| POLICY FOCUS – ITALIA |
| ▪️ “Auspicabilmente ‒ cioè, noi lo diamo per scontato, però non abbiamo ancora l’okay definitivo della Commissione europea ‒ nell’ultima parte del 2026 ci sarà un’altra asta del FerX, questa volta definitiva, e poi nuove aste negli anni successivi”. Lo ha detto oggi il dg Mase, Alessandro Noce all’evento Key Choice – Unlock the future of Ppa svoltosi oggi nell’ambito di Key Energy a Rimini, chiarendo così che visto l’allungarsi dei tempi di interlocuzione con l’UE il Mase si aspetta ora una sola procedura nel 2026 anziché due. ▪️ Lo aveva detto il mese scorso Giacomo Cantarella, presidente di Assoesco (v. Staffetta 03/02): i fondi del nuovo Conto termico rischiano di andare esauriti nel giro di pochi mesi, occorre trovare nuove fonti di finanziamento. Detto, fatto, il Gse ha sospeso questa mattina l’invio di nuove richieste. “A seguito dell’elevato numero di richieste pervenute nei primi giorni di apertura del portale del Conto Termico 3.0, il Gse comunica la sospensione temporanea della presentazione di nuove richieste di incentivo”, si legge. “A oggi, le richieste pervenute complessivamente ammontano a circa 1,3 miliardi di euro”, rispetto a un plafond di 900 milioni (finanziato sulla bolletta del gas). ▪️Sequestrate dai finanzieri del Comando Provinciale di Pisa 127 bombole di Gpl, per complessivi 1.990 chilogrammi di gas, e alla denuncia di due soggetti per detenzione irregolare di materiali pericolosi. |
| POLICY FOCUS – EUROPA E MONDO |
| ▪️ La recente escalation innescata dagli attacchi congiunti Usa-Israele in Iran, e dalle successive ritorsioni iraniane, ha coinvolto direttamente o indirettamente alcune delle infrastrutture energetiche più critiche del Medio Oriente, tra raffinerie, impianti di liquefazione del gas e giacimenti. Il colosso nazionale QatarEnergy ha annunciato la sospensione completa della produzione di gas naturale liquefatto, dopo gli attacchi con droni iraniani che hanno investito le strutture di Ras Laffan e Mesaieed (v. Staffetta 02/03). L’impatto potenziale risulta fino a circa 80,9 mln tpa (la produzione 2025 di QatarEnergy), cioè circa 222.000 tonnellate/giorno (pari a circa il 20% dell’export Gnl mondiale). In Arabia Saudita la raffineria Ras Tanura è stata chiusa in via precauzionale dopo l’attacco di un drone. L’impianto ha una capacità di raffinazione da circa 550.000 barili/giorno (b/d). In Iraq, più precisamente nel Kurdistan iracheno, si sono verificate sospensioni precauzionali in più campi — incluso quello di Shaikan (da circa 41.500 b/d) e i campi operati da Dno/Genel (Tawke/Peshkabir, insieme circa 77.000 b/d nell’ultimo trimestre 2025). Complessivamente la regione del Kurdistan ha esportato circa 200.000 b/d in febbraio e una quota rilevante di questa produzione è stata temporaneamente fermata. Stima perdita potenziale compresa tra i 40.000 e i 200.000 b/d. In Kuwait la raffineria Mina Al-Ahmadi è stata colpita da detriti di un drone esploso in cielo, con alcuni operatori feriti. La capacità di raffinazione dell’impianto è di circa 346.000 b/d, ma nessuna interruzione significativa è stata confermata. Per finire almeno tre petroliere sono state colpite nel Golfo Persico, dove la chiusura dello stretto di Hormuz sta producendo accodamenti. Queste perturbazioni logistico-marittime amplificano l’effetto sui flussi commerciali globali. Sommando gli impatti diretti citati (Ras Tanura 550.000 b/d e Shaikan 41.500 e Tawke/Peshkabir 77.000), si hanno 668.500 b/d di capacità produttiva teoricamente esposti a interruzione diretta nel breve termine. Un conteggio che sovrastima l’effettiva “perdita mondiale” se alcune produzioni sono state solo temporaneamente sospese o riconvertite; inoltre alcuni flussi possono essere coperti da scorte o ridistribuzioni regionali. La sospensione in Qatar di produzione di Gnl è il dato più dirompente: circa 80,97 milioni di tonnellate per anno (output 2025 di QatarEnergy secondo un sondaggio Reuters, volumi pari a circa 2 mln barili equivalenti di petrolio al giorno) significa che, se la produzione resta fermata su ampia scala, si tratterebbe di centinaia di migliaia di tonnellate/giorno di Gnl assenti dal mercato, con ripercussioni immediate sui prezzi spot e contratti spot-linked. QatarEnergy Lng (ex Qatargas) opera con 14 treni di liquefazione e con una capacità produttiva totale nominale di circa 77 milioni di tonnellate metriche all’anno, secondo quanto riportato dal sito ufficiale dell’azienda. Danni a navi cisterna, chiusura dello Stretto di Hormuz (v. Staffetta 28/02) e code di petroliere implicano che anche volumi tecnicamente ancora “in produzione” possono restare bloccati o ritardati, aggravando l’impatto netto sulle forniture globali. Le stime di volumi perduti dipendono naturalmente da quanto dureranno le sospensioni (ore, giorni, settimane). Molti tagli registrati in Iraq e altrove sono precauzionali non tutti si tradurranno in perdite permanenti di produzione. Per Ras Tanura e QatarEnergy ci sono annunci immediati; per altri campi la conferma ufficiale delle aziende e dei ministeri potrebbe determinare revisioni. ▪️Tra i nostri importanti traguardi c’è anche l’acquisizione di due raffinerie in Italia con una capacità totale di 10 milioni di tonnellate. Se lo aggiungiamo a ciò che già abbiamo sulla costa turca dell’Egeo – una raffineria da 12 milioni di tonnellate – avremo una capacità di raffinazione totale di 22 milioni di tonnellate tra Mediterraneo ed Egeo, il che contribuirà sicuramente a garantire un approvvigionamento sostenibile di prodotti petroliferi. Nell’accordo rientrano anche migliaia di stazioni di servizio”. Lo ha detto il presidente dell’Azerbaigian Ilham Aliyev oggi alla dodicesima riunione ministeriale del Consiglio consultivo del Corridoio meridionale del gas e alla quarta riunione ministeriale del Consiglio consultivo per l’energia verde. ▪️Sui circuiti elettronici internazionali le quotazioni del petrolio hanno avviato la settimana dell’attacco congiunto Usa Israele all’Iran con forti rialzi, con il Brent ancora ben lontano da quota 100 ma in forte ascesa, a causa della crisi. Nel mirino le infrastrutture energetiche oil&gas del Golfo Persico, con le ultime indiscrezioni secondo cui sarebbe stato colpito anche il terminal petrolifero di Fujairah negli Emirati, dove arriva l’oleodotto Adnoc Adcorp che può consegnare fino a 1,8 milioni di barili al giorno di greggio Murban al porto. Di fronte a questi disastri, nulla ha potuto l’intervento dell’OpecPlus di domenica per un aumento di produzione petrolifera di circa 200.000 barili giorno a partire dal mese di aprile. L’intervento è servito soltanto a ribadire la vicinanza tra i paesi leader dell’organizzazione, cioè Arabia Saudita e Russia, che infatti hanno firmato un appello congiunto per il cessate il fuoco in Iran. Per ora non sono stati ancora inferti colpi mortali alle raffinerie del Golfo Persico, né agli impianti upstream in Kuwait e in Iran. Ma i tentativi ci sono stati: droni iraniani hanno colpito la raffineria saudita di Ras Tanura, da una capacità di lavorazione superiore ai 500.000 barili giorno e quella kuwaitiana Mina al-Ahmadi (350.000 b/g). Attacchi anche agli impianti upstream del Kurdistan iracheno. Cruciale sarà capire se e come il terminal di Fujairah è stato danneggiato. Intanto, la Cina sta facendo pressione sui funzionari iraniani affinché mantengano aperto lo Stretto di Hormuz, consentano il passaggio di carichi di petrolio e Gnl e non attacchino le petroliere che trasportano forniture energetiche. La Cina dipende dal petrolio e dal Gnl mediorientali per gran parte delle sue ingenti importazioni di energia ma anche l’Iran dipende fortemente dalle raffinerie cinesi per l’acquisto del suo petrolio sanzionato, con oltre l’80% destinato alla Cina. Tutte queste forniture devono transitare attraverso lo Stretto di Hormuz per raggiungere la Cina dai porti del Golfo. Lunedì l’Iran ha affermato che lo Stretto di Hormuz è stato chiuso, sottolineando che l’Iran “attaccherà e darà fuoco a qualsiasi nave tenti di attraversarlo”. Il Comando centrale degli Stati Uniti nega che lo Stretto sia chiuso, ha dichiarato un alto funzionario militare statunitense. Le incertezze sono tante e lo scenario cambia di minuto in minuto: attualmente il Brent ha sfondato quota 85 dollari al barile, la volatilità è molto elevata. |
| POLICY FOCUS – MERCATI |
| ▪️E’ proseguita anche oggi la corsa dei prezzi all’ingrosso del gas dopo la chiusura dello stretto di Hormuz e l’annuncio ieri dell’interruzione della produzione di Gnl del Qatar. ▪️ Nell’ambito del meccanismo dell’Energy Release sono 380 i contratti firmati dagli energivori in forma singola e altri 2.900 quelli stipulati attraverso circa 100 aggregatori. Lo ha detto oggi Davide Valenzano del Gse intervenendo all’evento Key Choice – Unlocking the Future of Ppa al Key Energy di Rimini. ▪️ Il Mase ha rilasciato a FS Energy Spa, la società fondata da FS per operare in campo energetico (v. Staffetta 29/07/25), l’autorizzazione a vendere energia elettrica ai clienti finali. E’ quanto si legge nell’ultimo aggiornamento dell’elenco dei venditori autorizzati aggiornato a fine febbraio, in cui la FS Energy è uno dei 12 nuovi nomi inseriti il mese scorso. ▪️L’Antitrust ha dato via libera a Snam per l’acquisizione del controllo esclusivo del terminal di rigassificazione galleggiante Olt di Livorno. ▪️ rialzi delle quotazioni petrolifere internazionali “si sono trasferiti solo in piccola parte sui prezzi al consumo” ma “è prevedibile che l’incremento dei prezzi alla pompa prosegua nei prossimi giorni con il perdurare della situazione rialzista dei mercati del petrolio e dei prodotti finiti”. Lo scrive Unem in una nota. |
Per approfondire le informazioni del Policy Focus puoi trovare dettaglio su: StaffettaQuotidiana, QE, AGEEI
