Policy focus – 3 luglio 2025

POLICY FOCUS – ITALIA 
▪️Gli Stati dell’energia organizzati ieri alla Camera da Forza Italia si sono chiusi con un confronto tra gli amministratori delegati di Eni ed Enel, Claudio Descalzi e Flavio Cattaneo. Il dibattito è stato moderato dall’europarlamentare azzurra Letizia Moratti, che ha sollecitato i due ad sui temi della giornata, dalle politiche energetiche europee e italiane, alla questione dei costi dell’energia in Italia.Parlando della politica energetica europea, rispondendo sulla “neutralità tecnologica”, Descalzi ha detto: “La Cina non ha energia come noi, ma trent’anni fa ha cominciato a pensare alla sua sicurezza energetica. Noi ci pensiamo quando i buoi sono scappati. Ci pensiamo utilizzando stereotipi. ‘Neutralità tecnologica’ è una cosa che mi fa venire il nervoso, non riesco più a sentirla. Come sostenibilità. Perché sono diventati stereotipi, contenitori vuoti, e continuiamo a riempirci la bocca di queste cose. Accusando l’Europa. Ma non bisogna accusare l’Europa: bisogna convincere l’Europa a cambiare direzione. È questo che bisogna fare, e non ci stiamo riuscendo. Ci sono solo piccoli cambiamenti. E quindi continueremo a fare convegni dove continueremo a dire queste cose, depauperando quello che abbiamo: abbiamo depauperato l’indotto dell’auto, abbiamo completamente raso al suolo il settore dell’upstream in Italia – più di 30mila posti di lavoro, tecnologie, contrattisti che sono dovuti uscire dall’Italia”. Descalzi ha poi risposto a una domanda sui satelliti di Eni: “I satelliti sono società che vengono costruite mettendo insieme una parte di crescita, che interessa molto gli investitori – interessava, perché molte volte si creano delle bolle, che scoppiano –, con una parte di valore, di cassa. Abbiamo messo insieme diverse cose che avevamo già in Eni: le rinnovabili, i clienti, le stazioni di ricarica, i biocarburanti; tante cose che erano in una scatola – quella di Eni – che ha multiplo sull’Ebitda estremamente basso, tre o tre volte e mezzo…Le rinnovabili avevano multipli da dieci, i clienti da sette: abbiamo estratto quello che aveva un multiplo diverso dalla grande scatola Eni, che è soprattutto esplorazione e produzione, accoppiando una parte di crescita con una parte di cassa. Questo ha creato delle società che, da zero, hanno cominciato a produrre più di un miliardo di Ebitda, ma soprattutto hanno attirato investitori…il concetto è che la transizione funziona se riesce a costruire strumenti che abbiano una loro redditività”. Di bioraffinerie, ha detto, “ne stiamo facendo cinque in giro per il mondo, in Corea del Sud, Malesia, Stati Uniti, tre in Italia, che saranno quattro o cinque”.Sui costi dell’energia, Cattaneo ha detto: “Io penso che i costi dell’energia che leggo sui giornali sono meno affidabili dei numeri al lotto…Si legge di fantasmagorici prezzi in Spagna di 27-28 euro al MWh: avendo Enel il controllo di Endesa, posso dire che questo è assolutamente falso. Il costo medio dell’energia in Spagna è più basso di quello italiano, ma è stato sopra i 60 euro nel 2024 e quest’anno è di 70 euro. Se le aste per gli impianti a fine incentivo e il FerX prevedono offerte tra 60-70 euro al MWh sulle rinnovabili, stiamo dentro al prezzo medio europeo. E se lo facciamo con contratti Ppa, non ci sleghiamo dal costo del gas? Si dice che non si fa il disaccoppiamento, ma questo è il disaccoppiamento: avere dei contratti che non sono legati al prezzo del gas e che mitigano il prezzo medio o che – in alcuni casi – si possono utilizzare per sostenere alcune imprese energivore a rischio di delocalizzazione. Il consumo degli energivori è di 50-55 TWh e se il governo, con una serie di manovre, riesci a dargli 40 TWh, io penso che, insieme ai contributi, siamo sulla strada per risolvere questo problema”.Sulle rinnovabili e il confronto con la Spagna, Cattaneo ha aggiunto: “Noi dobbiamo risolvere il problema di natura strutturale supportando le imprese, e poi dobbiamo essere moderni nell’incrementare le rinnovabili, perché in Italia è l’unica strada veloce per ridurre di molto il costo dell’energia, almeno a livello industriale. La Spagna – che era tutta rinnovabile, per molte ore del giorno il prezzo era zero, ed era portata ad esempio anche da molti parlamentari – (prima del blackout, ndr) produceva un GW da gas e ora ne produce 10. Perché si sono accorti che probabilmente con le sole rinnovabili si fa un errore come ad avere troppo gas….Il blackout spagnolo ha aumentato il consumo di gas, e anche i prezzi. C’è solo una cosa peggiore al costo alto dell’energia: è non avere l’energia. La Spagna, in un solo giorno, ha avuto un costo di 15 miliardi”.

▪️Non ci si è certo annoiati ieri alla Sala della Regina della Camera, e per una volta il titolo di “Stati generali” è risultato adeguato all’evento e non un eccesso retorico. Al tavolo dei relatori si sono alternati molti dei maggiori protagonisti dell’energia in Italia, tra istituzioni, produttori e consumatori. Tante le notizie: il ministro Pichetto ha annunciato un nuovo decreto-legge per fine mese su energy release, differenziale Psv-Ttf, gas release, data center e incentivi alla Ccs; l’ad di Terna Giuseppina Di Foggia ha parlato dei distacchi di impianti fotovoltaici per garantire l’equilibrio della rete nei ponti di aprile e maggio; il delegato per l’energia di Confindustria Regina ha parlato dei lavori in corso sull’importazione diretta di Gnldagli Usa a Ravenna, senza passare per intermediari e arrivando direttamente agli energivori; Riccardo Toto di Renexia ha annunciato che oggi parlerà con la Regione Abruzzo per decidere dove installare la sua fabbrica di aerogeneratori; lo stesso Regina è stato interpellato a margine sul rinnovo del collegio Arera, come il capogruppo FI in Senato Gasparri; sempre a margine dell’evento, il capo dipartimento Mase Boschi ha fatto il punto sulla riscrittura del decreto aree idonee. L’intervento più incisivo è stato probabilmente quello di Jean-Philippe Imparato, responsabile Europa di Stellantis, che ha detto due cose chiare quanto taglienti: se non cambiano entro fine anno le regole europee sulle emissioni delle auto, la multinazionale comincerà a chiudere fabbriche, a partire da Atessa; il costo dell’energia in Italia è il primo fattore che intacca la competitività. Tema, quest’ultimo, che è stato relativizzato dall’ad di Enel Flavio Cattaneo, intervenuto prima della chiusura dell’evento, mentre Claudio Descalzi di Eni ha puntato il dito sul refrain della “neutralità tecnologica”

▪️È pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 149 del 30 giugno il decreto-legge 30 giugno 2025, n. 95 “Disposizioni urgenti per il finanziamento di attività economiche e imprese, nonché interventi di carattere sociale e in materia di infrastrutture, trasporti ed enti territoriali”. Si tratta del DL Economia approvato lo scorso 20 giugno dal Consiglio dei ministri (v. Staffetta 30/06).

▪️Il Tar della Basilicata ha accolto con un’ordinanza cautelare pubblicata lo scorso 12 giugno (v. allegato) il ricorso presentato da quattro fornitori di gas naturale, sospendendo temporaneamente l’applicazione del Nuovo Disciplinare relativo al Bonus Gas per i cittadini lucani adottato dalla Regione lo scorso marzo (v. Staffetta 20/03) in attuazione di una norma regionale del 2022 (v. Staffetta 27/07/22).

▪️“Il bando pubblicato lo scorso 5 giugno dall’Agenzia Difesa Servizi per la concessione di 37 ettari sul colle di Sant’Ignazio a Cagliari, destinati alla realizzazione di un mega impianto fotovoltaico, è un atto inaccettabile”. Lo afferma la presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, in merito all’intenzione di realizzare un parco fotovoltaico “in uno dei luoghi iconici di Cagliari”.

▪️La Giunta della Regione Lombardia, su proposta dell’assessore agli Enti locali, Montagna, Risorse energetiche e Utilizzo risorsa idrica, Massimo Sertori, ha approvato le modalità di attribuzione della monetizzazione dell’energia gratuita (determinata a consuntivo per l’anno 2024) ai territori interessati dalla presenza di grandi derivazioni idroelettriche, individuando le tipologie di servizi pubblici beneficiarie, ai sensi della legge regionale 23/2019 (v. Staffetta 09/11/21). Lo fa sapere la stessa Regione in un comunicato 

▪️Ugi International ha completato la cessione della sua attività di distribuzione di Gpl in Italia, vendendo UniverGas a Goldengas, Scg Gas (Socogas) e Beyfin. L’operazione, si legge in una nota, rientra negli sforzi di ottimizzazione del portafoglio in corso da parte di Ugi, per concentrare le risorse sui mercati principali dove può raggiungere risultati operativi superiori. I proventi saranno utilizzati principalmente per sostenere il rimborso del debito.
POLICY FOCUS – EUROPA E MONDO
▪️La Commissione europea ha presentato oggi l’emendamento alla legge UE sul clima che fissa l’obiettivo del 90% di riduzione delle emissioni climalteranti al 2040 rispetto ai livelli del 1990. L’UE ha già un obiettivo di riduzione del 55% al 2030 e di neutralità climatica al 2050. La proposta sugli obiettivi al 2040 dovrà essere approvata dal Consiglio e dal Parlamento europeo. L’obiettivo 2040 servirà da base per le politiche climatiche post 2030. La Commissione ricorda come l’obiettivo del 90% di riduzione delle emissioni sia basato sulle valutazioni degli esperti, e come gli Stati membri e i portatori d’interesse siano stati consultati sulla proposta. Sulla base di queste discussioni, la Commissione ha deciso di includere elementi di maggiore flessibilità nelle politiche climatiche post 2030. In particolare, gli obiettivi 2040 potranno essere raggiunti facendo uso anche di crediti di carbonio e di tecnologie per la cattura della CO2. Insieme alla proposta sul 2040, la Commissione ha pubblicato anche una comunicazione sull’attuazione del Clean Industrial Deal (LINK) e raccomandazioni su rinnovabili, reti e tariffe di rete (LINK).

▪️Abbassare i costi dell’energia, con misure più incisive di quelle del piano UE per l’energia a prezzi accessibili; investire nella produzione di tecnologie a basse emissioni, aumentando lo stanziamento di 100 miliardi previsto dall’Innovation Fund e dall’InvestEU; rivedere il sistema Ets, che danneggia la competitività dell’industria; modificare i dazi Cbam per proteggere le imprese europee dalla delocalizzazione delle emissioni; evitare che il nuovo quadro sugli aiuti di Stato crei squilibri competitivi tra i Paesi UE; rafforzare il monitoraggio sul mercato gas del Ttf; includere i biocarburanti tra le soluzioni per decarbonizzare i trasporti; avviare un piano per il rinnovo del parco circolante; emendare l’Ets marittimo per evitare la competizione coi porti nordafricani; equiparare il riciclo al riutilizzo dei rifiuti; creare un mercato unico dei prodotti circolari. Sono le proposte di Confindustria per migliorare la politica europea su energia e clima, trasporti ed economia circolare, illustrati oggi dal delegato per l’Energia, Aurelio Regina, durante l’audizione in commissione Attività produttive della Camera sul Clean Industrial Deal.
POLICY FOCUS – MERCATI
▪️Gli elenchi Mase dei soggetti autorizzati alla vendita di energia elettrica e di gas al mercato finale vedono l’ingresso a giugno rispettivamente di 8 e 9 nuovi elementi.

▪️Il Gme ha pubblicato il Dco 1/2025 contenete la proposta di modello di funzionamento del mercato per la negoziazione dei contratti Ppa (MPpa) previsto dal Dlgs 199/2021. La proposta, su cui i soggetti interessati potranno inviare osservazioni e spunti di riflessione entro il 18 luglio, è stata formulata tenendo conto degli indirizzi definiti dal ministro dell’Ambiente, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, con il DM 152 del 20 giugno 2025, pubblicato ieri (v. Staffetta 01/07). Le osservazioni vanno inviate all’indirizzo di posta elettronica: info@mercatoelettrico.org

▪️L’Hvo Eni arriva a Manhattan. Sarà infatti St. Bernard Renewables, joint venture tra Enilive e Pbf Energy, a fornire il “renewable diesel” per la flotta marittima della città, che comprende anche l’iconico Staten Island Ferry, il traghetto che collega Manhattan con Staten Island.

▪️Per il mese di giugno 2025, il prezzo di riferimento del gas per cliente domestico vulnerabile tipo in servizio tutela è pari a 109,85 centesimi di euro per metro cubo tasse incluse, in rialzo del +1,7% su maggio. Lo ha stabilito Arera nel consueto aggiornamento mensile. La variazione è interamente dovuto all’incremento delle quotazioni all’ingrosso al Psv, che ha determinato un aumento della componente Cmem del prezzo, relativa alla materia prima, da 37,66 a 39,14 €/MWh e, conseguentemente, un rialzo della voce del prezzo finale a copertura dei costi di approvvigionamento e attività connesse da 43,68 a 45,26 centesimi di euro per metro cubo. Invariate tutte le altre voci. 

▪️Quinto ribasso consecutivo della benzina e secondo di gasoli e combustibili neri. Domani invece la verde proseguirà nella discesa, mentre gli altri prodotti dovrebbero risalire. Soprattutto i gasoli. La corsa del cambio euro/dollaro nelle indicative della Bce di ieri ha mitigato gli aumenti. Se confermato in chiusura delle quotazioni del Gasoil su Londra, per venerdì potrebbe registrarsi un nuovo rialzo sui listini. Per questa mattina il Cif Med ha indicato un ribasso di circa 6 euro per mille litri sulla benzina, di 1 sui gasoli e di 6 euro per mille chili sul denso Btz. Dalle forchette medie rilevate dalla Staffetta nelle tre macroaree di riferimento si può ricavare, in base alle variazioni indicate, il prezzo medio Siva della benzina, che si aggira intorno ai 1247 euro per mille litri al Nord, ai 1256 al Centro e ai 1275 al Sud e Isole. Il divario di prezzo tra le aree Nord e Centro è di 9 euro e tra Centro e Sud e Isole di 19. Il prezzo medio Siva del gasolio autotrazione è di 1209 euro al Nord, di 1220 al Centro e di 1242 al Sud e Isole. Il divario di prezzo tra le aree Nord e Centro è di 11 euro e tra Centro e Sud e Isole di 22. Il prezzo medio Siva del risca è di 936 euro al Nord, di 946 al Centro e di 977 al Sud e Isole. Il divario di prezzo tra le aree Nord e Centro è di 10 euro e tra Centro e Sud e Isole di 31. Sul Cif Med del 1° luglio, convertito in euro al cambio di 1,1810 dollari, la benzina si è attestata a 448,30 euro per mille litri, il diesel 10ppm a 508,00, il gasolio 0,1 a 500,85, il denso Btz a 388,44 euro per mille chili. Domani la verde dovrebbe scendere di altri 2 euro, i gasoli autotrazione e agricolo risalire di 8, il risca di 6 e il denso Btz di 3. Nella tabella pubblichiamo la consueta panoramica delle quotazioni Siva all’acquisto praticate ai rivenditori per pagamento a trenta giorni.

Per approfondire le informazioni del Policy Focus puoi trovare dettaglio su: StaffettaQuotidiana, QE, AGEEI