| POLICY FOCUS – ITALIA |
Fino a una settimana fa sembrava una partita già chiusa. Nonostante continuasse a montare nel settore automotive un’evidente insoddisfazione per i termini fissati dall’Unione europea, lo sguardo sembrava già proiettato verso gli altri due dossier aperti dalla Commissione – Euro 7 e obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 dei mezzi pesanti – e al 2026, data in cui la proposta di regolamento prevede la possibilità di verificare la possibilità per i carburanti “climaticamente neutri” di rientrare in gioco evitando lo stop completo alla vendita di motori endotermici nel 2035. Il dietrofront della Germania – e dell’Italia – ha riaperto il discorso e ora il destino della legge che avrebbe dovuto chiudere l’era dei veicoli benzina e diesel sembra tutt’altro che certo. Berlino ha infatti preteso dalla Commissione una proposta per lasciare aperta la porta agli e-fuels visto che la clausola contenuta nell’attuale regolamento non è vincolante e non fornisce garanzie. La presidenza svedese del Consiglio UE ha così deciso di rinviare la decisione a data da destinarsi. Le prese di posizione di Berlino e Roma hanno infatti fatto venire meno la maggioranza qualificata – cioè il 55% dei paesi dell’UE che rappresentano il 65% della popolazione dell’UE – richiesta per l’approvazione della legge al Consiglio UE, costituendo con la Polonia e la Bulgaria la squadra di 4 paesi necessaria per costituire una minoranza di blocco e bocciare il provvedimento. Nella scorsa legislatura il Parlamento aveva lavorato a lungo su un disegno di legge per la regolamentazione dell’attività di rappresentanza di interessi (lobby). La proposta (Disciplina dell’attività di relazioni istituzionali per la rappresentanza di interessi) era stata approvata a gennaio 2022 dalla Camera ed era passata in Senato, dove la commissione Affari costituzionali aveva svolto audizioni, esaminato il testo e raccolto emendamenti. L’iter si era arenato a fine luglio, travolto dalla crisi di governo. Ora il tema torna nell’agenda parlamentare. A quanto appreso dalla Staffetta, la commissione Affari costituzionali della Camera sta per avviare, su iniziativa del presidente Nazario Pagano, un’indagine conoscitiva sull’attività di rappresentanza degli interessi. È pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 52 del 2 marzo il decreto del presidente del Consiglio 3 febbraio 2023 “Dichiarazione di interesse strategico nazionale di uno stabilimento industriale”. Il provvedimento riguarda il complesso degli stabilimenti di proprietà della Isab (l’impianto Igcc e le due raffinerie) ed è stato adottato per evitare il blocco degli impianti a seguito del procedimento penale con cui lo scorso maggio il tribunale di Siracusa ha posto in amministrazione giudiziaria la società Ias che gestisce il depuratore collegato perché sarebbero stati immessi reflui industriali in quantità e con concentrazione di inquinanti esorbitanti rispetto alla capacità depurativa. L’iniziativa giudiziaria ha portato all’avvio del procedimento di revoca dell’Aia alla Ias da parte del dipartimento regionale ambiente della Regione Siciliana lo scorso 9 dicembre 2022 con contestuale sospensione dell’attività, in conseguenza del mancato rispetto delle condizioni di esercizio per le quali il gestore non ha presentato la relativa documentazione. È pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 52 del 2 marzo il decreto del ministero dell’Interno 16 febbraio 2023 “Modifiche all’allegato 1 del decreto 30 giugno 2021, recante «Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, la realizzazione e l’esercizio di impianti di distribuzione di tipo L-GNL, L-GNC e L-GNC/GNL per autotrazione alimentati da serbatoi fissi di gas naturale liquefatto»”. Il provvedimento interviene sulla regola tecnica antincendio per i punti vendita stradali di metano e Gnl sulla base delle difficoltà attuative nell’implementazione pratica di alcune disposizioni tecniche, anche per “favorire la diffusione e l’utilizzo dei combustibili alternativi sul territorio nazionale, in linea con gli obiettivi strategici stabiliti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza”. È stato presentato mercoledì a Milano il libro “Il vettore idrogeno: stato dell’arte e potenzialità dell’industria italiana”, realizzato da Rse e Anie. L’incontro è stato aperto dai saluti di benvenuto di Federica Guidi, presidente di Anie Energia, e di Maurizio Delfanti, amministratore delegato di Rse.“La collaborazione tra Anie Energia e Rse è diventata un elemento strutturale della nostra attività associativa. Abbiamo iniziato alcuni anni fa sul tema dell’accumulo elettrochimico – ha dichiarato Guidi – e arriviamo oggi a presentare la prima edizione del Libro Bianco sull’idrogeno. Mi piace sottolineare l’approccio pragmatico che da sempre caratterizza i nostri lavori condivisi e che attraverso la presentazione di casi di studio definisce meglio il perimetro nel quale ad oggi il vettore idrogeno è da ritenersi già competitivo”. |
| POLICY FOCUS – EUROPA |
Slitta la decisione del Consiglio UE sullo stop alla vendita di auto con emissioni allo scarico al 2035. Il Coreper, l’organismo che raccoglie gli ambasciatori dei Paesi UE, ha infatti deciso stamattina di rinviare a data da destinarsi il voto sul regolamento, che era previsto il 7 marzo.“Il Coreper ha deciso di rinviare la decisione sulle emissioni delle autovetture al 2035 a una successiva sessione del Consiglio. Il Coreper ritornerà sulla questione a tempo debito”, ha annunciato il portavoce del Coreper, Daniel Holmberg. Nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea C 80 del 3 marzo è pubblicata la comunicazione della Commissione “Orientamenti sui piani per la ripresa e la resilienza nel contesto di REPowerEU”. Il documento illustra la procedura di modifica dei Pnrr vigenti e le modalità di preparazione dei capitoli REPowerEU, come previsto dal regolamento pubblicato in settimana, che stanzia anche ulteriori fondi (per l’Italia 2,76 miliardi). I Paesi dell’Unione europea evidenziano una dipendenza dalle importazioni di materie prime critiche (MPC) superiore all’80% e un ruolo spesso marginale nelle catene del valore delle tecnologie che ne fanno uso. L’economia circolare può attenuare il disallineamento tra domanda e offerta di MPC. Al 2040, con il riciclo delle batterie esauste, la Ue potrebbe soddisfare oltre la metà della domanda di litio (52%) e di cobalto (58%) derivante dalla mobilità elettrica Litio, Cobalto, Bauxite, Terre Rare: sono alcune delle materie prime critiche che rivestono un ruolo fondamentale per la transizione ecologica, essendo cruciali nella produzione ad esempio di pannelli fotovoltaici, batterie, turbine eoliche. Devono il loro nome sia alla loro importanza nell’ambito di molte tecnologie strategiche per raggiungere gli obiettivi europei di neutralità climatica e leadership digitale, sia al rischio di fornitura a loro associato. |
| POLICY FOCUS – MERCATI |
Nel passaggio dai bonus edilizi originari al Superbonus si è avuto un mutamento della composizione della platea dei beneficiari, con il raddoppio della quota di risorse destinate al Mezzogiorno e l’aumento significativo della fruizione delle agevolazioni nei Comuni a reddito più basso, indice di una minore natura regressiva del Superbonus. Sono alcune osservazioni dell’Ufficio parlamentare di bilancio, svolte ieri in audizione in commissione Finanze del Senato nell’ambito dell’indagine conoscitiva sugli strumenti di incentivazione fiscale con particolare riferimento ai crediti di imposta. “Ogni giorno perso a litigare sul 2035 o su altri aspetti marginali di una transizione tracciata è un giorno di vantaggio che regaliamo ad altri Stati, per cogliere le opportunità industriali che noi stiamo già mappando con l’Osservatorio sulle trasformazioni dell’ecosistema automotive”. Così il segretario generale di Motus-E, Francesco Naso, commenta il rinvio del voto sullo stop alla vendita in Europa di nuovi veicoli con motore endotermico dal 2035. Le riserve di gas negli impianti di stoccaggio sotterraneo di gas (UGS) europei sono scese sotto il 61%, pur rimanendo record per questa stagione, mentre il prelievo è superiore del 47% rispetto alla media pluriennale, e ha raggiunto il massimo degli ultimi cinque anni. Le richieste di transito di gas russo sul territorio ucraino sono pari a 42,4 mln di metri cubi. È quanto evidenzia Tass sottolineando che il prelievo di gas dagli impianti UGS dei paesi dell’UE è stato pari a 582 milioni di metri cubi il 1° marzo, il livello più alto della giornata negli ultimi cinque anni e superiore a qualsiasi cifra registrata dal GIE dal 2011 ad eccezione del 1° marzo 2018. Nel frattempo , pompaggio pari a 17 mln di metri cubi.DAll’inizio della stagione di riscaldamento in Europa il 14 novembre, i paesi dell’UE hanno ritirato 43,24 miliardi di metri cubi di gas dagli impianti UGS. Attualmente, gli impianti UGS europei sono pieni al 60,62% (21,46 punti percentuali in più rispetto alla media degli ultimi cinque anni a questa data), con 65,82 miliardi di metri cubi di gas stoccati al loro interno. |

Fino a una settimana fa sembrava una partita già chiusa. Nonostante continuasse a montare nel settore automotive un’evidente insoddisfazione per i termini fissati dall’Unione europea, lo sguardo sembrava già proiettato verso gli altri due dossier aperti dalla Commissione – Euro 7 e obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 dei mezzi pesanti – e al 2026, data in cui la proposta di regolamento prevede la possibilità di verificare la possibilità per i carburanti “climaticamente neutri” di rientrare in gioco evitando lo stop completo alla vendita di motori endotermici nel 2035.
Slitta la decisione del Consiglio UE sullo stop alla vendita di auto con emissioni allo scarico al 2035. Il Coreper, l’organismo che raccoglie gli ambasciatori dei Paesi UE, ha infatti deciso stamattina di rinviare a data da destinarsi il voto sul regolamento, che era previsto il 7 marzo.“Il Coreper ha deciso di rinviare la decisione sulle emissioni delle autovetture al 2035 a una successiva sessione del Consiglio. Il Coreper ritornerà sulla questione a tempo debito”, ha annunciato il portavoce del Coreper, Daniel Holmberg.
Nel passaggio dai bonus edilizi originari al Superbonus si è avuto un mutamento della composizione della platea dei beneficiari, con il raddoppio della quota di risorse destinate al Mezzogiorno e l’aumento significativo della fruizione delle agevolazioni nei Comuni a reddito più basso, indice di una minore natura regressiva del Superbonus. Sono alcune osservazioni dell’Ufficio parlamentare di bilancio, svolte ieri in audizione in commissione Finanze del Senato nell’ambito dell’indagine conoscitiva sugli strumenti di incentivazione fiscale con particolare riferimento ai crediti di imposta.