Risposta interrogazione 15 gradi

Cali carburanti, il Governo: nessun problema

La risposta a un’interrogazione in commissione Finanze alla Camera

La questione dei cali carburanti non rappresenta un problema da un punto di vista fiscale, mentre da un punto di vista commerciale rientra nell’ambito dei rapporti contrattuali tra compagnie e gestori e per i consumatori il problema non si pone perché le cisterne sono interrate e quindi è molto ridotta la possibilità di erogare benzina “calda”. Così il vice ministro dell’Economia Luigi Casero ha risposto ieri per iscritto all’interrogazione sui cali presentata dell’onorevole Simonetta Rubinato (Pd) in commissione Finanze alla Camera (v. Staffetta 09/12/15).

 

Casero ha citato in particolare la circolare 6/D dell’Agenzia delle dogane dello scorso giugno (v. Staffetta 06/08/15). L’esponente del Governo ha sottolineato che “la facoltà di commercializzare volumi di prodotti, tra i soggetti obbligati e i gestori dei distributori di carburante e questi ultimi e i consumatori finali, a temperatura ambiente non genera una concreta zona grigia di elusione fiscale perché, come ampiamente chiarito, la commercializzazione ha ad oggetto del prodotto che ha già assolto l’accisa”. Quanto ai danni economici che i gestori subirebbero da tale pratica commerciale, “la regolazione dei rapporti contrattuali rientra nell’autonomia delle parti e un intervento del legislatore nella particolare materia costituirebbe comunque una limitazione di tale autonomia”. Quanto infine alle penalizzazioni che subirebbero i consumatori a causa del fatto che i rifornimenti sono effettuati a temperatura ambiente, secondo Casero “non è chiaro rispetto a quali soggetti il raffronto viene operato, stante il fatto che anche agli esercenti-distributori il carburante viene contabilizzato a temperatura ambiente” e “in ogni caso non appare fondata l’asserzione secondo cui solitamente ai consumatori viene erogato un prodotto caldo, in quanto si tratterebbe di carburante appena travasato dall’autobotte alla cisterna. È vero, infatti che mediamente i distributori non ricevono le consegne di carburante con cadenza giornaliera e pertanto il prodotto erogato agli automobilisti si trova ad avere la temperatura propria della cisterna in cui è detenuto, che normalmente risulta essere piuttosto bassa tenuto conto della circostanza che i serbatoi dei distributori dei carburanti sono sempre interrati”.

Nel replicare alla risposta, Rubinato ha fatto riferimento al recente servizio andato in onda nell’ambito del programma tv “Le Iene” (v. Staffetta 17/02). secondo la deputata, ”l’installazione, entro un congruo termine” dei compensatori di volume “non costituirebbe un adempimento particolarmente gravoso, e consentirebbe la corretta e uniforme misurazione dei volumi di carburante erogati rispetto al prezzo pagato dal consumatore finale, oltre a garantire il corretto esplicarsi dell’autonomia contrattuale tra le parti, a beneficio dei gestori di distributori, i quali risultano, altrimenti, penalizzati dall’evidente squilibrio di forze rispetto alle compagnie petrolifere”. Rubinato ha pertanto chiesto al Governo di “approfondire ulteriormente la questione posta dall’interrogazione, domandando, in particolare, che vengano trasmessi al Parlamento gli eventuali studi svolti dall’Amministrazione finanziaria sulla problematica in esame in occasione della predisposizione della circolare n. 6/D dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli, citata nella risposta”.


 

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Pubblicato dalla Staffetta il 19 febbraio 2016

19/02/2016