| POLICY FOCUS – ITALIA |
| ▪️Terna ha pubblicato per la consultazione dei soggetti interessati una proposta di aggiornamento del Codice di Rete funzionale al ripristino della partecipazione operativa di Terna alla piattaforma per lo scambio di energia di bilanciamento da riserve automatiche per il ripristino della frequenza (aFrr) sospesa a inizio 2024 (v. Staffetta 04/03/24). Il termine per le osservazioni è l’8 giugno. ▪️Il Garante della privacy ha comminato sanzioni per milioni di euro e imposto stringenti misure correttive nei confronti di Acea Energia e di un network di agenzie e società “coinvolte in un massivo sistema di procacciamento di contratti per l’attivazione di forniture di luce e gas basato su pratiche di telemarketing aggressivo e trattamento illecito di dati personali”. Lo comunica l’Autorità Garante. ▪️È stato presentato ieri in una conferenza stampa alla Camera dei deputati l’intergruppo parlamentare per la competitività promosso dall’onorevole Luca Squeri e dal senatore Adriano Paroli (Forza Italia). L’intergruppo, che ha scelto I-Com come partner tecnico-scientifico, nasce con lo scopo di creare un forum trasversale di confronto sulle sfide cruciali che l’Italia e l’Europa devono affrontare per rafforzare la propria competitività nel contesto globale, anche alla luce delle indicazioni contenute nel Rapporto Draghi. ‘Autorità per l’energia ha disposto 3 verifiche ispettive su altrettante società di vendita di energia su un apparente “utilizzo improprio” del Sistema Informativo Integrato (Sii). La delibera in questione, è la 183/2025 e vi si legge che gli uffici di Arera hanno ricevuto segnalazioni dagli operatori, nonché dal gestore del Sii – ovvero Acquirente Unico – e dallo Sportello del consumatore, su casi di imprese di vendita di energia elettrica e gas naturale di “gestione non conforme dei processi tecnici e commerciali afferenti alla gestione delle forniture, attraverso un utilizzo apparentemente improprio del Sii”. ▪️Assogasliquidi accoglie con favore il piano della Commissione europea per l’automotive, che ha previsto di anticipare al 2025 la revisione del regolamento sulle emissioni auto (v. Staffetta 05/03), ma ritiene necessario che la Commissione, nel rispetto del principio di neutralità tecnologica, elimini la messa al bando delle auto a combustione interna nel 2035. Ciò consentirebbe di valorizzare i biocarburanti e i prodotti gassosi come Gnl e bioGnl. La Commissione dovrebbe rivedere anche il regolamento sui veicoli pesanti, inserendo il fattore di correzione della CO2. Lo ha detto oggi il presidente di Assogasliquidi, Matteo Cimenti, audito in commissione Attività produttive sul piano auto della UE. Cimenti ha ricordato inoltre come i prodotti gassosi, fossili e bio, consentano da subito di ridurre le emissioni delle auto, mentre rappresentino la soluzione più pronta e disponibile per decarbonizzare il settore dei veicoli pesanti. La commissione Attività produttive ha ascoltato oggi, sullo stesso tema, anche il vicepresidente dell’Emilia-Romagna Vincenzo Colla, Aci, Volkswagen Group Italia, Bosch Italia, Brembo N.V., Dumarey automotive Italia e Fagioli Spa, il Politecnico di Torino e l’Unrae. ▪️Faccio seguito alle puntuali ed incisive considerazioni fatte dal dottor Gallitelli, segretario generale di Assopetroli-Assoenergia e pubblicate sulla Staffetta (v. Staffetta 05/05), con riferimento alle verifiche della Guardia di Finanza, che coinvolgono, da tempo, operatori del settore ad oggetto l’alterazione del punto di infiammabilità.Nel merito, qualora il c.d. “flash point” venga ritenuto, in sede di verifica, non conforme al limite prescritto dalla normativa di riferimento, vengono eccepite responsabilità penali nei confronti del titolare, del gestore oppure del rappresentante legale e si provvede all’applicazione di provvedimenti cautelari (sequestro delle cisterne e delle pistole erogatrici), quali strumenti utilizzati per il reato.Estrapolo tre passaggi dalla lettera del dottor Gallitelli alla Staffetta: “Monitorare puntualmente questo parametro a ogni passaggio è irrealizzabile, anche per l’uso promiscuo delle flotte di trasporto – una prassi diffusa e non facilmente evitabile. Tale modus operandi può comportare contaminazioni accidentali (residui di benzina che abbassano il flash point del gasolio), note e riconosciute anche dagli organi di controllo … Si tratta di criticità reali, da affrontare con misure correttive mirate, non certo con campagne penali come l’attuale “campagna carburanti”, fatta di sequestri e denunce che si dimostrano infondate già in fase preliminare o processuale … Resta tuttavia assente un vero cambiamento nell’approccio ai controlli. Ancora oggi, la semplice non conformità al flash point comporta automaticamente la segnalazione alle Procure, anche in presenza di documentazione completa e tracciabile …”.Le considerazioni da fare devono però riguardare l’applicazione delle norme rebus sic stantibus, in termini di regolamentazione penale ed amministrativa.La prima considerazione da fare è che tipicamente la richiesta di prelevamento proviene dai Comandi regionali nell’ambito di Protocolli di intesa relativi ai rapporti di collaborazione tra Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e Guardia di Finanza.Dunque non verifiche occasionali, ma operazioni strategicamente concordate nell’ambito di una specifica linea operativa.Ne deriva la presumibile consapevolezza, da parte dei verificatori, della entità della problematica che si va a sollevare con i rilievi de qua.Mi sono occupato più volte della questione, ottenendo per primo, ancora in fase di indagini in corso, l’archiviazione dal tribunale territorialmente competente. Quindi con sufficiente cognizione di causa va detto che non si può non tener conto dei distinti ruoli e delle distinte competenze operative.Il problema sulle condizioni ed i presupposti che possono portare a promuovere di indagini in sede penale comporta quello che può essere definito un atto dovuto da parte della magistratura che fa seguito alla notizia criminis contenuta nel processo verbale di prelevamento ed al verbale di sequestro.Tutto ciò a prescindere da come evolvono le indagini.La questione, è di tutta evidenza, va risolta a monte.Non si può certo chiedere alla Procura di non dar vita ad indagini, seppure esse dovessero poi sfociare in una archiviazione oppure in un processo con assoluzione, così come non si può chiedere un cambiamento nell’approccio ai controlli da parte della Guardia di Finanza.Non c’è alcuna svolta, a mio parere, rigidamente penalistica, tant’è che in sede di contenzioso o di formulazione di memorie a difesa ben strutturate finalizzate al dissequestro oppure alla archiviazione si può ottenere un risultato nell’immediatezza.È del tutto evidente che sono le condizioni oggettive cui derivano le contestazioni che vanno rimosse.È compito del legislatore prendere coscienza delle cause o delle concause che comportano una alterazione del punto di infiammabilità, che poco hanno a che vedere con il reato tipicamente contestato di frode in commercio, e provvedere di conseguenza. Nel merito, qualora si parta dalla evidenza oggettiva e comprovata dalle analisi (anche verificate) di non conformità del punto di infiammabilità alla luce dei limiti consentiti normativamente, con conseguente applicazione del provvedimento cautelare (sequestro), la verifica della insussistenza del dolo o della colpa in capo al gestore, al titolare dell’impianto, al trasportatore o al titolare del deposito fornitore del prodotto richiede tempo con conseguente danno economico in capo all’azienda scagionata.Le criticità sorgono con riferimento ai reati contestati già nella fase delle indagini, così come nel perdurare del sequestro oltre i limiti del necessario, secondo i canoni giuridici tipici di un sequestro probatorio, spesso forzato appunto nella sua durata.Delle due l’una: o si provvede a modificare i limiti consentiti del punto di infiammabilità (proprio in considerazione dei precedenti anche giurisprudenziali) oppure, cosa più difficile e sicuramente costosa (ritenuta irrealizzabile da Gallitelli), con riferimento alle procedure ed alle modalità di carico del prodotto sulle autobotti, il personale addetto ad effettuare gli stessi per le consegne, prima di ogni carico, dovrà verificare che gli scomparti non contengano residui di prodotto relativo alla consegna precedente, contrariamente provvedere allo svuotamento del residuo; soluzione quest’ultima difficilmente praticabile nella realtà aziendale quotidiana. |
| POLICY FOCUS – EUROPA E MONDO |
| ▪️La Commissione europea ha deciso di inviare un’ulteriore lettera di costituzione in mora all’Italia per non aver recepito integralmente e correttamente la direttiva sulle emissioni industriali e per non aver rispettato alcune disposizioni di tale direttiva per quanto riguarda lo stabilimento Acciaierie d’Italia (ex Ilva) di Taranto. La direttiva, ricordla la Commissione in una nota, mira a prevenire, ridurre e, per quanto possibile, eliminare l’inquinamento derivante dalle attività industriali al fine di proteggere la salute umana e l’ambiente. ▪️La Commissione europea ha inviato alla Romania un parere motivato, secondo passo della procedura di infrazione, sulla norma introdotta a marzo 2022, ai tempi della crisi del prezzi energetici, che impone alle società che estraggono gas nel Paese di venderne una quota a un prezzo fisso e calmierato alle società di vendita al mercato finale e alle imprese termoelettriche. Lo ha annunciato ieri la stessa Commissione, ricordando che la misura equivale alla reintroduzione di prezzi regolamentati sul mercato all’ingrosso, non ammessa dalla normativa europea in quanto distorce i segnali di prezzo e l’efficace funzionamento del mercato interno. ▪️L’Agenzia europea per la cooperazione tra i regolatori dell’energia ha pubblicato per la prima volta i due nuovi rapporti previsti dal recente aggiornamento 2024 del regolamento Remit per l’integrità e la trasparenza dei mercati energetici. I due report riguardano, il primo, le persone che organizzano transazioni a titolo professionale (Ppat), con particolare riferimento loro preparazione nel rilevare e segnalare attività sospette nel mercato energetico come previsto dal Regolamento e, il secondo, le Autorità nazionali di regolamentazione, destinatarie sempre ai sensi del Remit delle segnalazioni di transazioni e ordini sospetti (Stor) inviate dai Ppat, nonché incaricate delle azioni di controllo e sulle sanzioni. |
| POLICY FOCUS – MERCATI |
| ▪️Le prossime aste per gli incentivi del decreto Fer2, da svolgersi nel 2025, riguarderanno impianti a biogas fino a 300 kW, a biomasse fino a 1 MW e fotovoltaici “floating” su acque interne, mentre è ancora in “lista d’attesa” l’eolico offshore. Lo ha stabilito il ministero dell’Ambiente con il decreto direttoriale n. 13 del 7 maggio, pubblicato oggi sul sito e in vigore da domani. ▪️La società danese Ørsted ha annunciato ieri che non procederà alla costruzione dell’impianto eolico offshore Hornsea 4 nel Regno Unito perché non ha più senso economico.“Dopo un’attenta valutazione, abbiamo deciso di interrompere lo sviluppo del progetto Hornsea 4 nella sua forma attuale, ben prima della decisione finale di investimento prevista per la fine dell’anno”, scrive Rasmus Errboe, presidente e ceo del Gruppo in una nota, dal momento che “gli sviluppi macroeconomici avversi, le continue difficoltà sugli approvvigionamenti e i crescenti rischi di esecuzione, di mercato e operativi hanno eroso la creazione di valore”. ▪️Sui circuiti elettronici internazionali, le quotazioni di greggi e prodotti continuano a essere molto instabili. Tuttavia il Brent continua a difendere quota 60. Secondo i nuovi dati della Energy Information Administration Usa, pubblicati mercoledì, le scorte di petrolio greggio negli Stati Uniti hanno registrato un calo di 2 milioni di barili nella settimana conclusasi il 2 maggio (v. tabella), nonostante il contestuale aumento delle importazioni da 5,5 a 6 milioni di barili giorno. Per quanto riguarda la benzina per autotrazione, l’Eia ha stimato che le scorte siano aumentate di 200.000 barili nella stessa settimana, con una produzione giornaliera media di 9,7 milioni di barili. Questo dato si confronta con una diminuzione delle scorte di 4 milioni di barili nella settimana precedente. Per i distillati medi, l’Eia ha stimato un calo di 1,1 milioni di barili, con una produzione in aumento a 4,7 milioni di barili al giorno. Questo dato si confronta con un aumento delle scorte di 900.000 barili nella settimana precedente. Le scorte di distillati sono ora inferiori del 13% rispetto alla media quinquennale per questo periodo dell’anno. Le raffinerie stanno lavorando di più: il tasso di utilizzo degli impianti è salito dall’88,6 all’89%. Mercoledì il Paniere Opec, composto da 12 greggi diversi, è scivolato a 61,12 dollari al barile (-0,69), il Light crude a 58,07 (-1,02), il Brent a 61,21 (-1,03). In merito ai prodotti, la media delle quotazioni Cif di mercoledì della benzina 10 ppm è scesa a 670,13 dollari alla tonnellata (-7m5), quella del gasolio 10 ppm a 591,88 (-13), del risca 0,1 a 591,75 (-12,25), del Btz a 394,5 (-0,63), dell’Atz a 387 (-4,25). Nell’ambito di una forchetta indicativa, le quotazioni di mercoledì in dollari tonnellata (in parentesi euro/tonnellata): benzina 10 ppm 645/685 (568/603), gasoli 577/593 (508/522), Btz363/393 (320/346), Atz 364/393 (320/337). Cambio euro/dollaro di mercoledì a 1,136. |
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