UE: Previsioni economiche autunnali, crescita a rischio da colli bottiglia offerta e prezzi energia

Lo slancio di crescita sta affrontando nuovi venti contrari. Colli di bottiglia e interruzioni nel mondo dell’offerta gravano sull’attività nell’Ue, in particolare nel suo settore manifatturiero altamente integrato. Inoltre, dopo il forte calo nel 2020, i prezzi dell’energia, in particolare del gas naturale, sono aumentati a un ritmo tumultuoso nell’ultimo mese e sono ora ben al di sopra dei livelli pre-pandemia. Questo è destinato a pesare sui consumi e sugli investimenti. Lo rileva la Commissione Ue nelle previsioni economiche autunnali.  A tal proposito, il commissario all’Economia Paolo Gentiloni ha osservato che il quadro generale rimane positivo, ma dobbiamo rimanere vigile e agire secondo la necessità per garantire che questi venti contrari non mandino fuori rotta la ripresa. Anche se più mirato, il sostegno dei Governi e dell’Ue rimarrà essenziale affinché l’economia europea progredisca verso una crescita forte e sostenibile. La preoccupazione per l’attuazione del Pnrr da parte dell’Italia ovviamente c’è, perché chi conosce le difficoltà di esecuzione e attuazione dei piani europei non può non tenere alta l’attenzione. Adesso si stanno definendo gli accordi operazionali sulle date di erogazione, ma certamente l’impegno del Governo è notevole.

Le previsioni economiche autunnali pubblicate dalla Commissione Ue prevedono che:

  • L’economia dell’Ue continuerà ad espandersi raggiungendo un tasso di crescita del 5%, 4,3% e 2,5% rispettivamente nel 2021, 2022 e 2023. Per l’area euro il tasso di crescita si prevede identico a quello dell’Ue nel 2021 e nel 2022 e del 2,4% nel 2023.
  • L’occupazione nell’Ue crescerà a un tasso dello 0,8% quest’anno, dell’1% nel 2022 e 0,6% nel 2023. L’occupazione quindi supererà il livello pre-crisi il prossimo anno per crescere ancora nel 2023. La disoccupazione nell’Ue diminuirà perciò dal 7,1% di quest’anno al 6,7% e 6,5% rispettivamente nel 2022 e nel 2023. Nell’area dell’euro, il tasso è previsto al 7,9%, 7,5% e 7,3% in più i tre anni.
  • L’inflazione nell’area dell’euro dovrebbe raggiungere il picco del 2,4% nel 2021, prima di scendere al 2,2% nel 2022 e a  1,4% nel 2023, poiché i prezzi dell’energia dovrebbero stabilizzarsi gradualmente. Per l’Ue, l’inflazione è prevista a 2,6% nel 2021, 2,5% nel 2022 e 1,6% nel 2023.
  • Il rapporto debito/Pil dell’eurozona quest’anno aumenterà dal 99,3% al 100%, per poi scendere nel 2022 al 97,9% e al 97% nel 2023.
12/11/2021

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