SQ | Assopetroli: bene l’e-Das, no a estensione Infoil

COMUNICATO STAMPA INTEGRALE

Articolo pubblicato il 2 dicembre 2020 da Staffetta online

Gli strumenti contro le frodi ci sono, non gravare ulteriormente sulle Pmi

Con l’entrata in vigore, ieri, dell’obbligo di (e-Das) la “cassetta degli attrezzi” per la lotta alle frodi è completa. Per questo l’estensione dell’Infoil ai depositi oltre i 3.000 mc, introdotta con il disegno di legge di Bilancio, è un onere inutile che grava sulle Pmi del settore, già colpite da una grave crisi. È il messaggio che manda Assopetroli-Assoenergia in una nota diffusa ieri sera sulla partenza dell’obbligo di e-Das dal 1° dicembre, il sistema di tracciamento elettronico dei carburanti.

L’e-Das, sottolinea Assopetroli, giunge dopo un lungo processo di consultazione e affinamento ed è tra i principali strumenti per il contrasto all’illegalità che da circa un decennio ha pervaso il settore dei carburanti. In quanto tale “è stato sin dall’inizio attivamente promosso da Assopetroli-Assoenergia”. Si tratta, sottolinea l’associazione, dell’ennesimo “convinto tributo (auspicabilmente l’ultimo) che le Pmi del comparto danno al tracciamento della circolazione dei carburanti, nella speranza che questo importante ingranaggio completi la macchina amministrativa del controllo e della repressione degli illeciti che colpiscono il mercato e le imprese integre del settore”.

Il connubio tra e-Das e fatturazione elettronica, insieme alle “innumerevoli nuove norme e prassi sommatesi negli ultimi anni, rende ormai conoscibile in tempo reale ogni movimento fisico e ogni transazione commerciale del settore. Per questo motivo – prosegue la nota – imporre ulteriori oneri, soprattutto in una fase di crisi così dura, rischia di aggiungere pressoché nulla in termini di potenziamento del contrasto mentre, di contro, può avere effetti esiziali sulle Pmi”.

Da qui la critica alla disposizione introdotta con il disegno di legge di Bilancio all’esame del Parlamento, sull’estensione del sistema di misurazione a distanza Infoil a tutti i depositi commerciali con capacità di stoccaggio non inferiore a 3.000 mc, un “caso di misura non proporzionata nei costi/benefici, senza la minima consultazione preventiva”. La disposizione, ricorda l’associazione, mira ad estendere ai depositi commerciali lo stesso sistema di telemisure storicizzate che è già in uso nelle raffinerie e, dal primo gennaio, nei depositi fiscali di dimensioni superiori a 3.000 mc. “Di fatto – scrive Assopetroli – si intende accomunare i depositi commerciali alle raffinerie, nonostante le differenze macroscopiche tra le due tipologie d’impianto; differenze non solo dimensionali, ma soprattutto di profilo di rischio fiscale: stoccaggio di prodotti ad accisa assolta nel primo caso, in sospensione di accisa nel secondo”.

Per l’associazione “il necessario, e benvenuto, rafforzamento dell’azione antifrode non deve tradursi in oneri sproporzionati, non concertati, che complicano inutilmente la vita delle imprese, che sono le prime vittime dell’illegalità, e che non possono sobbarcarsi di incombenze sempre nuove, che incidono pesantemente sull’operatività quotidiana. Come dimostrano le molte recenti operazioni di polizia giudiziaria, soprattutto in campo Iva, i presidi informativi per l’azione antifrode esistono, funzionano e sono da tempo nella disponibilità dello Stato”.

“È ora che il problema sia affrontato e risolto senza gravare ulteriormente sulle Pmi – conclude la nota – che stanno attraversando una crisi durissima che minaccia di estrometterle dal mercato a danno loro, dei loro dipendenti, ma anche della concorrenza e del pluralismo dell’offerta”.

Sullo stesso argomento ieri Unem ha diffuso un comunicato (v. Staffetta 30/11) sottolineando l’adempimento dell’obbligo di e-Das da parte di tutte le aziende associate e cogliendo l’occasione per esprimere invece apprezzamento per le nuove disposizioni del Ddl Bilancio.

02/12/2020

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