Policy focus – 30 aprile 2025

POLICY FOCUS – ITALIA 
▪️Il ministero dell’Ambiente ha pubblicato cinque decreti di valutazione d’impatto ambientale per altrettanti progetti eolici e fotovoltaici. In particolare, il Mase ha dato Via positiva a EG Stella – controllata di Enfinity Global – per un progetto agrivoltaico da 24,57 MW nel comune di Roma, nel Lazio. Ha dato invece Via negativa al progetto eolico di Sardinia Energy da 57,6 MW a Erula (SS), in Sardegna, e a tre progetti agrivoltaici di Alfa Ariete (72 MW con batteria da 26,36 MW a Villasor nella provincia del Sud Sardegna), di Bas Italy (103,17 MW a Ramacca in provincia di Catania in Sicilia) e di Pacifico Dolomite (83,19 MW con batteria da 21 MW a Noragugume in provincia di Nuoro in Sardegna).

▪️La scorsa settimana Edenred ha inviato una Pec a tutti i clienti IP Plus notificando una modifica unilaterale delle condizioni, con l’applicazione di una commissione percentuale sul fatturato. Una modifica che ha creato un certo subbuglio tra i clienti, essendo oltre tutto arrivata a meno di un anno dall’annuncio e a circa 4 mesi dal completamento dell’acquisizione delle carte IP Plus (v. Staffetta 26/03/24).

▪️Lavori in corso sulla “quarta via” per le grandi concessioni idroelettriche: lo ha detto il ministro per gli Affari europei e il Pnrr, Tommaso Foti, rispondendo alla Staffetta a margine dell’audizione in commissione Politiche Ue del Senato sul programma di lavoro della Commissione per il 2025. Sulla questione delle gare “non è che ci muoviamo noi, la quarta via presentata nelle settimane scorse deve essere condivisa a livello europeo; quando riusciremo a raggiungere, se riusciremo a raggiungere, un accordo con l’Europa lo faremo sapere: per il momento i lavori sono in corso”.

▪️L’amministratore delegato dell’Eni Clauidio Descalzi sarà audito in commissione Attività Produttive alla Camera sulla chiusura degli impianti di cracking Versalis in Puglia e Sicilia. I deputati del Movimento 5 Stelle hanno chiesto che l’a.d. renda esplicite le intenzioni della società in parlamento, e hanno presentato alla Camera una mozione, con testo concordato con la Cgil, affinché il governo intervenga sulla crisi della chimica di base in Italia, sondando il terreno per nuovi acquirenti per gli stabilimenti di Brindisi e Priolo.

▪️Passa da 30 a 36 mesi il termine per completare l’installazione di impianti fotovoltaici a servizio degli elettrolizzatori dalla data del provvedimento di concessione delle agevolazioni Pnrr. Lo ha stabilito il ministero dell’Ambiente con il decreto direttoriale firmato lo scorso 2 aprile dalla DG Stefania Crotta e pubblicato oggi.

▪️Giovedì la Camera e il Senato hanno approvato le risoluzioni di maggioranza sul Documento di finanza pubblica. Il documento, ricordiamo, era stato approvato dal governo il 9 aprile e inviato al Parlamento e alla Presidenza della Repubblica l’11 aprile (v. Staffetta 11/04). La settimana successiva le commissioni avevano svolto le consuete audizioni. Con l’approvazione delle risoluzioni si conclude l’iter parlamentare del Dfp. 

▪️È pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 97 del 28 aprile la delibera Cipess n. 7/2025 del 25 febbraio 2025 “Ripartizione dei contributi previsti per l’anno 2023 a favore dei siti che ospitano centrali nucleari e impianti del ciclo del combustibile nucleare (articolo 4, comma 1 -bis, del decreto-legge 14 novembre 2003, n. 314, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 dicembre 2003, n. 368, e successive modifiche e integrazioni)”. Le risorse disponibili come misure compensative per l’anno 2023, pari a 15 milioni di euro, sono ripartite per ciascun sito e sono suddivise tra gli enti beneficiari in misura del 50 per cento a favore del comune nel cui territorio è ubicato il sito, in misura del 25 per cento in favore della relativa provincia e in misura del 25 per cento in favore dei comuni confinanti con quello nel cui territorio è ubicato il sito.

▪️L’uscita di Confindustria sul DL Bollette, fortemente critica sull’insufficienza delle misure per ridurre i costi energetici delle imprese e con la richiesta di un ulteriore decreto che vada in questa direzione (v. notizia a parte), è stata seguita nel fine settimana da indiscrezioni su forti tensioni in Viale dell’Astronomia con l’associazione dei produttori elettrici Elettricità Futura facente parte della Federazione. Secondo La Stampa, l’associazione presieduta da Gianni Vittorio Armani starebbe addirittura minacciando di lasciare Confindustria, insieme al suo primo associato (e tra i principali contributori della Federazione) Enel, prospettando anche di acquistare un giornale con cui fare concorrenza al Sole24Ore. Secondo il Corriere della Sera al centro del contendere ci sarebbero in particolare le richieste dei consumatori energivori di avere accesso a quote di produzione rinnovabile a prezzi calmierati ulteriori rispetto a quelle già previste dalla energy release. A quanto risulta alla Staffetta, tra i principali motivi dello scontro e della conseguente minaccia di uscita di EF c’è ancora una volta l’idroelettrico e in particolare la richiesta delle imprese energivore di poter acquistare a prezzo di favore una quota di produzione con contratti Cfd.
POLICY FOCUS – EUROPA E MONDO
▪️In una conferenza stampa in corso questa mattina il gestore della rete elettrica spagnola Ree ha escluso che la causa del blackout massiccio che ha colpito ieri Spagna e Portogallo sia da cercare in un cyberattacco, di cui non sono stati trovati segni, né in un evento meteorologico. Nel frattempo gran parte del servizio elettrico è stato ripristinato.

▪️Il punto da capire non è solo quale sia stato l’evento iniziale che ha scatenato la “reazione a catena” che ha poi portato al blackout; il punto è anche capire, dopo questo primo evento perché i sistemi di difesa di cui la rete è dotata non abbiano impedito il propagarsi dei distacchi all’intero sistema elettrico della penisola iberica. All’indomani del blackout che ha lascito al buio Spagna e Portogallo, Maurizio Delfanti, professore di sistemi elettrici per l’energia al Politecnico di Milano, e responsabile del comitato tecnico scientifico di Italia Solare, commenta così con la Staffetta i diversi punti ancora da chiarire.In particolare, dice, “sarà interessante capire, sulla base dell’oscillazione di frequenza determinata dal primo evento, quanta potenza era previsto che rimanesse collegata alla rete e quanta invece è andata in distacco, provocando così il blackout dell’intero sistema”.Secondo Delfanti, l’evento iberico mostra analogie con quello che colpì il sistema elettrico italiano nel 2003, e che tra l’altro portò, negli anni, all’introduzione di una regolazione “tanto curata e ampia da causare polemiche perché troppo invasiva e costosa. Un intervento che si è rivelato giusto, anche se non c’è la garanzia assoluta che ci protegga da eventi di questo tipo”. Il riferimento è all’introduzione, nel 2012, dell’obbligo di dotare gli impianti fotovoltaici sopra i 6 kW di potenza di dispositivi anti-blackout.

▪️Nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea Serie L del 29 aprile è pubblicata la decisione di esecuzione (UE) 2025/816 del Consiglio del 14 aprile 2025 che autorizza l’Italia ad applicare, in determinate zone geografiche, aliquote d’imposta ridotte al gasolio e al gas di petrolio liquefatto utilizzati per riscaldamento.

▪️Il governo Merz, a pochi giorni dall’insediamento, trova ad attenderlo una prima sfida sul fronte energetico. Ieri EntsoE, l’organizzazione dei Tso europei, ha pubblicato uno studio che prende in considerazione configurazioni del mercato elettrico diverse da quella attuale. La più conveniente, in termini di risparmi, sarebbe una configurazione in cui Germania e Lussemburgo, che oggi sono un’unica zona di mercato, dividessero il mercato elettrico in cinque zone. Secondo EntsoE, questo scenario alternativo porterebbe risparmi per 339 milioni di euro l’anno.
POLICY FOCUS – MERCATI
▪️Sui circuiti elettronici internazionali le quotazioni di greggi e prodotti continuano a scendere, in questo avvio di settimana caratterizzato dal preoccupante black out che ha colpito Spagna e Portogallo. Il sentiment del mercato è ribassista perché gli operatori temono non si trovi un accordo sui dazi Usa, con pesanti ripercussioni sull’economia mondiale. Intanto il dollaro continua a perdere quota sull’euro, esercitando un effetto di sostegno sulle quotazioni di greggio e prodotti. Lunedì il Paniere Opec, composto da 12 greggi diversi, è sceso a 68,16 dollari al barile (-0,58), il Light crude a 62,05 (-0,97), il Brent a 65,86 (-1,01). In merito ai prodotti, la media delle quotazioni Cif di lunedì della benzina 10 ppm è scivolata a 690,25 dollari alla tonnellata (-7,63), quella del gasolio 10 ppm a 629,88 (-6), del risca 0,1 a 622,5 (-6,5), del Btz a 416,75 (-10,5), l’Atz a 405,75 (-8,38). Nell’ambito di una forchetta indicativa, le quotazioni di lunedì in dollari tonnellata (in parentesi euro/tonnellata): benzina 10 ppm 660/708 (581/623), gasoli 601/629 (529/554), Btz 390/411 (343/362), Atz 386/409 (340/360). Cambio euro/dollaro di lunedì a 1,1358.

Per approfondire le informazioni del Policy Focus puoi trovare dettaglio su: StaffettaQuotidiana, QE, AGEEI