| POLICY FOCUS – ITALIA |
| ▪️Il 14 ottobre è stata convocata su richiesta di Enel ed altri grandi associati di Elettricità Futura un’assemblea straordinaria che avrà come tema all’ordine del giorno la gestione del presidente Agostino Re Rebaudengo, giudicata eccessivamente a senso unico dai big dell’associazione. ▪️Il Tar Lombardia, esaminando in sede collegiale la richiesta di Termica Celano di confermare la sospensione cautelare degli esito dell’asta del capacity market elettrico per il 2025 disposta in via urgente dallo stesso tribunale con decreto monocratico a metà settembre (v. Staffetta 14/09), ha ritenuto sufficiente limitarsi a fissare l’udienza di merito per una data sufficientemente vicina. L’udienza è stata quindi fissata per il 15 gennaio prossimo, si legge in due ordinanze pubblicate ieri ▪️Ieri l’assemblea della Camera ha approvato in via definitiva il disegno di legge di conversione del DL Omnibus 113/2024. Il governo aveva posto la questione di fiducia sull’approvazione del decreto. Ricordiamo che il decreto contiene una norma “salva Poste”, che evita a Poste Italiane l’obbligo Antitrust di aprire gli uffici postali ai concorrenti nel mercato della vendita di gas e luce, e una misura introdotta durante l’esame al Senato per semplificare l’installazione dei termovalorizzatori in Sicilia. ▪️Nella Gazzetta Ufficiale n. 232 del 3 ottobre è pubblicato il decreto legislativo 26 settembre 2024, n. 141 “Disposizioni nazionali complementari al codice doganale dell’Unione e revisione del sistema sanzionatorio in materia di accise e altre imposte indirette sulla produzione e sui consumi”. Si tratta del nuovo Testo unico delle dogane e delle sanzioni sulle accise, approvato a inizio agosto dal Consiglio dei ministri (v. Staffetta 08/08) nell’ambito dlela riforma fiscale. ▪️ La rimodulazione della fiscalità energetica prefigurata nel Piano strutturale di bilancio riguardi tutti i prodotti in base alla rispettiva impronta carbonica, intervenendo anche sulla fiscalità dei prodotti rinnovabili come i biocarburanti. È quanto chiede Unem in una nota relativa al dibattito in corso sulle accise.Attualmente, scrive Unem, il carico fiscale totale (accise + Iva) sulla benzina è di 1,041 euro/litro (di cui 0,313 di Iva) pari al 60% del prezzo al consumo, mentre sul gasolio di 0,909 euro/litro (di cui 0,292 di Iva) pari al 56%. Un livello di tassazione che nel caso del gasolio è il più alto tra i 27 paesi europei. L’ipotesi allo studio del Governo, prosegue la nota, introduce un principio di allineamento delle aliquote fiscali che tenga conto delle raccomandazioni della Commissione europea in materia di sussidi ambientali dannosi (Sad) che, secondo il Mef, “non si tradurrà nel semplice innalzamento delle accise sul gasolio”. Stando all’ultimo Catalogo Mase, la differenza di trattamento fiscale tra benzina e gasolio sarebbe un Sad del valore di circa 3,4 miliardi di euro. Nell’ipotesi estrema, scrive Unem, in cui l’allineamento delle attuali aliquote si traducesse nell’equiparazione dell’accisa sul gasolio a quella della benzina, l’effetto sarebbe un aumento immediato dei prezzi al consumo del gasolio di 13,5 centesimi di euro al litro, includendo la componente dell’Iva (pari al 22% del prezzo industriale maggiorato delle accise). Un aumento che si tradurrebbe in un maggiore esborso per le famiglie stimato a quasi 2 miliardi di euro, ovvero circa 70 euro all’anno per le 26 milioni di famiglie. L’aumento del gasolio avrebbe inoltre un effetto sul trasporto merci e passeggeri con mezzi che non usufruiscono delle agevolazioni di accisa oggi previste (mezzi pesanti inferiori alle 7,5 tonnellate e mezzi pesanti ante euro V). Unem “auspica che l’intervento del Governo sia complessivo e riveda la fiscalità di tutti i prodotti energetici in base alla loro impronta carbonica, in linea con la revisione della direttiva sulla tassazione energetica in corso a livello europeo, intervenendo anche sulla fiscalità dei prodotti rinnovabili, quali i biocarburanti valorizzati anche nel recente aggiornamento del Pniec, oggi ancora sottoposti alla stessa accisa dei prodotti fossili (benzina e gasolio) che vanno a sostituire”. È infatti ormai riconosciuto dal nostro Governo il ruolo essenziale dei biocarburanti nella transizione energetica e prevedere un riallineamento per tutte le fonti energetiche che incidono sul trasporto anche in funzione dell’impatto carbonico è sicuramente una revisione necessaria a guidare ed incidere su un lungo processo di decarbonizzazione dei trasporti. |
| POLICY FOCUS – EUROPA E MONDO |
| ▪️Dopo l’exploit di agosto dovuto al caldo eccezionale e all’eolico debole, i consumi di gas italiani sono tornati a settembre ai livelli consueti dell’ultimo biennio, ossia ben al di sotto dalle medie storiche, mentre le manutenzioni concomitanti su due rigassificatori e sul gasdotto tunisino Ttpc hanno spinto le importazioni dalla Russia ai massimi da agosto 2022. È quanto emerge dal servizio mensile su domanda e offerta gas della Staffetta Quotidiana. ▪️L’Unione europea ha deciso di andare avanti con i dazi aggiuntivi sulle auto elettriche importate dalla Cina. O, meglio, la Commissione europea ha deciso di non cedere alla pressione di Pechino e ha deciso di portare avanti la sua politica commerciale, data la grande indecisione tra i Paesi membri: da una parte i 10 Stati che hanno votato a favore – tra cui Italia e Francia – dall’altra quelli che si sono detti contrari (Germania in primis). Nel mezzo i 12 che hanno deciso di astenersi (compresa la Spagna).Nessuna chiusura definitiva però. Bruxelles ha lasciato aperta la possibilità di trovare un accordo che non costringa a mantenere i dazi in vigore per tutti i 5 anni previsti. Le negoziazioni vanno avanti a un livello quasi giornaliero, hanno fatto sapere dalla Commissione, e un accordo potrebbe essere trovato su un meccanismo che permetta di controllare prezzi e volumi delle esportazioni. Il ministero del Commercio cinese ha riconosciuto la volontà europea di lavorare a un accordo.I dazi hanno già avuto un effetto sulle importazioni di auto elettriche dalla Cina. Ad agosto – per il secondo mese consecutivo dopo l’introduzione dei primi dazi aggiuntivi a inizio luglio – le vendite dei costruttori cinesi in Europa sono crollate del 48%, raggiungendo il livello più basso degli ultimi 18 mesi.In Italia ha fatto molto rumore la decisione di Stellantis di rivedere le stime sui conti del 2024 mentre i sindacati denunciavano il crollo delle produzioni in Italia. Il Ceo Tavares è atteso la prossima settimana alla Camera per un’audizione sulla situazione dell’industria automobilistica del Paese. ▪️Il governo britannico, fa sapere Eni, ha assegnato i fondi per il progetto di trasporto e stoccaggio HyNet di Eni nella Baia di Liverpool (v. Staffetta 25/03). Il finanziamento include gli investimenti per gli emettitori industriali, si legge in una nota. HyNet catturerà le emissioni delle industrie energivore nel Nord Ovest dell’Inghilterra e del Galles del Nord. Avrà una capacità iniziale di stoccaggio pari a 4,5 milioni di tonnellate di CO2 l’anno nella prima fase, con un aumento a 10 milioni di tonnellate l’anno dopo il 2030. Il Regno Unito ha un obiettivo di stoccaggio di CO2 per 20-30 milioni l’anno. Per stoccare l’anidride carbonica verranno utilizzati i giacimenti di gas depletati operati da Eni nella baia di Liverpool. |
| POLICY FOCUS – MERCATI |
| ▪️Finale di settimana in rialzo per i prezzi del gas all’ingrosso. Il Ttf front month (contratto di novembre) che già ieri aveva chiuso in aumento di circa 1,3 € a 39,9 €/MWh, oggi a ridosso della chiusura delle contrattazioni su Ice era poco sotto 41 € dopo aver sfiorato i 41,2 nel pomeriggio. Discorso analogo per il contratto per il 1° trimestre 2025, che ieri ha chiuso in rialzo di 1,1 € a 40,6 €/MWh e oggi verso fine giornata era a 41,5. Per l’Italia movimenti in deciso aumento per l’IG Index del Gme, che dopo la lieve flessione di ieri per oggi (da 40,89 a 40,83), negli scambi di oggi per lunedì balza a 42,07 €/MWh e rivede quota 40 anche per il fine settimana (40,67), come non accadeva da metà agosto. ▪️Mercato internazionale. Le quotazioni dei greggi sono aumentate di oltre 5 $/b dall’inizio della settimana, a causa dei crescenti timori che Israele possa lanciare un attacco alle infrastrutture energetiche dell’Iran. Nonostante un avvio stentato per i timori degli investitori sulla debolezza della domanda cinese. L’aumento a sorpresa delle scorte di greggio Usa ha solo rallentato la corsa dei benchmark. Secondo gli analisti energetici un ampliamento del conflitto in Medio Oriente potrebbe interrompere i flussi di petrolio dall’Iran, paese membro dell’Opec. Nella settimana monitorata il Brent di dicembre è salito a 77,62 $/b (+5,82 rispetto a giovedì scorso) e il Wti di novembre a 73,71 (+6,04). Sul mercato fisico il Paniere Opec è avanzato a 74,90 $/t (+2,86). Rispetto alla settimana scorsa in Mediterraneo la media delle quotazioni Cif della benzina 10ppm si è attestata a 744,38 dollari a tonnellata (+31,63), quella del diesel 10ppm a 698,00 (+31,75), del gasolio 0,1 a 692,00 (+39,00), dell’o.c. Btz a 485,00 (+23,38) dell’o.c. Atz a 476,50 (+58,13). ▪️Mercato interno. Settimana all’insegna della volatilità per le ripercussioni della crisi in Medio Oriente su greggi e prodotti petroliferi. I prezzi d’acquisto dal 1° ottobre hanno subito un aumento di 3-4 euro per mille litri per il costo di miscelazione di biocarburante. Rispetto a venerdì scorso, in base alle indicazioni giornaliere del Mediterraneo, la benzina è rimasta invariata, il gasolio autotrazione (agricolo e motopesca) è arretrato di 3 euro per mille litri, il gasolio risca 0,1 è salito di 5 e il denso Btz di 5 euro per mille chili. Questa mattina la benzina dovrebbe scendere di 4 euro, i gasoli autotrazione e agricolo di 6, il risca e il denso Btz di 3. Lunedì la benzina e i gasoli dovrebbero schizzare di 21 euro, mentre il denso Btz di 15. In aumento la media settimanale del Gpl miscela (uso comb), nonostante Sonatrach abbia lasciato invariato il prezzo del propano a ottobre. Le cause del rialzo sono ascrivibili al peggioramento del cambio euro/dollaro e a un corto in Nord Italia. |
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