Policy focus – 6 febbraio 2025

POLICY FOCUS – ITALIA 
▪️La giunta della Regione Friuli-Venezia Giulia ha inviato in Consiglio regionale il testo del disegno di legge 38 “Norme per l’installazione di impianti a fonti rinnovabili sul territorio regionale”. Il Ddl, ricordiamo, era stato approvato a dicembre in via preliminare (v. Staffetta 16/12/24). Il disegno di legge sulle aree idonee è stato assegnato alla quarta commissione Lavori pubblici il 3 febbraio. L’articolo 2 individua le aree idonee, mantenendo come idonee, quindi con procedure semplificate, le aree individuate dall’articolo 20, comma 8, del Dlgs 199/2021. Come previsto dal DL Lollobrigida, è vietata l’installazione di impianti fotovoltaici a terra nelle aree agricole, a meno che queste non ricadano tra le aree idonee oppure che si tratti di progetti di comunità energetiche o finanziati con Piano di ripresa. Se un’area è individuata, per criteri diversi, come idonea e come non idonea, l’area è idonea. La Regione promuove l’installazione di impianti in aree idonee.

▪️Nonostante non ci sia ancora chiarezza a livello nazionale sul futuro delle concessioni di grandi derivazioni idroelettriche, che dovrebbero andare a gara alla scadenza non essendo più possibile prorogare le concessioni in ossequio agli impegni presi con l’Unione europea per l’attuazione del Pnrr, il Consiglio regionale del Veneto ha licenziato una proposta di legge per prorogare le concessioni delle piccole derivazioni idroelettriche e consentire “la prosecuzione temporanea” delle grandi concessioni (con potenza nominale media superiore ai 3 MW) solo al fine di fare una ricognizione delle opere, dei beni e degli impianti. Il testo è stato presentato dal relatore Andrea Cecchellero, di Liga Veneta per Salvini Premier, dopo essere stato unificato in seconda Commissione, Politiche del Territorio, Infrastrutture, trasporti e lavori pubblici, politiche dell’ambiente, difesa del suolo, cave, torbiere e miniere.

▪️Arera ha pubblicato sul suo sito internet una nuova pagina per semplificare il passaggio al Servizio elettrico a Tutele Graduali (STG) dei clienti vulnerabili che vorranno farlo entro fine giugno esercitando la facoltà offerta da una norma della legge 194/2024 introdotta su emendamento del leghista Alberto Gusmeroli (v. Staffetta 22/01).

▪️Rafforzamento del bonus sociale; piena attuazione all’energy release 2.0; potenziamento dei Ppa; attuazione della gas release 2.0; realizzazione del rigassificatore di Gioia Tauro; accesso diretto delle Esco ai nuovi strumenti di sostegno dell’efficientamento energetico degli edifici; neutralità tecnologica e “utilizzo equilibrato” dei proventi delle aste Ets per calmierare le bollette; accelerazione del rilancio del nucleare con gli Smr. Sono le richieste della Lega al governo contenute nella mozione sul caro energia presentata ieri in Senato, primo firmatario Massimiliano Romeo.

▪️Ancora scontro in Aula sulla proroga delle concessioni di rete di distribuzione: il deputato Luigi Marattin (gruppo Misto) – dopo aver interrogato, senza ottenere risposta, il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin sul riconoscimento in bolletta degli oneri concessori a seguito della proroga decisa in legge di Bilancio – ha chiesto di cambiare la legge eliminando la remunerazione in tariffa. La proroga, che riguarda Enel (che ha attualmente l’85 per cento circa delle concessioni per la distribuzione elettrica), Acea, A2a ed Hera, è stabilita dalla legge di Bilancio in 20 anni.

▪️Nell’ambito della procedura di Via statale opera il meccanismo del silenzio-assenso in relazione all’acquisizione del parere della soprintendenza. Pertanto, in caso di decorso dei termini previsti dal Dlgs 152/2006, l’assenso del Mic si considera acquisito.
POLICY FOCUS – EUROPA E MONDO
▪️Il 2024 è stato un anno positivo per le compagnie petrolifere, sia per quelle americane, sia per quelle europee che hanno già diffuso i risultati dell’ultimo trimestre 2024 e dell’intero anno appena trascorso. Risultati che non si possono attribuire al prezzo del petrolio, che è rimasto sostanzialmente stabile tra il 2023 e il 2024, col Brent in media poco al di sopra degli 80 dollari barile, ma piuttosto all’aumento della produzione di idrocarburi. Insomma, sembra l’esortazione del presidente Donald Trump, “Drill, baby, drill”, sia un invito a proseguire e accelerare un trend già ben avviato. Soprattutto per le compagnie petrolifere americane si è infatti trattato di un anno cruciale perché il primo dopo l’ondata di merger and acquisition che ha coinvolto e consolidato i bacini di shale oil, in particolare quello di Permian. L’anno è stato mirabile soprattutto per ExxonMobil, la major delle major, che ha archiviato l’anno appena trascorso con utili netti pressoché invariati, pari a 33,7 miliardi di dollari, in calo del 2,3% rispetto ai 36 miliardi del 2023, ma ricavi per 349,5 miliardi, in aumento rispetto ai 344,5 mld $ del 2023. Di fronte a queste cifre quasi scompare l’importo della maxi operazione di acquisizione di Pioneer (v. Staffetta 12/10/23), perfezionata nel maggio del 2024 per l’emissione di nuove azioni per il valore di 63 mld $ e l’assunzione di 5 miliardi di dollari di debito. 
POLICY FOCUS – MERCATI
▪️L’australiana Po Valley Energy ha chiesto al Mase il via libera per portare la produzione del suo giacimento di Selva Melvezzi, in provincia di Bologna, da meno di 0,1 a oltre 0,5 milioni di metri cubi al giorno. Il progetto, che ha già ricevuto l’autorizzazione a maggio 2014, ma vincolata al rilascio della Via (v. Staffetta 06/06/24), prevede la perforazione e messa in produzione di quattro nuovi pozzi (Bagnarola 1 Dir, Casale Guida 1 Dir, Ronchi 1 Dir, Selva Malvezzi 1 Dir) per una capacità produttiva iniziale attesa in 482.000 mc/g, che si aggiungeranno a quella di 70.000 mc/g del pozzo già in produzione Podere Maiar 1 Dir (v. Staffetta 06/04/21).

▪️Giornata di forti rincari generalizzati sui listini extra-rete. Questa mattina la benzina ha incamerato 11 euro per mille litri, come i gasoli autotrazione e agricolo, il risca 13 e il denso Btz 14 euro per mille chili. Dalle forchette medie rilevate dalla Staffetta nelle tre macroaree di riferimento si può ricavare, in base alle variazioni indicate, il prezzo medio Siva della benzina, che si aggira intorno ai 1370 euro per mille litri al Nord, ai 1379 al Centro e ai 1389 al Sud e Isole. Il divario di prezzo tra le aree Nord e Centro è di 9 euro e tra Centro e Sud e Isole di 10. Il prezzo medio Siva del gasolio autotrazione è di 1303 euro al Nord, di 1309 al Centro e di 1328 al Sud e Isole. Il divario di prezzo tra le aree Nord e Centro è di 6 euro e tra Centro e Sud e Isole di 19. Il prezzo medio Siva del risca è di 1040 euro al Nord, di 1044 al Centro e di 1069 al Sud e Isole. Il divario di prezzo tra le aree Nord e Centro è di 4 euro e tra Centro e Sud e Isole di 25. Sul Cif Med del 4 febbraio, convertito in euro al cambio di 1,0335 dollari, la benzina si è attestata a 550,82 euro per mille litri, il diesel 10ppm a 591,54, il gasolio 0,1 a 585,41, il denso Btz a 507,50 euro per mille chili. Domani la benzina cederà 1 euro, i gasoli autotrazione e agricolo 6, il risca 4, a fronte di una impennata del denso Btz di 25. 

▪️Il Governo non dovrebbe essere acquiescente verso “acquisizioni societarie tra i principali distributori di gas, che potrebbero formare dei monopoli di fatto”, mentre “la riduzione degli ambiti territoriali del gas per le gare comporterebbe senz’altro un grave danno per i consumatori che si troverebbero ad affrontare prezzi del gas sempre più alti”. Lo ha detto il deputato PD Vinicio Peluffo replicando al sottosegretario Mase Claudio Barbaro nell’ambito di una interrogazione sui prezzi del gas svoltasi ieri in commissione Attività produttive alla Camera. Il riferimento sembra essere all’operazione Italgas-2i, sulla quale la Staffetta ha ospitato ieri un intervento di Carlo Stagnaro (v. Staffetta 03/02).L’oggetto dell’interrogazione di Peluffo era tuttavia un altro, e in particolare le iniziative urgenti del Governo per assicurare la stabilità delle forniture e l’approvvigionamento a prezzi ragionevoli ai clienti industriali a forte consumo di gas.Barbaro ha ricostruito gli eventi che hanno portato all’aumento dei prezzi del gas e al forte ricorso agli stoccaggi. “Dal 1° gennaio 2025 le forniture di gas russo tramite l’Ucraina sono cessate, comportando una riduzione a livello europeo di 15 miliardi di metri cubi annui, pari al 5 per cento delle importazioni complessive dell’intero continente del 2024. Da qualche mese, inoltre, è diminuito il flusso di gas dall’Algeria, attestandosi su valori tra 50 e 60 milioni di metri cubi al giorno, rispetto agli 80-90 milioni di metri cubi precedenti. Infine, il flusso di gas azero via Tap è diminuito di un terzo nelle ultime settimane, presumibilmente a causa di problemi di produzione in Azerbaijan”. Tutti eventi che “hanno comportato un maggiore utilizzo degli stoccaggi e un utilizzo sostanziale del Gnl, nonostante in assoluto il Gnl abbia costituito il 38 per cento dell’import di gas nell’Unione europea nel 2024, in calo rispetto al 42 per cento del 2023. Più in generale, si è assistito ad un aumento delle importazioni di gas dal Nord Europa, influenzando perciò i prezzi del gas in Italia anche in riferimento al prezzo sui mercati europei”.A fronte di queste dinamiche sul lato dell’offerta, sul lato della domanda “la richiesta di gas su base europea è aumentata. A tal proposito, si rilevano le temperature inferiori rispetto agli anni passati, nonché la scarsa ventosità, con relativa minore produzione da parte degli impianti eolici. Questi fattori hanno aumentato la domanda di produzione termoelettrica a gas in Europa, in primis in Germania, con ricadute immediate sui prezzi di gas nei mercati dell’Unione”.Detto tutto questo, ha aggiunto Barbaro, “sebbene i prezzi del gas si attestino intorno ai 50 euro/MWh, la situazione non è paragonabile a quella del 2022, con prezzi superiori anche al doppio”.Il sottosegretario ha infine ricordato che “in queste settimane, si stanno valutando misure da proporre alla Commissione Europea, nell’ambito dell’imminente Piano d’Azione per un Prezzo Sostenibile dell’Energia, volte alla riduzione strutturale del prezzo del gas, mentre si intende dare nuova linfa al progetto del cosiddetto gas release, al fine di ridurre il costo di approvvigionamento per il settore industriale”.

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