| POLICY FOCUS – ITALIA |
| ▪️Si è parlato molto anche di energia alla presentazione del rapporto di previsione di primavera di Confindustria, questa mattina a Roma. Oltre alle polemiche sull’eccesso di burocrazia e di adempimenti introdotti dal Green Deal, il tema del disaccoppiamento fossili-Fer è stato tra i principali del faccia a faccia tra Maurizio Casasco, responsabile economia di Forza Italia, e il suo omologo del PD Antonio Misiani. Il costo dell’energia, ha detto Casasco, è “il primo elemento di competitività su cui intervenire. È assurdo che il prezzo del gas sia determinato dal mercato di Amsterdam, che riceve la flessibilità della speculazione internazionale. Il gas – ha aggiunto – non può stare in un paese come l’Olanda che non ha omogeneità di tassazione con l’Europa”. Quanto al disaccoppiamento tra gas e rinnovabili, “sappiamo che è difficile ma è assurdo che si paghi lo stesso prezzo per l’energia prodotta da rinnovabili e da fossili. Questo – ha detto – favorisce solo le società energetiche, anche magari in parte di parastato e partecipate da fondi stranieri”. È necessario, ha detto ancora, “valorizzare il contributo delle rinnovabili per la competizione e una minore dipendenza dalle fonti fossili con contratti di lungo termine tra produttori e consumatori, è quanto abbiamo fatto con l’Energy release, un buon compromesso”.Gli ha fatto eco Misiani: “dobbiamo guardare alle distorsioni di mercato. Sul disaccoppiamento sottoscrivo quanto ha detto Casasco. Le proroghe fatte – ha aggiunto – vanno giocate per ridurre i costi delle bollette. Abbiamo prorogato per 20 anni le concessioni per la distribuzione elettrica, saranno versati miliardi di euro allo Stato: devono andare tutti per abbattere le bollette”. Quanto alla proroga delle concessioni idroelettriche, “siamo pronti a discuterne – ha detto Misiani – ma allora un grosso pezzo dell’energia prodotta fateci il piacere di cederla al mercato a prezzi calmierati per aiutare le imprese”. Secondo Misiani, infine, è necessario “accelerare il permitting nazionale” dal momento che ci sono “oltre 1.700 progetti all’esame dell’autorità”, ed “evitare moratorie territoriali, lo dico con autocritica”. ▪️Il Gse ha attivato il portale dedicato al meccanismo di compensazione a una via sul prezzo dell’energia introdotto dal cosiddetto price cap, la norma sugli “extraprofitti” delle società energetiche introdotta dal governo Meloni a fine 2022. La norma, ricordiamo, oggetto di un contenzioso costituzionale e attualmente alla Corte di giustizia Ue (v. Staffetta 20/02). ▪️Entra in vigore domani il decreto direttoriale del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica n. 12 del 1° aprile 2025 recante “Progressione temporale del contingente obiettivo e metodologia di calcolo del contingente di potenza obiettivo, minimo e massimo ai sensi del decreto del Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica 30 dicembre 2024 – FerX transitorio”. Si tratta del decreto che stabilisce il contingente minimo (0,831 GW), obiettivo (1,462 GW) e massimo (11,52 GW) sulla base dell’andamento delle offerte. ▪️Il Senato è impegnato nell’esame dell’atto 1372, il progetto di legge presentato dal senatore leghista Roberto Marti che reca “Delega al Governo per la revisione del codice dei beni culturali e del paesaggio in materia di procedure di autorizzazione paesaggistica”. ▪️Il testo del decreto ministeriale che assegna al Gse il ruolo di garante di ultima istanza per i contratti Ppa è stato “finalizzato”. È in corso l’acquisizione del concerto del ministero dell’Economia, come previsto dall’articolo 8 del DL Emergenze (v. Staffetta 03/03). Il decreto sarà firmato dal ministro e pubblicato sul sito del ministero dell’Ambiente appena il Mef avrà concluso la fase di valutazione. Lo scrive il Mase nella relazione al Parlamento sull’attuazione del Pnrr (v. Staffetta 02/04). ▪️L’installazione dei pannelli FV sui tetti crea certamente un impatto visivo, ma anche quando interessa aree di interesse storico e soggette vincolo paesaggistico esso va valutato caso per caso, contemperandolo con l’interesse pubblico allo sviluppo delle rinnovabili. Lo afferma il Consiglio di Stato in una sentenza pubblica oggi su un caso a Firenze, dando ragione a due cittadini a cui la Soprintendenza aveva negato il via libera nonostante il progetto presentasse accorgimenti per mitigare gli impatti visivi. ▪️Ieri alle 13 si è riunita la commissione Attività produttive della Camera per esaminare il DL Bollette 19/2025. Il presidente, il leghista Alberto Gusmeroli, ha comunicato che sono stati riammessi due gruppi di emendamenti: uno che riconosce ai comuni un contributo straordinario per il contrasto alla povertà energetica (gli articoli aggiuntivi Gnassi 1.028 e Lancellotta 1.030, gli identici articoli aggiuntivi Manes 1.031 e Benzoni 1.032, nonché gli identici articoli aggiuntivi Pavanelli 1.035 e Cavo 1.036) e una proposta per istituire la figura professionale del consulente alla vendita di servizi energetici a supporto di famiglie e imprese (l’articolo aggiuntivo Giorgianni 5.07). Al momento, non risultano convocate ulteriori sedute per questa settimana. Fonti di maggioranza hanno spiegato all’agenzia di stampa Public Policy che i pareri governativi sugli emendamenti non sono attesi per questa settimana e che si spera nella prossima. Sempre secondo Public Policy, l’ufficio di presidenza che si è tenuto questo pomeriggio ha deciso di fissare per martedì prossimo l’avvio dell’esame degli emendamenti, con la conclusione e il mandato al relatore previsti per mercoledì. L’arrivo in aula del DL, ricordiamo, è previsto per venerdì 11 aprile. |
| POLICY FOCUS – EUROPA E MONDO |
| ▪️La previsione dell’Agenzia europea dei regolatori Acer secondo cui i costi di rete del sistema elettrico rischiano di raddoppiare al 2050 (v. Staffetta 17/03) e 28/03) è “errata” e andrebbe riconsiderata in base a “linee più realistiche”. E’ quanto si legge in una nota diffusa oggi dall’associazione europea delle imprese elettriche, secondo cui l’analisi di Acer rischia la nuocere alla transizione all’energia pulita, scoraggiando l’elettrificazione. ▪️La vice ministra dell’Ambiente Vannia Gava ha risposto oggi in commissione Ambiente alla Camera all’interrogazione presentata dal deputato PD Andrea Casu sulle modalità di pubblicazione dei bandi per l’assegnazione dei fondi Pnrr per l’installazione di colonnine di ricarica per le auto elettriche, questione sollevata la scorsa estate dalla Staffetta (v. Staffetta 30/07/24).Gava ha risposto che i bandi sono stati pubblicati entro i termini previsti sul sito del ministero dell’Ambiente. Casu ha replicato descrivendo lo stato di difficoltà dei bandi, certificato dalla sesta relazione sul Pnrr e questa mattina dallo stesso ministro per gli Affari Europei Tommaso Foti che, intervenendo a un evento di Confindustria, ha detto: “alcune misure del Pnrr sull’energia possono trovare una collocazione migliore. Possiamo continuare a fare bandi sulle colonnine ma se il cavallo non beve finiamo il 2026 a fare bandi e non abbiamo mai risposto al bando. Alcune scelte erano perfettamente in linea con le aspettative, e l’idea del 2035 tutto elettrico presuppone l’infrastrutturazione del paese, ma se il cavallo non beve…”.Casu ha poi ricordato che la relazione sullo stato di attuazione del Pnrr informa che per scongiurare l’avvio delle opportune azioni di riprogrammazione, al fine di garantire la copertura dei restanti punti di ricarica, entro il mese di dicembre 2024, il Mase ha avviato interlocuzioni con Anas e Rfi, le quali si sono impegnate a valutare l’opportunità, entro il mese di gennaio 2025, di contribuire alla costruzione di punti di ricarica, promuovendo una rete su tutto il territorio nazionale. “Qual è stato il risultato di questa interlocuzione? Cosa hanno deciso di fare Anas e Rfi? E in generale, viste le evidenti difficoltà dovute certo ad un mercato ancora immaturo ma anche ad una gestione quanto che potremmo definire quantomeno non ottimale da parte del ministero, come dimostra anche la questione specifica da cui muove l’interrogazione di oggi, quali saranno le conseguenze di questa situazione? L’Italia sarà chiamata a restituire i fondi ricevuti dall’Europa? O vorrà utilizzarli per altri obiettivi? Se sì, quali? Almeno questo è stato chiarito? Continueremo a porre questi interrogativi – ha concluso Casu – perché non possiamo permetterci di sprecare questa opportunità”. |
| POLICY FOCUS – MERCATI |
| ▪️Per il quinto mese consecutivo il termoelettrico, chiamato a compensare la frenata di idroelettrico ed eolico, un deciso calo tendenziale delle importazioni e un raddoppio delle esportazioni di elettricità, spinge al rialzo i consumi italiani di gas, ancora attestati invece sui minimi del ventennio nell’industria e nel civile. Nel frattempo, lo stop del metano russo via Ucraina di inizio anno è tornato a risvegliare l’export di gas, che ha toccato in marzo il secondo maggior dato di sempre. Sono due degli elementi che emergono dal servizio mensile su domanda e offerta gas della Staffetta Quotidiana. La pagina contiene elaborazioni sui dati di Snam Rete Gas e del ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica ed è curata da Agata Gugliotta (Rie), Gionata Picchio e Antonio Sileo. Per i dati di gennaio (v. Staffetta 7/2). ▪️Per il mese di marzo 2025, il prezzo di riferimento del gas per il cliente domestico vulnerabile tipo diminuisce di un 9,9% a 117,46 centesimi di euro per mc. Lo ha stabilito l’Arera comunicando oggi l’aggiornamento mensile, che conferma sostanzialmente la stima di ieri della Staffetta (v. Staffetta 1/4). Per il mese di marzo, che ha visto le quotazioni all’ingrosso in deciso calo rispetto a quelle registrate a febbraio (v. Staffetta 4/3), il prezzo della sola materia prima gas (CMEM,m), per i clienti nel servizio di tutela della vulnerabilità, è pari in particolare a 42,52 €/MWh, fa sapere l’Arera in un comunicato. Invariate tutte le altre voci della bolletta. ▪️Il Mase ha pubblicato tre nuovi decreti di autorizzazione per la costruzione e l’esercizio di altrettanti impianti di accumulo a batteria per 150 MW, in Campania, Veneto e Friuli VG. |
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