Policy focus – 4 luglio 2024

POLICY FOCUS – ITALIA 
▪️È pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 153 del 2 luglio il decreto del ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica 21 giugno 2024 “Disciplina per l’individuazione di superfici e aree idonee per l’installazione di impianti a fonti rinnovabili”. Si tratta del Decreto Aree idonee

▪️Per la prima volta da quando Terna pubblica i dati sulle richieste di connessione, i progetti pronti a partire diminuiscono leggermente. A fine giugno del 2024, infatti, i progetti con soluzione di dettaglio o contratto di connessione registrati sulla piattaforma Econnextion, quindi i progetti in alta tensione già autorizzati e i primi che verranno connessi alla rete, sono 188 per 7,33 GW di potenza, contro i 190 per 7,62 GW di potenza di fine marzo 2024

▪️È stata un’assemblea molto partecipata e vivace, quella di Assopetroli svoltasi a Roma. Ha aperto la giornata un messaggio del ministro delle Imprese Adolfo Urso, titolare del progetto di riforma: “la rete – ha detto – necessita di un ammodernamento. È necessario il contributo di tutti, è necessario fare uno sforzo” per chiudere il dossier.Ha raccolto l’appello il presidente Andrea Rossetti: “dobbiamo farci carico dello sforzo, avere una visione complessa del sistema energetico e dello scenario politico, uscendo da visioni particolaristiche. E sfruttare quelli che GB Zorzoli chiama errori proficui: i passi falsi del governo con il cartellone nel 2023 hanno portato a un cortocircuito che ha aperto la strada alla riforma. È un treno straordinario che potrebbe non ripassare. In passato il settore è stato trascurato per dare precedenza a liberalizzazioni, concorrenza e agenda green. Ora torna un approccio industriale: l’opportunità deve spingerci a una sintesi”.Lisa Orlandi del Rie ha offerto una serie di dati di contesto sui sistemi energetici nel mondo e in particolare sull’energia per il traporto, sottolineando tra l’altro le previsioni difformi tra i diversi organismi deputati e le difficoltà nel seguire l’andamento della domanda petrolifera.Osservazioni cui Rossetti ha risposto sottolineando che i prezzi dei carburantiin Italia sono strutturalmente inferiori alla media UE, a fronte di maggiori costi per una rete più inefficiente. “Quanto può durare una situazione di questo tipo, con minori margini e profittabilità? Per questo – ha detto – è urgente intervenire, per far partire un nuovo ciclo di investimenti”.Il sottosegretario Mimit Massimo Bitonci, dopo aver espresso contrarietà “a titolo personale ad aprire i confini a imprese che vengono dalla Cina e poi in Italia fanno solo assemblaggio”, con riferimento all’industria automobilistica, ha affrontato il tema della riforma. “È necessario ridurre il numero dei punti vendita, contemperando però questa esigenza con il fatto che si tratta di un servizio pubblico. Non c’è riforma senza un incentivo alla bonifica e alla chiusura. Poi – ha proseguito – c’è il tema delicatissimo dei contratti: oggi pomeriggio ho un incontro con l’ufficio legislativo per lavorare a una soluzione, perché ci sono posizioni assolutamente contrapposte. Il governo è dalla parte delle imprese ma deve tutelare i lavoratori”.Anche qui il contrappunto di Rossetti: “il nostro è un settore speciale anche per la sicurezza degli approvvigionamenti e la tutela erariale, per cui sono necessari maggiori requisiti. I controlli sono ancora troppo spesso indifferenziati e non mirati. È necessario ri-mappare i rapporti di lavoro nella filiera: c’è un’esigenza di modernizzazione senza dover arrivare al far west, regolando le forme non tipizzate. Il tempo non è scaduto, la nostra responsabilità è lavorare per superare le ultime divergenze. Una soluzione – ha concluso – va trovata”.Bitonci ha condiviso: “una soluzione va trovata su contenuti minimi a tutela del gestore. Sembrava che centrali fossero i temi della riconversione e delle banche dati, invece il nocciolo era la contrattualistica. Il Ddl sarebbe andato già in Consiglio die ministri se non ci fosse questo tema dirimente. Spero che nei prossimi giorni si trovi una formula legislativa. Bisogna chiudere nei prossimi 10-15 giorni”, ha detto.Il presidente di Fegica Roberto Di Vincenzo ha denunciato la “grande rigidità di Eni che ha detto che il futuro è nei contratti di appalto. Su questo non ci può essere alcuna convergenza. Avevamo raggiunto un elemento di convergenza su una posizione mediana con Assopetroli e con qualche azienda. Si poteva chiudere prima di Pasqua”. Ha subito ribattuto il presidente Unem Gianni Murano, presentando alcuni dati sull’erogato medio nelle diverse regioni italiane e sulle gestioni dirette. “Qualcuno la riforma l’ha già fatta a normativa vigente: ci sono Regioni – ha detto – con un erogato medio più alto della media nazionale, quindi non è un problema di normativa”. Sull’altro nodo, quello delle gestioni dirette e dei contratti di appalto, Murano ha contestato l’addebito alle compagnie: in Italia, ha detto, “ci sono tredicimila punti vendita con un gestore che ha più di dieci impianti, quindi con una gestione diretta o un contratto di appalto già esistente. Il 77% di questi punti vendita non sono delle compagnie ma di operatori indipendenti. Eni gestisce in questo modo 300 punti vendita su un totale di 13mila. Il problema è Eni? Faccio fatica a crederlo. Il problema è che la razionalizzazione è già stata fatta da chi ha più capacità, snellezza e flessibilità, chi può gestire il prezzo e aumentare i volumi: da lì verrà la razionalizzazione”.Murano ha poi parlato del Pniec che prevede “sei milioni di tonnellate in meno di consumi di carburanti liquidi all’anno: sei milioni di auto elettriche che dovrebbero spiazzare altrettante auto a combustione che hanno un consumo medio di un milione di litri l’anno. Questo vuol dire 300mila litri l’anno in meno per ciascuna stazione di servizio. La razionalizzazione ci sarà e sarà inevitabile. Novemila impianti hanno il gestore e il gestore va tutelato. Ma vogliamo fermare un modello che Eni ha scoperto saette mesi fa?”.Rossetti ha contestato gli obiettivi del Pniec sulle auto elettriche, non aggiornati rispetto al precedente testo, nonostante l’andamento negativo del mercato negli ultimi mesi, e ha ricordato il divario territoriale nella qualità dell’azione amministrativa, ricordando il fallimento della 124/2017 sulla razionalizzazione: “altro errore fecondo che dovrebbe consigliare di introdurre una cabina di regia forte con la possibilità di interventi commissariali”. Rossetti ha infine chiamato a un “senso di responsabilità di sistema, al fatto che la condivisione di una riforma sia un elemento essenziale per il suo successo, per la sua capacità di incidere effettivamente sulla realtà”. Punto su cui Murano gha chiosato: “la piattaforma aveva colto lo spirito della legalità che deve riguardare tutti i lavoratori, non solo i gestori. Se ci sono 22mila stazioni di servizio è perché c’è illegalità”, mentre Di Vincenzo ha chiuso il giro di tavolo: “il governo deve ascoltarci, altrimenti daremo battaglia come sul cartellone”. Alla seconda tavola rotonda hanno partecipato i politici. Luca Squeri di Forza Italia ha espresso l’auspicio che sia la filiera a trovare un punto di equilibrio, “altrimenti ci sarà il Parlamento. Ma l’esperienza precedente del cartellone non è molto favorevole”. Vinicio Peluffo del Partito Democratico ha ricordato di avere accettato alcune riformulazioni del governo sulla risoluzione proprio per dare un segnale di coesione. “Ma il testo proposto manifesta una distanza tra impegni, ambizioni e contenuti”.Massimiliano De Toma di Fratelli d’Italia ha ricordato che la risoluzione approvata nella scorsa legislatura “nel 2019 fu bloccata dal governo giallorosso. Prima è necessario risolvere il problema dell’erogato, poi si penserà ad altre fonti di reddito”. Ha tirato le fila Rossetti: “non è auspicabile – ha detto – delegare la mediazione al legislatore”, mettendo poi qualche puntino sulle “i” in merito alla legalità: “non siamo all’anno zero, il grosso del percorso lo abbiamo già fatto, non vogliamo nuove lenzuolate di adempimenti. Su questo abbiamo già dato. È importante evitare strumentalizzazioni polemiche, numeri come quelli che abbiamo sentito (il riferimento era all’interpellanza presentata alla Camera da Peluffo, ndr) non hanno alcun fondamento, c’è una preoccupante disinvoltura nell’uso di quei numeri. Né le Dogane nel la Guardia di Finanza hanno mai riportato numeri di quell’entità. C’è una questione di sostenibilità burocratica per le piccole e medie imprese”. Quanto infine agli incentivi, Rossetti si è detto certo che l’elettrico andrà avanti e che gli operatori del settore non faranno barricate, dedicandosi piuttosto a fornire elettroni e molecole sempre più decarbonizzate. “La variabile fondamentale saranno gli spazi di bilancio da dedicare all’incentivazione dell’acquisto di auto elettriche”.

▪️Questa mattina, mercoledì 3 luglio, i finanzieri del Comando Provinciale di Bari hanno dato esecuzione, nelle province di Taranto, Bari, Milano, Monza-Brianza e Modena, a un decreto di perquisizione personale e locale emesso dalla Procura della Repubblica di Taranto nei confronti di 10 persone (amministratori, procuratori, dipendenti e collaboratori pro tempore di Acciaierie d’Italia S.p.A., società, attualmente in amministrazione straordinaria, che gestisce lo stabilimento cx Ilva di Taranto) indagati per il reato di truffa in danno dello Stato, nonché a ulteriori acquisizioni documentali. È quanto si legge in una nota della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Taranto.
POLICY FOCUS – EUROPA E MONDO
▪️Acer ha pubblicato oggi il rapporto “Transmission capacities for cross-zonal trade of electricity and congestion management in the EU”, in cui rileva che la rete UE è sempre più congestionata e sottolinea l’urgenza di rispettare il criterio europeo del 70% di disponibilità di capacità di interconnessione tra gli stati entro il 2025.

▪️Il 16 luglio si insedia il nuovo Parlamento europeo, eletto con le votazioni del 6-9 giugno. In questi giorni, i gruppi del Parlamento UE sono impegnati nelle trattative con i partiti non iscritti e nella definizione delle priorità per la prossima legislatura. I primi due gruppi per numero di seggi, che con ogni probabilità formeranno la base per l’elezione della nuova Commissione europea, restano i popolari (che, al momento, possono contare su 188 su 720 seggi) e i socialisti (136 su 720 seggi). 

▪️La Commissione europea ha approvato una misura del governo francese da 10,82 miliardi di euro per sostenere l’eolico offshore, ai sensi del Quadro temporaneo di crisi e transizione per gli aiuti di Stato.
POLICY FOCUS – MERCATI
▪️In giugno l’offerta da fonti rinnovabili sulla rete elettrica italiana si è confermata ai massimi storici, sopra il 52% dei consumi nonostante la ripresa (anche anno su anno) della domanda e con un nuovo record storico mensile del solare a oltre 4,1 TWh. Anche il prezzo medio ha nel frattempo continuato a crescere, con il Pun medio tornato sopra quota 100 €/MWh (103,17 €/MWh) come non succedeva da dicembre, trainato dalle quotazioni del gas che per la prima volta dall’autunno 2022 sono tornate in aumento tendenziale.

▪️L’industria delle rinnovabili “sta crescendo e continuerà a crescere”, anche se in futuro “lo farà in maniera più concreta”, meno guidata “dai target per i target” e più da una crescita sostenibile. Lo ha detto ieri a Milano Toni Volpe, a.d. di Nadara, illustrando in un incontro con la stampa la visione e le strategie della società nata dalla fusione tra Renantis e Ventient, in occasione del lancio ufficiale del brand

▪️Dopo la tregua di ieri, tra oggi e domani i prezzi d’acquisto si presenteranno in forte aumento. Venerdì potrebbe verificarsi una flessione se le quotazioni in tempo reale del Gasoil su Londra confermeranno in chiusura i ribassi in corso da questa mattina. Oggi la benzina ha recuperato 5 euro per mille litri, il gasolio autotrazione e l’agricolo 6, il risca 8. Il denso Btz è salito di 6 euro per mille chili.