UNEM, IL DIBATTITO ALL’ASSEMBLEA ANNUALE

Regina ad alzo zero sulle politiche energia-clima. Squeri e Murano su illegalità e razionalizzazione. Pichetto e Arrigoni sui biocarburanti

Grande partecipazione al convegno per l’assemblea annuale Unem del 4 luglio 2023, a Roma, che ha sancito il passaggio di consegne tra Claudio Spinaci e Gianni Murano. Tanto partecipato è stato l’evento, che a spiccare è stata l’assenza di esponenti di prima fila dell’Eni, probabilmente impegnati nel contemporaneo evento organizzato al gazometro con Irena.

Il dibattito, preceduto dalla densa conferenza stampa congiunta di Murano e Spinaci, ha spaziato dalle politiche europee su energia e clima alla razionalizzazione della rete, dalle frodi ai biocarburanti.

Il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto ha ricordato “la nostra richiesta in Europa, che è stata accolta in Giappone dal G7, di considerare i biocarburanti, qualora vi sia prova della neutralità tra emissione e captazione, tra i carburanti del tutto compatibili con gli obiettivi del Fit for 55. Perché – ha aggiunto – l’attenzione non deve essere tra motore elettrico o endotermico ma sulle emissioni”. Pichetto è tornato anche sull’obiettivo di 6,5 milioni di veicoli elettrici al 2030 contenuto nel nuovo Pniec, sottolineando che il precedente obiettivo di sei milioni non è stato raggiunto nelle sue tappe intermedie per via del Covid, della crisi energetica e di quella dei microchip. Quanto alla rete carburanti, il ministro ha espresso perplessità sugli obiettivi di chiusura più o meno forzata di punti vendita: “3-4mila punti vendita sono considerati sotto soglia ma svolgono una funzione sociale”, ha detto. “È una valutazione da fare al tavolo Mimit. Ma è una programmazione su cui ho qualche riserva, la trovo un po’ sovietica”, ha concluso.

Di rete ha parlato il responsabile Energia di Forza Italia Luca Squeri: “trenta anni fa in questa assemblea c’erano nove compagnie che gestivano il 90% della rete, oggi sono 4 e non gestiscono nemmeno il 50% della rete di distribuzione”. Squeri ha poi sottolineato la persistenza dell’illegalità nel settore che determina “un abbattimento del prezzo che giova a chi non rispetta le regole e mortifica chi le rispetta”, e ha indicato la necessità di un efficientamento della rete, sottolineando che ci sono almeno 4-5.000 punti vendita con meno di 300mila litri di erogato”.

Secondo il presidente del Gse Paolo Arrigoni è “inaccettabile che dopo il 2035 le auto con motore a combustione siano bandite salvo che vadano a e-fuel. Bene fa il governo dunque a cercare di modificare l’allegato della direttiva Red III per ampliare le materie prime per i biocarburanti e per inserirli nella tassonomia”. Secondo Arrigoni servono anche contributi alla conversione delle raffinerie in bio ed è necessario modificare il meccanismo dei Certificati bianchi per il rinnovo delle flotte includendovi anche i mezzi a biocarburanti”.

Aurelio Regina, presidente del Gruppo Tecnico Energia di Confindustria, ha chiesto alla platea un applauso a Spinaci “per la collaborazione” con Confindustria e rivolto un benvenuto a Murano. “L’Europa – ha poi detto – ha preferito slogan e prescrizioni molto rigide senza rendersi conto che i sistemi industriali sono molto diversi da paese a paese. Un approccio ideologico – ha aggiunto – supportato da organizzazioni e paesi che in modo speculativo fanno gli ambientalisti e sviluppano soluzioni ambientali e poi ci vendono i fossili a noi. Fanno soldi vendendo il gas a noi e poi nei loro paesi fanno gli ambientalisti”. Il tutto “senza analisi costi/benefici, senza valutare la maturità delle soluzioni né le interazioni all’interno dei sistemi produttivi. Con un mondo del futuro tutto basato sull’elettrico”, senza considerare che “se elettrificassimo tutti i consumi della mobilità e del domestico dovremmo raddoppiare i consumi a 650 TWh, mentre non riusciamo a fare neanche 2 GW di rinnovabili all’anno. Come pensiamo di sostituire i consumi e sostenerne di nuovi? È un’utopia, un disegno irrealistico”. Senza contare che l’Italia ha un problema di gap di prezzi rispetto ai concorrenti: “i prezzi energetici sono molto diminuiti ma sono ancora più del doppio rispetto al 2019. Sono sostenibili ma non nei confronti di Francia e Germania, rispetto ai quali siamo il 60% più in alto. Come possiamo competere?”. Ce n’è anche per il governo che, ha proseguito Regina, nell’ultimo DL Bollette “ha dimenticato di rinnovare i crediti di imposta per le imprese”, con il risultato che “in un giorno i costi energetici per le industrie sono aumentati del 35%”. Infine, sui biocarburanti: “il lavoro e lo sforzo del sistema industriale italiano è importante, per cui non sostenerli fino alla fine sarebbe un delitto”.

Paola De Micheli, della segreteria PD, già ministra delle Infrastrutture, si è soffermata sul bando dei motori termici al 2035: “un’indicazione così radicale – ha detto – ha fatto correre il rischio che la contrapposizione determinasse un enorme problema industriale in Italia e in Europa. Non è un’ideologia avulsa – ha aggiunto – ma manca il realismo. Per la transizione all’elettrico serve una politica industriale più chiara, già dalla legge di bilancio, non solo sulla domanda ma anche sull’offerta, magari con un automatismo tipo Industria 4.0, con più sostegno alla ricerca e sviluppo; bisogna lavorare di più sul fronte merci; e serve una regolamentazione dei grandi centri urbani”.

Nicola Procaccini, eurodeputato Fdi, ha invece parlato di “strabismo o cecità completa delle politiche europee sulle rinnovabili e sui biocarburanti in particolare”.

Enrique Enrich, presidente e a.d. di Scania Italia, si è chiesto “l’elettrico è il punto di arrivo ma nel frattempo? L’idrogeno è meno efficiente dell’elettrico, ma non è giusto che dobbiamo pagare penali altissime al 2035 e 2040, talmente alte che mettono in gioco l’esistenza del settore. E anche sullo standard Euro VII: oggi nessuno può dire come sarà, ma comunque arriverà nel 2027”.

Gianni Murano è poi intervenuto sulla razionalizzazione della rete che, ha detto, “serve per combattere l’illegalità”. Un fenomeno, ha aggiunto, di cui “c’è ancora una sacca che va estirpata. Anche solo il 5 per cento sono due miliardi di euro. Va chiuso il cerchio della digitalizzazione, vanno semplificate le chiusure e servono introdotti fondi per la razionalizzazione”. Quanto al “cartellone o treppiedi – ha detto ancora – lo abbiamo digerito ma è importante che ci sia un’appropriata campagna di comunicazione”.

Anche Vinicio Peluffo e Massimiliano De Toma hanno sottolineato l’importanza di incentivi alla razionalizzazione, mentre il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, in un messaggio videoregistrato ha lodato la presidenza Spinaci “in una fase molto impegnativa per il settore” ed espresso i propri auguri a Murano che “raccoglierà il testimone con altrettanta determinazione”.