| POLICY FOCUS – ITALIA |
| ▪️La Commissione europea ha approvato una misura italiana di incentivi all’idrogeno, dal valore di 6 miliardi di euro. Si tratta del decreto ministeriale tariffe, che sostiene i costi di produzione dell’idrogeno rinnovabile per il settore dell’industria e dei trasporti, previsto dal Dlgs 199/2021, articolo 11, comma 2 (v. Staffetta 29/01). L’Italia – scrive la UE – ha notificato alla Commissione un regime a sostegno della produzione di 200 000 tonnellate di idrogeno rinnovabile all’anno. Nell’ambito della misura sono ammissibili sia l’idrogeno ottenuto per elettrolisi utilizzando elettricità da fonti rinnovabili sia l’idrogeno prodotto da fonti biogeniche attraverso processi biologici, biotermochimici e termochimici. ▪️ Oggi alle 11 è atteso in aula alla Camera, per la posizione della questione di fiducia, il disegno di conversione in legge del DL Bollette 21/2026. Venerdì, infatti, la commissione Attività produttive ha approvato gli ultimi emendamenti e il mandato al relatore. Tra le modifiche approvate venerdì, segnaliamo l’emendamento dei relatori, che introduce una stretta sul telemarketing (v. Staffetta 27/03), e l’emendamento a prima firma della deputata di Azione, Elena Bonetti, firmato poi da tutti i deputati di maggioranza, per posticipare al 2038 il phase out dalla generazione a carbone. Ricordiamo che ad agosto 2025, in sede di conversione in legge del DL 92/2025, la Camera aveva approvato, col parere positivo del governo, un ordine del giorno di Azione con Forza Italia per spostare l’uscita dal carbone al 2038 (v. Staffetta 01/08/25) ▪️Dopo Retitalia e Vega (v. Staffetta 26/03), anche IP ha avviato la pubblicazione su internet dei prezzi consigliati dei punti vendita con marchio, come previsto dall’articolo 1 del DL Carburanti, la norma ribattezzata “anti-speculazione”. A questo indirizzo la compagnia, che passerà a breve dalle mani della famiglia Brachetti Peretti a quelle della compagnia di Stato dell’Azerbaigian Socar, pubblica su una mappa navigabile i prezzi consigliati per ciascun punto vendita a marchio IP. In sostanza, una duplicazione della mappa dell’Osservatorio prezzi carburanti del Mimit, con la differenza che nel caso dell’Osservaprezzi si tratta di prezzi praticati, la cui comunicazione è demandata ai singoli gestori. ▪️ Con la risoluzione n. 1 del 20 marzo 2026 l’Agenzia delle Dogane fornisce chiarimenti sull’ambito applicativo dell’obbligo di versamento anticipato dell’Iva sui carburanti, viste anche le modifiche alla nomenclatura combinata del gasolio dal 2025 con la sostituzione del precedente codice unico del gasolio con due codici distinti: gasolio di origine fossile e gasolio Hvo (v. Staffetta 27/12/24). ▪️“Nessuna compagnia petrolifera ha ancora ottemperato all’obbligo, previsto dal decreto legge n. 33/2026, vigente dal giorno 19 marzo, di assicurare la pubblicazione con adeguata evidenza sui propri siti internet dei prezzi consigliati di vendita ai clienti finali, cioè ai gestori”. Lo scrivono Faib e Fegica in una segnalazione formale inviata lo scorso 25 marzo a Mister Prezzi e, per conoscenza, a Palazzo Chigi, ministeri e Antitrust. ▪️ Il DL Fiscale 38/2026 è arrivato in Senato, dove partirà l’iter di conversione. Il disegno di conversione è stato presentato a Palazzo Madama il 27 marzo, prendendo il numero di Atto Senato 1852, ma al momento non risulta assegnato in commissione. Il DL, che include un taglio degli incentivi di Transizione 5.0, è stato approvato dal Consiglio dei ministri e pubblicato in Gazzetta ufficiale venerdì scorso (v. Staffetta 30/03). La commissione Finanze del Senato, ricordiamo, sta esaminando il DL Carburanti, che taglia le accise su diesel e benzina fino al 7 aprile |
| POLICY FOCUS – EUROPA E MONDO |
| ▪️Edison avrà carichi aggiuntivi di Gnl Usa da Venture Global da destinare in primo luogo all’Italia: è il punto di caduta di un accordo raggiunto tra il secondo maggior produttore americano di gas liquefatto e Foro Buonaparte che metterà fine alla disputa sul ritardo di tre anni di VG nell’avviare le forniture a Edison dal terminal di Calcasieu Pass in Louisiana previste da un accordi di lungo termine. ▪️ Apertura negoziale ma con espliciti richiami all’opzione coercitiva e al controllo delle risorse energetiche. È la linea delineata da Donald Trump in dichiarazioni rilasciate al Financial Times a bordo dell’Air Force One, nelle ultime ore. Il presidente si dice “abbastanza sicuro” della possibilità di raggiungere un accordo con Teheran, ma avverte che, in caso contrario, Washington dispone di “altre opzioni”. Tra queste, Trump indica esplicitamente una preferenza per il controllo diretto delle risorse: “preferirei prendere il petrolio”, afferma, lasciando intendere la possibilità di interventi mirati su asset energetici iraniani. Le dichiarazioni confermano una visione in cui la leva energetica resta centrale nella gestione del dossier iraniano. Non solo sanzioni o diplomazia, ma anche l’ipotesi – evocata senza dettagli operativi – di una presenza statunitense finalizzata a incidere sulla capacità di esportazione del greggio di Teheran. Il riferimento implicito è alle infrastrutture chiave del sistema petrolifero iraniano, snodi fondamentali per l’export e per la generazione di entrate valutarie. In questo quadro, il controllo – anche temporaneo – di tali asset verrebbe configurato come strumento di pressione strategica. ▪️ cinesi procedono in modo molto pianificato, con priorità chiare. Vale la pena guardare oltre il nostro cortile”. Così Oliver Blume, ceo di Volkswagen, ha elogiato l’industria automobilistica cinese poco prima di incontrare a Pechino il ministro dell’Industria. Parole rilanciate subito dal cinese Global Times come prova che “l’era della condiscendenza industriale occidentale è finita”, citando il sorpasso cinese nelle esportazioni automotive verso l’UE: 22 miliardi di euro contro 16, con un calo del 34% dell’export europeo verso la Cina in un anno. La resa dei conti è però già in corso in Europa. Secondo l’ultimo Pulse Check di Clepa, un fornitore europeo su quattro si prepara a chiudere il 2026 in perdita, con 104.000 posti di lavoro già persi dal 2024. AlixPartners prevede che la quota dei marchi cinesi in Europa salirà dal 9% al 13% entro il 2030, con la filiera messa sotto pressione anche dall’arrivo dei fornitori cinesi, abituati a operare con strutture snelle e costi contenuti. La tesi del quotidiano legato al Partito comunista è che la competizione tra Cina ed Europa è “una realtà inevitabile”, ma il suo obiettivo deve essere “catalizzare l’avanzamento reciproco”, non costringere l’avversario in un angolo. Per raggiungerlo, però, sarà necessaria una profonda resa dei conti da parte europea, chiamata a riconoscere di non poter più dettare le regole nell’industria automobilistica. I media occidentali leggono la stessa realtà con occhi diversi. Il Washington Post ha definito la tecnologia di ricarica rapida di Byd un “momento Sputnik” che deve spingere l’Occidente non a imitare il modello cinese ma a superarlo, puntando sulle tecnologie di prossima generazione – batterie allo stato solido, chimica al sodio – per evitare di “diventare un’isola alimentata a benzina mentre il resto del mondo diventa elettrico”. Il Guardian è più diretto: i costruttori occidentali stanno commettendo lo stesso errore strategico delle case di Detroit negli anni Ottanta, battendo in ritirata sull’elettrico proprio mentre la guerra in Iran dimostra quanto sia pericolosa la dipendenza dal petrolio. “La peggiore risposta possibile da parte degli europei sarebbe quella di esitare, rallentare gli investimenti e sperare che il mercato in qualche modo torni a girare in loro favore. Non succederà”, ha dichiarato Andy Palmer, ex amministratore delegato di Aston Martin. |
| POLICY FOCUS – MERCATI |
| ▪️Nel secondo trimestre del 2026, la bolletta elettrica per il ‘cliente tipo’ vulnerabile servito in Maggior Tutela aumenterà dell’8,1%. Lo ha comunicato oggi l’Arera nell’effettuare l’aggiornamento trimestrale delle condizioni di fornitura per i 3 milioni circa di clienti domestici vulnerabili attualmente serviti in MT. Il rialzo è dovuto esclusivamente all’effetto sulla componente materia energia dell’aumento delle quotazioni all’ingrosso, alimentato a sua volta dall’incertezza sulla durata del conflitto in Medioriente ha causato un inaspettato innalzamento dei prezzi dei prodotti energetici sui mercati internazionali con una ricaduta diretta sulle bollette di energia elettrica, in cui l’aumento della spesa per la materia energia, in rialzo complessivamente di quasi il 15% nonostante incorpori una riduzione del prezzo di dispacciamento (PD) per un -2,2%. ▪️ I due forti ribassi in vigore mercoledì e venerdì in Mediterraneo, che hanno annullato il rialzo di lunedì scorso, hanno fatto scendere i prezzi d’acquisto di benzina e gasolio autotrazione per la seconda settimana di fila. Gli altri prodotti invece, tra cui l’agricolo che ha beneficiato di un piccolo ribasso di accisa, hanno messo a segno consistenti aumenti. Il dato emerge dalle quotazioni medie dei prezzi Sivad’acquisto, calcolate dalla Staffetta, dal 23 al 27 marzo. |
Per approfondire le informazioni del Policy Focus puoi trovare dettaglio su: StaffettaQuotidiana, QE, AGEEI
