SQ – Extraprofitti, allarme Assopetroli-Assocostieri: correggere il Ddl Bilancio

Articolo di Staffetta Quotidiana

Logistica e distribuzione sono “price taker”, modificare secondo il regolamento UE

01/12/2022 – La norma sul contributo di solidarietà da parte delle aziende del settore energetico (tassa sugli extraprofitti) presenta criticità anche nella nuova formulazione inserita nel disegno di legge di Bilancio. A lanciare l’allarme sono Assopetroli-Assoenergia e Assocostieri in una nota congiunta in cui chiedono di correggere la disposizione nel senso indicato dal regolamento europeo 2022/1854, escludendo gli operatori della logistica e della distribuzione che, si legge, “sono collocati nella parte intermedia della catena e sono pertanto dei meri price taker, che subiscono le decisioni di prezzo scelte a monte della filiera industriale” e sono quindi “strutturalmente e tecnicamente impossibilitate a generare extraprofitti”.

Il contributo di solidarietà straordinario previsto dall’articolo 28 del disegno di legge di Bilancio 2023, presenta “criticità per gli operatori della logistica e della distribuzione dei prodotti petroliferi, tra i quali vi sono anche numerose Pmi”, scrivono le associazioni.

La norma, si legge nella nota firmata da Dario Soria e Sebastiano Gallitelli, trae origine dall’articolo 15 del regolamento UE 2022/1854 che però, non a caso, “individuava un diverso perimetro di applicazione del contributo, includendo esclusivamente le imprese che operano nel settore dell’estrazione, della raffinazione del petrolio e della fabbricazione di prodotti di cokeria”.

La norma del Ddl Bilancio, inoltre, “prevede un contributo straordinario del 50% sull’imponibile Ires per l’anno 2022 che eccede di almeno il 10% la media del periodo 2018-2021”. Rispetto al regolamento europeo, dove la soglia prevista è del 20%, “la riduzione di questa percentuale al 10% finisca per incidere sui risultati ordinari conseguiti dalle imprese, sottraendo risorse necessarie per competere e progredire nel processo di transizione energetica”, si legge nella nota.

Le aziende italiane della logistica e della distribuzione, scrivono ancora, “sono pronte ad impegnarsi e ad investire per traguardare gli obiettivi di decarbonizzazione e per contribuire alla sicurezza energetica del Paese, soprattutto in questo particolare frangente storico. È necessario perciò il contributo solidale di tutti e la strada tracciata dal regolamento UE individua certamente un più equo perimetro di destinatari e criteri idonei ad attingere ai reali extraprofitti”.

In più, la nuova tassa “andrebbe in parte a colpire gli stessi utili già gravati dalla precedente norma sugli extraprofitti, recante profili di dubbia costituzionalità, e che per effetto della indeducibilità ai fini Ires porterebbe a generare una doppia (o tripla) imposizione sugli stessi utili”, mentre “gli anni considerati per il computo dei maggiori utili comprendono il periodo di fermo dell’economia per la crisi pandemica da Covid-19”.

Assocostieri e Assopetroli-Assoenergia sono “consapevoli della necessità di contribuire collettivamente in un periodo di crisi come quello attuale” ma “chiedono una tempestiva correzione della norma, in termini di maggior perequazione, andando ad individuare realmente i soggetti che hanno beneficiato di extra profitti”.