| POLICY FOCUS – ITALIA |
| ▪️ Dal 3 al 24 giugno gli operatori che vogliono partecipare all’asta del FerX transitorio possono presentare le manifestazioni di interesse per i progetti superiori al MW (v. Staffetta 20/05). L’asta potrà incentivare fino a 11,52 GW di nuova potenza rinnovabile, con un meccanismo “autoregolante” per cui saranno ammessi ai benefici meno progetti se le tariffe offerte dai promotori saranno alte e in numero maggiore quanto più i ribassi sulla base d’asta saranno aggressivi (v. Staffetta 01/04). Possono partecipare all’asta i progetti autorizzati o, in alternativa, in possesso di valutazione d’impatto ambientale positiva (v. Staffetta 04/02). ▪️A un passo dalla scadenza di fine maggio per la presentazione di offerte vincolanti, torna a fare notizia la trattativa per la compravendita di IP Gruppo Api. In settimana La Repubblica e l’agenzia Reuters sono tornati sul dossier. Per entrambe le testate, ai due “contendenti” segnalati per la prima volta dalla Staffetta in febbraio (v. Staffetta 06/02) si sarebbe aggiunto il gruppo di Abu Dhabi Bi Butti. Secondo Repubblica, Socar sarebbe favorita, con una valutazione tra 2,3 e 2,5 miliardi di euro. Sulla vicenda ci ha scritto Alessandro Proietti, presidente di Assoindipendenti, tra i protagonisti di una fase della storia della compagnia della famiglia Brachetti Peretti. ▪️Il ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto, ritiene di aver “lasciato eccessiva autonomia alle Regioni” con il DM sulle aree idonee all’installazione di impianti rinnovabili, parzialmente annullato da una recente sentenza del Tar Lazio (v. Staffetta 13/05). Rispondendo a una richiesta di commento sulla pronuncia, a margine del festival del lavoro 2025 in corso oggi a Genova, Pichetto ha detto: “la correzione del decreto sulle aree idonee nella parte in cui ho lasciato eccessiva autonomia alle Regioni è una questione che stiamo definendo, ci sarà anche un confronto con la Conferenza delle Regioni per trovare un punto di accordo tra noi e il sistema delle Regioni”. ▪️Stamattina il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, ha presentato le considerazioni finali in occasione della pubblicazione della relazione annuale sul 2024. Illustrando la relazione annuale, Panetta si è soffermato, tra le altre cose, sul nodo “irrisolto” degli alti costi dell’energia, che pesa sulla competitività delle imprese europee e italiane. “In Italia, più che altrove in Europa, è urgente intervenire sul costo dell’energia, seguendo le direttrici già tracciate: ampliando il ricorso a fonti pulite, incentivando i contratti a lungo termine e rafforzando infrastrutture e reti di trasmissione. Servono investimenti adeguati e una netta semplificazione delle procedure autorizzative per i nuovi impianti”, ha detto Panetta. Il governatore ha ricordato poi che il fabbisogno energetico dell’Europa e dell’Italia continua a dipendere dalle importazioni dall’estero, di combustibili fossili e di tecnologie rinnovabili. ▪️Si è tenuto mercoledì l’evento “Il nuovo mercato dei servizi di dispacciamento e il Macse: il ruolo strategico degli stoccaggi nel mercato elettrico italiano”, promosso dalla Fondazione Eni Enrico Mattei (Feem) in collaborazione con Aurora Energy Research e L&B Partners. ▪️Si terrà mercoledì 4 giugno a Palazzo Wedekind, a Roma, il convegno “Industria 5.0 e resilienza delle strutture logistiche strategiche”, organizzato da Q8 con la collaborazione di Maire. L’evento, si legge in una nota, sarà un’occasione di confronto sulle tematiche legate all’industria del futuro e al ruolo delle infrastrutture strategiche, con l’obiettivo di promuovere una riflessione approfondita e stimolare il dialogo tra i principali attori coinvolti.Oltre ai vertici di Q8 e Maire, è prevista tra gli altri la partecipazione di parlamentari della maggioranza e di esponenti del Mase e di Confindustria. |
| POLICY FOCUS – EUROPA E MONDO |
| ▪️Nella valutazione del Pniec italiano da parte della Commissione europea abbondano le critiche per le sue raccomandazioni “parzialmente affrontate”, mentre per il settore trasporti la gerarchia degli interventi è definita “correttamente delineata”, ma poi compromessa dal ricorso a un irrealistico escamotage: realizzazione dell’obbiettivo al 2030 sestuplicando il ricorso ai biocarburanti, giudicato dalla Commissione difficilmente compatibile con l’attuale flotta di veicoli, e puntando su veicoli e navi alimentati da carburanti fossili (Cng, Lng e Lpg). Un giudizio particolarmente severo, di cui principale responsabile è il ruolo, accentuato nel settore trasporti, attribuito, nelle decisioni del Pniec, alla neutralità tecnologica, un binomio di fatto sinonimo di farsi guidare esclusivamente dai prezzi di mercato.Si tratta infatti di un orientamento non coerente con un Piano la cui realizzazione prevede il ricorso a innovazioni tecnologiche radicali che nel settore energetico richiedono tempi lunghi, investimenti rilevanti e l’apporto di un adeguato staff di personale qualificato, con un duplice rischio: contrariamente alle aspettative, scoprire che il prodotto non è competitivo, oppure che sta arrivando sul mercato una soluzione alternativa meno costosa. ▪️Si è tenuto il 29 maggio, presso la Sala Conferenze dell’Associazione della Stampa Estera in Italia (Palazzo Grazioli), un incontro dal titolo “Le minacce tariffarie di Trump all’Ue: cosa rischia l’Italia”, incentrato sull’evoluzione della politica commerciale statunitense e le sue possibili conseguenze per l’economia italiana ed europea.Nel corso dell’evento, organizzato all’indomani della sentenza del Tribunale del commercio degli Stati Uniti – che ha annullato gli ordini esecutivi sui dazi imposti dall’amministrazione Trump – il giornalista Max Civili ha intervistato Demostenes Floros, senior energy economist del Centro Europa Ricerche (Cer).Sebbene la decisione del tribunale sia stata sospesa in seguito al ricorso presentato dall’amministrazione Trump, l’episodio riaccende i riflettori su una strategia commerciale protezionistica che mira alla ricostruzione dell’apparato industriale statunitense, con particolare attenzione ai comparti ad alto valore aggiunto, come quello della difesa. ▪️Mentre il Consiglio Ue approvava l’emendamento che garantisce ai produttori di automobili una maggiore flessibilità nel raggiungimento degli obiettivi sulle emissioni per il 2025, la Commissione europea ha chiesto all’Italia un maggior impegno nella diffusione di veicoli elettrici per il raggiungimento degli obiettivi fissati dal Pniec, da accompagnare a un aumento della tassazione sulle auto termiche proporzionale alle emissioni di CO2.Negli stessi giorni la presidente del Consiglio Giorgia Meloni dal palco dell’Assemblea generale di Confindustria è tornata ad attaccare Bruxelles e il Green Deal europeo, sottolineando che l’automotive “è il comparto che sta pagando il prezzo più alto” di una “strategia che metteva i nostri prodotti fuori mercato per inseguire a tutti i costi, ma contro ogni logica, scelte che erano nemiche dell’industria europea”.Dal mercato, intanto, continuano ad arrivare segnali di una crescita lenta e concentrata dell’auto elettrica. Acea ha evidenziato che nei primi quattro mesi del 2025, le vendite di auto 100% elettriche sono cresciute del 26,4% (558.262 unità), raggiungendo il 15,3% della quota di mercato totale dell’Ue, una quota “ancora lontana da dove ci si aspettava”. Tre dei quattro maggiori mercati Ue in termini di vendite elettriche – insieme rappresentano il 63% di tutte le immatricolazioni di Bev – hanno registrato guadagni consistenti: Germania (+42,8%), Belgio (+31,3%) e Paesi Bassi (+6,4%). In controtendenza è invece la Francia, che ha visto un calo del 4,4%, nonostante la ripresa osservata ad aprile 2025. ▪️È trascorso oltre un mese da quel buio 28 aprile spagnolo, quando gente incredula è rimasta chiusa per ore ed ore nell’ascensore, bloccata nei treni, il traffico è impazzito senza semafori, i sistemi di pagamento elettronici hanno dato forfait lasciando nella impossibilità di acquistare una bottiglia d’acqua.Da allora si sono fatte molte ipotesi, da quelle più fantasiose a quelle più realistiche: l’attacco terroristico, scartata dopo disperati tentativi di riuscire a rimediare un terrorista disposto ad accollarsi una qualche responsabilità; l’esperimento sfuggito di mano (un déjà-vu dei tempi del Covid); un complotto internazionale (che non guasta mai); la mancata collaborazione delle centrali nucleari (che si possono sempre dipingere come nemiche); la eccessiva privatizzazione dei produttori (alludendo alla loro malsana voglia di guadagnare); ma malgrado i tanti sforzi tutte le ipotesi sono rimaste prive di alcun riscontro. ▪️Il programma del nuovo governo tedesco, guidato da Friedrich Merz e sostenuto da cristiano democratici e socialdemocratici, prevedeva una serie di misure per ridurre il costo dell’energia, dal taglio di almeno 5 centesimi al kWh tra imposte e oneri di rete, a prezzi elettrici ridotti per le aziende energivore fino a un’estensione delle compensazioni della tassazione Ets sulle emissioni (v. Staffetta 10/04). Alcune di queste misure, tuttavia, sembrano in contrasto con la regolazione europea in materia di aiuti di Stato, nonostante gli elementi di flessibilità introdotti per far fronte alla crisi dei prezzi seguita all’invasione russa dell’Ucraina. Mentre Berlino e Bruxelles trattano sulle misure, la ministra dell’Economia e dell’Energia tedesca, Katherina Reiche, ha rilasciato al Financial Times un’intervista in cui difende la proposta del governo Merz. Gli aiuti agli energivori, ha spiegato Reiche, sono fondamentali per evitare nuove dipendenze dall’estero, per far tornare la Germania, e quindi l’Europa, a crescere a ritmi sostenuti, e anche per la tenuta – basata sulla crescita – della democrazia liberale. |
| POLICY FOCUS – MERCATI |
| ▪️Tra aprile 2024 ed aprile 2025 in Italia è entrata in esercizio nuova capacità termoelettrica per 2,9 GW e altri 1,7 GW sono in corso di realizzazione. Sono inoltre entrati in esercizio impianti di accumulo per 447 MW e altri 420 MW sono in fase di realizzazione. Sono i numeri aggiornati al 30 aprile della nuova edizione del rapporto annuale Mase, in cui anche quest’anno dati ancor più notevoli emergono sui nuovi progetti, soprattutto di batterie e qualche pompaggio, che sono stati autorizzati o sono da autorizzare. ▪️Mercato internazionale. Le quotazioni internazionali di greggi e prodotti sono risultate instabili negli ultimi sette giorni monitorati, complici le incertezze relative al commercio mondiale, dopo che un tribunale Usa ha dichiarato illegittimi i dazi imposti da Donald Trump. Nella settimana monitorata, il Paniere Opec, composto da 12 greggi diversi, è salito a 64,49 dollari al barile (+0,68), il Light crude è sceso a 60,94 (-0,26), il Brent a 64,15 (-0,29). In merito ai prodotti, la media delle quotazioni Cif della benzina 10 ppm è scivolata a 701,38 $/t (-7,13), del gasolio 10 ppm è salita a 618,88 (+0,88), del risca 0,1% è scesa a 609,5 (-0,38) del Btz a 417 (-2,38), dell’Atz è salita a 419,63 (+5,25). In particolare sul mercato Cif di Rotterdam la quotazione del diesel 10 ppm presenta oscillazioni che vanno da un minimo di 623 ad un massimo di 623,5 dollari tonnellata, quelle della benzina da 716 a 716,5. ▪️Mercato interno. Maggio volge al termine piazzando un rialzo per gasoli e combustibili neri. Rispetto a venerdì scorso, in base alle indicazioni giornaliere del Mediterraneo, la benzina ha lasciato sul terreno 8 euro per mille litri, mentre il gasolio autotrazione (agricolo e motopesca) è salito di 3, il gasolio risca 0,1 di 4 e il denso Btz di 14 euro per mille chili. Questa mattina la benzina ha preso 5 euro, i gasoli 10 e il denso Btz 12. Per martedì la benzina dovrebbe ripiegare di 2 euro, i gasoli autotrazione e agricolo di 6, il risca di 3 e il denso Btz di 5. Stabile la media settimanale del Gpl miscela (uso comb). ▪️Oltre un miliardo di euro di investimenti nella transizione energetica negli ultimi due anni; una riduzione della intensità carbonica del 15% nel 2024, con le attività rinnovabili, flessibilità, clienti e servizi che hanno rappresentato per la prima volta oltre la metà dell’Ebitda di Edison avvicinando il Gruppo all’obiettivo al 2030 che vede tali attività costituire il 70% della marginalità; acquisti per oltre 1,2 miliardi da circa tremila fornitori, di cui il 97% italiani; un investimento sulle persone, oltre 800 assunzioni nel biennio 2023-2024, a cui si aggiunge l’indotto occupazionale su tutto l’ecosistema dell’azienda; nel solo 2024 più di 100 scuole e oltre 3.000 studenti coinvolti in programmi di orientamento e formazione delle nuove generazioni.Edison ha fatto il punto sull’attuazione del proprio piano strategico e sul cammino verso gli obiettivi di sostenibilità. I risultati son stati presentati ieri in occasione di “Futuro in corso”, l’evento che si è svolto a Milano presso la Ex Manifattura Tabacchi, dal 2024 sede di Edison, in particolare della Divisione Edison Next Government che fornisce servizi energetici alla PA. Una giornata di talk, conferenze, dialoghi e incontri che ha riunito esperti, stakeholder e cittadini attorno ai temi chiave dell’innovazione sostenibile, dal futuro delle città alle comunità energetiche passando per le generazioni del futuro, la tutela naturale e l’impatto sociale. |
Per approfondire le informazioni del Policy Focus puoi trovare dettaglio su: StaffettaQuotidiana, QE, AGEEI
