Policy focus – 8 luglio 2024

POLICY FOCUS – ITALIA 
▪️In meno di un anno e mezzo l’Italia si è quasi del tutto affrancata dalle forniture di gas russo, come ricordato questa settimana anche da Proxigas. Nel contempo lo ha fatto in modo molto diverso da quanto prevedeva il nostro Piano nazionale energia e clima, inviato nei giorni scorsi a Bruxelles. Un confronto a bocce ferme tra la tabella pubblicata pag. 149 del Pniec, in cui il Mase ipotizza scenari di contrazione delle forniture e possibili rimpiazzi, e i dati effettivi dei flussi e degli scambi mostra prima di tutto due cose: che la riduzione dei volumi dalla Russia è stata molto più rapida e pronunciata del previsto e, al tempo stesso, che il grosso della compensazione non è venuto da maggiori forniture dall’estero, come stimava il Piano, bensì dal calo della domanda, che a risultato esattamente il doppio di quello ipotizzato. Terzo elemento chiave: dell’incremento delle importazioni da Paesi alternativi, finora molto poco si è concretizzato delle stime sull’Africa, col disallineamento più vistoso tra previsioni e volumi effettivi per Algeria ed Egitto, mentre un vero boom, come già visto lo scorso anno, si è visto per i flussi via tubo dalla Norvegia e per quelli via nave dagli Usa.

▪️Il piano Mattei che la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha annunciato nel suo primo discorso alle Camere “è quasi pronto, arriverà alle Camere per il parere delle commissioni probabilmente a luglio”. La presidenza del Consiglio risponde così alla Staffetta, senza sbilanciarsi oltre. Il testo è stato promesso a più riprese e, in attesa che si materializzi, il decreto-legge Infrastrutture dello scorso 26 giugno stanzia nuovi fondi: oltre 750 milioni, di cui 500 arriveranno da Cdp e dal risparmio dei libretti e dei buoni fruttiferi postali. Il DL è al vaglio del Parlamento, la commissione Ambiente della Camera ha ricevuto il testo in settimana.

▪️Rispetto ai primi sei mesi dell’anno scorso, nel primo semestre del 2024 le installazioni di impianti eolici e fotovoltaici sono cresciute del 43%, attestandosi a 3.704 MW di nuova capacità allacciata alla rete. L’aumento, però, è stato diseguale: sono aumentati soprattutto i grandi impianti fotovoltaici utility scale (1.201 MW contro 354 MW, ovvero +240% anno su anno); sono aumentati, ma meno, gli impianti fotovoltaici di taglia commerciale e industriale (1.155 contro 720 MW, +60%) e gli impianti eolici (363 contro 272 MW, +33%); sono diminuite le installazioni di impianti fotovoltaici di taglia residenziale (985 contro 1.248 MW, -21%). Lo rivelano i dati Terna sulla consistenza delle fonti rinnovabili pubblicati ieri.

▪️Potenziare il riciclo di materie prime critiche, a partire dai rifiuti elettrici ed elettronici; investire nella formazione di ingegneri minerari e operai; coinvolgere maggiormente le Regioni interessate; rivedere il ruolo di Ispra, che ha bisogno di più tempo e di più finanziamenti per svolgere le attività di mappatura previste dal DL Miniere; coinvolgere il settore della difesa, che ha una forte domanda di materie prime critiche. Sono alcuni degli spunti emersi dalla settimana di audizioni sul DL Miniere che ha organizzato la commissione Attività produttive della Camera 

▪️Sono 44 le audizioni in programma sul DL Infrastrutture. La commissione Ambiente della Camera ha stilato l’elenco dei soggetti
POLICY FOCUS – EUROPA E MONDO
▪️La versione 2024 del Pniec, appena inviata a Bruxelles, introduce i necessari aggiornamenti, ma in larga misura conferma l’impostazione di quella precedente. L’ammontare complessivo di risparmio energetico cumulato si traduce in 73,42 Mtep di risparmi di energia finale da conseguire tramite politiche attive nel periodo 2021-2030, a fronte dei 51,4 Mtep previsti al 2030 dal precedente Pniec. A tal fine si punta prioritariamente sugli interventi di efficienza energetica in ambito civile e trasporti.Il documento non ne parla, ma il primo dei due obiettivi contrasta col mancato recepimento della Direttiva europea sull’ efficientamento energetico degli edifici, evidentemente contando su un suo ridimensionamento dopo i risultati delle elezioni europee.  Per realizzare l’obiettivo trasporti, la quota Fer è prevista passare da 8% nel 2022 a 34,2% nel 2030. Un balzo non da poco, che non modifica però il contributo delle auto elettriche, fermo a quasi 6,5 milioni di veicoli al 2030 di cui circa 4,3 milioni di veicoli elettrici puri (Bev). A colmare il gap, more solito ci penseranno magicamente i biocarburanti.

▪️Mentre in Germania le auto elettriche perdono decisamente colpi senza incentivi e in Italia si vendono solo con gli incentivi, si affacciano nuove crepe sulla scelta mono-tecnologica della (prima?) Commissione von der Leyen per la decarbonizzazione del settore automobilistico – in piccola parte corretta con l’eccezione per gli e-fuel che in futuro potranno affiancare l’idrogeno, resasi necessaria per l’approvazione del regolamento 2023/851. Si fa infatti più complessa la relazione tra Unione europea e Cina per quanto riguarda il commercio di veicoli elettrici a batteria (Bev) prodotti in Cina ed esportati nel Vecchio Continente.
POLICY FOCUS – MERCATI
▪️Mercato internazionale. Nella settimana in cui in Usa si festeggia il giorno dell’Indipendenza, il 4 luglio, le quotazioni dei greggi sono salite e le previsioni sull’andamento del barile sono tornate ad essere rialziste. Nella settimana monitorata, il Paniere Opec, composto da 12 greggi diversi, è salito a 87,51 dollari al barile (+1,46), il Light crude a 83,88 (+2,14), il Brent a 87,43 (+1,04). In merito ai prodotti, la media delle quotazioni Cif della benzina 10 ppm è salita a 895,75 $/t (+48,88), del gasolio 10 ppm è scesa a 819,25 (-13,25), del risca 0,1% è salita a 803,25 (+14,38) del Btz a 548,25 (+10,75), dell’Atz a 523 (+34,5). In particolare sul mercato Cif di Rotterdam la quotazione del diesel 10 ppm presenta oscillazioni che vanno da un minimo di 819 ad un massimo di 819,5 dollari tonnellata, quelle della benzina da 907,25 a 907,75.

▪️Mercato interno.  Luglio è partito in salita per i rivenditori extra-rete. Rispetto a venerdì scorso, in base alle indicazioni giornaliere del Mediterraneo, la benzina è salita di 11 euro per mille litri, il gasolio autotrazione (agricolo e motopesca) di 7 e il denso Btz di 9 euro per mille chili. Il gasolio risca 0,1 invece, tra alti e bassi, è rimasto invariato. Questa mattina la benzina ha perso 4 euro, i gasoli autotrazione e agricolo 12, il risca 15 e il denso Btz 3. Lunedì la benzina rincarerà di 10 euro, i gasoli di circa 3 e il denso Btz di 1. Forte rialzo della media settimanale del Gpl miscela (uso comb), a seguito della pubblicazione dei prezzi di contratto Bethioua di luglio. A peggiorare la situazione le criticità alle raffinerie di Trecate da venerdì scorso e Sannazzaro da martedì.