| POLICY FOCUS – ITALIA |
| ▪️Porre fine al monopolio sulle concessioni idroelettriche e su quelle per la distribuzione di elettricità e gas, per dare spazio a società e istituzioni locali nell’ottica di un miglioramento della qualità della vita dei cittadini e delle imprese. Questo l’obiettivo dell’iniziativa “Energia dal territorio per il territorio”, firmata da Agsm Aim, Ascopiave, Anci Veneto e Comuni del Bim Piave e presentata questa mattina in una conferenza stampa in streaming da Federico Testa (presidente Agsm Aim) e dal sindaco di Treviso e presidente Anci Veneto Mario Conte. ▪️Il decreto del 15 maggio 2025 del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) introduce una nuova procedura per l’accesso al credito d’imposta relativo agli investimenti in beni strumentali materiali 4.0. La nuova procedura prevede un iter articolato in tre fasi. ▪️Il ministero dell’Ambiente ha firmato il decreto di nomina del consiglio di amministrazione di Enea. Come ha riportato venerdì l’Ansa, accanto alla presidente Francesca Mariotti, i nuovi consiglieri sono Michele Ennas, Massimo Iannetta, Gian Piero Joime e il componente elettivo Claudio Pioli. Pioli è dirigente di ricerca del dipartimento sostenibilità, circolarità e adattamento al cambiamento climatico dei sistemi produttivi e territoriali dell’agenzia; Michele Ennas è il segretario della Lega in Sardegna; Iannetta è dirigente di ricerca Enea; Joime è un esperto, docente universitario e componente del nucleo tecnico per la programmazione della politica economica del Governo (Ntpe). ▪️La scorsa settimana due consiglieri di amministrazione di Terna hanno rassegnato le proprie dimissioni con effetto dalla futura nomina del loro sostituto, entrambi per sopraggiunti impegni professionali. Si tratta di Francesco Mele e di Enrico Cucchiani. Quest’ultimo è stato di recente nominato presidente di Open Fiber. Di Mele, a.d. di Cdp Equity, nelle scorse settimane è stato annunciato anche l’ingresso nel Cda della società di pagamenti Nexi. ▪️Sono state ascoltate oggi, nell’ambito dell’esame del DL Infrastrutture in corso nelle commissioni Ambiente e Trasporti della Camera (v. Staffetta 28/05), le associazioni del fotovoltaico Italia Solare e Alleanza per il fotovoltaico. Ricordiamo infatti che, all’articolo 13, il DL Infrastrutture chiede alle Regioni di individuare le zone di accelerazione per le rinnovabili previste dalla direttiva Red III nelle more dell’individuazione delle aree idonee (v. Staffetta 22/05). Per Italia Solare sono stati auditi il presidente, Paolo Viscontini, e il direttore Affari istituzionali, Luciano Barra. È intervenuto invece Filippo Fontana, portavoce, in rappresentanza dell’Alleanza per il fotovoltaico. ▪️Crescono i relatori del decreto Infrastrutture, le commissioni si avviano alla nomina di altri due, da aggiungersi ai presidenti di commissione di Fratelli d’Italia (v. Staffetta 26/05). L’iter è inusuale e la scelta deve essere ancora formalizzata, ma la maggioranza si è trovata di fronte a “nodi da sciogliere”, raccontano dalla commissione. Il deputato Gianpiero Zinzi, a margine del convegno su Diritto e nucleare organizzato all’Università e-campus, anticipa alla Staffetta che ci sarà un responsabile per gruppo, una nuova formula dopo che i meloniani avevano lasciato fuori i colleghi di maggioranza nominando Mauro Rotelli e Salvatore Deidda: “Le do una notizia: i relatori saranno quattro, uno per gruppo, per la Lega si aggiungerà Elisa Montemagni”, della commissione Trasporti. La decisione dovrebbe essere resa nota in commissione venerdì, mentre oggi sono iniziate le audizioni che proseguiranno domani. Le presidenze stanno riflettendo se convocare o meno i ministri Matteo Salvini e Gilberto Pichetto Fratin come chiesto formalmente dal deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, Angelo Bonelli. |
| POLICY FOCUS – EUROPA E MONDO |
| ▪️Ieri la Commissione europea ha presentato la guida sugli investimenti ex ante nelle reti elettriche, come previsto dal piano d’azione sulle reti elettriche del 2023 (v. Staffetta 28/11/23) e dal piano per l’energia a prezzi accessibili del 2025 (v. Staffetta 26/02). Il documento servirà agli Stati membri, alle autorità di regolazione e agli operatori delle reti di trasmissione e di distribuzione nella definizione dei piani di investimento nella rete, delle tariffe di rete e del meccanismo di approvazione dei costi sostenuti. La Commissione UE stima che saranno necessari, da qui al 2040, 730 e 477 miliardi di investimenti rispettivamente nelle reti di trasmissione e di distribuzione. |
| POLICY FOCUS – MERCATI |
| ▪️È ormai chiaro che, almeno per quanto riguarda i trasporti e quelli stradali in particolare, gli obiettivi contenuti nel Pniec rischiano di generare più commenti che veicoli in strada. Commenti ai quali, con rammarico e scuse, aggiungiamo anche quest’ultimo.Gli ultimi dati Aci (v. Staffetta 16/05) restituiscono una fotografia e delle tendenze fin troppo chiare. Nel 2024, infatti, il numero di autovetture con targa italiana ha superato i 41 (quarantuno) milioni, di cui però a ben vedere neanche una è alimentata da energia elettrica: le quasi 280mila elettriche in circolazione infatti si sommano all’enorme insieme succitato.Dati questi numeri, a cui possiamo tranquillamente sottrarre alcuni milioni di auto iscritte al Pubblico Registro Automobilistico (Pra) ma di fatto non circolanti, pare difficile che un milione (per dire un numero grande a piacere) in più o in meno di auto elettriche in circolazione possa capovolgere le forze in campo.Ciononostante, leggiamo (v. Staffetta 28/05) che i tecnici della Commissione europea, sottolineando che il Pniec è basato sulla diffusione rapida dei veicoli elettrici, lamentano un quadro non (sufficientemente) favorevole, sulla base degli obiettivi ambiziosi del piano, che includa incentivi fiscali stabili, come ad esempio una tassazione sulla proprietà dei veicoli e delle auto aziendali basata sulla CO2.In Italia, a differenza per esempio della Francia, si paga almeno per vent’anni integralmente il bollo che, da molti anni ormai, è legato in maniera progressiva alla potenza, che può essere considerata un’approssimazione delle emissioni (teoriche, perché quelle vere dipendono dall’uso). Per le auto che hanno più di 185 kW si aggiunge il superbollo – ben 20 euro per ogni kW in eccesso.Ci pare di intuire che ai tecnici della Commissione non dispiaccia il sistema del bonus-malus écologique applicato in Francia, già copiato in Italia nel 2019, spinto da forze politiche che, guarda caso, non sono più al governo, e cancellato con il consenso unanime di tutti i gruppi parlamentare a fine 2020 (v. Staffetta 15/06/20). Sul punto ci permettiamo di far notare che nei primi cinque mesi di quest’anno in Italia si stanno immatricolando più auto che in Francia, dove pure le auto elettriche sono in flessione del 7,4 per cento. Un sorpasso storico.E invitiamo tutti a prendersi la briga di confrontare le emissioni di CO2, per auto o totali, tra Francia e Italia: ci si può accorgere di incredibili sorprese.Sulle auto aziendali, poi, spiace ricordare che pare proprio che tutti dicano che il nuovo regime relativo ai fringe benefit delle aziende per le automobili date ai dipendenti in uso promiscuo sia un fallimento: la riduzione dell’imposizione fiscale per i veicoli a zero o bassissime emissioni, con contestuale penalizzazione delle altre, ha portato l’ovvio effetto di prolungare i contratti in essere.E ci fermiamo qui per carità di Patria e democrazia. ▪️Eredi Gnutti Metalli e Met Energia Italia, controllata italiana di Met Group, hanno annunciato di avere stipulato un contratto Ppa (Power Purchase Agreement) al quale la società bresciana specializzata in barre di ottone acquisterà per un decennio energia elettrica e Garanzie d’origine collegate alla produzione di impianti eolici italiani già in esercizio per un quantitativo pari al 9% del fabbisogno dello stabilimento di Brescia e con un profilo complementare a quello dei suoi impianti solari FV in autoproduzione. ▪️Firmata dal dirigente dell’Ufficio delle Dogane di Torino l’autorizzazione che introduce il sistema Infoil per il monitoraggio in tempo reale del deposito di prodotti energetici Eni di Volpiano. ▪️Sui circuiti elettronici internazionali, le quotazioni di greggi e prodotti hanno avviato la settimana al rialzo, in scia all’escalation delle tensioni geopolitiche e alle conseguenze di un massiccio attacco di droni ucraini su quattro aeroporti militari russi. Attacchi di droni ucraini hanno preso di mira le regioni russe di Kursk e Voronezh, innescando incendi in edifici residenziali, causando notevoli disagi al traffico autostradale e, a quanto si dice, distruggendo oltre 40 velivoli. Funzionari della difesa russi hanno riferito di aver intercettato un totale di 162 droni, di cui 57 abbattuti nella sola regione di Kursk. Questi attacchi fanno parte di una più ampia strategia ucraina per esercitare pressione in profondità nel territorio russo. Ieri mattina, Goldman Sachs ha dichiarato di aspettarsi che l’OpecPlus aumenti definitivamente la produzione anche ad agosto, sempre di 411.000 barili al giorno, sottolineando che “è improbabile che il rallentamento della domanda previsto sia abbastanza brusco da interrompere l’aumento della produzione quando, il 6 luglio, si decideranno i livelli di produzione di agosto”. La dichiarazione di Goldman segue l’annuncio di sabato secondo cui l’OpecPlus aumenterà la produzione di 411.000 barili al giorno per luglio, dopo gli aumenti di maggio e giugno. “Il mercato sta reagendo al duplice impatto dell’instabilità geopolitica e dell’approccio cauto dell’Opecplus nell’aumentare l’offerta”, hanno osservato gli analisti di Ing. “Questi fattori si stanno combinando per far salire i prezzi”. “Sebbene il Presidente Trump sembri sempre più frustrato nei confronti del Presidente Putin, finora si è mostrato riluttante a imporre ulteriori sanzioni. Le azioni che colpiscono con successo i flussi di petrolio russo cambieranno drasticamente le prospettive del mercato petrolifero”, si legge nella nota ai clienti di Ing. Morgan Stanley prevede inoltre che l’OpecPlus incrementerà la produzione per altri tre mesi consecutivi, riportando sul mercato di fatto 2,2 milioni di barili al giorno entro la fine di settembre. Lunedì il Paniere Opec, composto da 12 greggi diversi, è salito a 64,5 dollari al barile (+1,32) il Light crude a 62,52 (+1,73), il Brent a 64,63 (+0,73). In merito ai prodotti, la media delle quotazioni Cif di lunedì della benzina 10 ppm è salita a 709,75 dollari alla tonnellata (+8,38), quella del gasolio 10 ppm a 624 (+5,13), del risca 0,1 a 619,25 (+9,75), del Btz a 427,5 (+10,5), stabile quella dell’Atz a 419,5 (-0,13). Nell’ambito di una forchetta indicativa, le quotazioni di lunedì in dollari tonnellata (in parentesi euro/tonnellata): benzina 10 ppm 683/723 (598/633), gasoli 605/621 (530/544), Btz406/428 (356/375), Atz 399/420 (349/368). Cambio euro/dollaro di lunedì a 1,1419. |
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