STAFFETTA QUOTIDIANA |Rete carburanti, sul filo del rasoio

Un settore in bilico tra baratro e rilancio

staffetta_quotidi_rassegnaC’è grande attesa per le nuove disposizioni in materia di contrasto alle frodi nella distribuzione carburanti che dovrebbero essere inserite nella prossima manovra di bilancio. Come lo scorso anno, i provvedimenti dovrebbero essere due, un decreto-legge in materia fiscale e il disegno di legge di bilancio vero e proprio. Nelle bozze di decreto-legge che circolano in queste ore non ci sono novità in materia. Bisognerà dunque aspettare lunedì, quando dovrebbe vedere la luce il disegno di legge di bilancio.

Il punto è che quella delle frodi è ancora la questione centrale per il settore della distribuzione carburanti. Per quanto la manifestazione Oikl&nonOil sia stata quest’anno molto vivace e partecipata (quanto a espositori, visitatori e convegni), il convitato di pietra resta sempre lo stesso. Fin da subito ha creato scalpore nei corridoi della fiera la presenza di un espositore particolarmente appariscente che offriva “in diretta” a chiunque lo chiedesse forniture di carburanti a “Platts meno”. Ora, che il Platts non sia il Vangelo è cosa certa, ed è molto probabile che un’accusa che si basi sul “sotto Platts” per dimostrare la provenienza illecita di prodotto difficilmente può reggere in tribunale. Detto questo, se ci sono code di autobotti slovene e croate presso un deposito di Roma (casualmente sotto la sede dell’Agenzia delle Dogane), se risulta economicamente sostenibile portare il prodotto dalla Slovenia al Sud Italia, Platts o non Platts c’è qualcosa che non va.

Girando per gli stand di Oil&nonOil l’allarme era generalizzato: rappresentanti di compagnie, retisti, trasportatori, fornitori di servizi, chiunque manifestava sorpresa, stupore e contrarietà di fronte a questa “novità”, a questo ennesimo segnale di cedimento, di deterioramento della situazione. Come ha detto Elisabetta Vianello alla trasmissione Petrolio di Rai1 la scorsa settimana: “il prossimo a vendermi prodotto sarà la camorra”.

Il presidente di Assopetroli Andrea Rossetti ha parlato della legge di Bilancio come ultimo treno. E ha ricordato il successo delle azioni messe in atto sul fronte delle false lettere di intento. Un fenomeno, quest’ultimo, che con rimedi non particolarmente complessi si è drasticamente ridotto. Determinando però lo spostamento su altre e nuove forme di frode, soprattutto gli scambi infracomunitari, testimoniando – se ce ne fosse ancora bisogno – che chi froda è molto più rapido di chi deve prevenire o reprimere.

Sarebbe un peccato mancare l’occasione della legge di Bilancio. Un peccato perché c’è un’intera classe di imprenditori, spesso alla seconda o terza generazione di gestione aziendale, che di fronte a questa minaccia ha fatto giocoforza fronte comune, superando spesso diffidenze e particolarismi, confrontandosi e condividendo esperienze e prospettive. Una classe di imprenditori con una gran voglia di rilancio, con idee per conquistare gli spazi lasciati liberi dalla ritirata di alcune delle compagnie.

Imprenditori che sono impegnati su diversi fronti, oltre a quello dell’illegalità. Come ad esempio quello della transizione energetica, con l’applicazione della Dafi e le varie roadmap sulla mobilità. Un fronte questo su cui è indispensabile avere un minimo di continuità negli input che vengono dalla politica, in modo da programmare investimenti e sviluppi. C’è ancora un notevole scetticismo nei confronti della mobilità elettrica (nonostante la stessa Assopetroli abbia avviato un confronto con Enel per risolvere problemi tecnici e contrattuali), sia per i tempi e i modi del rifornimento (non compatibili attualmente con il business della distribuzione) sia perché, in generale, si tratta, come per il car sharing, di attività strutturalmente in perdita, ad oggi.

Altro fronte è quello dei modelli di business: consorzi, condivisione di servizi, fusioni, acquisizioni, consolidamento, logistica, digitalizzazione. Tanti sono i punti da cui è possibile – in alcuni casi indispensabile – “fare rete”. Anche per creare nuovi punti di riferimento, nuovi standard, ed evitare che i nuovi standard siano stabiliti al ribasso, da chi fa leva sulle frodi.

Insomma, le forze e le idee non mancano, il passaggio generazionale alla guida delle aziende della distribuzione – ancora tutt’altro che compiuto e tutto ancora da raccontare – immette nuove energie nel settore. Se si riesce a chiudere la falla dell’illegalità, si potrà ricominciare a parlare con qualche certezza in più di un settore in fase di rilancio, nonostante il calo strutturale dei consumi. E non più di un settore “a perdere”, sul viale del tramonto.

 

 

 

13/10/2017

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