PRIMO EPISODIO DEL NOSTRO TALK “UN CAFFE’ CON… Il Governo Draghi tra assetto politico e piano di ripresa” ONLINE SU RADIO RADICALE

Assopetroli-Assoenergia ringrazia quanti hanno preso parte al talk ‘Un Caffè Con…’ Mario de Pizzo, inviato politico del Tg1, e Michele Governatori, conduttore di ‘Derrick’ su Radio Radicale sullo scenario politico e l’agenda del Governo Draghi, passando per l’atteso Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza con le misure sul fronte ambientale ed energetico. Sono emersi spunti di lettura interessanti che hanno reso l’appuntamento originale nel suo taglio sia politico che tecnico.

L’appuntamento è disponibile su Radio Radicale 
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FOCUS Intervento Andrea Rossetti 

  • Occorre soffermarsi su 4 elementi di scenario generale:
    1) 
    Certamente la campagna vaccinale segna una possibile uscita dal tunnel che non è solo dalla pandemia, ma anche dalla condizione emergenziale di diversi settori economici;
    2) L’altro dato di contesto è il Recovery Plan, una convergenza irreversibile tra UE ed USA che potrà preludere all’unione politica. In poco tempo abbiamo visto franare alcuni pilastri di una certa ortodossia fiscale che ha governato l’UE prima della crisi pandemica. L’ammontare messo a disposizione solo per l’Italia in termini reali al netto dell’inflazione supera il piano del 1948 che era destinato all’Europa post bellica. Un’occasione storica.
    3) Il terzo elemento di scenario è quello della questione climatica. Abbiamo assistito all’innalzamento degli obiettivi climatici a livello europeo. Ciò segna una crescita delle ambizioni continentali con la conseguenza che tutti i Piani nazionali per l’energia e il clima devono essere riscritti, spetta al nuovo esecutivo;
    4) Il quarto elemento è l’agenda climatica dell’amministrazione USA con una dimensione orientata al multilateralismo. E’ fondamentale adottare obiettivi globali e policy coordinate.
  • C’è ora la preoccupazione dovuta all complessità di impiego di risorse così ingenti in temi così ridotti. Ciò per l’Italia pone un problema nella gestione manageriale dei processi, è fondato il timore che questa sfida non siamo in grado di portarla avanti nel migliore dei modi.
  • L’infrastruttura dei carburanti è un patrimonio di cui il paese deve servirsi per traguardare gli obiettivi della decarbonizzazione dei trasporti. L’infrastruttura che abbiamo è in grado di distribuire tutti i carburanti della filiera DAFI. La rete italiana è rispondente alle sfide del tempo, ma questo non vuol dire che non si debba fare anche un ragionamento serio sull’elettrico: occorre programmare lo sviluppo di infrastruttura pari a quella della domanda. Occorre innovare, ristrutturare e investire in più direzioni, ma anche coesione e convergenza degli obiettivi nel tempo.
  • Occorre dare degli elementi di stabilità alla programmazione economica degli investimenti, perché questo sforzo poggia sugli investimenti privati. Ci devono essere condizioni regolatorie e incentivanti che dentro al Recovery Plan possono trovare risposta efficace.
  • C’è poi la questione della criminalità organizzata nella filiera distributiva che ha causato ingenti danni erariali. Ci sono vulnerabilità importanti che bisogna affrontare nella sfida di questo Piano.
  • Tra le potenzialità della rete distributiva occorre segnalare anche la struttura proprietaria, circa il 60% fa capo a realtà diverse rispetto alle multinazionali petrolifere. Abbiamo un tessuto di PMI che sono sul mercato e vogliono assicurare una filiera di qualità, un tessuto imprenditoriale dinamico e proattivo rispetto al cambiamento. Basti pensare che sulla distribuzione del GNL la quasi totalità degli impianti distributivi in essere o in corso di realizzazione fa capo a questo tessuto di imprese. E’ un dato positivo che denota la reattività al cambiamento.
  • Sul vettore elettrico ci preoccupiamo di individuare dei modelli tecnici e di business adeguati alla sfida, vanno individuati i pilastri del progetto, vanno calibrati i piani di sviluppo. Non aiutano fughe in avanti da autorità nazionali o locali, come il Piano adottato dal Comune di Milano in modo del tutto svincolato da requisiti tecnici ed economici.
  • Procedere in modo dogmatico in un settore come questo è controproducente, vuol dire mettere sabbia nell’ingranaggio del motore e farlo fermare.
  • Con lo standard emissivo Euro 6 si sono già raggiunti risultati straordinari che consentirebbero di realizzare già oggi gli obiettivi di decarbonizzazione se noi riuscissimo ad agevolare il rinnovo del parco circolante, c’è un’obsolescenza complessiva del parco circolante. Occorre un approccio incentivante e tecnologicamente neutrale. L’industria dell’automobile in Europa può ancora dare un contributo importante ed essere il perno di una ripresa economica. Sull’auto elettrica occorre una riflessione sulle infrastrutture: dobbiamo tendere a uno scenario a medio termine in cui la ricarica non potrà non essere veloce e quindi necessiterà di infrastrutture di ricarica diverse da quelle odierne, ciò vuol dire media tensione e accumulI dedicati. Su questo la rete dei carburanti è pronta ad accogliere la sfida.
26/02/2021