Policy focus – 30 settembre 2025

POLICY FOCUS – ITALIA 
▪️La notizia che tiene banco è quella della “stangata” Antitrust alle maggiori aziende petrolifere, ma dei contenuti reali dell’indagine svolta dall’Authority quel che resterà nella pubblica opinione – oltre alla soddisfazione per spirito di revenge alle malefatte dei petrolieri – sono i titoli come “Alzavano i prezzi ai distributori di benzina” e simili, insomma l’ennesimo complotto, l’ultima ruberia ai danni del consumatore, non importa se autentica, supposta o di che entità. Di carburanti si parla troppo e si capisce poco: per questo nessuno tocchi Staffetta, che da sempre cerca di spiegare come funziona questo mondo, facendo informazione e non sensazionalismo. Ma non saremo certo noi a difendere le aziende petrolifere.

▪️Martedì alle 9 la commissione Giustizia comincia l’esame del DL Terra dei fuochi. L’esame prosegue alle 10:30 e, in comitato dei nove, alle 16:30. Alle 11 l’assemblea della Camera svolge interpellanze e interrogazioni. Sempre alle 11, le commissioni Attività produttive e Industria riprendono le audizioni sul Dlgs codice incentivi. Alle 14 l’assemblea della Camera ha in programma l’esame del DL Terra dei fuochi. L’esame prosegue alle 17, e poi mercoledì alle 16:15, giovedì alle 15 e, eventualmente, venerdì. Alle 14:30 e alle 14:50 la commissione Finanze della Camera ascolta Anci e Federazione carta e grafica sulla proposta di legge C. 1989 Cavandoli “Interpretazione autentica del comma 649 dell’articolo 1 della legge 27 dicembre 2013, n. 147, in materia di applicabilità della quota fissa della tassa sui rifiuti alle aree produttive di rifiuti speciali”. Alle 15 la commissione Bilancio del Senato riprende l’esame del Dlgs codice incentivi. Sempre alle 15, la commissione Industria esamina il Ddl concorrenza e il Ddl Pmi. Alle 15:45 la commissione Politiche UE del Senato esamina la relazione programmatica sulla partecipazione dell’Italia all’UE (v. Staffetta 24/09). Ancora alle 15:45, la commissione Finanze del Senato esamina il Dlgs Iva. Alle 16:30 la commissione Bilancio della Camera riprende l’esame del testo unico Iva. Sono previste votazioni. Sempre alle 16:30 l’assemblea del Senato ascolta le comunicazioni del ministro Foti sulla revisione del Pnrr. Alle 18 in commissione Industria scade il termine per gli emendamenti sul Ddl Concorrenza. Mercoledì alle 9 la commissione Esteri del Senato prosegue l’esame del Ddl di ratifica dell’accordo col Vaticano per l’agrivoltaico a Santa Maria di Galeria. Alle 9 e poi alle 19, la commissione Industria prosegue l’esame del Ddl Pmi. Alle 9:30 anche l’assemblea della Camera ascolta le comunicazioni del ministro Foti sulla revisione del Pnrr. Alle 14:15 la commissione Ambiente della Camera svolge interrogazioni su questioni di competenza Mit. Alle 14:45 la commissione Attività produttive prosegue le audizioni nell’ambito dell’indagine conoscitiva sul settore tessile. Alle 15 l’assemblea della Camera svolge il question time. Alle 15:10 la commissione Attività produttive svolge interrogazioni su questioni di competenza Mase. La commissione Bilancio della Camera esamina lo schema di Dlgs codice incentivi. Sono previste votazioni.Giovedì l’assemblea del Senato svolge gli atti di sindacato ispettivo e, alle 15, il question time. Alle 9 la commissione Industria continua l’esame del Ddl Pmi. Alle 12 in commissione Politiche UE della Camera scade il termine per gli emendamenti al Ddl delega UE 2025. Venerdì alle 9:30 l’assemblea della Camera svolge le interpellanze urgenti.


▪️Non solo di connessioni e distacchi (v. Staffetta 26/09) si è parlato giovedì scorso all’evento SolarItaly di Napoli. Il dibattito è stato ampio e articolato, con un approccio generalmente propositivo rispetto alle pur sussistenti criticità che rallentano lo sviluppo delle rinnovabili. Si è parlato ad esempio anche di gas, del suo effetto sui prezzi elettrici e degli strascichi della crisi del 2022. Andrea Lolli, responsabile relazioni esterne di Elettricità Futura, ha sottolineato la dipendenza dell’Italia dal gas importato, “una fonte ancora troppo presente che espone il Paese a oscillazioni del prezzo dettate dal mercato internazionale. È una fragilità strutturale del mercato”, ha aggiunto, “mentre altri Paesi come Francia e Spagna hanno un mix più bilanciato”.Francesco Del Pizzo di Terna ha ricordato che “nel 2019 pagavamo 16 miliardi di euro per il gas importato, nel 2022 ne abbiamo pagati 75, ma ancora oggi paghiamo 18-20 miliardi in più rispetto al 2019, rispetto al periodo pre-crisi”.Anche Luca Squeri, responsabile energia di Forza Italia, ha parlato di disaccoppiamento tra i prezzi elettrici e del gas, definendolo “complesso: lo vorremmo incentivare anche con l’idro release ma sarebbe legato al rinnovo delle concessioni a fronte di investimenti. Ma abbiamo sottoscritto un vincolo con l’Europa e dobbiamo vedere come svincolarci”.Quanto ai prezzi elettrici, tuttavia, Lolli ha sottolineato che “Eurostat smentisce la narrazione secondo cui le imprese italiane pagano l’energia elettrica il doppio o il triplo rispetto a Spagna e Francia. Le imprese manifatturiere italiane pagano 220 euro al MWh, meno delle tedesche, più delle francesi e delle spagnole, ma la media europea è di 190. Non vuol dire che non dobbiamo lavorarci, ma per farlo serve aumentare la produzione da rinnovabili, che riduce progressivamente il peso del gas”.A tal proposito, Davide Valenzano del Gse ha osservato che “con il revamping fotovoltaico si può più che raddoppiare la produzione energetica a parità di superficie. In più, il fotovoltaico del Conto Energia produce a un prezzo di oltre 330 euro MWh (oltre sei miliardi di euro l’anno per 18 TWh) ma il meccanismo a due vie previsto oggi dalle aste consente di arrivare a 60-65-70 euro: riusciamo a estrarre un valore a beneficio del contenimento dei costi delle bollette”. Valenzano ha poi riferito dei risultati di una simulazione condotta dal Gse: “se nel 2024 avessimo avuto 8 GW di rinnovabili incentivate con il FerX sul Mercato del giorno prima, avremmo contenuto il prezzo Mgp di 8-9 punti percentuali”.Si è parlato anche di Nzia, ovvero di Net zero industry act, una delle formule della bolla brussellese che nel settore è stata tradotta anche come “misure anti-Cina”. In sostanza, un modo per incentivare elettricità rinnovabile prodotta da impianti fotovoltaici con componenti made in Europe. Per Andrea Cristini, presidente di Anie Rinnovabili, “è necessario favorire la filiera italiana ma questo mercato va avanti a singhiozzi da anni. Gli 80 GW di potenza installata sono un ottimo risultato ma non per questo non dobbiamo poter dire serenamente quello che bisogna fare”.Secondo EF il bando Nzia “deve andare a premiare una tecnologia che deve essere italiana, altrimenti continuiamo a finanziare tecnologie che non sono nostre. Finanziamo la fonte, come nei primi Conto energia”.Valenzano ha ricordato che non si è potuto scrivere “produzione europea” sul bando Nzia “perché si trattava di recepire anticipatamente in 15 giorni il regolamento comunitario e nel negoziato con l’UE non si poteva che recepire in modo identico a quanto scritto nel regolamento. Non c’erano spazi di negoziazione, pena la necessità di una nuova notifica e di un allungamento dei tempi. Si doveva essere fedeli al regolamento, il cui scopo è evitare dipendenze dalla Cina”. Ovvio che “l’obiettivo strategico è riprendere la produzione italiana, se è un obiettivo realistico”.Quanto alle novità normative che hanno destato perplessità nel settore, su cui Tommaso Barbetti di Elemens ha condotto una aggiornata rassegna, Squeri ha ricordato che “il DL Agricoltura ha fatti salvi tutti i progetti pregressi per il fotovoltaico a terra. E le organizzazioni agricole denunciano un’invasione del fotovoltaico sui terreni migliori. In Puglia le richieste di aiuto per la semina del grano sono minori alle risorse disponibili, per la prima volta. In Piemonte ci sono richieste di impianti fotovoltaici per 3.000 ettari su risaie attualmente in coltivazione”.Italia Solare ha messo in guardia sulla riforma delle connessioni, “dove si nascondono insidie come la tempistica sulla decadenza delle Stmg e sull’open season. Attenzione a non commettere il gravissimo errore di non aspettare la decadenza delle Stmg e non essere pronti con il nuovo Tica e la regolazione che permette di fare l’open season”.Capitolo molto interessante quello sulle batterie, alla vigilia della chiusura dell’asta Macse, in programma domani. È “uno degli eventi più attesi dal mercato”, ha detto Del Pizzo. “Nell’asta siamo sicuri che aggiudicheremo 10 GW, l’offerta è tale da poter aggiudicare il totale della domanda, riteniamo poi che ci siano altri 48 GW da realizzare, con l’obiettivo al 2030 che è di 75 GWh di cui 50 di grande taglia”. Del Pizzo ha poi ricordato la “transizione drammatica” per cui dal 2030 “solo il 25% della bolletta sarà legato ai costi variabili, mentre oggi il 70% della componente energia è legata ai costi variabili”.Di Macse si è parlato diffusamente nella tavola rotonda conclusiva, presenti diversi operatori di mercato. Stefano Cavriani di Ego ha definito il Macse “un gigantesco tolling agreement di 15 anni che Terna si assume l’onere di fare in quanto operatore di rete e non di mercato. Se i ricavi saranno eccessivi non è un problema di Terna”, ha aggiunto. “Noi offriamo un contratto a sette anni con una fee fissa garantita e interessante, ben bancabile. Altre soluzioni mi affascinano da trader ma al momento con il Macse le banche italiane puntano su grandi impianti utility scale con ricavo fissato e rischio di mercato passa in capo all’operatore”.

▪️Alla luce della già annunciata entrata in vigore dell’unità di tempo a 15 minuti per il market coupling dei mercati del giorno prima (v. Staffetta 12/09), il Gme ha fatto sapere in un avviso che a decorrere da oggi, con consegna 1 ottobre 2025, sono disponibili per la negoziazione sul Mercato del Giorno Prima e nell’ambito del Single Day-Ahead Coupling, i prodotti con Market Time Unit (Mtu) pari a 15 minuti. Contestualmente all’avvio dei prodotti con MTU pari a 15 minuti, sempre in data odierna, il Gme rende disponibili sul Mgp i prodotti con intervallo di tempo di mercato pari a 30 minuti, oltre ai prodotti con intervallo di tempo di mercato pari a 60 minuti allo stato già previsti. Per consentire la negoziazione dei prodotti ora menzionati, entrano quindi in vigore da oggi, con la relativa pubblicazione sul sito del Gme, le nuove versioni delle Disposizioni Tecniche di Funzionamento di cui alla Disciplina ME, opportunamente adeguate: Dtf 03 rev 13 Mpe – Tempistiche dei mercati; Dtf 05 rev 04 Mpe – Prodotti negoziabili sui mercati; Dtf 10 rev 05 Mpe – Verifiche di congruità tecnica delle offerte; Dtf 14 rev 02 Mpe – Esiti Mgp e MI.

▪️Nella cabina di regia del 26 settembre, il governo ha approvato l’ultima revisione del Piano di ripresa, che domani e dopodomani verrà presentata alle Camere dal ministro degli Affari europei, Tommaso Foti, e che poi verrà trasmessa alla Commissione europea per l’approvazione da parte di Commissione e Consiglio. Si tratta di uno spostamento di risorse che vale 14.150 milioni di euro, il 7,3% delle risorse del Pnrr. In sostanza, si toglie dalle misure che sono andate male o che non possono essere completate entro il 31 agosto 2026 per rifinanziare alcune misure esistenti, andate meglio del previsto, o per creare dei fondi che permettano di continuare a finanziare i progetti oltre la scadenza del 2026 (v. Staffetta 26/09).

▪️Sono dieci le offerte per l’acquisizione degli stabilimenti ex Ilva arrivate ai commissari straordinari, di cui solo due riguardano l’intero perimetro aziendale (Bedrock Industries e cordata Flacks Group + Steel Business Europe) e otto invece puntano a singoli asset. Si tratta di Renexia (gruppo Toto), di Industrie Metalli Cardinale (Imc), di Marcegaglia, di una cordata Marcegaglia + Sideralba, di Car Srl, di una cordata Marcegaglia + Profilmec + Eusider, di Eusider e di Trans Isole. Lo riferiscono i commissari in una nota. Un’undicesima proposta, che però “non corrisponde ai criteri della gara” e del valore provocatorio di 2 euro è stata depositata da Europa Verde/Alleanza Verdi e Sinistra di Taranto.

▪️Il decreto Energia “è praticamente pronto”. Lo ha ribadito sabato all’Adnkronos il ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto, a margine dell’intervento alla festa nazionale di Forza Italia alle terme di Telese. “Stiamo valutando”, ha aggiunto Pichetto, “perché potrebbero ancora agganciarsi dei vagoni, cioè alcuni articoli che riguardano settori specifici. Una delle valutazioni è quella di portare in norma primaria il meccanismo delle aree idonee, superando quindi anche le sentenze che ci sono state”.

▪️Tra le innovazioni di maggior rilievo previste dal decreto legislativo del 28 marzo 2025 n. 43 in materia di revisione delle disposizioni che regolamentano le accise, emerge la figura del Soggetto Obbligato Accreditato (Soac). Lo status di Soac consente una serie di prerogative e la finalità della previsione è sostanzialmente quella di promuovere una gestione più efficiente dell’imposta favorendo, cosa di evidente importanza, una relazione più strutturata tra gli operatori economici obbligati e l’Amministrazione Finanziaria. Come per tutte le modifiche che mirano a risultati di rilievo, ci si auspica che la macchina dell’Amministrazione Finanziaria sia in grado di recepirle e renderle operative, anche considerando lacune applicative di cui si dovrà tener conto nei prossimi decreti di attuazione.

▪️Accogliendo un ricorso di Edison, il Tar Calabria ha annullato le tariffe e le aliquote tributarie e patrimoniali maggiorate imposte dalla Provincia di Crotone per parchi eolici, fotovoltaici ed elettrodotti riconoscendo il diritto al canone agevolato previsto dalla normativa nazionale poiché l’attività energetica è strumentale a un servizio di pubblica utilità; il Cds ha ripristinato degli incentivi per un impianto idroelettrico rimodulando la sanzione del Gse; il Cds ha confermato il provvedimento della provincia di Mantova che individuava Edison e Versalis Spa come responsabili della contaminazione di “Cavo San Giorgio”; il Tar Sardegna ha dichiarato inammissibile il ricorso per l’annullamento dell’ordinanza con cui la società è stata gravata del 95% degli oneri di bonifica; confermato il diniego all’autorizzazione per la realizzazione di un impianto fotovoltaico a Piacenza; confermata invece un’autorizzazione per la realizzazione di un impianto fotovoltaico in provincia di Brescia; infine, due sentenze per l’illegittima inerzia e due sentenze sull’illegittimo silenzio serbato dal Mase. Questi i temi che emergono dalla rassegna delle sentenze della giustizia amministrativa pubblicate dall’8 al 28 settembre.
POLICY FOCUS – EUROPA E MONDO
▪️L’austriaca Omv ha annunciato di aver posato la prima pietra per la costruzione dell’elettrolizzatore da 140 MW di Bruck an der Leitha, progetto che dovrebbe formalizzare entro fine anno un finanziamento della Europea Hydrogen Bank e che, una volta entrato in funzione alla fine del 2027, produrrà con energia solare, eolica e idroelettrica 23.000 tonnellate annue di idrogeno verde, che saranno impiegate nella produzione di carburanti nella raffineria Omv Schwechat. Secondo il gruppo austriaco, l’impiego dell’idrogeno verde generato dall’impianto “si tradurrà in una riduzione annua fino a 150.000 tonnellate di emissioni di CO2, ovvero circa il 10% delle attuali emissioni dirette della raffineria”. Nell’ambito del’investimento, Omv costruirà una condotta per l’idrogeno lunga circa 22 chilometri, che collegherà l’impianto di elettrolisi di Bruck an der Leitha direttamente alla raffineria di Schwechat. Il permesso di esercizio e il permesso di costruzione sono già stati concessi. Il progetto è stato valutato positivamente per il finanziamento dalla Banca Europea dell’Idrogeno e l’accordo di finanziamento è attualmente in fase di finalizzazione in collaborazione con la banca di promozione austriaca Austria Wirtschaftsservice GmbH (aws), che funge da ufficio nazionale di elaborazione delle richieste per il programma di finanziamento della Banca Europea dell’Idrogeno. La firma del contratto con la Banca Austriaca dell’Idrogeno è prevista entro la fine del 2025. L’entrata in funzione dell’impianto è prevista per la fine del 2027, previa approvazione del finanziamento.

▪️Giugno 2025 è il primo mese in cui il fotovoltaico è stata la prima fonte di energia elettrica in Europa, con un peso pari al 22% della produzione (e il nucleare al 21,6%). Lo dicono i dati Eurostat sul secondo trimestre del 2025. Tra aprile e giugno, il 54% dell’elettricità in Europa è stata prodotta con fonti rinnovabili, un dato in crescita rispetto al 52,7% del secondo trimestre 2024. L’aumento è stato dovuto principalmente al solare, che, con 122 TWh, ha rappresentato il 19,9% della generazione nel trimestre. La Danimarca è il Paese con la maggior penetrazione di fonti rinnovabili (94,7%), seguita da Lettonia, Austria, Croazia e Portogallo. In Italia, a giugno 2025, il solare è stata la seconda fonte di energia elettrica dopo il gas (21 vs 25% v. Staffetta 04/07).
POLICY FOCUS – MERCATI
▪️Venerdì l’Arera ha comunicato l’aggiornamento per il IV trimestre delle condizioni di fornitura dell’energia elettrica in servizio di tutela riservate ai clienti domestici vulnerabili: -7,6% la variazione a 28,75 cent di euro per kWh tasse incluse per il cliente tipo (v. Staffetta 29/09). La contrazione, ha spiegato Arera, è dovuta principalmente alla flessione della componente energia, che ha pesato da sola per un -5%, seguita da quella dispacciamento (-2,2%) e quindi da quella della perequazione (-0,4%). Invariati i costi di commercializzazione, quelli di rete e misura e gli oneri di sistema.

▪️Benzina in forte ribasso, rialzo degli oli combustibili e gasoli stabili. Il quadro emerge dalle quotazioni medie dei prezzi Siva d’acquisto calcolate dalla Staffetta dal 22 al 26 settembre (v. tabella). Al Nord la benzina è tra 1264 e 1268 euro per mille litri (-9 e -10 euro); il gasolio autotrazione tra 1217 e 1222 euro per mille litri (-1 euro e invariato); il gasolio agricolo tra 710 e 717 euro per mille litri (-1 e +1 euro); il gasolio riscaldamento tra 947 e 954 euro per mille litri (invariato e +1 euro). Al Centro la benzina è tra 1268 e 1277 euro per mille litri (-8 e -9 euro); il gasolio autotrazione tra 1225 e 1232 euro per mille litri (-2 euro); il gasolio agricolo tra 716 e 726 euro per mille litri (-1 euro); il gasolio riscaldamento tra 955 e 962 euro per mille litri (-1 euro e invariato). Al Sud e Isole la benzina è tra 1290 e 1299 euro per mille litri (-11 e -8 euro); il gasolio autotrazione tra 1249 e 1259 euro per mille litri (+2 euro); il gasolio agricolo tra 746 e 753 euro per mille litri (-1 euro); il gasolio riscaldamento tra 986 e 992 euro per mille litri (-7 e -3 euro). Dando uno sguardo al mercato, questa mattina la benzina dovrebbe cedere 2 euro per mille litri e i gasoli 9. Il denso Btz ha perso 2 euro per mille chili. Sul Cif Med del 26 settembre, convertito in euro di 1,1672 dollari, la benzina si è attestata a 489,02 euro per mille litri, il diesel 10ppm a 539,35, il gasolio 0,1 a 531,02 e il denso Btz a 378,68 euro per mille chili. Domani la benzina dovrebbe rimbalzare di 16 euro, i gasoli autotrazione e agricolo rincarare di altri 10, il risca di 7 e il denso Btz di 8.

▪️Nella Gazzetta Ufficiale n. 224 del 26 settembre è pubblicato il decreto del ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica 7 agosto 2025 “Incentivazione di interventi di piccole dimensioni per l’incremento dell’efficienza energetica e per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili”. Si tratta del Conto termico 3.0 (v. Staffetta 06/08).

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