| POLICY FOCUS – ITALIA |
| ▪️il disegno di legge “Conversione in legge del decreto-legge 3 aprile 2026, n. 42, recante disposizioni urgenti in materia di prezzi petroliferi connessi alle crisi dei mercati internazionali, nonché in favore delle imprese”. Il Ddl è stato presentato in Senato il 3 aprile e risulta ancora da assegnare. Se ne occuperà, verosimilmente, la commissione Finanze, che sta esaminando il primo DL col taglio delle accise (v. Staffetta 07/04). Il Ddl è l’atto Senato 1865. ▪️ La scadenza dei vertici di alcune delle maggiori società partecipate in ambito energetico si avvicina, e l’esecutivo sta chiudendo in queste ore le liste per i rinnovi. Nello specifico, sono attese entro il 13 aprile le liste per la compagnia petrolifera Eni e per l’azienda del settore militare Leonardo, ed entro il 17 aprile quelle per la società elettrica Enel e per il gestore della rete elettrica Terna. Nei primi casi, i nomi sono direttamente appannaggio del ministero dell’Economia, mentre per Terna dipendono formalmente da Cdp. Solitamente i nomi vengono annunciati in contemporanea, ma in questo caso il governo sta decidendo se scaglionare gli annunci di ciascuna partecipata. ▪️ Tra venerdì 3 e sabato 4 aprile la presidente del consiglio, Giorgia Meloni, è stata in visita nella regione del Golfo, dove ha incontrato i leader di Arabia Saudita, Qatar ed Emirati Arabi Uniti. Venerdì a Gedda è stata ricevuta dal principe ereditario e primo ministro dell’Arabia Saudita, Mohammed bin Salman. Sabato ha fatto tappa a Doha dove è stata ricevuta dall’emiro del Qatar, Sheikh Tamim bin Hamad Al-Thani. Infine, negli Emirati Arabi Uniti ha incontrato il presidente Sheikh Mohamed bin Zayed Al-Nayyan. Al centro delle visite, la sicurezza degli approvvigionamenti energetici dell’Italia. “Credo che per l’Italia sia importante, in una fase così difficile, essere presente nei luoghi dove si decide una parte fondamentale della nostra sicurezza ed anche del nostro futuro economico”, ha detto Meloni in un video messaggio. “Questa missione è la prima di un leader europeo nel Golfo dall’inizio di questa nuova fase del conflitto. Ma chiaramente – ha aggiunto – non è una visita semplicemente simbolica. Certo, quello che noi abbiamo voluto dare è anche un messaggio di solidarietà verso nazioni che sono partner, che sono amiche e che continuano a subire attacchi ingiustificati da parte dell’Iran. Ma il nostro obiettivo non era, non è, semplicemente fare testimonianza, era ed è, dare una mano ad affrontare i problemi e poter così difendere meglio gli interessi nazionali italiani. Perché quando nel Golfo cresce l’instabilità non ne risentono solamente gli equilibri internazionali, ne risentono i prezzi dell’energia, i costi per le imprese, il lavoro, in ultima istanza il potere d’acquisto delle famiglie. Perché il Golfo è un attore fondamentale del mercato energetico globale e non solo. Se qui la produzione o il transito si contrae o addirittura si ferma – ha detto ancora – il prezzo aumenta per tutti, e se peggiora si può arrivare a non avere tutta l’energia che è necessaria anche in Italia. Pensate che il solo Qatar, che è dove siamo, copre il 10% del fabbisogno italiano di gas e nel suo complesso l’area del Golfo garantisce alla nostra Nazione circa il 15% del totale del petrolio che serve. È per questa ragione che sono qui a parlare con leader con i quali l’Italia ha da sempre rapporti strategici, economici, energetici, che sono fondamentali. Sto parlando con loro di come rafforzare la cooperazione, di come dare una mano a fermare l’escalation, di come ripristinare il prima possibile la libertà di navigazione dalle rotte da cui dipendono energia, commercio e stabilità, a partire ovviamente dallo stretto di Hormuz, da cui transita una quota enorme dell’energia mondiale. Perché in un momento come questo – ha concluso – in un mondo sempre più instabile, proteggere l’interesse nazionale significa anche, soprattutto forse, costruire relazioni solide con partner affidabili nei luoghi che incidono davvero sulla nostra sicurezza, sulla nostra economia. Ed è esattamente quello che ho fatto e che sto facendo in questi giorni, perché per me la politica estera non è una materia lontana, è il modo a volte più concreto che si ha per difendere l’Italia, per difendere il lavoro degli italiani, per difendere il futuro stesso della nostra Nazione”. |
| POLICY FOCUS – EUROPA E MONDO |
| ▪️In questo momento, con la guerra in Medio Oriente e il blocco dello stretto di Hormuz, i Paesi devono resistere alla tentazione di vietare o restringere le esportazioni di petrolio e carburanti. Per evitare di aggravare la crisi, soprattutto nei Paesi asiatici più esposti, gli Stati devono evitare di accumulare prodotti petroliferi, vanificando così l’effetto del rilascio delle scorte. Lo ha detto il direttore esecutivo dell’Aie, Fatih Birol, in un’intervista al Financial Times, pubblicata oggi sul quotidiano britannico. L’appello di Birol a non imporre restrizioni all’export richiama quello dei membri del G7 la settimana scorsa (v. Staffetta 31/03). ▪️Le esportazioni di petrolio greggio dal terminal di Sheskharis, nel porto russo di Novorossiysk sul Mar Nero, sono state sospese dopo un massiccio attacco con droni e un incendio, hanno riferito martedì due fonti a conoscenza della situazione. Il terminal, che normalmente carica circa 700.000 barili al giorno di greggio, è il principale sbocco petrolifero della Russia sul Mar Nero. La sua sospensione si aggiunge alle difficoltà delle infrastrutture russe, già colpite ripetutamente da attacchi. ▪️Eni ha annunciato oggi una “significativa scoperta di gas e condensati in Egitto”, a seguito della perforazione con successo del pozzo esplorativo Denise W 1, nella concessione Temsah, situata offshore nel Mediterraneo orientale. Le stime preliminari indicano circa 2 trilioni di piedi cubi (Tcf) di gas (circa 56 miliardi di metri cubi) inizialmente in posto (GIIP) e 130 milioni di barili di condensati associati. ▪️ “Taxation of windfall profits” o “Tassazione dei profitti straordinati”. È l’oggetto della lettera inviata sabato scorso al commissario UE per il Clima, Wopke Hoekstra, dai ministri dell’Economia e delle Finanze di cinque paesi europei (Markus Marterbauer per l’Austria, Joaquim Miranda Sarmento per il Portogallo, Lars Klingbeil per la Germania, Carlos Cuerpo per la Spagna e Giancarlo Giorgetti per l’Italia). Il conflitto in Medio Oriente, si legge nella lettera diffusa dal ministro spagnolo su X, “ha causato un aumento dei prezzi del petrolio, imponendo un peso significativo all’economia europea e ai cittadini europei. È importante garantire che questo onere venga distribuito in modo equo. Alla riunione dell’Eurogruppo del 27 marzo 2026, abbiamo sostenuto e sostenuto misure per tassare i profitti straordinari delle aziende energetiche. Uno strumento del genere è stato introdotto già nel 2022 tramite un contributo temporaneo di solidarietà istituito dal Regolamento (UE) 2022/1854 del 6 ottobre 2022”, si legge nella lettera. ▪️La Francia lancerà nelle prossime settimane aste per progetti eolici offshore per 10 GW di cui 5 GW galleggianti e 5 con basamento prevedendone l’assegnazione tra fine 2026 e inizio 2027 per una tariffa media del MWh “inferiore a 100 € per MWh”. |
| POLICY FOCUS – MERCATI |
| ▪️Sui circuiti elettronici internazionali le quotazioni del petrolio si sono mosse come sempre poco durante i giorni di festeggiamento della Santa Pasqua: per ben due giorni, venerdì 3 e lunedì 6 aprile, il Platts non ha effettuato le consuete rilevazioni sulle quotazioni dei prodotti petroliferi. Inoltre i volumi di futures scambiati al Nymex e all’Ice sono stati come sempre inferiori al solito, coerentemente con una minore liquidità. Continua il sorpasso del Wti sul Brent, accompagnato a un riequilibrio nel mercato dei futuri al Nymex: gli speculatori riducono il netto lungo, aumentando le coperture ribassiste, mentre i commerciali attenuano le posizioni corte, segnalando un minore bisogno di hedging (v. tabella). La divergenza configura una fase di transizione: il rafforzamento del Wti rispetto al Brent appare più in cerca di stabilizzazione che di ulteriore estensione. Il sorpasso del Wti sul Brent si inserisce anche in un contesto di mercato segnato dalla delusione per l’ultima riunione OpecPlus, che non ha fornito indicazioni forti né nuove misure di sostegno ai prezzi, limitandosi ad aumentare la produzione di altri 206.000 b/g a partire da maggio. Un aumento che peraltro potrebbe restare sulla carta. |
Per approfondire le informazioni del Policy Focus puoi trovare dettaglio su: StaffettaQuotidiana, QE, AGEEI
