QE – ASSOPETROLI: “FIT FOR 55 PREGIUDICA IL FUTURO DELL’AUTOMOTIVE E DELLA DISTRIBUZIONE”

Articolo di Quotidiano Energia del 18 novembre 2021

L’associazione, ascoltata dal Dipartimento Politiche Ue, chiede di mettere al centro la neutralità tecnologica

Fit for 55 potrebbe pregiudicare la domanda di carburanti low carbon e, di conseguenza, il futuro dell’automotive e del comparto distributivo. È il messaggio lanciato ieri da Assopetroli durante un’audizione presso il Dipartimento delle Politiche Ue. L’incontro rientra in un ciclo di riunioni con gli stakeholder organizzate per avviare un confronto sul pacchetto europeo.
Nel documento presentato da Assopetroli (disponibile in allegato insieme alle slide), viene evidenziato come le misure proposte dalla Commissione generino un quadro “complessivamente sfavorevole per gli investimenti sui low carbon fuels e sulle infrastrutture della distribuzione. In particolare, la modifica sugli standard di emissione dei veicoli “determinerà la messa al bando del motore endotermico” nel trasporto leggero, mettendo a rischio anche lo sviluppo dell’automotive.

In questo contesto, si puntualizza, le Pmi attive nella vendita di carburante restano “spiazzate”: le spese già affrontate per modernizzare la rete e offrire nuovi prodotti (dal metano al Gnl) potrebbero infatti svalutarsi. Si creerebbero, secondo l’associazione, problematiche “di sicurezza e di tenuta in esercizio” dell’intero settore. Il tutto alla luce di un beneficio ambientale “da dimostrare”, considerato che il parco auto europeo pesa per l’1% sulle emissioni di CO2 globali.

Viene dunque sottolineata la “necessità” di ridare centralità al concetto di neutralità tecnologica, senza lasciare spazio a “preclusioni ideologiche”, al fine di modernizzare la rete e trovare soluzioni sempre più performanti dal punto di vista ambientale. Si fa poi riferimento ad uno studio della Volvo che ha comparato le emissioni di due auto, una elettrica e l’altra a benzina, con un calcolo basato sul ciclo di vita (Lca o Life cycle Assesment).

Il risultato dell’analisi dimostra che alla produzione delle e-car si associa “una intensità carbonica superiore” rispetto a quella delle auto ad alimentazione fossile. Il rapporto si inverte allo scarico, ma le vetture EV diventerebbero complessivamente meno inquinanti solo dopo aver percorso 110.000 km: una distanza che viene generalmente coperta in 7 anni. Per Unrae il parco circolante italiano ha una media di 11,5 anni: le differenze a livello di emissioni, specialmente per le city car, non sarebbero “così macroscopiche” come sembrano.

Il biometano liquefatto derivato da scarti zootecnici ha poi emissioni negative con il metodo Lca, ma non potrebbe essere utilizzato nei veicoli leggeri immatricolati dopo il 2035.

La Commissione, continua Assopetroli, sta “minando” l’attrattività e la sostenibilità economica degli investimenti nei low carbon fuels, con conseguenze sulla decarbonizzazione dei settori hard to abate. Seguire il principio di neutralità tecnologica permetterebbe inoltre di aumentare l’indipendenza energetica europea, tutelando l’ambiente, sfruttando mezzi già in circolazione e usando un’infrastruttura distributiva esistente.

Un ultimo passaggio viene dedicato ad una proposta avanzata dall’associazione e relativa allo scambio di certificati per i carburanti a basse emissioni di CO2. Si tratterebbe di un meccanismo simile ai Cic (certificati di immissione in consumo), ma su base volontaria: i fornitori potrebbero erogare più low carbon fuels di quanto loro richiesto, ottenendo così dei “ticket” da cedere alle case automobilistiche.

Gli incontri con gli stakeholder sulle misure di Fit for 55, fa sapere il Dipartimento Politiche Ue, continueranno nelle prossime settimane, anche se non c’è un calendario stabilito per le riunioni.

19/11/2021

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