questo tipo di procedure. Da qui ho le risposte su queste tempistiche. Ecco perché sostengo la tesi dei vostri emendamenti per aumentare il personale del Mase”. Quanto allo spostamento dei fondi Pnrr dalle Cer, “ci ha preso un po’ di sorpresa”, ha detto, “perché a un mese dalla scadenza del 30 novembre, le stime ci davano che non dovevamo avere domande per più di mezzo miliardo. Le domande invece sono arrivate di colpo, quasi 800 milioni l’ultima settimana, che vengono processate e ordinate. Si stanno vedendo accordi con le regioni disponibili a integrare il sistema, e c’è l’impregno del Mase di fare verifiche su eventuali misure da mandare sulle Cer. Sono confidente di poter soddisfare la domanda”, ha concluso. Quanto alla rete elettrica, “dobbiamo porre una questione. Ha accolto un numero di istanze e dato una serie di risposte notevole, c’erano regole di indirizzo di Arera, Terna… il provvedimento per intervenire sull’occupazione virtuale rete ce l’ho. Arriverà. Stiamo chiudendolo. Perché bisogna intervenire su qualcosa che non funziona, che è legato a un modello vecchio, che prima non creava problemi e ora li pone. Ma significa far decadere una lunga serie di istanze, rendiamoci conto che c’è il rischio di essere sollecitati da tanti…”. Anche qui un accenno all’eolico offshore: “colleghi, se pensate che solo di eolico offshore abbiamo istanze per 4-5 volte tutto l’eolico offshore installato nel mondo, qualcosa anche per gli altri dobbiamo avanzare…”. Quanto alla direttiva Case green, “stiamo lavorando a un Piano quadro con i dati Enea per il recepimento”, considerando che “efficientamento significa in grandissima parte elettrificazione”. L’obiettivo del Paese “è avere edifici efficientati per far stare meglio le famiglie”.Un accenno anche a nuovi incentivi per l’acquisto di auto elettriche, dopo quelli finanziati con fondi Pnrr: “interverremo sulla parte mobilità oltre i capoluoghi con oltre 50mila abitanti appena la Corte dei conti mette il timbro sul provvedimento”. Il riferimento è al Fondo per la qualità dell’aria istituito con la legge di Bilancio per il 2022, con una dotazione di 500 milioni di euro che andranno ai residenti in comuni capoluogo di provincia con popolazione superiore a 50mila abitanti e le città metropolitane ricadenti nelle zone interessate dal contenzioso europeo sulle qualità dell’aria.Infine, sull’idroelettrico: “è stato un errore aver vincolato in un certo modo il sistema dell’idroelettrico, è l’unica energia che abbiamo, tutte le altre le importiamo. È un tema di interesse nazionale, di salvaguardia nazionale. Attualmente la norma non dà solo la gara ma anche la gara su project financing, dove è possibile che qualcuno presenti il project e riesca ad andare a vincere. Alcune regioni lo hanno già fatto. Ultimamente c’è stata una sentenza molto positiva sui piccoli impianti che non rientrano nella Bolkestein. Questo potrebbe aiutare su situazioni particolari, ad esempio sulle piccole centraline nelle fabbriche”.

▪️Le dimissioni del presidente del Gse Paolo Arrigoni non hanno colto di sorpresa il ministro Gilberto Pichetto Fratin: “Mi ha telefonato prima di dare l’annuncio”, ha risposto alla Staffetta a margine di un’audizione in Senato. Ancora non è noto il sostituto: “Si è liberato un posto, metteranno un altro”. Riguardo la sua selezione il ministro avverte: “Calma, è un altro il proprietario, è il Mef che deve muoversi. Il nome lo decideremo. È successo ieri, non ne ho ancora parlato con nessuno”. Il ministro non si sbilancia nemmeno sul decreto energia: “Quando avremo chiuso vedremo”. Sulla cartolarizzazione degli oneri o l’ipotesi di spalma incentivi: “Tutto e nulla è plausibile”. Sullo stop del Mef non commenta: “Bisogna chiedere a un altro ruolo”.Dalla maggioranza, il senatore Andrea De Priamo, di Fratelli d’Italia, capogruppo in commissione Ambiente, assicura che l’uscita di scena di Arrigoni non creerà problemi tra alleati: “Prendiamo atto di questa scelta, è una facoltà del presidente non completare il suo mandato. La strategia e l’indirizzo del governo è chiara e determinata e si andrà a trovare una professionalità alternativa qualificata per la sfida complessa come quella del Gse”. Il fatto che fosse leghista non significa che ne verrà scelto per forza un altro dalla stessa area: “Sono scelte che attengono al governo. Sono un senatore che sostiene la maggioranza e non so dare a oggi un indirizzo, ma sono certo che si sceglierà una persona competente e capace”. Anche la scelta di abbandonare il mandato prima del tempo non impensierisce il senatore: “Non credo che sia un precedente, credo che ci siano casi analoghi e non credo determini problematiche di tipo politico, tantomeno tra alleati di maggioranza”.Dall’opposizione, la senatrice Silvia Fregolent, del partito di Matteo Renzi, Italia viva, si dimostra dispiaciuta che il leghista abbia abbandonato: “Io l’avrei visto volentieri anche alla presidenza Arera, mi dispiace molto che non sia presidente Arera e chi si dimetta dal Gse. Per chi si occupa di energia e di rinnovabili è una grave perdita. Dopo tre anni in cui lui ha fatto politica senza essere riconosciuto, quanto accaduto forse era scontato. Io tifo per il paese e per il paese è una grave perdita”.

▪️“Ulteriori disposizioni urgenti per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e in materia di politiche di coesione”, datato ieri alle 14. Ricordiamo che, sempre ieri alle 18, si è tenuto il preconsiglio dei ministri, che, nell’ordine del giorno, recava l’esame del DL Pnrr (v. Staffetta 27/01). Rispetto alla bozza precedente (v. Staffetta 15/01), l’articolo sulle facility, gli strumenti gestiti dal Gse che continueranno a finanziare i progetti di comunità energetiche, biometano e agrivoltaico oltre la scadenza del Pnrr, non è più il 29 bensì il 27. Allo stesso modo, il fondo al ministero dei Trasporti per finanziare i progetti inclusi nel piano per la sicurezza del settore idrico Pniissi si sposta dall’articolo 25 al 24.
POLICY FOCUS – EUROPA E MONDO
▪️La Commissione UE ha avviato una consultazione pubblica di quattro settimane su come agevolare l’adozione dei Power Purchase Agreement (Ppa). L’invito a presentare contributi, pubblicato ieri, contribuirà al lavoro della Commissione per a valutare gli ostacoli normativi e non normativi che ostacolano lo sviluppo dei PPA, al fine di pubblicare raccomandazioni destinate ai paesi dell’UE su come superare tali ostacoli. Il periodo per i contributi è aperto fino al 20 febbraio 2026. Già nel maggio 2022 la Commissione aveva pubblicato una raccomandazione e un documento di orientamento sulle procedure di rilascio delle autorizzazioni e sui Ppa (C/2022/3219) con suggerimenti su come agevolare gli accordi di acquisto di energia. La rimozione degli ostacoli ai Ppa era prevista dalla Direttiva sulle energie rinnovabili e dal Regolamento sull’elettricità.

▪️Quattordici Stati costieri del Mare del Nord e del Baltico hanno firmato una lettera aperta e congiunta per ricordare agli armatori della flotta ombra e agli stati di bandiera i loro obblighi legali. Tra i firmatari, spicca l’assenza della Russia, lo stato costiero baltico più orientale e presunta causa principale delle questioni di sicurezza sollevate nella lettera.

▪️Socar e IP hanno notificato il 26 gennaio alla Commissione UE l’operazione di acquisizione di quest’ultima da parte della società petrolifera di Stato azera. La notifica è stata pubblicata oggi. Come già segnalato, l’operazione dovrebbe portare la Socar ad avere il 99,82% del gruppo italiano, particolare nelle due società Italiana Petroli Spa e Mip Spa, quote attualmente detenute rispettivamente da Api Holding Spa e Fin.Bra SA. Il termine provvisorio entro cui Bruxelles dovrà pronunciarsi è fissato al 2 marzo.
POLICY FOCUS – MERCATI
▪️Il 28 gennaio 2026 il Consiglio federale ha fissato la soglia per il servizio universale nell’ambito dell’attuazione dell’accordo sull’energia elettrica, consentendo da oggi a tutti i consumatori – e non più solo ai medio grandi – di scegliere un fornitore sul mercato libero. Nel contempo ha fissato a 50 MWh l’anno di consumi la soglia entro la quale i clienti finali potranno ottenere una fornitura a prezzi regolati, soglia che per 10 anni sarà elevata a 100 MWh 


▪️Era dal 28 giugno 2021 che il cambio euro/dollaro non superava quota 1,19 e di conseguenza gli aumenti messi a segno dal Mediterraneo in chiusura o sono stati annullati o fortemente limati. Questa mattina la benzina ha lasciato sul terreno 8 euro per mille litri, i gasoli autotrazione e agricolo 1, il risca 3 e il denso Btz 5 euro per mille chili. Dalle forchette medie rilevate dalla Staffetta nelle tre macroaree di riferimento si può ricavare, in base alle variazioni indicate, il prezzo medio Siva della benzina, che si aggira intorno ai 1203 euro per mille litri al Nord, ai 1217 al Centro e ai 1229 al Sud e Isole. Il divario di prezzo tra le aree Nord e Centro è di 14 euro e tra Centro e Sud e Isole di 12. Il prezzo medio Siva del gasolio autotrazione è di 1261 euro al Nord, di 1268 al Centro e di 1283 al Sud e Isole. Il divario di prezzo tra le aree Nord e Centro è di 7 euro e tra Centro e Sud e Isole di 15. Il prezzo medio Siva del risca è di 927 euro al Nord, di 933 al Centro e di 951 al Sud e Isole. Il divario di prezzo tra le aree Nord e Centro è di 6 euro e tra Centro e Sud e Isole di 18. Sul Cif Med del 27 gennaio, convertito in euro al cambio di 1,1929 dollari, la benzina si è attestata a 429,75 euro per mille litri, il diesel 10ppm a 490,89, il gasolio 0,1 a 477,61, il denso Btz a 317,50 euro per mille chili. Domani la benzina recupererà 2 euro e il denso Btz 1 scarso. I gasoli autotrazione e agricolo scenderanno di 1 e il risca di 2. Nella tabella pubblichiamo la consueta panoramica delle quotazioni Siva all’acquisto praticate ai rivenditori per pagamento a trenta giorni.

▪️”Neutralizzare la Cina con il Golden Power”: è la raccomandazione lanciata al governo dal segretario dal sindacato Flaei Cisl Amedeo Testa con riferimento all’ingresso un decennio fa della società di stato cinese State Grid in Cdp Reti, che a sua volta controlla Snam, Terna e Italgas. In particolare in una lettera al sito Formiche, come visto già a suo tempo molto critico con la scelta dell’allora governo Renzi di aprire l’azionariato a Pechino (v. Staffetta 01/08/14), Testa commenta: “se, come evidenziato dal giornalista Gianluca Zapponini, “il danno è fatto”, riteniamo opportuna la sollecitazione di Sapelli rivolta a Palazzo Chigi, di neutralizzare la Cina con il golden power”.

▪️Per combattere le truffe a danno dei clienti, secondo Enel bisognerebbe inasprire i requisiti richiesti per l’iscrizione agli elenchi dei venditori di gas ed elettricità. Lo ha detto Francesca Gostinelli, direttrice Enel Commercial, ascoltata oggi in commissione parlamentare per la Semplificazione nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulla semplificazione e la trasparenza dei contratti. Per evitare fenomeni fraudolenti – ha detto Gostinelli – “sarebbe utile rafforzare i requisiti di affidabilità di tutti i soggetti che vogliono vendere energia, che devono essere iscritti all’albo dei fornitori, prevedendo un monitoraggio centralizzato che individui e blocchi, preventivamente, questi comportamenti. Con riguardo agli elenchi dei venditori, alcune misure potrebbero essere: di prevedere un aumento del capitale sociale minimo richiesto per chi voglia vendere energia; il rilascio di fideiussioni specifiche; l’obbligo di presentazione di una relazione annuale, dove si veda quante risorse impiegano e come le impiegano, cosa che è già stata prevista per l’asta del sistema a tutele graduali”.

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