UE: FIT FOR 55, AGGIORNAMENTI IMPORTANTI

Via libera dalla Commissione Ue alla seconda gamba del pacchetto clima, il cosiddetto Fit for 55. L’Esecutivo europeo ha infatti approvato i seguenti provvedimenti: 

  1. Il pacchetto per decarbonizzare i mercati del gas, promuovere l’idrogeno e ridurre le emissioni di metano: prevede di facilitare l’accesso dei gas rinnovabili e a basse emissioni di carbonio alla rete del gas esistente, eliminando le tariffe per le interconnessioni transfrontaliere e abbassando le tariffe nei punti di immissione. Le nuove regole creano anche un sistema di certificazione per i gas a basse emissioni di carbonio, per completare il lavoro iniziato nella Direttiva sulle energie rinnovabili con la certificazione dei gas rinnovabili. Ciò per la Commissione garantirà parità di condizioni nella valutazione dell’intera impronta delle emissioni di gas a effetto serra dei diversi gas e consentirà agli Stati membri di confrontarli e considerarli efficacemente nel loro mix energetico.
    I piani di sviluppo della rete nazionale dovranno basarsi su uno scenario congiunto per elettricità, gas e idrogenoI piani di sviluppo dovrebbero inoltre essere allineati con i piani nazionali per l’energia e il clima, oltre che con il piano decennale di sviluppo della rete a livello dell’Ue. Gli operatori della rete del gas dovranno includere informazioni sull’infrastruttura che può essere dismessa o riutilizzata e ci saranno rapporti separati sullo sviluppo della rete dell’idrogeno per garantire che la costruzione del sistema dell’idrogeno si basi su una proiezione realistica della domanda.
    Sul fronte dell’idrogeno arriva una nuova struttura di governance – la Rete europea di operatori di rete per l’idrogeno (Ennoh) -, per promuovere un’infrastruttura dedicata all’idrogeno, il coordinamento transfrontaliero e la costruzione di reti di interconnessione ed elaborare regole tecniche specifiche. Lo prevede il pacchetto per decarbonizzare i mercati del gas, promuovere l’idrogeno e ridurre le emissioni di metano approvato dalla Commissione Ue.
    Non in ultimo, via libera all’appalto congiunto volontario degli Stati membri per disporre di scorte strategiche, in linea con le regole di concorrenza dell’Ue. La proposta estende inoltre le norme attuali alle energie rinnovabili e ai gas a basse emissioni di carbonio e introduce nuove disposizioni per coprire i rischi emergenti per la cybersicurezza. Infine, promuoverà un approccio più strategico allo stoccaggio del gas, integrando le considerazioni sullo stoccaggio nella valutazione del rischio a livello regionale. 
  2. La proposta di direttiva sulla performance energetica degli edifici: dispone che i piani nazionali di ristrutturazione degli edifici saranno completamente integrati nei Piani nazionali climatici ed energetici. Questi piani dovranno includere tabelle di marcia per l’eliminazione graduale dei combustibili fossili nel riscaldamento e nel raffreddamento entro il 2040, insieme a un percorso per trasformare il patrimonio edilizio nazionale a zero emissioni entro il 2050.
    Nessun incentivo finanziario dovrebbe essere dato per l’installazione di caldaie a combustibili fossili a partire dal 2027Gli Stati membri, inoltre, potranno vietare l’uso di combustibili fossili negli edifici. Le nuove regole inoltre incoraggiano l’uso delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (Tic) e le tecnologie smart per garantire che gli edifici funzionino in modo efficiente e chiede l’istituzione di banche dati digitali degli edifici. Per quanto riguarda la mobilità, la proposta sostiene poi l’installazione di infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici negli edifici residenziali e commerciali e prevede maggiore spazio per parcheggi dedicati alle biciclette.  
    La proposta dispone che vengano attuati certificati di prestazione energetica più chiari e con informazioni migliori. L’obbligo dell’attestato di certificazione energetica viene inoltre esteso agli edifici sottoposti a ristrutturazioni importanti, edifici per i quali si rinnova il contratto di locazione e tutti gli edifici pubblici. Le unità immobiliari che vengono offerte in vendita o in affitto devono avere anche un certificato e la classe di prestazione energetica dovrà essere indicata in tutti gli annunci. Entro il 2025, tutti i certificati dovranno essere armonizzati sulla base di una scala armonizzata da A a G.
    A partire dal 2030 tutti i nuovi edifici dovranno essere a emissioni zero
    , dal 2027 per la pubblica amministrazione. Emissioni zero – spiega la Commissione -, significa che gli edifici devono consumare poca energia, essere alimentati da fonti rinnovabili, per quanto possibile, non emettere emissioni di carbonio in loco da combustibili fossili e indicare il loro potenziale di riscaldamento globale in base alle loro emissioni durante l’intero ciclo di vita sulla loro prestazione energetica. 
  3. La comunicazione contenente proposte per rimuovere, riciclare e immagazzinare carbonio in modo sostenibile: dispone che entro il 2030 le iniziative di coltivazione del carbonio dovrebbero contribuire con 42 Mt di stoccaggio di CO2 ai pozzi di assorbimento naturali del carbonio in Europa, mentre 5 Mt di CO2 dovrebbero essere rimossi annualmente per essere stoccati permanentemente attraverso soluzioni tecnologiche. Entro la fine del 2022 la Commissione proporrà quindi un quadro normativo dell’Ue per la certificazione delle rimozioni di carbonio.
    Le misure per raggiungere questo obiettivo includono: promuovere le pratiche di coltivazione del carbonio nell’ambito della Politica agricola comune (Pac) e di altri programmi dell’Ue come la missione di ricerca “Soil deal for Europe” di Life e Horizon Europe, e attraverso finanziamenti pubblici nazionali e privati; standardizzare le metodologie di monitoraggio, comunicazione e verifica necessarie per fornire un quadro di certificazione chiaro e affidabile per l’agricoltura del carbonio, consentendo lo sviluppo di mercati del carbonio volontari; fornire una migliore conoscenza, gestione dei dati e servizi di consulenza su misura ai gestori del territorio, sia sulla terra che all’interno dell’ecosistema del carbonio blu.
    Inoltre, la Commissione si propone di sviluppare iniziative sul carbonio blu, poiché l’utilizzo di soluzioni basate sulla natura nelle zone umide costiere e nell’acquacoltura rigenerativa offre ulteriori vantaggi per la rigenerazione degli oceani, la produzione di ossigeno e la sicurezza alimentare. La Commissione avvierà anche un dialogo con le parti interessate con l’obiettivo di far sì che almeno il 20% dell’uso del carbonio nei prodotti chimici e di plastica provenga da fonti non fossili sostenibili entro il 2030. 
16/12/2021

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