Policy focus – 5 marzo 2026

POLICY FOCUS – ITALIA 
▪️l DL Bollette, e in particolare il taglio dell’Ets sul termoelettrico, tanto criticato dai produttori, “non danneggia le rinnovabili”, ma risolve problemi “fermi da decenni” come la saturazione virtuale della rete. Una misura analoga, quella del “tope iberico”, è stata infatti varata dal governo dell’ex ministra spagnola, ora commissaria UE alla Concorrenza, Teresa Ribera. Il gas, e le batterie che “mimano” il comportamento degli impianti termoelettrici, per estrarre margini dal mercato, continueranno a fare il prezzo ancora “per sei o sette anni”. Ma, nel frattempo, se non si interviene, “l’industria muore. E non possiamo permettercelo”, perché abbiamo competitor, a partire dalla Cina, che pagano permessi di emissione “di un ordine di grandezza inferiore ai nostri”. Non si può affidare la transizione a strumenti “mercatisti” come l’Ets: in questo consiste la linea di politica energetica “pragmatica” adottata dal governo Meloni. Le proteste dei produttori sono “legittime”, ma non si può ignorare che il meccanismo del prezzo marginale “dà rendite enormi su impianti già pagati con le bollette”. È stata una difesa a tutto tondo del “suo” decreto Bollette quella fatta oggi pomeriggio dal capo dipartimento Energia del ministero dell’Ambiente, Federico Boschi, intervenuto al convegno di Elettricità Futura al Key Energy di Rimini. 


▪️ Per l’Italia la crisi iraniana non rappresenta una minaccia incombente per la disponibilità fisica di gas ma lo è sul fronte dei prezzi e anche della “speculazione” che accompagna i rialzi, anche se c’è cautela su eventuali misure per contrastare quest’ultima. Lo ha detto oggi il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto, sottolineando che prima di qualunque intervento il governo vuole avere un quadro più chiaro della situazione, anche rispetto al destino delle misure del DL bollette più direttamente connesse ai prezzi. 


▪️ Si è riunito oggi a Bologna, presieduto dal sindaco di Modena Massimo Mezzetti, il Comitato di sindacato dei soci pubblici di Hera Spa che ha approvato la lista dei candidati alla carica di componenti del Consiglio di Amministrazione e del Collegio Sindacale che saranno proposti per la nomina nel corso dell’assemblea dei Soci convocata per il 29 aprile 2026.


▪️ “A fronte dell’escalation delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente e della chiusura dello Stretto di Hormuz che stanno generando forti turbolenze sui mercati internazionali dell’energia e dei carburanti, il Garante per la sorveglianza dei prezzi presso il Mimit, su indicazione del ministro Adolfo Urso, ha convocato per venerdì 6 marzo due riunioni della Commissione di allerta rapida”. Lo comunica il Mimit in una nota. “La prima si terrà alle ore 9:30 e sarà dedicata all’andamento dei mercati energetici, con particolare riferimento ai prodotti petroliferi e ai carburanti. La seconda, a seguire alle ore 11:30, sarà invece focalizzata sulle possibili ricadute sull’inflazione, con specifico riguardo al carrello della spesa e al settore agroalimentare”.
POLICY FOCUS – EUROPA E MONDO
▪️Una petroliera ha attraversato martedì lo stretto di Hormuz, diretta verso un porto degli Emirati Arabi Uniti per caricare greggio in un viaggio raro da quando la guerra con l’Iran ha interrotto le spedizioni in Medio Oriente, secondo fonti del settore e dati di tracciamento delle navi, riferite da Reuters.
La Suezmax Pola ha spento il suo localizzatore Ais nella tarda serata del 2 marzo, mentre si avvicinava allo Stretto, ed è riapparsa il 3 marzo al largo di Abu Dhabi, come mostrano i dati Lseg.


▪️ La metaniera battente bandiera russa Arctic Metagaz, appartenente alla cosiddetta “flotta ombra” oggetto di sanzioni occidentali, si è incendiata ieri sera nel Mediterraneo. Lo ha riportato per prima ieri la Reuters citando fonti della sicurezza marittima e in seguito la notizia ha ricevuto conferme fotografiche. Il carico di Gnl è bruciato nell’incendio dopo che l’equipaggio era già riuscito a mettersi in salvo su una scialuppa. Le fonti citate dalla Reuters attribuiscono l’incidente a un possibile attacco con droni marittimi effettuato dall’Ucraina ma la notizia non ha conferme. 
POLICY FOCUS – MERCATI
▪️Iniziano a vedersi anche sulle medie settimanali gli effetti dei rialzi dei prezzi dei carburanti alla pompa. Schizzano benzina e gasolio, sale leggermente il Gpl, in lieve calo il metano. Questo l’andamento delle medie settimanali dei prezzi praticati alla pompa: benzina self service a 1,675 euro/litro (+17 millesimi, valori arrotondati), servito a 1,814 euro/litro (+16). Diesel rispettivamente a 1,728 euro/litro (+22) e 1,865 euro/litro (+21). Gpl servito a 0,690 euro/litro (+1), metano a 1,404 euro/kg (-3).
“Sconto” pompe bianche ancora in aumento: sulla benzina a 2,7 centesimi sul self service e a 13,4 centesimi sul servito; sul gasolio 3,1 centesimi sul self e 13,8 sul servito.
Poco mosso il sovrapprezzo per chi fa il pieno in autostrada rispetto alla rete ordinaria: 10,3 cent/litro per la benzina self e 10 per il gasolio self, 22,4 per la benzina servito e 22,2 per il gasolio servito.
In deciso calo i margini lordi: sulla benzina a 23,1 cent/litro (-1,1 cent, media 12 mesi a 22,8 cent), in calo sul gasolio a 20,3 cent (-2, media dei 12 mesi a 20,8 cent).
Vista la situazione critica sui prezzi dei carburanti, vale la pena fare due conti sulle accise. Premessa: il barile ha reagito in modo tutto sommato “composto”, salendo di appena il 12% tra venerdì e ieri. Più critica la situazione per il gasolio, la cui quotazione ha superato i mille dollari la tonnellata, con un balzo di quasi il 33%. Per la benzina la quotazione in dollari è salita di meno del 13%. Mentre scriviamo, la quotazione del gasolio è in calo. E l’auspicio di tutti è ovviamente che la crisi rientri al più presto, e con essa l’allarme sui mercati energetici.
Detto tutto ciò, ci sono le condizioni per far scattare la sterilizzazione dell’accisa introdotta dal governo Prodi II (Bersani ministro dello Sviluppo, Padoa Schioppa all’Economia, v. Staffetta 28/09/06) con la finanziaria per il 2008 (e poi modificata a più riprese, da ultimo dal governo attuale nel 2023)?


▪️ Italgas nel 2025 ha realizzato ricavi totali per 2.535,4 milioni di euro (+45,7%), ricavi totali adjusted per 2.484,2 milioni di euro (+39,7%), un Ebitda adjusted di 1.883,4 milioni di euro (+39,4%) e un utile netto attribuibile al gruppo adjusted di 674,5 milioni di euro (+33,1%), a fronte di investimenti tecnici per 1.203,6 milioni di euro (+35,7%), un flusso di cassa da attività operativa di 1.625,1 milioni di euro (+47,9%) e un indebitamento finanziario netto di 10.867,8 milioni di euro (+60,7%). Il principale driver dei risultati è stata l’acquisizione ad aprile 2025 di 2i Rete Gas, il secondo maggior operatore della distribuzione: i ricavi regolati distribuzione gas aumentano di 746,7 milioni di euro rispetto al 2024 a 2.329,8 milioni (+47,2%) per effetto del nuovo perimetro derivante dall’acquisizione di 2i Rete Gas, nonostante la significativa riduzione del Wacc (-51,6 milioni di euro) parzialmente compensata dalla crescita della Rab, trainata principalmente dagli investimenti effettuati nel periodo e dall’effetto del tasso di rivalutazione, e dall’impatto sui dodici mesi del 2025 dei maggiori costi operativi riconosciuti ai fini tariffari (delibera Arera n. 87/2025/R/gas). I ricavi diversi aumentano di 48,4 milioni di euro a 205,6 milioni rispetto al 2024 (+30,8%), principalmente per i maggiori ricavi derivanti dal settore dell’efficienza energetica (+44,7 milioni di euro).


▪️ Il gruppo Maire ha chiuso il 2025 con risultati finanziari record, superando le proprie guidance su ricavi ed Ebitda e registrando il più alto utile netto della sua storia. I ricavi consolidati si sono attestati a 7,1 miliardi di euro, in crescita del 20,3% rispetto ai 5,9 miliardi del 2024, grazie alla progressione dei principali progetti in esecuzione. L’Ebitda ha raggiunto 500,1 milioni di euro, con un incremento del 29,4%, mentre il margine è salito al 7,0% dal 6,5% dell’anno precedente. Ancora più marcata la crescita della redditività: l’utile netto si è attestato a 284,5 milioni di euro, in aumento del 33,9% rispetto ai 212,4 milioni del 2024, con un margine sui ricavi salito al 4%, il livello più elevato mai registrato dal gruppo. Sul piano finanziario, le disponibilità nette adjusted a fine 2025 sono pari a 395,1 milioni di euro, in aumento rispetto ai 375,1 milioni dell’anno precedente, grazie alla generazione di cassa operativa che ha compensato dividendi, buyback e investimenti. Per quanto riguarda le business unit, Nextchem, dedicata alle tecnologie sostenibili, ha registrato ricavi per 495 milioni di euro (+38,4%) ed Ebitda per 122,2 milioni (+42,7%), con un margine del 24,7%. La divisione Tecnimont, attiva nell’ingegneria e costruzione di impianti, ha generato ricavi per 6,6 miliardi di euro (+19,1%) ed Ebitda per 377,9 milioni (+25,7%). Il portafoglio ordini a fine anno si è attestato a 12,7 miliardi di euro, mentre i nuovi ordini acquisiti nel 2025 sono stati pari a 6,8 miliardi. Nei primi due mesi del 2026 il gruppo ha inoltre già ottenuto ulteriori commesse per circa 4,7 miliardi di euro. Il consiglio di amministrazione proporrà all’assemblea la distribuzione di un dividendo di 0,585 euro per azione, per un totale di circa 188 milioni di euro, con un pay-out ratio in aumento al 66%.


▪️ Si impennano i prezzi di benzina e (soprattutto) gasolio alla pompa, mentre proseguono a briglia sciolta i rialzi sui listini dei prezzi consigliati dei maggiori marchi, sulla scia di quotazioni internazionali in preda al panico. Andando con ordine, mentre il Brent ha chiuso ieri sopra gli 80 dollari e la quotazione del gasolio ha sfondato quota mille dollari la tonnellata (in euro siamo al massimo da ottobre 2023), i prezzi alla pompa iniziano ad adeguarsi. Il gasolio, in media nazionale self service, è al livello più alto dal 14 luglio 2024, la benzina dal 21 dicembre scorso. Ma già domani i record saranno aggiornati. Tanto che torna in pista l’ipotesi di applicazione della norma (tutt’ora in vigore) sulla sterilizzazione delle accise: l’articolo 1 comma 291 della legge 244/2007 (legge di bilancio 2008) stabilisce che le accise possono essere diminuite per compensare le maggiori entrate dell’Iva derivanti dall’aumento del prezzo internazionale del petrolio greggio. Il decreto, si legge nella norma, può essere adottato se il prezzo del greggio aumenta, sulla media del mese precedente, rispetto al valore di riferimento indicato nell’ultimo Documento programmatico di finanza pubblica. Circostanza che si è verificata.


▪️Secondo giorno di delirio sul mercato extra-rete tra prezzi d’acquisto e delta che corrono all’impazzata e contingentamenti di prodotto (se va bene), su basi e raffinerie in diverse zone del Paese, o impossibilità di effettuare ordinativi. Il rifornimento della rete carburanti e i rivenditori che acquistano in base a contratti hanno maggiori possibilità di approvvigionamento. Vengono penalizzati invece gli operatori che acquistano sullo spot. La guerra in Iran ha fatto impennare le quotazioni dei prodotti petroliferi in Mediterraneo a livelli che non si registravano da febbraio 2025 per la benzina e ottobre 2023 per i gasoli. Questa mattina, in base alle indicazioni del Cif Med, la benzina avrebbe dovuto prendere 33 euro per mille litri, i gasoli autotrazione e agricolo di 96, il risca 88 e il denso Btz 52 euro per mille chili. Tuttavia i rivenditori hanno segnalato rincari medi: da 90 a 120 euro per mille litri (con punte di 140) sul gasolio autotrazione e agricolo; da 80 a 130 euro per mille litri sul risca; da 35 a 60 euro circa sulla benzina. I delta medi della benzina sono passati da una forchetta 98 (Nord) – 131 (Sud) a 137 – 198. Quelli del gasolio autotrazione da una forchetta 90 (Nord) – 121 (Sud) a 142 – 204. Quelli del gasolio agricolo da una forchetta 61 (Nord) – 101 (Sud) a 121 – 166. Quelli del risca da una forchetta 38 (Nord) – 76 (Sud) a 84 – 151. Sul Cif Med del 3 marzo, convertito in euro al cambio di 1,1606 dollari, la benzina si è attestata a 531,32 euro per mille litri, il diesel 10ppm a 738,26, il gasolio 0,1 a 703,50, il denso Btz a 455,58 euro per mille chili. Domani la benzina schizzerà di altri 35 euro, i gasoli autotrazione e agricolo di 96, il risca di 85 e il denso Btz di 50. Le contrattazioni in tempo reale del Gasoil su Londra questa mattina hanno indicato prima un rialzo fino a 60 $/t e a metà giornata un ribasso di circa 16 $/t. La giornata è lunga e il rovesciamento di fronte è sempre in agguato per la forte volatilità sui listini. Nella tabella pubblichiamo la consueta panoramica delle quotazioni Siva all’acquisto praticate ai rivenditori per pagamento a trenta giorni.

Per approfondire le informazioni del Policy Focus puoi trovare dettaglio su: StaffettaQuotidiana, QE, AGEEI