SQ – Assopetroli: rischi e incongruenze dello stop ai motori termici

L’audizione al dipartimento Affari europei sul pacchetto Fit for 55

Neutralità tecnologica e calcolo delle emissioni sul ciclo di vita. Ruotano attorno a questi due concetti le richieste che il presidente di Assopetroli Assoenergia, Andrea Rossetti, ha formulato ieri al dipartimento Affari europei in occasione dell’audizione sul pacchetto Fit for 55 (v. Staffetta 27/10). Il messaggio, in estrema sintesi, è il seguente: “Il motore endotermico, alimentato con carburanti low carbon, deve essere considerato a emissioni zero, alla stessa stregua dei veicoli elettrici”.

Secondo l’associazione “la messa al bando del motore endotermico” prefigurata nel pacchetto “preclude ogni prospettiva funzionale alla modernizzazione e alla razionalizzazione della rete distributiva dei carburanti low carbon” e “spingendo gli operatori (soprattutto i piccoli) a disinvestire, rischia di generare problematiche di sicurezza e di tenuta in esercizio dell’intero comparto nella delicata fase della transizione energetica”.

Assopetroli sottolinea inoltre le “incongruenze normative” che “disincentivano gli investimenti, generano stasi e rischiano di innescare un processo di dismissione degli asset”: la Dafi incentiva un “investimento infrastrutturale su tutti i carburanti alternativi”; la direttiva Red “stimola l’immissione in consumo di tutti i carburanti alternativi”; gli standard Euro 7 e sulle emissioni di CO2 dei veicoli “disincentivano gli investimenti in tutti i carburanti alternativi, perché orientati su una sola soluzione tecnologica (l’elettrico)”.

Secondo Assopetroli la rilevazione delle emissioni tank-to-wheel, che è alla base del regolamento sugli standard emissivi di CO2 per auto e furgoni, “porta a trarre conclusioni errate circa le reali performance emissive di veicoli e carburanti/vettori energetici”. Per evitare la “progressiva delocalizzazione del comparto automotive, che è un’eccellenza europea, e per scongiurare la desertificazione industriale del nostro continente, è di primaria importanza passare dall’analisi delle emissioni tank-to-wheel al life cycle assessment, ovvero ad una analisi dell’impronta carbonica sull’intero ciclo di vita di veicoli e carburanti/vettori energetici”. Questo, si legge nel documento illustrato dall’associazione, “riporterebbe il principio della neutralità tecnologica al centro del pacchetto Fit for 55, precondizione essenziale per traguardare in modo efficiente ed efficace gli obiettivi di decarbonizzazione al 2030 e al 2050, valorizzando a pieno il contributo che i low carbon fuel possono apportare in tutti i settori di impiego”. Infine, sottolinea Assopetroli, “un approccio tecnologicamente neutrale è il prerequisito per rendere attrattivi e scalabili gli investimenti in ricerca e sviluppo di nuove soluzioni tecnologiche sempre più performanti, quali i nuovi carburanti low carbon di origine rinnovabile e sintetica, che tra l’altro rappresentano un possibile ulteriore strumento di compliance (ad es. crediting system volontario per l’automotive)”.

In allegato il documento Assopetroli-Assoenergia e le relative slide illustrative.

20211117_Contributo Assopetroli

20211117_Slide_Audizione Rossetti

18/11/2021

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